Hai scritto un libro e non sai ora che farne?
Il primo consiglio serio che mi sento di darti è questo: buttalo via!
Buttalo via e dedicati ad altro: alla fotografia, al calcio, alla gnocca. Tutte cose che danno più soddisfazioni rispetto alla scrittura.
Non mi hai ascoltato?
Peccato. Vediamo dunque di aiutarti in altro modo... ops! Ma io un post così l'ho già scritto! E allora cosa mi ripeto a fare? Leggetevi questo articolo, che trovo molto esaustivo (non è la settimana della modestia, proprio no).
Ehm, allora cambiamo registro.
HO scritto un romanzo. Cosa ne farò?
Non è un mistero che sto parlando di "Uomini e lupi". E non è nemmeno il primo che scrivo, anzi! Dovreste essere già stufi di leggere gli articoli con cui mi ammorbo parlando dei miei ebook.
--> Digressione: ringrazio tutti coloro che in questi due giorni mi hanno supportato segnalando "Uomini e lupi" a destra e a manca. Grazie a tutti quelli che hanno condiviso il link su facebook, grazie a Scheletri che l'ha inserito sul sito, grazie a Simone che mi ha dedicato un articolo, grazie agli amici della webzine "Sotto i riflettori" che mi hanno segnalato alla grande. Insomma, è consolante vedere che c'è ancora un po' di solidarietà e che con le solo forze di poche persone si possono raggiungere 53 download in due giorni (e senza aver ancora mandato uno straccio di comunicato stampa in giro).
("Uomini e lupi" - download gratuito)
Vi sento, non credete! "Ancora 'sti cazz di ebook! A me piace la carta, il libro pesante, spendere 20 euro per un libro de 'mmerda!"
E poi sento Simone che dice: "Sì, ti scaricano in 100 ma ti leggono in due o tre!" ... che abbia ragione?
E leggo le impressioni di Glauco, uno che in un paese normale dovrebbe essere pubblicato già da almeno un paio d'anni, e che invece fa come il sottoscritto e punta sugli eBook.
E poi penso ai ragionamenti di Elvezio, che piange al solo pensiero di quanto fa schifo la narrativa di genere in Italia (che abbia ragione pure lui?)
Per farla breve, di pareri di voci e di riflessioni ne ho sentite/lette a zilioni, in questi tre anni in cui imbratto carta (anzi no, visto che parliamo di libri elettronici).
Confrontarsi aiuta parecchio e fa comprendere meglio la realtà in cui ci si muove, ma poi ciascuno di noi affronta le proprie decisioni da solo, come è giusto che sia.
Refusi del cavolo a parte, "Uomini e lupi" è un romanzo dignitosamente horror, un pochetto cospirazionista, che non disdegna un po' di umorismo "alla Schwarznegger". In altre parole, meriterebbe di diventare un libro con tutti i crismi del caso, in grado di accontentare anche i feticisti della carta stampata, che probabilmente non avranno problemi di spazio in casa, come il sottoscritto.
Ve l'ho detto, non è il periodo della falsa modestia.
Ma, se mi conoscete, sapete anche che non sono uno sborone del menga. Ho rifiutato di inviare "Nevicata" a editori interessati perchè, rileggendolo, mi sono accorto che a soli pochi mesi di distanza l'avrei scritto in modo totalmente diverso. Se avessi tempo rivedrei e rivoluzionerai molti altri miei vecchi lavori. Poi con "The Shift" mi sono accorto di essere molto maturato, pur trattandosi di un romanzo per lettori con gusti particolari. Con "Uomini e lupi" mi sono ributtato sull'horror puro, che alla fine è il mio genere più degli altri. E, porca puttanaccia, il risultato mi soddisfa!
Ben lungi da me l'idea di essere diventato la fata turchina del prepuzio: la mia scrittura deve ancora migliorare moltissimo, infatti mi va bene proporre ciò che scrivo in formato gratuito. Lo trovo onesto, corretto. Tuttavia paragono "Uomini e lupi" alla marea di carta igienica che riempie gli scaffali delle librerie dedicate all'horror e, wow, mi rendo conto che confronto a certi autori io sono praticamente Dante Alighieri.
Parlo di scrittori pubblicati/tradotti da Newton Compton, Mondadori, Delos... mica della tipografia sfigata sotto casa mia.
Ovviamente si parla di prodotti che vanno per la maggiore e che seguono le mode estemporanee: roba che io non riuscirei a scrivere nemmeno con la lama di una katana appoggiata allo scroto.
