January 7th, 2016
Buon 2016, tanto per cominciare.
Nelle settimane precedenti Cristina ha descritto ciò che rimane di Milano. La mia città. Lì sono nato, lì ho lavorato per anni. Quando me ne sono andato per rifugiarmi in montagna, Milano era già nel caos. C'erano presidi militari, rastrellamenti delle comunità etniche, manifestazioni di piazza contro il Governo, ma anche i cortei dei fanatici dello Yellow Panic. Dell'evacuazione disordinata e definitiva ne ho letto sul Web. Proprio Cristina fu una delle ultime a mettere online delle foto molto esplicite di quell'evento, quando già l'avevano licenziata da SkyTG24 su richiesta del Premier.
In effetti la città è un disastro. Credo che in questi mesi la situazione sia ulteriormente degenerata, complici gli allagamenti e alcuni incendi che nessuno ha potuto estinguere. Chiunque in passato ha scritto un romanzo catastrofico ambientato nel capoluogo lombardo non ha considerato i tanti problemi che invece mi trovo davanti agli occhi. I tunnel della metropolitana sono in gran parte sommersi, l'asfalto delle strade è pieno di buche simili a piccoli crateri; le auto abbandonate rendono quasi impossibile attraversare alcuni quartieri in altro modo se non a piedi.
Per fortuna il rifugio del gruppo di Cristina è abbastanza sicuro. Non posso dirvi di preciso dove si trova. Qualcuno, diciamo non troppo ben intenzionato, potrebbe conoscere il mio blog. Vi basti sapere che si tratta di un edificio a sé stante, in stato di relativo isolamento, e facilmente difendibile. Dispone di un generatore fotovoltaico, di finestre e porte protette da inferriate e di un terrazzino recintato che può fungere tanto da via di fuga quanto da ultimo bastione.
Qui vivono in tre, ma all'inizio erano in sei. Cristina e Max sono colleghi, nel senso che entrambi hanno lavorato su un portale di controinformazione, prima che la mia amica diventasse famosa coi servizi sui Gialli a Milano. Max ha circa quarant'anni e sembra il classico hippie che non vuole crescere. A pelle non mi sta molto simpatico (oddio, spero che non legga questo articolo), ma senz'altro è uno che sa il fatto suo. L'ultimo membro del terzetto è Silvio Santini. Odia talmente tanto il vecchio premier italiano che preferisce farsi chiamare solo per cognome. È un ex bibliotecario di cinquant'anni. Pacato, riflessivo, razionale, dà l'idea di avere una cultura poliedrica.
Manuel è chiuso in una sorta di ripostiglio dalla porta rinforzata. Non ha nemmeno protestato quando Max ha scoperto il morso sul braccio. Io fatto finta di non saperne nulla, ma negli occhi del filippino ho letto la sua consapevolezza. Ho fatto bene a tacere con lui e con Luigi? Avremmo dovuto parlarne e studiare un'alternativa? Domande senza senso, oramai. Forse Manuel sperava che Cristina e soci ci accogliessero senza sottoporci a un esame d'ammissione. In tal caso il suo comportamento sarebbe stato peggiore del mio. Avere un contagiato “occulto” in un gruppo di sani è sempre pericoloso, anche quando non manifesta sintomi di rabbia e demenza.
Sta di fatto che siamo qui da sei giorni, e nessuno ha ancora deciso cosa farne di Manuel. Proprio ieri ha iniziato a mostrare insofferenza, aggressività, perdita di appetito. Sono i segnali del prione che cavalca nel suo organismo. Oramai non gli portiamo più il cibo in stanza, bensì glielo passiamo attraverso la “gattaiola”. Luigi è sconvolto da ciò che è successo al suo badante, che considera più o meno come un figlio. Il vecchio parla pochissimo e spesso lo scopro in lacrime, seduto sulla sua branda. È irriconoscibile.
Del resto Cristina e soci sono molto cauti quando si tratta di contagiati. Una loro ex compagna, Darlene, si era infettata durante una delle uscite in città. L'hanno chiusa nello stesso ripostiglio di Manuel, ma una notte è riuscita a uscire, ha ammazzato il tizio che la sorvegliava ed è fuggita. Tutto ciò prima di diventare una Gialla al 100%.
