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May. 12th, 2008

  • 2:53 PM
pensante


Giorni fa ho ricevuto questo dettagliato e interessante commento da parte di Bluezeit, e mi sono riservato di rispondere con la calma che merita. Visto che si tratta di un argomento che potrebbe interessare a chiunque si diletta di scrittura, ho pensato di trasformare il commento in un post :)
L'argomento trattato è uno dei più discussi in questo blog: la "pubblicabilità" di certi generi letterari da parte di scrittori italiani, e la loro diffusione...
Dunque, eccovi dapprima le valutazioni di Bluezeit, e quindi la mia risposta... più interattivi di così! :)



- in Italia ci sono più di una casa editrice che pubblica fantascienza, e ci sono le fanzine (su carta e elettroniche) che spesso sono ancor più selettive, ma pubblicano;
- forse è il pubblico dei lettori che è scarso (forse perché la fantascienza è diventata, o è voluta diventare, una letteratura di élite troppo seriosa e poco avvezza a far divertire);
- gli stessi autori di fantascienza leggono poco e il fandom molto spesso è attraversato da suddivisioni e gelosie/ostilità (è mia impressione, non frequento il fandom)
- lo scorso anno una Casa editrice (non faccio nomi perché potrebbe essere considerato spam, ma basta cercare in rete ed è facile da trovare) specializzata in fantascienza ha dichiarato fallimento. Subito è stata rimpiazzata da un'altra società che ne ha rilevato il catalogo e le pubblicazioni. hanno pubblicato e pubblicano un'enormità di autori italiani. (Per mia esperienza personale: leggono tutto ciò che ricevono e ti rispondono pure, ma proprio per questo occorre avere pazienza e aspettare anche più di sei mesi, ma ti rispondono;
- in passato ho pubblicato su fanzine, ora ho pubblicato anche alcuni racconti su rivista così detta professionale, inviando i manoscritti spontaneamente, senza conoscere nessuno della redazione. Alcuni sono stati rifiutati (con motivazione) altri sono stati accettati. Le possibilità di pubblicare a mio parere ci sono e se gli scrittori fossero anche grandi lettori, forse ci sarebbe qualche spazio in più.
- Ci sono almeno 3/4 case editrici specializzate e almeno tre riviste (professionali), oltre alla da te citata Urania, che pubblicano fantascienza; io ho avuto a che fare solo con una e ho avuto l'impressione che pur leggendo tutto siano piuttosto selettivi (soddisfazione maggiore quando capita che venga accettato un proprio lavoro);
- le possibilità di pubblicare ci sono, ma non si mangia con la fantascienza, almeno che non si vinca il Premio Galassi-Città di Piacenza che prevede premi in cibarie varie.
- per quanto riguarda pubblicare on-line, è una scelta che a me piace poco in quanto data la mia età (dovrei essere della generazione precedente la tua) faccio fatica ad adattarmi a leggere a video e stampare un lavoro, magari lungo, per poi magari scoprire che non ne valeva la pena mi scoccia un po', però si tratta di una scelta "giovane" e probabilmente tra dieci anni si pubblicherà solo o principalmente in formato elettronico.