Cazzarola, quanto ho divagato? Ma dove volevo arrivare? Ah, ecco qui:
A settembre invierò "Uomini e lupi" a due, massimo tre case editrici, le uniche che trovo realmente consapevoli del materiale che pubblicano (nel campo dell'horror). Vi basti sapere che si tratta di editori medio-grandi. Mi scuseranno i diretti interessati, ma che me ne frega di pubblicare col microeditore che nemmeno si trova in libreria? A questo punto ha più dignità un eBook, o forse anche un print on demand.
Non fraintendetemi: massima stima per i "piccoli", ma qui da noi sono schiacciati dal cartello dei grandi editori. Se devo sfidare i mulini a vento, allora preferisco farlo con le mie sole forze, thanx.
Nel mentre scriverò. Ho già ricominciato a scrivere, pur essendo ancora in ballo col quarto giro di editing del romanzo appena pubblicato. Il prossimo lavoro è infatti il continuo di "Uomini e lupi" e s'intitolerà "Il lupo che divorerà il sole". Un seguito (anche se i due libri vivono e vivranno di vita propria) su cui voglio abrustolire la carne messa sul fuoco in "Uomini e lupi".
E poi tirerò le somme.
Vedrò cosa accadrà e quale sarà il mio livello di soddisfazione.
Dei soldi non me ne frega nulla. Per fortuna ho un lavoro e non ho mai pensato di diventare ricco scrivendo. Ciò che cerco sono dei riscontri pratici. Il mio lavoro piace? Le mie storie appassionano? Qualcuno mi darà spazio per propormi e migliorarmi senza scendere a compromessi e senza propormi di pubblicare schifezze scritte su dettatura?
Se alcune di queste domande avranno risposta positiva, allora continuerò a scrivere. Viceversa, credo che farò una pausa.
Ho il piede in molte scarpe, tanto che il mio tempo libero è ridotto all'osso (e ancor meno). Man mano che si cresce credo che sia bene ottimizzare il tempo e le forze, prima di diventare dei vecchi piscioni con la prostata grossa come un melone e il cervello ridotto in una cacchetta molliccia.
Vi terrò aggiornati...
Il mio sito
The Shift su ebookgratis.net
"Uomini e lupi" eBook gratuito









Comments
Che dire, intanto in bocca al lupo (preferibilmente sdentato) per il tentativo di pubblicare con un editore tradizionale (io ho rinunciato da un bel pezzo). E poi, anch'io penso che scrivere é prima di tutto un piacere, non una fonte di guadagno, e chi se ne frega se i grandi editori ti ignorano, quelli pubblicano i libri di Marina Ripa di Meana e di Bruno Vespa...
Ariano Geta
http://arianogeta.blogspot.com/
Sono un maniaco compulsivo della scrittura? Probabile... anche tu? Allora piacere di conoscerti!
Che hai scritto di bello finora? Sono curioso :)
Ho provato anche a scrivere nei vari "generi": ho scritto un romanzo "fantasy", uno thriller, e anche alcuni umoristici. Di tutto un po'... ;-)
Ariano Geta
Riguardo il leggere qualcosa di mio... spero di poterti "sorprendere" quanto prima... se tutto va come spero, prima che finisca l'estate mi rifarò vivo per spedire un plico cartaceo a un po' di persone... keep in touch...
"Il lupo che divorerà il sole" è un gran titolo... è il verbo al futuro che dà l'atmosfera.
Io non me ne intendo affatto di scelte editoriali, ma perchè molti incapaci si godono la prima fila dello scaffale (e magari anche una decente recensione) e invece chi merita può restare in disparte? Uff...
Riguardo alla tua ultima domanda, non sono gli incapaci che si prendono la prima fila... spesso sono anche dei bravi autori, però si piegano a scrivere "su ordinazione", creando così un circolo vizioso che auto-alimenta sempre e solo le stesse tematiche, senza mai proporre nulla di nuovo :)
Insomma intanto il libro c'è, e già stai una bella spanna avanti al 99,99% degli altri scrittori sfigati che si lamentano. Poi un giorno lo leggerò e saprò dirti se è bello davvero oppure se hai pisciato fuori dal vaso.
Riguardo agli editori la pensiamo allo stesso modo, e cioè che tanto vale puntare subito su quelli più grossi... anche se Delos non è un grosso editore ma solo un editore piccolo che sa farsi vedere (e per questo si prende anche un sacco di critiche secondo me piuttosto ingiuste).
Poi per me dovevano pubblicarti già Nevicata, per cui se dici di essere migliorato ci credo... anche se - NEL MIO MODESTISSIMO PARERE - nel momento che dici io sono bravo e quegli altri sono spazzatura mi stai automaticamente un po' sulle palle come troppi piagnoni del cazzo che dopo aver scritto mezzo opuscolo stanno sempre a sputare veleno.
