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Protoscienza: Megalopolismanzia
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mcnab75
 

— Megalopolisomanzia — pronunciò Cal, leggendo con attenzio­ne le sillabe. — Che cosa vuol dire? Predire il futuro mediante... mediante la lettura delle città?
— La lettura delle grandi città — corresse lui, con un cenno d'as­senso.
— Già, il "mega".
Franz proseguì: — Predire il futuro e varie altre cose. E, a quan­to pare, servirsi di questa conoscenza per fare magìa. Anche se De Castries la definisce "una nuova scienza", come se lui fosse un altro Galileo. Comunque, De Castries era molto preoccupato per gli "im­mensi quantitativi" di acciaio e di carta che si accumulano nelle grandi città. E per l'"olio di carbone" (gasolio) e per il gas naturale. E anche per l'elettricità, benché la cosa appaia incredibile, perché calcola accuratamente tutta l'elettricità che c'è in tante migliaia di chilometri di filo, e quante migliaia di tonnellate di gas da illuminazione ci sono nei gasometri, quanto acciaio nei nuovi grattacieli, quanta carta negli archivi statali e nei giornali scandalistici e così via.
— Oh poveri noi! — commentò Cal. — Chissà cosa direbbe, se vivesse al giorno d'oggi.
— Che si sono realizzate le sue predizioni più allarmanti, senza dubbio. Lui ha fatto ipotesi sulla crescente minaccia delle automo­bili e della benzina, ma soprattutto delle auto elettriche, che porta­no in giro, nelle batterie, secchi e secchi di corrente continua. Ed è andato assai vicino a prevedere il nostro problema dell'inquinamen­to: parla addirittura della "vasta congerie di giganteschi tini fumi­ganti" pieni di acido solforico, occorrenti per la fabbricazione del­l'acciaio.
"Ma la cosa che lo preoccupava di più erano gli effetti psicologici o spirituali (lui li chiama 'paramentali') di tutto quel che si accumu­la nelle grandi città, della sua pura e semplice massa, solida e li­quida."
(Nostra signora delle Tenebre - Fritz Leiber, 1977)

Questa singolare "scienza" è un'invenzione del geniale scrittore americano, il compianto Fritz Leiber. La "scienza delle grandi città" sarebbe al centro di un libro perduto, scritto dal misterioso Thibaut De Castries, occultista folle e architetto esoterico, chiamato anche "Pitagora nero" dai suoi fedeli discepoli.
De Castries formulò l'idea secondo cui le grandi città sono in grado di creare griglie elettromagnetiche tali da influenzare le persone che le abitano. In taluni casi queste manifestazioni sarebbero talmente forti da riuscire a manifestarsi in vere e proprie entità paraelementali, sorta di "spettri" creati dagli scarti energetici e fisici della città stessa.
In un certo senso Leiber (e il suo fantomatico De Castries) fu un buon profeta: quanti stimoli elettromagnetici "liberi" saturano oggigiorno le grandi città, dalle periferie al centro? Pensate solo ai ripetitori telefonici, alla centrali elettriche, alle reti wireless, nonchè alle onde radio, oltre all'accumularsi di scorie già presenti dall'inizio dell'età moderna (rifiuti industriali, smog).
Secondo alcune correnti di pensiero tale abbondanza di energie artificiali avrebbero anche un effetto negativo sulle ley lines (le linee di potere) terrestri, al punto di corromperle e mandarle fuori fase.
Ma non sono solo gli esoteristi a preoccuparsi di tutto ciò. Comincia infatti a crescere il numero dei ricercatori scientifici che attribuisce al sovraccarico elettromagnetico l'aumento spropositato di casi di violenza insensata e di malattie legate al sistema nervoso. 

Megalopolismanzia pratica

Tornando alla Megalopolismanzia intesa da De Castries come scienza mistica basata sulla costruzione e l'interpretazione delle grandi città, sappiamo che essa si basa su alcuni punti fermi: lunghe vie progettate sulle diagonali, altissimi edifici quali i grattacieli, costruzioni basate su strutture di metallo (impalcature, la rete dei cavi ferroviari etc etc). Come scritto nel fantomatico Grande Cifrario (altro testo sacro per gli usufruitori di megalopolismanzia), una parte importante sarebbe riservata anche alla matematica e alla simbologia. Proprio "incorporando" taluni simboli negli edifici e nelle strade sopracitate, gli occultisti sarebbero in grado non solo di avere visioni del futuro, bensì anche di evocare le creature paraelementali prodotte dalle griglie energetiche della città.
Tali entità prendono forma attingendo dalla materia inanimata presente sul luogo dell'evocazione. Se l'occultista chiama a sé un paraelementale in una biblioteca, questo si assemblerà dalla carte dei libri e dal cuoio delle vecchie copertine. Se lo chiamerà invece da una discarica avrà la spiacevole esperienza di vedere un paraelemante composto di rifiuti e scorie.
Come scrive Leiber: "Considero le entità paramentali pericoli molto reali e presenti: una via di mezzo, in natura, tra la bomba atomica e gli archetipi dell'inconscio collet­tivo". Essi sono dunque ostili all'uomo e quindi da evitare come la peste.
Tra i metodi per difendersi dai paraelementali urbani se ne conoscono tre:
- l'argento;
- i disegni astratti (che hanno la peculiarità di distrarre i paraelementali)
- taluni specifici pentagrammi di protezione.

 
"Gli antichi egizi si limitavano a seppellire i morti nelle loro piramidi. Noi ci abitiamo". (Thibaut De Castries)

Un paraelementale ci sbircia da lontano...
 

Grazie per aver ricordato Leiber, vero maestro e scrittore di grande valore.

Per quanto il discorso sia legato all'occultismo, non mi sembra poi tanto "strampalato". Se anche fosse che tutte le nostre creazioni non influiscano sulle linee di energia della nostra amata terra... comunque, finiscono per influire sulla nostra vita.

La parola Stress, difatti, è una invenzione del secolo scorso e, ogni anno che passa acquista sempre più importanza. E cosa si accumula dietro a quella semplice parola piena di 'esse'? La pressione mediatica della società odierna; pressione fisica, psicologica e non so che altro. E' evidente che siamo sovraccaricati, così come la nostra stessa società è sovraccaricata. E non mi stupisco dell'incremento di atti violenti ingiustificati che si misura proprio in questi periodi.

Glauco
31ottobre.blogspot.com

Volevo dare un taglio più scientifico all'articolo, ma non ho il tempo per cercare le fonti etc etc.
Certo, come dici tu, non occorre essere dei premi nobel per capire quanto la modernità stia pian piano minando la salute umana, a livello fisico e psichico.
Quelle che a noi sembrano grandi comodità (e in un certo senso lo sono senz'altro) hanno anche dei grandi prezzi da pagare. Ne vale la pena? Non lo so. Di certo potrebbe essistere un altro stile di vita. La famosa via di mezzo.
Ma noi esseri umani non siamo fatti per le soluzioni intermedie, estremisti come siamo...

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