Dunque... la carne al fuoco è tanta.
Nello specifico della fantascienza (e dell'horror, aggiungo io), occorrerebbe capire cosa si intende esattamente per questi due generi. E' vero che le "contaminazioni" hanno qualche margine di vendita. Per esempio i thriller fantascientifici, come "Bay City", vendono benino. Idem per i thriller con dosi di horror. Sono i prodotti "puri" che hanno poco mercato. Ricordando sempre che io sto parlando di scrittori italiani! E comunque la fantascienza ha vita difficile un po' ovunque, nel mondo :( 
Un po' capisco i motivi di questa crisi. Era facile scrivere di androidi intelligenti, viaggi spaziali, supercomputer, quando tutto questo sembrava decisamente lontano dalla realtà. Ora viviamo in un presente fatto di novità tecnologiche sempre più soprendenti di giorno in giorno: è difficile stupire il lettore con qualcosa che abbia al contempo il senso del "weird" e un certo realismo.
Seconda cosa: è vero, esistono le fanzine, anche cartacee... Ottimi lavori di persone esperte e appassionate. Però, diciamoci la verità, quando vendono? Quanti lettori hanno? A questo punto si "rischia" di avere più visibilità autoproducendo un eBook e facendo un po' di marketing in rete.
Attenzione: non voglio assolutamente sminuire l'importanza e la bellezza di fanzine e fandom, ma mi sembrano prodotti molto di nicchia, anche più degli eBook. Che siano attraversati da gelosie, ne ho avuto anch'io qualche eco, ma non ne so moltissimo...
Sul fatto che spesso gli scrittori siano pessimi lettori, è assolutamente vero. Io cerco di leggere molti libri all'anno, ma ci sono molti che sognano di scrivere e che in realtà leggono poco, o comunque solo di uno o due autori (generalemente quelli che si vuole emulare, come l'amante del fantasy che vuole diventare il nuovo Tolkien etc etc)
Gli esordienti poi hanno davvero pochissime attenzioni, quindi molti passano totalmente inosservati, al di là dei loro meriti e demeriti. In rete continuo a leggere boiate del tipo che gli scrittori italiani "di genere" vendono poco perchè fanno schifo, ma mi rifiuto di dar credito a una generalizzazione così banale. Anche perchè mi è capitato di leggere diversi romanzi di esordienti anglofoni (pubblicati con signore case editrici) che facevano letteralmente cagare :)
Che non si mangi con la fantascienza, e con la scrittura in generale, è scientificamente provato :(  Però almeno rientrare nelle spese, sarebbe un bel traguardo :)
Pubblicare online è una scelta che a molti non piace, ma finora mi sono trovato bene... ho qualche decina di lettori affezionati, e devo dire che in giro c'è di peggio, specialmente per chi ha pubblicato con finte case editrici a pagamento, o solo su Lulu.com, che è diventato dispersivo in modo assurdo. Ovviamente pubblicare online non può essere un traguardo, ma solo uno step in più verso una meta più ambiziosa, che magari non arriverà mai. Ne sono consapevole....


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Comments

(Anonymous) wrote:
May. 12th, 2008 02:39 pm (UTC)
wow, non pensavo di meritare addirittura un post.
speriamo che ne vengano fuori degli spunti interessanti.
Vorrei solo aggiungere due cose:
- le case editrici alle quali mi riferivo, pubblicano molti autori italiani. Non so se posso fare nomi, ma basta andare a vedere i vincitori del Premio Italia dell'anno scorso e verificare quali sono e chi li pubblica. Sono molti gli scrittori italiani, e in questi anni sono stati anche molti gli esordienti, che hanno pubblicato sia romanzi che racconti. In certi ambienti in rete si legge che non esiste fantascienza italiana: guarda caso proprio in questi giorni esce il cinquantesimo numero di una rivista che pubblica quasi solo autori italiani. Non viene distribuita in libreria perché la casa editrice ha fatto la scelta di vendere i propri libri solo per posta, ma 50 numeri sono parecchi e a occhio e croce l'80-85% dei lavori pubblicati (sia narrativa che saggistica) sono di autori italiani;
- concordo con la tua affermazione che le fanzine siano pubblicazioni di nicchia (spesso stampano sì e no qualche decina di copie). A mio parare il loro grande vantaggio, per l'autore, è che chi le compra le legge e quindi si raggiunge il risultato di essere letti da appassionati del genere. Mi è capitato in passato di ricevere dei rifiuti, dagli "editor" di alcune fanzine, talmente circostanziati e articolati che alla fine non si poteva non essere d'accordo. Anche in quel caso ho ottenuto un risultato: sono stato letto e recensito, da una persona soltanto, ma comunque esperta e appassionata del genere.
Mi scuso per i post lunghi
un saluto a tutti
bluzeit

