In occasione della recente ripubblicazione di questo romanzo per Urania Horror, vi ripropongo la recensione fatta a suo tempo e ora riveduta. Nota bene: il romanzo, originariamente proposto da Mondadori in versione cartonata, era stato intitolato Zombie Island. Nella versione Urania riprende il suo titolo originale, Monster Island.
Monster Island
di David Wellington (Monster Island: A Zombie Novel, 2006)
Traduzione di Silvia Montis
Mondadori Editore
collana Urania Horror n. 2
pag. 296, euro 4,50.
Sinossi
Il mondo è in mano agli zombi. La razza umana sopravvive solo in poche aree depresse del pianeta, organizzata in stati-roccaforte. In uno di questi, il Somaliland, la reggente si ammala di AIDS e l'unico luogo in cui c'è speranza di trovare i farmaci antiretrovirali è la sede centrale delle Nazioni Unite, nella remota Manhattan.
Alla volta dell'isola totalmente abitata da morti viventi, parte una spedizione capitanata da Dekalb, ex osservatore dell'Onu. Nell'istante che il gruppo mette piede a Manhattan, la caccia ha inizio e Dekalb e le sue guerriere scopriranno immediatamente di essere la preda.
Commento
Diciamoci la verità, di libri che parlano di zombie ce ne sono veramente pochi, a dispetto di un’imponente tradizione cartacea su vampiri, fantasmi e streghe. Lo zombie, mostro-icona degli anni ‘70-‘80, tornato in auge recentemente grazie a un famoso remake, ha trovato solo ultimamente una sua (difficile) collocazione romanzesca.
Questo libro di David Wellington è l’esempio di quanto sia possibile scrivere di zombie senza scadere nel semplicistico(come le novelization dei videogiochi di Resident Evil, godibili ma non memorabili) e rispettando le tematiche care al padre del genere, George A. Romero.
Nel romanzo in questione, la civiltà è già caduta, il mondo è prossimo alla sua fine e solo pochi vivi resistono in stati fortificati, prevalentemente del terzo mondo, dove la gente è da sempre abituata alla spietata legge della sopravvivenza. In uno di questi paesi, la Somalia, la presidentessa si ammala di AIDS, senza avere la possibilità di recuperare i medicinali per curarsi, visto che i pochi ospedali africani sono stati già saccheggiati dai “vivi” in fuga dagli zombie sempre più numerosi. La salvezza, rappresentata da retrovirus contro l’HIV, è dunque la sede delle Nazioni Unite, a Manhattan, unico luogo dove certamente sono rimasti ancora questi medicinali.
Alla volta dell'isola, totalmente abitata da morti viventi, parte una spedizione di soldatesse africane adolescenti, armate fino ai denti e pronte a tutto, capitanate da Dekalb, ex osservatore ONU. Per essere sicuri della fedeltà di Dekalb la regina ha preso in ostaggio la sua giovane figlia. Nell'istante in cui il gruppo mette piede a Manhattan, la caccia ha inizio.
L’autore coinvolge immediatamente i lettori in una corsa contro il tempo nella cornice di una New York spettrale e pericolosamente mortale. I “vivi” sono le prede, ambiti da centinaia di migliaia di zombi affamati che oramai padroneggiano la città, più di tutte, simbolo di una civiltà che non esiste più.
Il pregio del romanzo, tuttavia, non è solo quello di un libro spara-spara, tutto azione e senza spessore. Ben presto s’intuisce che Wellington ha più di una sorpresa da riservare ai lettori. Ad esempio, un mezzo-zombie che sembra aver mantenuto inalterate le sue capacità intellettive, e che sente un misterioso richiamo mentale pulsare dal centro della città. C’è un disegno dietro alla catastrofe apparentemente inspiegabile che ha fatto resuscitare i morti come orribili e bestiali cannibali?
Esiste una possibilità per gli zombie di evolversi e rimpiazzare il genere umano, oppure essi sono lo strumento finale di un’apocalisse inevitabile?
Wellington riesce nel duplice obiettivo di attenersi alle affascinanti atmosfere romeriane, riuscendo però a risultare molto originale e imprevedibile nello sviluppo della trama. Ciò che in un romanzo di zombie può risultare disarmante, è quel senso di stantio e di già visto in decine di film che hanno ampiamente sviscerato questo tema. Bene, in questo caso l’autore riesce a rivitalizzare - è proprio il caso di dirlo - un genere finora destinato a essere fin troppo di nicchia.
Il lettore non si deve disperare se in questo romanzo molte cose sembrano lasciate insolute. Infatti “Zombie Island” è solo il primo libro di una trilogia, già completata negli Stati Uniti, in cui verranno svelati i misteri del virus che ha causato questa catastrofe, e anche la sorte di alcuni personaggi di questo primo, interessante capitolo della saga.
Recensione già pubblicata su http://www.scheletri.com

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Comments
http://www.horrormagazine.it/notizie/24
moh...
Si parla troppo addosso, si cita (come dici giustamente tu) e a volte rubacchia pure le idee agli altri (Cell...)
I finali sono sempre stati il suo punto debole, anche nei momenti felici.
Oggi ho reso disponibile il nuovo ebook... quello sul diavolo!!
Buona Lettura.
Glauco
31ottobre.blogspot.com
Mi scarico il tuo nuovo ebook... minchia, sei iper-produttivo! BRAVO!
A presto coi commenti!
Pur avendo inserito armi corrette,lo scrittore non mi sembra molto ferrato in materia,e anche le ragazze del somaliland mi sembrano solo un pretesto utile alla trama,ma nella realtà praticamente ininfluenti.
Azzeccato il finale in ogni caso aperto a nuovi capitoli,che nelle pagine di biografia dello scrittoro dovebbero arrivare anche da noi nella medesima edizione.
Casval-Erni
normalmente trovo i loro post inquietanti, questa galleria invece è geniale!!