Cory Doctorow è un giornalista canadese, ma soprattutto (per quel che ci riguarda), uno scrittore di fantascienza di buone prospettive, anche se non ancora molto noto da noi in Italia.
Doctorow è conosciuto per la sua strenue difesa del creative commons, e infatti e proprio in tal merito che vi segnalo l'articolo da poco pubblicato su http://www.fantascienza.com, e che può interessare chi, come me (ma anche molti altri che bazzicano il blog) per ora si limita a distribuire romanzi e racconti col principio del CC.
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In un articolo che appare sul numero di settembre della rivista americana Locus, lo scrittore Cory Doctorow fa il punto sulla situazione della diffusione digitale e, di conseguenza, sui pagamenti.
Va ricordato che Doctorow è un fermo sostenitore dei Creative Commons (CC), le licenze che permettono la trasmissione al pubblico delle opere da parte dei detentori dei rispettivi copyrights in modo da favorirne la libera circolazione, tanto che ogni sua opera è generalmente disponibile sia come libro, che come file da scaricare.
Ecco la sostanza dell'articolo.
In precedenza Doctorow aveva invitato gli scrittori (ma non solo) a pensare come dei "dandelion", ovvero dei denti di leone, che si riproducono spargendo i propri semi nel vento con il maggior raggio possibile, ma anche il minor costo possibile; senza preoccuparsi che ogni seme abbia singolarmente successo, ma piuttosto preoccupandosi di sfruttare tutte le possibilità di successo.
E i denti di leoni sono diffusi ovunque.
Mettendosi nei panni di un dente di leone, Doctorow dice che non gli importa che chiunque entri in possesso di un suo libro lo paghi, ma che chiunque voglia farlo abbia la possibilità di farlo e di farlo bene. Non gli interessa scuotere un tredicenne fino a quando non gli caschino i soldi del pranzo dalle tasche, ma che i suoi genitori, nell'istante in cui decidono di fare un regalo, pensino come prima cosa a un suo libro in edizione da 20 o 30 dollari.
Si tratta di qualcosa di diverso della strategia attuale delle vendite dei lavori creativi su intenet, impostato sui micropagamenti,
ovvero che basti abbassare il costo a pochi centesimi per vendere così a tutti i potenziali acquirenti (cosa che presuppone anche che i costi dei pagamenti con le carte di credito si abbassino a tal punto da permetterlo grazie a computer più veloci o accorpamenti nelle spese).
Per Doctorow non è così, o almeno non a un livello per cui ne valga la pena. Nell'istante in cui lo scrittore prende dei soldi dal lettore (saltando così l'intermediario che è l'editore) la relazione scrittore-lettore diventa scrittore-cliente, mentre compito dello scrittore sarebbe quello di produrre la sua opera al meglio delle sue possibilità, non ignorando il mercato, ma lasciando che questo sia di competenza del suo editore. Quando il lettore diventa cliente diretto ha il diritto di trattare lo scrittore come se fosse un editore e di esigere da quello che compra quello che più desidera.
Quando il lettore compra e scarica un libro digitale il problema aumenta. Se l'opera non è di suo gradimento, può solo relegarlo a una zona dimenticata del suo hard disk e non ha neppure la consolazione di aver avuto un oggetto fisico in cambio dei suoi soldi.
In un mondo ideale, sempre secondo Doctorow, chi ha poca disponibilità dovrebbe poter ricevere l'edizione elettronica gratis (dato che non costa quasi nulla in termini di distribuzione) e agire come il vento che sparge i semi del dente di leone: parlando ad altri dei suoi meriti (anzi, non agirebbe neppure a caso, dato che ne parlerà ai più interessati).
Chi sente del libro, e ha disponibilità finanziaria, avrà la possibilità di comprare il libro con tutte le conseguenze positive per l'editore e l'autore che ne conseguono, sia in termini di vendita che di visibilità.
Prendere soldi da qualcuno ha comunque un costo (registri, spese di transazione, costi emotivi e sociali). I micropagamenti hanno eliminato il contante, ma non i costi intangibili e per uno scrittore con decine di migliaia di lettori questi non possono essere ignorati.
Il Doctorow-pensiero è molto interessante, in buona parte condivisibili e pieno di buon senso.
C'è un passaggio che vale la pena sottolineare:
- Nell'istante in cui lo scrittore prende dei soldi dal lettore (saltando così l'intermediario che è l'editore) la relazione scrittore-lettore diventa scrittore-cliente, mentre compito dello scrittore sarebbe quello di produrre la sua opera al meglio delle sue possibilità, non ignorando il mercato, ma lasciando che questo sia di competenza del suo editore.
Purtroppo però c'è anche un'altra citazione che rischia di mandare in fumo l'ottimo proposito appena formulato:
- In un mondo ideale, sempre secondo Doctorow, chi ha poca disponibilità dovrebbe poter ricevere l'edizione elettronica gratis (etc etc)...
Purtroppo NON viviamo in un mondo ideale, nemmeno per massimi principi e sacrosanti diritti... figuriamoci per un problema "marginale" come quello della letteratura e dei libri...
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Sito ufficiale di Cory Doctorow: http://craphound.com/
L'articolo di Fantascienza.com: http://www.fantascienza.com/magazine/not
Creative Commons Italia: http://creativecommons.it/

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Comments
Il rischio è che si scriva unicamente con l'idea di piacere, e in effetti molti libri che si vedono in giro sono proprio questo. Purtroppo però o si resta su Internet a vita o si cerca il modo per piacere e allo stesso tempo dire qualcosa di interessante. E non credo che sia facile...
Simone
Si sa che oramai le case editrici più importanti indirizzano l'operato degli autori che hanno sotto contratto.
Basti pensare ai vari Cussler, Smith e compagnia bella che oramai scrivono solo romanzi "seriali" senza anima per compiacere il pubblico.
Scrivere solo per piacere è difficile, ma se viene a mancare del tutto questo, che senso ha? A meno che ci siano di mezzo molti soldi, ovvio! Ma in tal caso diventa un "semplice" lavoro come tanti...
Ciò non toglie che quanto viene descritto nell'articolo esiste già nella realtà. Sarà una mosca bianca ma, in Italia, i Wu-Ming distribuiscono gratuitamente i pdf dei loro libri (completi!!), ciò perché credono che se il libro piace, poi il lettore finisce per comprarne la versione cartacea. Difatti i Wu-Ming continuano a scrivere e a vendere libri, per cui il sistema sembra dare loro ragione!
Glauco
31ottobre.blogspot.com
Riguardo all'uniformità dei gusti, non esiste in senso vero e proprio, ma esiste in senso lato...
Alla fin fine, se guardi bene, ci sono dei filoni che vanno per la maggiore e dominano in libreria.
Ora come ora è il momento del baby-fantasy e dei thriller a stampo religioso, tanto per fare un esempio...
Ad ogni modo, ti lascio la sorpresa ma, ho scovato una casa editrice che si appoggia al copyleft, ovvero permette il download gratuito dei propri romanzi. Nei prossimi giorni scriverò un articolo su di loro sul blog.
Glauco
31ottobre.blogspot.com
Mi pare evidente che editoria e stampa indirizzino per bene le spese del consumatore meno "sgamato"...
Riguardo alla casa editrice che mi hai citato, non vedo l'ora di sapere di più!