(Anonymous) wrote:
May. 12th, 2008 03:26 pm (UTC)
Beh, che ci sia crisi nella fantascienza, nel mio piccolo, l'ho notato con i miei ebook. Il desiderio di mordere (horror) ha avuto più di 200 download. Address (fantascienza) ne ha avuti una ventina... 10 a 1 :(

Quanto agli scrittori che non leggono... mi hai ricordato una mail ricevuta qualche tempo fa da uno scrittore esordiente. Mi chiedeva come facevo a leggere tanto. Lui non leggeva neppure un libro all'anno... però amava scrivere tantissimo, scrivere era tutta la sua vita.
Chissà... non ho mai avuto il piacere di leggere qualcosa di suo, magari è bravissimo però... se non legge, da dove gli è nato l'amore per scrivere? Boh!

Glauco
[info]arcadivina.blogspot.com wrote:
May. 12th, 2008 11:10 pm (UTC)
Ciao Alex,
Ti chiedo scusa da subito perchè sarà di nuovo un commento lunghissimo ;)
Post interessante che mi ha fatto riflettere su alcune cose.

Allora, innanzitutto ho scaricato Nevicata, e appena avrò tempo lo leggerò, anche se come ti ho già detto non amo leggere sul monitor (la stampante è fuori uso al momento).
Comunque gli ho dato una breve occhiata (la curiosità era forte) e credo di aver notato un errorino...
La linetta per i dialoghi non dovrebbe essere questa: "-" perchè questo è il trattino. Ci vuole quella lunga ;)
Stai attento a queste cose prima di spedire.
Se poi ho detto una cavolata mi scuso, ma sono abbastanza sicura.

Ora passo all'argomento del tuo post, schematizzo per i punti che mi hanno colpito e di cui voglio dire la mia.

1- Crisi della fantascienza.
A mio avviso per capire il perchè un genere sia in fase di declino bisogna cercare di capire cosa succedeva quando la fantascienza era al suo periodo d'oro. Credo che il suo periodo più splendente sia stato collegato alla scoperta spaziale e alla guerra fredda.
La guerra fredda percorre molti racconti di fantascienza. C'era paura, ma c'era speranza per il futuro. La fantascienza allora parlava alle persone, di paure e speranze che le persone capivano bene.
Da intendere: gli americani. Non c'è da stupirsi che in Italia il genere non sia, diciamo, sbocciato. Noi vivevamo altri problemi.
Oggi come oggi proporre un racconto di fantascienza ripercorrendo la vecchia strada della scoperta dello spazio forse coinvolgerebbe solo gli appassionati del genere, ma non parlerebbe alle persone. Perchè non è un problema/speranza attuale. Con questo non voglio dire che non si possa scrivere, voglio dire soltanto che bisogna anche capire di cosa si sta parlando e perchè si sta parlando di quel determinato argomento.
Secondo me la fantascienza migliore degli ultimi 10 anni (gli anni di internet) viene rappresentata da un film: la trilogia di Matrix. Se quel film è così amato e popolare non credo che sia solo perchè i combattimenti sono fighi e c'è azione. Ma perchè parla di qualcosa che ci riguarda.
Insomma, come vedi dico un po' il contrario di quello che dici tu: la fantascienza è tanto più valida quanto più è vicina alla realtà. Oggi come oggi l'androide e il super computer sono più distanti dalla realtà di ieri, quando sembravano invece possibili.
Ma il Tecno nucleo e la Megasfera, la Matrice e la manipolazione genetica invece sono cose molto vicine a noi.

2- Lo scrittore che è un pessimo lettore:
Questa è una cosa che detesto. Lo scrittore che non legge non è uno scrittore, ma uno che non ha nulla da fare e ha deciso di sprecare il suo tempo. Vi immaginereste un musicista che non ascolta musica?
L'amore per la scrittura nasce da quello per la lettura. Non si possono distaccare le cose. Lo scrittore ha un bisogno patologico di leggere, e questo viene forse prima di quello di scrivere. Lo scrittore ha bisogno di storie e di PAROLE.
Chi non sente questo bisogno secondo me deve cambiare aspirazione, perchè sta perdendo il suo tempo. Inoltre può scrivere tutto il giorno che senza la lettura non migliorerà mai.
Scusa lo sfogo, ma è proprio una cosa che mi da fastidio questa!

