Esbat
di Lara Manni
Feltrinelli editore
276 pagine, 16.50 euro
Sinossi
Ha cinquant'anni, disegna manga, è conosciuta con il nome di Sensei - maestra - e ha fan sparsi ovunque nel mondo. Inventa storie piene di buoni sentimenti ambientate in mondi fantastici, e da anni disegna La leggenda di Moeru, un manga di successo planetario di cui ora si sta accingendo a finire le ultime tavole. La Sensei è una donna superba che gestisce il proprio successo con orgoglio e sapienza: poche apparizioni pubbliche la avvolgono in un'aura di mistero e le permettono di non entrare in contatto coi propri lettori che disprezza profondamente. Una notte di luna piena, proprio mentre sta per mettere la parola fine al suo manga più celebre, riceve la visita di un ospite inatteso: è Hyoutsuki-sama, principe demoniaco antagonista di Moeru. La Sensei crede di essere impazzita, ma ben presto si convince che Hyoutsuki-sama è un'entità reale, che ha abitato per anni il mondo che ha creato e che ora ha attraversato per reclamare un finale diverso. La Sensei se ne innamorala l'amore con lui e gli propone un patto: un finale diverso in cambio di altri sei mesi in cui il demone verrà richiamato e sarà a sua disposizione per una notte al mese. Per far ciò è necessario eseguire un rito - Esbat - che richiede alla Sensei di sacrificare parti del proprio corpo. Dopo essersi tranciata alcune dita di una mano e di un piede, la Sensei decide di "sacrificare" i propri fan, che attira a casa con la promessa di un disegno autografo.
Commento
Non conoscevo l'autrice di questo romanzo prima di trovermi davanti il suo libro sugli scaffali, eppure pare che la nascita di Esbat abbia alle spalle un percorso molto articolato e decisamente particolare.
Nato come fanfiction della celebre serie Inuyasha e pubblicato dapprima a puntate sul blog dell'autrice, Esbat ha attirato l'attenzione nientemeno che di una grossa casa editrice come Feltrinelli. E ora, circa due anni (se non sbaglio) dopo la sua messa online come blogbook, ecco che l'opera prima della romana Lara Manni fa bella mostra di sè nelle principali librerie italiane.
Una storia quasi da fumetto, vero?
Proprio dal mondo dei fumetti - dei manga - Esbat prende spunto per svilupparsi poi in molteplici direzioni. Di certo non è cosa comune trovare una fanfiction pubblicata da uno dei più grandi editori d'Italia. Il genere è sempre stato un po' di nicchia, relegato a internet, per quanto gli appassionati del genere siano davvero tanti.
Ma Esbat cerca di distinguersi (di uscire dalla nicchia), ottenendo così la possibilità di rivolgersi a un pubblico più eterogeneo, perchè è una storia che tenta (riuscendoci a tratti) di arrivare anche a chi di manga proprio non vuol sentir parlare. Lara Manni dice di essere una kinghiana DOC, e infatti lo si vede, non tanto nella scrittura (e non è detto che sia un male), quando nella trama, che ha come una delle protagoniste principali la Sensei, una delle più stimate e famose autrici di manga degli ultimi anni. Proprio mentre sta per mettere la parola "fine" alla saga che l'ha resa famosa, uno dei personaggi che lei stessa ha creato prende vita, o meglio fa capolino nel "mondo reale", superando la tenue barriera che divide la nostra dimensione da quella in cui vive.
Purtroppo però si tratta del demone Hyoutsuki, una creatura forse non del tutto malvagia, ma che di certo nutre un profondo disprezzo per noi umani, ritenuti troppo deboli e inetti per meritarsi la sua pietà. La sensei, una donna di mezza età e disillusa dall'amore, viene subito attratta da Hyoutsuki, al punto da imparare le arti oscure per poterlo richiamare ancora sul nostro mondo, utilizzandolo come amante, anche contro la volontà del demone stesso. E poco importa se tali evocazioni richiedono dei tre,emdo sacrifici di sangue...
Se la Sensei è l'anima nera, tormentata, del romanzo, Ivy, una ragazzina romana che sembra a sua volta avere un'inconscia influenza su Hyoutsuki, rappresenta una possibile via di uscita per il circolo di morte che la comparsa del demone ha scatenato.
Il fatto che nessun personaggio sia ottusamente malvagio è di certo un punto di forza di Esbat. E' bello vedere, di tanto in tanto, protagonisti credibili e spinti da pulsioni magari molto oscure o perverse, ma non stupide o improbabili. Niente mostri che vogliono distruggere il mondo per il gusto di farlo, o assassini che ammazzano per puro divertimento. La Sensei, Ivy, Hyoutsuki e tutti gli altri personaggi del libro hanno motivazioni sensate, almeno dal loro punto di vista.
