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IL BLOG SULL'ORLO DEL MONDO

Scrittura, narrativa di genere, cinema, misteri, ucronia e altre amenità.

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Altri segnali dai bunker
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mcnab75



Mentre mi appresto a pubblicare il secondo capitolo del mio Survival Blog, in diretta dal 3 dicembre 2015, mi collego brevemente per segnalarvi la scoperta del diario di un altro sopravvissuto.

Nome in codice: Faina Solitaria.

Tra l'altro fa sul serio. Non a caso sul suo blog trovate diverse risorse per sopravvivere a quello che io definisco “inverno dell'umanità”.

 

E non dimentichiamo il buon vecchio Edu. Ricordate che si è rifatto vivo nel mio “ultimo post?” Ebbene, cercando un po' in rete, con tutta la fatica dovuta ai server crashati e alla corrente elettrica che va e che viene, ho trovato un suo post datato 10 febbraio 2015. Inquietante, cazzo. Davvero inquietante... Non sono più sicuro che raccontare i miei spostamenti sia poi questa ideona. Ma oramai non posso esimermi di farlo.

 

A prestissimo.

 

Ah, dimenticavo! Qui ho cercato di elencare tutti i siti ancora funzionati che hanno, per così dire, trasmesso il segnale d'emergenza.
 


Guardiamoci in faccia. Difendermi? Non so tirare neppure di fionda. Se questa connessione morisse, non saprei come rimediare. Le sortite per procurami il necessario diventano sempre più infruttuose. Se sono ancora qui, è per un miracolo del demonio. L’ultima volta che sono riuscito a collegarmi ho detto che, se avesse nevicato, avrei raggiunto la farmacia per andarmene con qualcosa di più dolce del succhiotto di un Giallo. Beh, ha nevicato, ma non abbastanza. In più, la fuori si muove gente che non sono sicuro di voler incontrare. Amici o nemici, poco importa. Dei primi diffido e dai secondi sto alla larga. Sono da solo, non so se l’avevo detto, e la vita che faccio è quella del ratto: opportunista, sfuggente, vigliacco ma coi suoi motivi. Sono più grossi di me, più cattivi e motivati, non mi faccio illusioni. Vorrei solo andarmene alle mie condizioni, ormai non spero in nient’altro. L’unico colpo di culo sono le cornacchie, che sono sparite prima che il tempo si facesse troppo rigido. Probabilmente sono migrate a sud, in cerca di caldo per muoversi, volare e attaccare. Quando torneranno, con la primavera, saranno cazzi amarissimi. Qui, d’estate, sembra di stare in un film di Hitchock. Per allora, sarò morto o ancora attaccato alla vita come uno stronzo? Forse dovrei tentare la fortuna coi gruppi di sopravvissuti, ma se fossero del tipo sbagliato finirei in guai peggiori. Intanto, mentre pendolo dal mio albero del dubbio, il tempo passa e le opzioni diminuiscono. Leggo che siete vivi – beh, quelli che scrivono, gli altri li do per morti (senza farmi illusioni) – decisi a sopravvivere e più organizzati. Non vorrei provare la costante sensazione che sia tutto inutile, che i Gialli saranno la nuova umanità (un po’ alla Matheson, vero?) e nulla di quello che farò o faremo avrà senso, eppure è così. Ah!… Forse dovrei prendere le mie lagne e andarci affanculo, o decidermi a uscire, avvicinare quei chi-cazzo-sono e vedere se c’è una via d’uscita. Vi farò sapere.

giudappeso

Ottimo contributo davvero.
Così buono che ti chiedo se puoi ri-postarlo sul secondo capitolo del survival blog che pubblicherò fra un'oretta e mezza o giù di lì.
Il tuo racconto mi sembra perfetto da aggiungere al "malloppo"...

Certo, non c'è problema. Anzi, grazie a te! Iniziativa molto stimolante.

giudappeso

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