3- Scrittori italiani di genere:
Devo essere sincera, non leggo italiani di genere. Ma per difendermi devo dire una cosa: io non li trovo. In liberia a parte Evangelisti non ne trovo. Evangelisti non ha nulla da invidiare agli autori stranieri. La Troisi (l'unica autrice fantasy che si trova) invece... lascia a desiderare.
Comunque sono pure riuscita a dare un'occhiata a un libro del famoso D'Angelo. Sono apparsi in ordine un elfo, un nano e un guerriero e ho chiuso il libro.
In ogni caso io pure mi rifiuto di credere che facciano tutti schifo.
Penso piuttosto che in Italia ci sia qualcosa che non va nel mercato editoriale. C'è molto che non va in realtà.

Per concludere, pubblicare online va bene, però visto che ci sei spedisci Nevicata a qualche editore, ma prima assicurati di aver usato la giusta linetta di dialogo ;)

Ah, un'ultima cosa.
In questo post e nei commenti si è parlato di case editrici che valutano manoscritti e di fanzine che rispondono. Non avete voluto fare nomi, ma io vi chiedo, fateli questi nomi! Possono essere utili anche agli altri.

A presto,
Nick Truth
[info]mcnab75 wrote:
May. 13th, 2008 01:38 pm (UTC)
Argomentazioni interessanti... grazie!
Rispondo volentieri a ciascuno di voi singolarmente.
Dunque, iniziamo dal famigerato trattino per i daloghi :) Devo dire che io usavo quello lungo di default, ma la mia "editor" mi ha corretto sostituendolo con quello breve :o) Magari sbaglia lei, si capisce! Ovviamente la speranza è che un eventuale editore valuti stile e contenuti, ma non è affatto così scontato :P

Sulla fantascienza, in parte ti dò ragione. Va ancora benino quella che ha come tema internet e sue evoluzioni varie & eventuali. Proprio in stile Matrix.
Però la fantascienza "pura"(astronavi e robottoni) se la filano davvero in pochi. Senz'altro è perchè sono cambiati i tempi... hai ragione.
Magari sarà una cosa ciclica:un tempo anche il fantasy non se lo filava nessuno! E ora..

Sugli scrittori italini, ti assicuro che ce ne sono di bravissimi di ogni genere. E' difficile che abbiano spazio, quello sì! Purtroppo il nome italiano (anche se sconosciuto) sembra essere sinonimo di garanzia, anche se spesso non è così!
Ma questo è un problema che spazia oltre la letteratura: abbiamo poca stima di noi stessi, come paese, e quindi anche artisticamente ci sottovalutiamo. Solo in campo calcistico siamo nazionalisti :(
[info]arcadivina.blogspot.com wrote:
May. 13th, 2008 02:30 pm (UTC)
Devo ribattere sul trattino, perchè mi hai messo in dubbio :D

Sono andata a cercare su uno dei miei testi dell'Università. Per i dialoghi devi usare il trattino lungo (o le virgolette). Il trattino breve si usa per unire due parole tipo "l'incontro-scontro" e anche in altri casi.
Il libro che sono andata a guardare si chiama "Prontuario di punteggiatura" di Bice Mortara Garavelli, è una fonte autorevolissima.

Per gli scrittori italiani: sono sicura che ce ne siano di bravissimi di ogni genere, ma purtroppo sono anche sicura che non si trovano.
E non è giusto comunque. Io non voglio andare a cercare in rete, io voglio che il libro mi guardi dallo scaffale e che mi dica "leggimi, leggimi!"
E vorrei che me lo dicessero anche autori che parlano la mia lingua.

Comunque cercherò qualche libro degli autori di cui si è parlato in questi commenti.
E ringrazio anche Bluzeit che ha fatto nomi di autori e di case editrici.

