Chi frequenta questo blog sa quali sono i generi letterari di cui mi occupo generalmente:
Thriller (in tutte le varianti)
Horror (e contaminazioni)
Fantascienza
Fantasy (oramai in minima parte)
Va da sé che, nelle mie esplorazioni in megastore e librerie, i settori in cui più mi soffermo sono proprio questi. Se un tempo badavo solo al concreto, vale a dire alla lettura delle sinossi sulla quarta di copertina, e ad annotare i titoli più interessanti per cercare poi informazioni su Internet, da un paio d'anni a questa parte faccio caso anche a tutto quello che sta dietro al lancio di un libro.
In primis, come non parlare delle copertine?
Il libro, come ogni prodotto destinato alla vendita, necessita di una “confezione” accattivante. Sembrerà assurdo, ma credo che ci siano persone che si lasciano suggestionare proprio da una bella copertina, piuttosto che dalla trama o da altri dettagli più concreti.
Purtroppo posso annoverare tra le mie conoscenze anche un amico che regolarmente salta fuori con esclamazioni del tipo: “sai, ho comprato un nuovo libro fantasy! Troppo figo! C'è un guerriero in copertina con due spade in mano che affronta un demone!”
Eh già.
Partiamo proprio dal fantasy: l'80% di copertine che riguardano questo genere richiamano piuttosto a illustrazioni prese di peso dai tanti manuali di giochi di ruolo, oppure da quelle dei videogiochi. Il risultato spesso è pessimo. Gironzolando nel settore fantasy si ha l'impressione di essere capitati per sbaglio in quello dei libri per ragazzi, oppure per adulti deficienti. Volendo proprio fare nomi e cognomi direi che i peggiori “copertinisti” sono quelli dell'Armenia, che saccheggiano alla grande tutti i vecchi handbook di Advanced Dungeons & Dragons. Ve lo dico perchè, da ex “Master”, ne ho parecchi a casa, ed è imbarazzante notare quanto le stesse immagini vengano riproposte per più libri, magari anche di saghe differenti, a distanza di anni.
Altra nota di assoluto demerito per i “copertinisti” della Mondadori che si occupano della bellissima saga di George R. Martin, le “Cronache del ghiaccio e del fuoco”. Non che siano brutte in sé, ma non hanno NULLA a che fare col contenuto dei romanzi. Quindi, se vogliamo dirlo in un altro modo, siamo al limite della frode.
Saltando al genere horror, si nota subito una pochezza di idee allucinante. Non ci si discosta molto dalla solita goccia di sangue, riproposta in copertina in formati appena differenti. Se poi parliamo di vampiri, il pipistrello stilizzato o il nosferatu zannuto, magari vestito da figo, sono altri temi ricorrenti. Idem per il genere “maniero tenebroso e/o spettrale”.
Le due copertine di Newton Compton che ho postato a inizio articolo sono due esempi. A onor del vero bisogna dire che proprio N&C ha una gran cura delle copertine (mantenendo i libri a prezzi più che buoni), ma alterna ottime scelte a proposte mooolto pacchiane.
Nota di merito invece per chi si occupa di grafica alla Gargoyle Books: le copertine sono sempre molto belle, attinenti alla trama, gradevoli e anche “adulte”, senza fronzoli dozzinali.
Concludo dicendo che ho visto molti eBook con scelte grafiche assai più azzeccate di quelle fatte da tanti editori professionisti. E' evidente che le idee ci sono, e non solo per quanto riguarda la scrittura, ma a volte ci si lascia condizionare dal cazzuto presupposto che il lettore sia un bimbo di 13 anni che si lascia abindolare da colori e immagini invadenti.
O forse è davvero così?
Vi lascio postando due immagini di copertine che, a mio parere, sono ottime e gradevolissime, tanto da risultare quasi migliori di quelle in versione originale:

Il blog sull'orlo del mondo by alessandro girola is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 2.5 Italia License.








Comments
A trovarne di illustratori così...
Lode a chi spende qualche euro in più per copertine attinenti al libro. Purtroppo avviene sempre più raramente e i risultati, a mio parere, si vedono (in negativo, ovviamente).
Glauco
31ottobre.blogspot.com
Le copertine originali sono migliori 9 volte su 10...
A dire il vero gli stessi costi dei libri tradotti sono esosi. Oramai quando posso compro in lingua originale. Anche con le spese di spedizione c'è sempre da guadagnarci...
Per il fantasy o per i vampiri poi vengono riproposte le immagini classiche perché è quello che i lettori vogliono leggere. Che ci vuoi fare? Togli gli zombi e metti i draghi e diventi famoso pure te! ^^
Simone
Si vede che gli editori italiani considerano i propri lettori mediamenti più boccaloni...