Cristina ci aveva dato le coordinate su dove incontrarci. Non direttamente al rifugio, ovviamente, bensì allo svincolo di Cormano, sulla A4. Strada facendo non abbiamo incontrato quasi nessuno. Sì, c'erano dei Gialli, di tanto in tanto, ma erano gruppetti minuscoli, che vagabondavano nei dintorni dell'autostrada. A volte non hanno nemmeno tentato di correrci appresso, tanta era la distanza tra noi e loro. Lo svincolo invece era deserto. Nemmeno il tempo di fermarci e Cristina (che però indossava una maschera da sci, e quindi era irriconoscibile) è uscita allo scoperto puntandoci contro un revolver dall'aria minacciosa. Il tempo di capire che ero davvero io, “quell'Alex”, e ha abbassato l'arma. Lei era lì con una piccola Citroen C-Zero elettrica, gibollata e sporca, ma molto funzionale. Ci ha fatto strada, tagliando per via assurde. Abbiamo evitato interi quartieri in cui l'acqua stagnante supera il mezzo metro d'altezza, e altri in cui i cadaveri putrescenti formano una sorta di tappeto sull'asfalto. I Gialli li vedevamo di tanto in tanto, ma mai così vicini da costituire un pericolo. Poi, alla fine, siamo arrivati qui.
Cristina all'inizio è stata una delusione. Si comportava con freddezza e distacco, supportata da Max, che non sembra avermi preso in gran simpatia. La scoperta di essermi portato dietro un contagiato (Manuel) non ha certo facilitato le nostre relazioni. Né il mio carattere introverso ha aiutato a rompere il ghiaccio. Per i primi due giorni io e Luigi ci siamo limitati a fare gli “ospiti sorvegliati” del gruppetto della ragazza. Pochissima interazione, se non con Santini, che si è prodigato nello spiegarmi come mandano avanti il rifugio. È chiaro che l'ex bibliotecario è ben lieto di avere qualcuno di nuovo con cui chiacchierare. La mia penpal giornalista si è invece intenerita davanti allo shock emotivo subito da Luigi nello scoprire che Manuel era infetto dal Lee-Chang. Ammetto con un po' di vergogna che ero perfino geloso di lui.
Poi, pian piano, Cristina ha iniziato ad aprirsi anche con me, come faceva via mail. La molla che ha fatto scattare il tutto è stata quando ho iniziato a farle domande sulle foto che ho intravisto sul suo portatile. Foto (e video) della Milano post-pandemica. Sono scatti che partono dal 2012 e arrivano a oggi. Cristina ha immortalato la lunga agonia della città: dai cortei di protesta, agli sgomberi effettuati da Carabinieri e Polizia, passando poi per i primi “outbreak” di Gialli nei quartieri popolari, fino ad arrivare all'evacuazione, tardiva e caotica. Le foto più suggestive sono quelle del 2015. Posso solo immaginare come sia stato pericoloso scattarle. Quando la mia amica mi ha visto così interessato ha iniziato a spiegarmi la storia di ogni immagine, e il fine ultimo di quel suo lavoro: documentare l'Apocalisse.
« Qualcuno prima o poi tornerà qui, quando i Gialli saranno morti di stenti. Magari ci vorranno cinquant'anni, o anche più, ma Milano tornerà in mano ai superstiti della nostra specie. E, a quel punto, dovranno vedere com'era la città in passato. Si dovranno comportare da storici e archeologi. Queste foto li aiuteranno. » Poi Cristina mi ha rivelato di aver già inviato alcune foto a un giornalista australiano che ogni tanto riesce a violare la censura imposta dal suo Governo. Un domani, quando i canguri decideranno di ricordarsi che esiste anche il resto del mondo, qualcuno pubblicherà le foto della reporter, e tutti vedranno cosa è successo nella città che veniva considerata “la capitale mondiale della moda”.