A presto,
Nick Truth

(Anonymous) wrote:
May. 13th, 2008 09:02 am (UTC)
Post molto interessanti
Se Alessandro dice che si possono fare nomi di case editrici (ne conosco due o tre anche se ho avuto a che fare solo con una) li farò.
per quanto riguarda autori italiani, molto validi e spesso tradotti anche all'estero, potrei citare tra gli altri Lino Aldani, Bruno Vitiello, Donato Altomare, Mario Antonio Miglieruolo, Renato Pestriniero, Pier Francesco Prosperi, che sono quelli dei quali ho letto di più e che preferisco. Ma ce ne sono tanti altri.
Riguardo alla fantascienza che non avrebbe attecchito in Italia in passato, non sono d'accordo, anche perché alcuni degli autori che ho citato pubblicano già dagli anni '60 (da un libro di Pestriniero fu tratto anche un film).
I loro libri si trovano a fatica nelle librerie, perché pubblicano per case editrici che vendono principlamente per corrispondenza e on line, ma in questo contesto siamo on line e pertanto non è difficile poter ordinare i loro lavori.
un saluto
Bluzeit
[info]mcnab75 wrote:
May. 13th, 2008 01:41 pm (UTC)
Fai pure i nomi delle case editrici, non c'è nessunissimo problema, anzi!
Degli autori da te citati ne conosco un 50%, e devo dire che sono molto validi. Il fatto è che hanno un riscontro limitato, rispetto alle loro ottime capacità :(
E' assolutamente un bene che vendano online, tuttavia sogno un futuro in cui sia possibile acquistare i loro romanzi anche in libreria, che rimane ancora la fonte primaria per ogni scrittore...
(Anonymous) wrote:
May. 13th, 2008 10:28 am (UTC)
Argh, che postone e che commentoni. Da scrittore di (quasi) fantascienza dico la mia, e scusate se sembro antipatico ma... evidentemente lo sono.

- Io per pubblicare intendo "libro stampato che si trova in libreria, al limite se lo si ordina". Per qualsiasi altra forma di stampa, vendita, pubblicità e distribuzione preferisco restare sul blog: non ci guadagno nulla lo stesso ma almeno è MIO e ci scrivo quello che cavolo mi pare. Questo vuol dire che per pubblicare fantascienza in Italia ci sono le seguenti case editrici:

La Delos, che pubblica il vincitore di un concorso mix fantasy/fantastico.

La Nord, che al momento non dà comunque troppo spazio agli italiani.

La Mondadori, che pubblica il vincitore del premio Urania.

Tolte queste 3 possibilità (che poi si riducono a due concorsi, cioè 2 libri di esordienti l'anno in totale) io NON CONOSCO altre case editrici che pubblicano fantascienza di emergenti e personalmente SCONSIGLIO A QUALUNQUE SCRITTORE EMERGENTE di scrivere fantascienza perchè NESSUN PICCOLO EDITORE (quelli con cui si dovrebbe iniziare) vorrà valutarvi e comunque non arriverete mai in libreria se non vincendo un concorso.

- Questo ovviamente non vale se non siete emergenti: un buon curriculum letterario vi renderà comunque "valutabili" da qualsiasi editore. Ma questo mi pare ovvio, no?

- Che la fantascienza non piaccia non è affatto vero. Quando escono i vari Matrix o Guerre Stellari c'è la fila fuori dal cinema e se non lo vedi sei OUT. L'ultimo in ordine di arrivo è stato Io sono leggenda, e anche se era orrendo mi pare lo abbiano visto tutti.

- Generalmente i libri di fantascienza italiani sono brutti, ma non è un problema legato alla fantascienza stessa: bisognerebbe essere in grado di interpretare la realtà moderna in un certo modo creando una fantascienza nuova, ma se gli autori sono fossilizzati su boiate di 30 anni fa non è colpa del genere. Vi ricordo che anche Arancia Meccanica è un film di fantascienza (è ambientato nel futuro e si sperimenta un macchinario per il controllo della mente) non bisogna per forza metterci astronavi e spade laser.

