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Facebook - domani smetto
di Alessandro Q. Ferrari
Castelvecchi editore
Pagine 160, euro 10

Sinossi

Magda ha trent’anni, fa la ragioniera, ha vissuto a Milano in un quartiere periferico e alle medie era innamorata di tale Massimiliano Orlandi. Elvira è responsabile del settore commerciale di una casa editrice di un certo livello, universalmente nota come 'la stronza del commerciale'. Simona è nuova su Facebook, non ha capito bene come funziona, non è proprio bellissima e dall’ultima volta che è andata a letto con qualcuno sono passati dieci mesi e dodici giorni esatti. Poi ci sono Lucia, Rocco Venti, Tommaso, Miriam... ognuno su Facebook per motivi diversi, ognuno che cerca o fugge da qualcosa. Tante storie che si sovrappongono, si incrociano, scorrono parallele o si allontanano. Un universo di volti e nomi, staus e tag, foto e giochi, che si fondono ed esistono solo, forse, nella più divertente agorà del nuovo secolo.
Più forte di qualsiasi droga, più intrigante di qualsiasi perversione, Facebook non è solo un gioco, anche se come tale inizia. È un impulso irrefrenabile di sapere, sbirciare, scrivere, taggare, rappresenta la nuova frontiera della comunicazione e della socializzazione, anche se sempre più spesso le persone evitano di uscire per incontrarsi... su Facebook. Alessandro Q. Ferrari ha 360 'amici' su FB ed è iscritto a diversi gruppi. Ha messo nero su bianco uno spaccato contemporaneo senza dare giudizi, osservando dall’interno questo dilagante fenomeno. Se dopo aver fatto l’amore invece di fumare una sigaretta apri il tuo profilo e cambi lo status questo libro fa per te.

Commento

Per chi ancora non lo sapesse, in passato mi sono occupato spesso delle conseguenze, positive e negative, correlate all'uso intensivo del più noto tra i social network: il famigerato facebook!
Il libro del giovane (classe '78) Alessandro Q. Ferrari è un'ottima lettura in quest'ottica. Pur non strutturandosi come un romanzo, "Facebook - domani smetto" non è nemmeno un saggio. L'autore infatti ci racconta l'impatto del "faccia libro" nella vita reale di diverse persone immaginarie (ma che rispecchiano senz'altro le storie di molti di noi!).
Si va per gradi: dapprima l'iscrizione, o per gioco o per non sentirsi esclusi dalla moda del momento. Poi il momento d'entusiasmo, quando facebook sembra diventare uno strumento in grado di rivoluzionare la vita di ciascuno di noi. Quindi la dipendenza, quando rinunciamo a uscire la sera per aspettare che gli "amici di facebook" commentino i nostri vari cambiamenti di status. Infine la disintossicazione, quando riprendiamo contatto con la vita reale.
Il libro di Ferrari è in realtà molto ironico e divertente, scritto senza moralismi o pretese di critica sociale. Certo che, oltre a sorridere leggendo i vari episodi, qualche domanda sorge spontanea, specialmente per chi facebook lo usa davvero.
1) E' uno strumento in grado di produrre vera dipendenza, come una droga? Per qualcuno senz'altro. Specialmente per chi ha poca vita sociale, visto che la mediazione fornita da un monitor è sempre ottima per favorire contatti che in situazione normali (al bar, in un'aula universitaria, in coda alla posta) si è troppo timidi ad allacciare.
2) Altro punto messo in luce dal libro è il cosiddetto "abbattimento della privacy": non c'è nulla come facebook in grado di mettervi a nudo davanti a chiunque riesca a sbirciare il vostro profilo. Semplicemente taggando una foto o sfogliando una lista di "amici" si è in grado di ricostruire la vita di una persona. E, volendo, si riesce a fare danni (l'ingegneria sociale non è certo una novità...)
Insomma, se volete un libro semi-serio, in grado di divertirvi e al contempo di farvi capire cosa state utilizzando, magari con po' di leggerezza, "Facebook - domani smetto" fa proprio per voi!