Insomma, credo sia superfluo dirvelo, ma la missione che si è autoimposta Cristina l'ha aiutata a sopravvivere. Tra l'altro non è una cosa che riguarda solo lei, bensì tutti i membri del suo gruppetto, anche quelli morti o contagiati, come Darlene. In pratica, quando le cose qui andavano a puttane, hanno deciso di costituire una sorta di “redazione postapocalittica”, e di rimanere in città a documentare ciò che sarebbe successo.
Dopo il mio post in cui parlavo del Progetto Rondine, Cristina, Max e Santini hanno cercato tutte le informazioni possibili in Rete. Il Web però non è più come una volta. Laddove funziona ancora decentemente, Regno Unito, Australia, Argentina, Sudafrica, ci sono dei filtri governativi che impediscono la fuga di notizie riservate. Russia e Cina sono anche peggio: quel che rimane di quei paesi assomiglia senz'altro più a una dittatura assoluta, che non ad altro. In Cina il Web è addirittura proibito. Ma sto divagando. Quel che volevo dire è che i tre giornalisti non hanno scoperto granché. E quel poco che hanno trovato li ha invogliati ad appoggiare il nostro folle piano di approcciare i commando del SAS britannico. Almeno inizialmente.
Non posso dirvi ancora tutto. Cristina mi ha rimproverato perché rivelo troppi dettagli sul blog, dettagli che qualcuno potrebbe usare per scovarci e farci del male. Quindi, per il momento, starò sul vago. Una cosa però posso dirvela. Il neurologo che interessa al Governo Cameron si nasconde, insieme ad altri sopravvissuti, nel grattacielo noto come “Torre B” del complesso Torri Garibaldi, che si trovano nei pressi dell'omonima stazione. L'edificio, finito di ristrutturare (a differenza del suo gemello, la Torre A) nel 2012, era inizialmente pensato come sede degli uffici di società legate all'Expo 2015. Visto come precipitavano le cose già in quei tempi, qualcuno pensò di trasformarlo in una possibile roccaforte da utilizzare qualora le cose fossero precipitate. Ovviamente senza pubblicizzare la cosa. Sta di fatto che, al momento dell'evacuazione della città, un gruppetto di ricconi con relativo seguito di familiari e guardie private si barricò nella Torre B. Tra di loro c'è il Presidente della Regione Lombardia, qualche pezzo grosso del mondo finanziario milanese e il “nostro” neurologo, il professor Gianni Boile. A quanto pare ciò che gli consente di rimanere in quell'élite non è il denaro, bensì il fatto di essere stato uno dei primi scienziati europei a studiare il morbo di Lee-Chang. Senza grandi risultati, a quanto pare. Ma i ricconi devono aver pensato che fa sempre comodo avere un esperto in materia.
Cristina ha scattato diverse foto della Torre B, senza però mai avvicinarsi a portata di cecchino. Da quel che sa l'edificio è completamente autosufficiente. Dispone di pannelli fotovoltaici che rivestono la facciata sud-ovest della torre per una superficie di 420 mq, con funzione anche di frangisole. L'energia elettrica prodotta è di circa 35.300 kwh/anno di potenza media. Ha dei pozzi per lo sfruttamento dell'acqua di falda quale fluido scambiatore. Una centrale termofrigorifera a pompe di calore sfrutta la differenza di temperatura dell'acqua e alimenta l'impianto di climatizzazione. Delle vasche di raccolta dell'acqua piovana consentono una certa indipendenza idrica, tra l'altro già in parte garantita dai pozzi per lo sfruttamento dell'acqua di falda. A quanto pare la torre dispone anche di un camino solare (anche se non ha capito bene che cos'è) e di alcune serre bioclimatiche realizzate sul terrazzo.
Dei 23 piani solo quelli intermedi sono abitati. Il grattacielo dispone anche di un ampio parcheggio sotterraneo, collegato con dei tunnel alla vicina stazione di Porta Garibaldi. Tutto lascia però presupporre che gli inquilini di Torre B abbiano chiuso le grate per isolarsi da eventuali attacchi dal basso.