- Che si debba leggere per scrivere è un assunto che ha poco senso. Bisogna avere cultura per scrivere BENE, e la cultura si può costruire leggendo ma non solo e non necessariamente. Secondo me bisogna prima di tutto scrivere, per scrivere.

- Gli editori preferiscono puntare su stranieri perché si vendono meglio, perché i lettori sono affascinati da ciò che è diverso e lontano. Questo spiega anche il proliferare di libri argentini e sudamericani che con un autore italiano non venderebbero mezza copia. Il pubblicare solo vincitori di concorsi è un'altra tecnica di marketing: il bollino "vincitore di" sopperisce al fatto che il nome sia di un povero sfigato italiano.

- Ancora, ribadisco, se volete scrivere fantascienza il consiglio è scrivere prima altro e solo in un secondo tempo dedicarvi alla fantascienza, quando avrete un editore che per lo meno acconsentirà a valutare il vostro manoscritto. Meglio ancora, fate come me: non nominate nemmeno la parola fantascienza, ma chiamate il vostro lavoro "romanzo fantastico sullo stile di Harry Potter in cui la magia è sostituita da invenzioni tecnologiche".

Chissà, almeno così forse qualche editore ci casca e se lo legge.

Simone
[info]mcnab75 wrote:
May. 13th, 2008 01:50 pm (UTC)
Sulla questione delle case editrici, non hai tutti i torti. In sostanza è quello che dicevo io nel post: piuttosto che puntare a una (pur rispettabilissima) fanzine con cinquanta lettori, mi pubblico un eBook e, se sono bravo, di lettori ne tiro su mezzo migliaio.

Concordo anche sui nomi delle case editrici medio-grandi che pubblicano fantascienza in Italia. E riguardo alla Delos nutro qualche riserva: pubblicano titoli molto vecchi a prezzi elevati, oppure libri nuovi ma che vendono solo online...

L'osservazione su spade laser e astronavi è ciò che dicevo io: occorrerebbe riadattare la parola "fantascienza" a un concetto più attuale. Guerre Stellari lo avranno anche visto in tanti, ma per me è un film fantasy e non di fantascienza!
Così come "Io sono leggenda" (che a me è piaciuto ^_^) è un horror catastrofico e NON fantascienza. Come ha scritto Nick, l'unico film di vera fantascienza che ha funzionato nell'ultimo decennio, reinventando il genere, è Matrix.

Per me occorre amare la lettura per volere scrivere. Non mi sembra un assunto insensato. Viene da sé che per scrivere bene bisogna studiare (non intendo necessariamente prendere una laurea), e lo studio si fa leggendo. Invece molti aspiranti scrittori non sanno nemmeno la grammatica di base... però si credono geniali. Sarà!

Concordo la tua considerazione sulle tendenze esterofile del nostro mercato. Anche se continua a sembrarmi una cazzata... Dovremmo fare come i francesi, che si sovrastimano e si amano, come popolo. Il contrario di noi...
(Anonymous) wrote:
May. 13th, 2008 02:20 pm (UTC)
La Delos è il miglior piccolo editore italiano, con tutti i pregi e i difetti che automaticamente questo comporta.

Il film di fantascienza che mi è piaciuto di più ultimamente è stato "i figli degli uomini", magari troppo violento ma con un messaggio forte e preciso. Il primo Matrix è molto bello e ha reinventato il "look" della fantascienza, ma i contenuti ricordano un po' i vecchi Ubik e tematiche anni '50 e gli altri due... vabbe' mi astengo dal commentare.

La scrittura secondo me è uno strumento espressivo come ce ne sono tanti altri (anche se non li metto tutti sullo stesso livello), e non vedo per quale motivo il mezzo di "input" debba essere lo stesso di "output". Forse il discorso meriterebbe un post di approfondimento... comunque Beethoven dopo essere diventato sordo ha composto musica per altri 25 anni e Cartier Bresson (il più grande fotografo di sempre) negli ultimi anni di vita dichiarava di non essere interessato alla fotografia.