Consigliato a: chi ha facebook ma si fa ancora qualche domanda....
Sconsigliato a: chi non dorme la notte per aspettare che gli amici aggiornino il loro status

PS: aggiungetemi su facebook ^_^


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Comments

( 7 comments — Leave a comment )
[info]theswordman wrote:
Mar. 2nd, 2009 03:09 pm (UTC)
FB
Su FB sono durato due giorni... mi fa piacere che si cerchi di parlarne in maniera disincantata o cercando di guardarci dentro.
(Anonymous) wrote:
Mar. 3rd, 2009 10:52 am (UTC)
sono Francy
Non per fare la snob o l'alternativa a tutti i costi, ma certe volte mi pare di essere rimasta l'unica "cretina" al mondo che non cura un proprio profilo su FB, e a cui non frega nulla di averne uno! Ammetto che sia, ad esempio, un buon modo per promuovere delle iniziative (personali e non) o se si ha interesse nel cercare "vecchi amici" che non si sentivano da tempo (ma se non li si sentiva,un motivo ci sarà pure, no? bah...).
sarà, ma a me darebbe un enorme fastidio sbandierare i cazzi miei al mondo intero, perchè, se devo essere sincera, alla fine della fiera a me facebook sembra solo una trasposizione tecnologica del caro vecchio "facciamoci i fatti degli altri": insomma, uno sputtanamento globale. NO THANKS!

Francy
[info]mcnab75 wrote:
Mar. 3rd, 2009 05:07 pm (UTC)
Re: sono Francy
Secondo me tutto sta nell'usare le cose con intelligenza (questa sconosciuta, eh eh)
Facebook è anche carino, se non lo si utilizza per sostituire la vita reale.
Riguardo al cercare i "vecchi amici", ti do totalmente ragione. Infatti su facebook ho pochissime vecchie conoscenze e tanta gente nuova.
Se in passato ho scartato delle persone dalla mia vita, c'erano delle ragioni. Perchè andare a ripescarle ora?
[info]fatedancer wrote:
Mar. 3rd, 2009 01:22 pm (UTC)
Mah, Facebook è da Pivelli :-P Provate ad alienarvi con World of Warcraft! C'è gente che divorzia a causa del famigerato giochino. Gente che si sposa prima nella Light Hope Chapel delle Eastern Plaguelands (una regione del mondo virtuale nel videogioco) e poi nella Chiesa vera. Se si dovesse fare una analisi legata alle dipendenze da fenomeni sociali da Web WOW è sicuramente il più addicting e pericoloso :-P
[info]mcnab75 wrote:
Mar. 3rd, 2009 06:09 pm (UTC)
Addirittura?!? Meno male che ne sono sempre stato lontano :)
Certo che la gente è matta... il mondo virtuale supera quello reale. Direi almeno 2-0...
(Anonymous) wrote:
Mar. 3rd, 2009 03:49 pm (UTC)
Come ho già commentato su Facebook (eh..eh..), scrivo anche qui che il mio ingresso in quel social network è nato per cercare di promuovere la mia attività da scribacchino (aka aspirante scrittore).

Un discreto successo l'ho ottenuto con due miei ebook: UFO (che ho pubblicizzato in tutti i gruppi degli appassionati di goldrake) e GUERRIERO DELLE STELLE (pubblicizzato alla stessa maniera nei gruppi di Starblazer).

Devo ancora trovare un modo "furbo" per contattare gli editori in modo da incuriosirli... insomma, sto lavorandoci su.

Quanto alla parte social... è curiosa ma niente di diverso da Twitter/Youtube/Flickr/etc etc etc.

Glauco
31ottobre.blogspot.com
(Anonymous) wrote:
Mar. 9th, 2009 12:43 pm (UTC)
credo che la questione di farsi gli affari degli altri sia proprio alla base di FB e del suo successo. non solo. la gente vuole che tutti si facciano i suoi affari, perché la gente vuole attenzione, vuole i propri sacrosanti cinque minuti di celebrità. e FB te li concede. avere qualcuno che commenta ogni tuo status, ogni tua foto, che viene ai tuoi eventi, che persino diventa tuo fan in fondo è essere famosi. e in Italia, sappiamo bene, è la cosa più importante di tutte, o no?

Grazie per l'articolo omonimo, davvero.


;aleQ
( 7 comments — Leave a comment )

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