Quello che invece difetta nel romanzo è l'abbondanza di infodump e l'introduzione della Wicca come mezzo per permettere alla Sensei di evocare il demone sul nostro mondo. Anche se l'autrice specifica più volte che la vera Wicca non è caratterizzata da scopi malvagi, la scelta di utilizzare questo genere di stregoneria mi ha lasciato molto perplesso. Di certo ci sono professioni religiose e arti esoteriche che più si prestano allo scopo, senza dover per forza mischiare due cose molto diverse tra loro come la Wicca e il mondo fantastico giapponese.
Inoltre, proprio nel giustificare la scelta della Wicca, c'è un vero fiume d'informazioni citate con fare troppo enciclopedico, che appesantiscono diversi capitoli e non pochi dialoghi. La necessità di spiegare quanto accade man mano poteva senz'altro essere gestita in modo più fluido e armonioso.
Ma torniamo alle cose positive: bella la storia, ottimi i personaggi, interessante il tentativo di mischiare un po' di "romanzo di formazione" nella trama, molto riuscita l'immedesimazione con lo (strano) mondo degli appassionati di manga, delle fan fiction, degli otaku e di tutto il resto. Chi è totalmente a digiuno di questo genere di cultura potrà trovare alcune difficoltà nel comprendere dei passaggi del romanzo, che comunque credo sia più indirizzato a un pubblico consapevole che non a chi cerca un "semplice" fanta-horror come tanti.
Esbat, nel bene e nel male, non è infatti un romanzo sui generis. Non è di facile lettura, ma al contempo è riuscito a farmi girare pagina dopo pagina per arrivare alla fine. Il tocco femminile si vede, ma per fortuna non scade praticamente mai in smancerie romantiche che un cavernicolo come me di sicuro non avrebbe apprezzato.
Ci saranno dei capitoli successivi, questo pare sicuro. Che sia un male o un bene, non lo so, visto che il finale del romanzo mi sembra perfetto così. Di certo però leggerò il prossimo libro della Manni. Quindi, dal canto suo, potrebbe dire: "missione compiuta".
Consigliato a: chi ama il mondo dei manga e non lo ritiene solo roba da bambini.
Scogliato a: chi è del tutto a digiuno da manga, cultura giapponese, fanfiction etc etc
Visitate il blog dell'autrice per trovare tutte le informazioni sul romanzo, la cronistoria di com'è nato e molto altro ancora: laramanni.wordpress.com/
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Comments
Ancora grazie di cuore!
Lara Manni
Sulla Wicca so che hai fatto mille precisazioni nel libro.
Conosco anche quanto le wiccan (si dice così?) sono suscettibili in merito, quindi hai fatto bene a mettere le mani davanti.
Non conoscevo invece la branca giapponese della Wicca. Ma è anch'essa intesa come "neutra" o ha dei connotati negativi, come quelli che ipotizzi tu?
Comunque ancora complimenti ;-)
PS: linkerei volentieri il tuo blog a fine recensione. Posso?
So bene che le wiccan sono - giustamente - suscettibili sul loro credo, che non volevo in alcun modo rendere negativo. Ma non potevo nemmeno utilizzare la parola Esbat e il rito lunare (trasformandolo) senza riferirmi a loro.
E prometto che limerò ogni traccia di infodump dal seguito: che è un'altra storia, non una continuazione, questo posso assicurarlo! Ancora grazie!
Lara
Grazie per la precisazione sulla Wicca giapponese e scusa per gli appunti da vero rompiballe :)
In realtà io sono uno di quei lettori che ama "gli spiegoni", quindi ho apprezzato i riferimenti che hai messo per spiegare le evocazioni della Sensei... e so che è molto difficile ammorbidire le parti di cosiddetto infodump.
Teniamoci in contatto, mi farebbe piacere sapere lo svilupparsi della saga!
;-)
A proposito, complimenti per il blog :)
Thomas D'Agostino
Io l'ho divorato! E non sono assolutamente parte di "quel pubblico consapevole" di cui parli. Non leggo manga, di cultura giapponese non so nulla (ho letto solo "Musashi"), non sapevo neppure cosa fosse la fan fiction. Insomma il mio scrittore preferito fino a qualche anno fa era Márquez! Mi è stato consigliato, l'ho comprato, l'ho letto e l'ho trovato stupendo! Solo le prime pagine sono un po' lente, ma è inevitabile nel primo libro di una trilogia. Per quanto rigurada il finale io non lo trovo aperto, ma "introduttivo"!
anna
La lettura, caro ragazzo, è "ampliamento" della propria visione del mondo, non semplice coazione a ripetere se stessi e i propri limiti al'infinito. Capito?
Comunque chino il capo e mi cospargo di cenere...