Insomma tu/io (e ok pure Glauco) hai/abbiamo scritto un po' di cose. Magari meritano di essere pubblicate e lette e comunque speriamo di sì, però basta che ci manca solo di iniziare a stare antipatici ai 2-3 lettori che abbiamo, che tra l'altro ho la sensazione che siano anche gli stessi che si girano i nostri blog ^^.
Purtroppo il guaio nostro è stato quello di voler scrivere di genere per forza. Non ci sono altre scuse o altri motivi: la narrativa di genere in Italia non tira e se vuoi scrivere certe cose devi aspettarti che nessun editore ti si fili, semplicemente perché nessun lettore ha intenzione di comprarsi il tuo libro.
Io personalmente ho trovato anche altro che mi appassiona, come vedi dal libro che è uscito e da quello che scrivo adesso sul blog. Forse potresti tentare un cambio di rotta anche tu ma non verso cose commerciali che piacciono e vendono (quella storia della katana sulle palle è abbastanza inquietante) ma sempre verso qualcosa che piace a te e che sia più facile da piazzare. Per dire, non ti vedo male come autore di thriller, e lì credo già che sia tutta un'altra storia.
Poi è solo una riflessione così al volo e su due piedi, magari mi sbaglio.
Simone
In primis ti rispondo sulla scrittura di genere: non l'abbandonerò mai perchè è ciò che mi appassiona, come lettore e come autore.
Tu sei bravo anche come scrittore ironico/comico (lo vedo dai tuoi post) e mi pare che non ti sei mai dichiarato come appartenente a un genere piuttosto che all'altro.
Io non riuscirei mai a buttar giù null'altro rispetto a ciò che già scrivo.
Comunque su una cosa sbagli alla grande: la narrativa di genere in Italia tira alla grandissima, solo che gli editori che se ne occupano raramente ci capiscono qualcosa e si limitano a scimmiottare (il peggio) che viene dall'estero.
Basta vedere le tante, scarse antologie in circolazione. Comunque per vendere vende, eccome!
Come ho già detto in altre occasioni io ho ricevuto proposte di scrivere robaccia fantasy sotto pseudonimo, storie trite e ritrite a cui preferirei perfino avere una carie.
Questo può essere al limite una consolazione (si vede che in qualche modo alla fine so scrivere), però la dice lunga sull'incompetenza di molte case editrici nel cogliere le evoluzioni dei generi.
So che è un discorso molto per addetti ai lavori e difficile da far capire.
In realtà basta comprare romanzi horror in lingua originale (cosa che faccio) per capire quanto siamo rimasti all'età della pietra rispetto ad altri paesi. Qui ci siamo fissati coi vampiri emo in tutte le salse e con la ri-ri-ristampa di Stephen King. Là fuori ci sono state già dozzine di evoluzioni tematiche e stilistiche.
Ma, ripeto, è un discorso molto tecnico, e se uno non ama il genere può pensare che in fondo si tratta sempre e solo di mostri che ammazzano la gente. Ma mi permetto di dire che non è così. E' la qualità che fa la differenza, e da noi la qualità l'abbiamo chiusa in cantina.
Non che mi proponga io di rivoluzionare chissà cosa, solo che se devo buttare il tempo a scrivere solo per sfornare racconti su dettatura dell'editore, preferisco dedicarmi ad altro.
Grazie per il tuo commento, mi ha dato modo di chiarire qualche punto che dal post uscita malconcio :)
PS: cmq la Delos non è certo piccola. In tutte le grandi librerie trovo vagonate di loro libri. Quando parlo di microeditoria intendo dire quelli che nei negozi manco ci arrivano...
Comunque i libri della Delos magari li trovi molto a Milano, visto che loro sono di quelle parti. Qui a Roma già in genere trovi 1-2 copie da F e da M al centro (tipo il mio libro dalle miee parti non è mai arrivato!) e poco altro. Se vai più giù credo che non trovi più nulla.
Poi se parli di scrivere sotto pseudonimo forse intendi quella collana famosa sui draghi? Be', da quanto ho capito nel momento in cui sono passati a nomi italiani c'è stato un crollo totale delle vendite (già iniziato comunque tempo prima) e non credo che vendano comunque oltre il migliaio di copie. Cioè, rispetto a Mondadori che non può andare sotto le 10 mila stiamo proprio su ordini di grandezza diversi. Poi anche altri autori italiani hanno scritto sotto pseudonimo e di vari generi, ma mi pare che li apprezzi come del resto li apprezzano in molti.
Ancora, io parlavo di scrivere sempre quello che piace a te, solo provando qualcosa di diverso. Non ti dico: scrivi una boiata tanto per pubblicare, e sinceramente non credo che non ci sia davvero altro che possa coinvolgerti, e anche se ovviamente devo dare retta a quello che dici mi pare anche un po' una presa di posizione.