L'esterofilia c'è un po' anche all'estero, è un sentimento umano. Si può vendere un libro con un paio di chiappe in copertina, con un nome affascinante... o con tutte e due le cose ^^

Simone
(Anonymous) wrote:
May. 13th, 2008 12:05 pm (UTC)
A mio avviso i film di fantascienza hanno ancora successo perché divertono, sono avvincenti e colpiscono, cosa che la fantascienza scritta fatica adare. Qui mi riallaccio al discorso del mio post iniziale, mi sembra che in questi ultimi anni (forse 20) gli autori di fantascienza scrivano più per sé stessi, o per una ristretta élite, e non si curino di "fascinare" un pubblico di lettori più vasto, ma soprattutto non di genere.

Che la fantascienza italiana sia generalmente brutta è un'affermazione, a mio avviso, un po' riduttiva: occorre per lo meno avere letto alcune decina di libri per avanzare giudizi di sistema. Gli autori che ho elencato in precedenza sono solo la punta dell'iceberg. forse vale la pena leggere qualcosa.

Per le case editrici: fino all'anno scorso c'era anche la Perseo Libri che ha chiuso, ma è stata sostituita dalla Elara Libri e che ha in catalogo credo circa un centinaio di libri e riviste con autori italiani (e non sono pochi). Non si può negare l'esistenza di una rivista come Futuro Europa, che si chiama rivista solo perché periodica, ma che è strutturata come un libro vero e proprio, e pubblica esclusivamente autori non anglo americani dei quali circa l'80-85% sono italiani (con molti esordienti): forse vale la pena darci un'occhiata.
C'è anche Nova sf che pubblica italiani (in questo caso non esordienti ma che hanno spesso esordito su Futuro Europa).
C'è Robot (la conosco di meno) qualche volta pubblica italiani (ma non so quali siano le modalità).
La case editrice "Edizioni della Vigna" (credo si chiama così), è nata da poco, ma sembrerebbe promettere cose interessanti e sul sito si legge che sono interessati a leggere esordienti.

Ci sono poi le fanzine cartacee e online che oramai non seguo più, ma che non si può negare che esistano e spesso sono ottima palestra e ci si può leggere cose interessanti (avendone il tempo).

Non dico che ci siano spazi enormi, ma qualcuno c'è. A mio avviso non bisogna avere fretta. Ci ho messo 3-4 anni prima di riuscire a fare accettare un mio racconto da una rivista così detta professionale, e da quando l'ho spedito a quando ho ricevuto risposta sono passati 10 mesi; l'anno dopo è stato accettato un altro racconto e poi un altro e così via. oltre tutto mi sono stati accettati anche racconti che avevo già pubblicato su fanzine, (l'inediticità non era un dogma, bastava detenere i diritti).

Riguardo all'importanza di leggere, a mio parere è estremamente vitale se si ha la velleità di scrivere e, soprattutto, farsi leggere da altri.
Se si scrive per sé stessi, si può anche evitare di leggere, ma se si ha l'aspirazione di farsi leggere da altri non credo ci si possa arroccare sui propri scritti e basta.
ma sono tutte opinioni personali.
post lungo anche questo (me ne scuso)
un saluto
bluzeit




[info]mcnab75 wrote:
May. 13th, 2008 01:53 pm (UTC)
Al contrario: ti ringrazio per i tuoi interessantissimi post! Sei il benvenuto! E grazie anche per aver acceso una discussione così interessante.

Rispetto a queste tue nuove argomentazioni, non concordo solo con l'affermazione "non bisogna avere fretta". In realtà è mia indole caratteriale cercare risultati a breve termine, e 3-4 anni per me sono troppo tempo!
Ma, come già detto, questo è un problema mio, non è che il mio atteggiarsi sia giusto... anzi, forse proprio la pazienza sarebbe l'arma giusta.

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