Simone
In realtà potrò dunque essere io ad accusarti di copiature... eh eh eh :)
Però ancora non ho digerito l'imminente chiusura del tuo vecchio blog :(
Scegliere un libro dalla copertina significa scegliere il lavoro di un grafico/illustratore, non di uno scrittore. Ciò nonostante credo serva una "schematizzazione" che renda riconoscibile il prodotto da lontano - e trovo quindi sensato mettere pipistrellini stilizzati su tomi concernenti vampiri: che ti piacciano o meno, sai di che parla quel libro. La persona che cerca materiale su vampiri saprà che quel libro lo interessa - se questa persona decide di non comprarlo perché non gli piace la copertina, beh... Forse non sta cercando un libro ma un soprammobile con cui interagire o un feticcio intellettuale.
Se togli ai fantasy le copertine ricalcate o riprese dai manuali, pure quella piccola fetta di mercato costituita in buona parte da giocatori o ex-giocatori si riduce. Non tutti, e non sempre, quando vanno in libreria ci spendono ore. Io ormai faccio acquisti programmati previa ricerca, e quindi spesso ordino libri senza sapere che copertina abbiano - ma se capito in libreria, le copertine alla AD&D, non amando io il fantasy, indicano a me cosa non comprare come indicano a chi lo ama cosa potrebbe forse interessargli comprare.
(Se cominciassero a mettere copertine sperimentali ai fantasy rischierei di leggerne qualcuno per sbaglio, dato che le trame sul retro sono spesso meno fedeli delle scopiazzate copertine. :P )
Meglio leggere la sinossi (e già qui spesso si trovano grandi imprecisioni) che non scegliere in base a una copertina.
Insomma, siamo grandi e vaccinati... almeno, così pare!
Il fantasy poi rischia sempre più di passare per il genere dei ritardati... o degli eterni bambinoni. Invece può essere molto di più, se solo ci si impegna nelle scelte.
Sennò il risultato è proprio quello che scrivi tu: indicare quello da NON comprare!
A meno che vogliamo ammettere che il lettore medio italiano è una specie di primate che si lascia suggestionare dai disegni colorati.
Ops, mi sa che è proprio così!
Un minimo di "superficialità", ossia superficie, ossia copertina, secondo me serve - proprio perché anche il più benintenzionato lettore, se non avesse l'ausilio delle copertina, necessiterebbe più tempo per farsi un'idea (magari illusoria o superficiale in parte, con l'aiuto della copertina, ma necessaria con le nostre abitudini in quanto a tempi). E le librerie, senza copertine, diverrebbero luoghi grigi per la maggior parte dei visitatori.
Per questo spezzo una lancia in difesa di quelle orribili copertine AD&D: salvano quella piccola fetta di mercato. Se di media ci si soffermasse di più a leggere, o se si comprasse sempre per contenuto e non per diletto d'entrare in una libreria, ci si potrebbe distaccare dalle esigenze pratiche (riconoscibilità, esigenza del lettore; attrattività, esigenza del venditore) a favore di quelle estetiche: ma proprio perché la copertina sarebbe superflua.
In molti e-book lo è. È interna, quindi appare posteriormente alla scelta del futuro lettore.
Desidererei solo che fossero meno pacchiane e meno indirizzate a cerebrolesi.
Il male colpisce soprattutto il genere fantasy, e un po' quello horror. Fantascienza e Thriller si salvano ancora.
Purtroppo il problema sta proprio nel "modo" in cui si frequenta una libreria. Per molti si tratta di un negozio qualsiasi, e quindi il libro diventa un suppellettile o un regalo alla moda. Vedi i vari successi di Faletti, Dan Brown e tanti altri.
Ma qui siamo oltre il discorso copertina, purtroppo...
Ben diverso il trattamento riservato a chi propone con coraggio trame sorprndenti per attualità e realismo.
Sulle copertine dico solo che purtroppo sono quello che si vede al primo colpo d'occhio,quindi più la confezione è bella e meno importante è il contenuto,esclusi i libri di pochi amici(a parte la scelta della copertina e del titolo di IV Reich).
Erni
Mac, ma è un negozio qualsiasi. Non è "benedetto dal Signore". Vende parole anziché lavatrici.
Un libro non è un negozio di scarpe.
Odio chi compra i libri per usarli come soprammobili. Non sarà giusto, non sarà bello dirlo ma è così.
Quando vedo qualche vecchia carampana milanese che si affretta a comprare l'ultimo libro di Faletti per metterlo in mostra in soggiorno mi viene l'orticaria.
Con un DVD l'accostamento ci può stare, ma con una lavatrice, dai, no...
Ma forse dipende dal mio carattere poco pratico. Per me una lavatrice è una lavatrice, non mi frega tanto di scegliere marca e funzionalità. Idem per un'auto (basta che abbia 4 ruote e che consumi poco).
Un libro, un CD, un film, hanno un'anima...