Anche King e Barker hanno scritto "altro", e secondo me quello che ci piace scrivere non è tanto il genere in sé quanto le sensazioni che mettiamo su carta. Se riesci a trasmettere le stesse cose non sei cambiato davvero, cambia solo la catalogazione editoriale che - sinceramente - lascia il tempo che trova.
Per dire: coppia va a vivere in una casa isolata, lui viene controllato dai fantasmi e prova a uccidere lei, che alla fine però uccide lui.
Oppure: coppia va a vivere in una casa isolata, lui decide di volersi arricchire con l'assicurazione e prova a uccidere lei, che alla fine però uccide lui.
Cioè sono 2 generi diversi, no? Però alla fine il "bello" saranno le scene in cui lui rompe la porta con l'accetta e dice "sono il lupo cattivo", almeno credo.
In ogni caso non volevo fare polemica e rompere le palle... anche se l'ho fatto ^^.
Simone
Mi piace discutere un po' a dispetto di scornarsi, ogni tanto :)
Non sapevo che da voi la Delos fosse meno diffusa. Qui a Milano è difficile non trovare 4-5 volumetti della collana fantasy e altrettanti della collana sci-fi ogni volta che entri in libreria.
Il tuo stesso libro l'ho visto praticamente in ogni megastore tra quelli più importanti.
Riguardo alla faccenda degli pseudonomi sapevo che ultimamente hanno fatto dei buoni risultati di vendite, tanto che stanno invertendo il trend, e ora "rischiano" a pubblicare fantasy coi veri nomi degli autori italiani.
Ma non è lo pseudonimo il problema, bensì la qualità dei prodotti. Tranne alcuni casi, si tratta di fantasy molto semplici, sempre sullo schema monotematico alla "Signore degli Anelli": l'eroe, il nano, l'elfo, il mago buono, il mago cattivo.
Non potrei scrivere una roba così, a meno che non avessi le bollette da pagare (ma per fortuna lavoro).
Il fatto che siano molto semplici è vero, ma adesso anno allargato i "paletti" e vanno bene anche storie più complesse o "adulte" anche se credo che i nomi siano tornati pseudonimi.
Comunque a scrivere una storia di quella lunghezza che ti ci vuole, una settimana? ^^
Simone
Io, ti ringrazio ma, non credo di essere ancora giunto a meritare una pagina stampata da un editore "coi" controcazzi (visto che in questo post si parla con gergo terreno, lo uso pure io!). Ho ancora tanta strada da fare e, soprattutto, devo ancora trovare il mio sentiero. Come ben sai io non ho un genere di riferimento (anche se amo la fantascienza) e scrivo dove mi porta il cuore. Per di più, credo anche di non essere ancora all'altezza di mostrarmi al mondo... ci provo, ma dubito di meritare cotanti riflettori puntati su di me. Meglio l'anonimia e il blog, il sito, gli ebook!
Se dovessi analizzare me stesso... mi vedrei più come un lettore che scrive per diletto. Non uno scrittore.
Va beh... ma parliamo di te, che invece hai tutti i diritti di ruggire e pretendere. La tua scrittura, il genere che affronti, oggi è amato da tanti. Gli italiani hanno il diritto e dovere di conoscere ciò che l'horror può diventare. Si... sono i veri amanti del genere come te che possono fare la differenza e, chissà... insisti e sarai un Matheson tutto italiano ^_^
Questo post... lo ammetto, mi ha colpito. Credo che Uomini e Lupi scalerà la lista dei libri in attesa e, passerà in lettura subito dopo a Dan Simmons... che sto leggendo in questi giorni. Si... anche perché mi incuriosisce anche il seguito e, non voglio rimanere indietro.
Forza e Coraggio...
Glauco
31ottobre.blogspot.com
Guarda: capisco alla perfezione quello che dici sul "non essere ancora uno scrittore". Maturare dobbiamo maturare tutti e sempre. Il fatto è che il libreria a volte leggo delle robe abominevoli, sia italiane che tradotte, e preferisco accendere l'iTouch e leggermi un tuo ebook.
Ci sarà un motivo no?
Ma vabbè, non diamo l'idea di quelle che frignano perchè non vengono pubblicati...
Sappiamo entrambi se ci sbattessimo di più a fare le giuste public relations saremmo presto in libreria (e non come clienti). Ma anch'io, come te, non voglio troppi occhi addosso, né troppi compromessi...
Penso che anche a te la scrittura porti già via tanto del poco (scusa il gioco di parole) tempo libero a disposizione. Se ci mettessimo pure a trasformarci in promoter di noi stessi, forse dovremmo sacrificare il poco che resta.
Io non sono pronto, quindi spero di trovare chi mi apprezzi per la pura e semplice qualità di quel che scrivo (ammesso che ci sia).
Leggimi pure quando puoi, ci mancherebbe! :)