Dalle ultime informazioni ricavate da Cristina (e, anche qui, non posso rivelarvi come), nel grattacielo-fortezza dovrebbero esserci ventotto civili e dodici guardie private, veri e propri mercenari armati ed esperti. Nelle prime settimane dopo l'evacuazione il Presidente credeva di potersi ergere a salvatore dei pochi che erano rimasti in città, o qualcosa del genere, tanto da trasmettere dei comunicati via radio dalla stazione multimediale di Torre B. La voglia di giocare al Messia gli è passata presto, quando una banda di razziatori ha tentato di assaltare il palazzo. Da allora nessuno ha più trasmesso sulle frequenze locali, ma i suoi primi annunci radiofonici sono bastati per rivelare molti dettagli utili agli ascoltatori attenti. Quali sono, per esempio, i membri del gruppo di Cristina.
Ieri la reporter mi ha convinto a fare una ricognizioni dalle parti della Torre B. Max non era d'accordo a lasciarci andare da soli e ha fatto storie, ma alla fine Santini gli ha chiesto di fidarsi di me. L'ex bibliotecario è colui che ha l'ultima parola, in caso di diatribe del genere, anche se la leader è senz'altro la Riccione.
In realtà io stesso avevo una paura folle di gironzolare per Milano, tuttavia (sarò scemo?) non volevo fare la figura del codardo, perciò ho accettato la proposta di Cristina fingendo addirittura entusiasmo. Per fortuna la temperatura esterna oscillava attorno agli zero gradi, perciò era lecito sperare che i Gialli sarebbero rimasti rintanati nelle loro fetide tane. E poi la ragazza sembra conoscere quelli che chiama “percorsi sicuri”, tanto che è sempre lei a fare da scout quando c'è da uscire. Spesso lo fa anche da sola.
Se non altro quell'escursione mi avrebbe distratto dai pensieri su Manuel, ancora chiuso in quel ripostiglio ad aspettare che il morbo faccia il suo corso.
Abbiamo preso la C-Zero elettrica, che i miei nuovi compagni ricaricano col generatore del rifugio, quando fuori fa abbastanza freddo da poter rischiare un'operazione del genere (qui non c'è né un box né un garage in cui sistemare il veicolo). L'auto è silenziosa e pratica, anche se a me non trasmette sicurezza come la mia vecchia Wrangler. Per molti versi sembra fatta di cartone.
Siamo usciti armati delle sole pistole. In compenso Cristina indossava un completo protettivo a base di indumenti da motociclista, con una maschera da sciatore a difesa degli occhi. Roba da far impallidire i miei occhiali dieselpunk e il giaccone imbottito che mi porto dietro fin dai primi giorni da survivalista. C'è da dire che lei e i suoi soci sono organizzati piuttosto bene. Forse dopo aver perso ben tre compagni si sono messi a fare davvero sul serio.
Così bardati ci siamo allontanati dal rifugio, muovendoci con circospezione sulle strade rovinate e ingombrate dalle carcasse dei veicoli abbandonati. Il paesaggio urbano è spettrale, spaventoso, ma anche morbosamente affascinante. Case, palazzi e negozi se né stanno lì, guardandoci passare come se fossero cadaveri mummificati di giganti. Quasi tutte le vetrine sono spaccate, le porte sfondate, le finestre distrutte. Alcune strade sono allagata. A volte l'acqua è alta appena pochi centimetri, ma in alcuni casi arriva addirittura a un metro. A quanto pare oltre il 70% delle stazioni della metropolitana sono sono oramai sommerse, impraticabili. Un paio di forti nubifragi nei mesi post-evacuazione hanno complicato ulteriormente la situazione. In alcuni punti le erbacce e i rampicanti stanno riprendendo il possesso della città. Così come gli animali. Oltre ai ratti, ci sono in giro un sacco di randagi, sia cani che gatti. Per non parlare dei piccioni. Sono migliaia.
Di Gialli non ne abbiamo incontrati. Non faccia a faccia, quantomeno. Ogni tanto ne vedevamo alcuni lungo le strade laterali, quelle che Cristina evitava con cura. Qualcuno ha provato a rincorrerci, ma il freddo e l'asfalto danneggiato ha reso inutile ogni loro tentativo. Di razziatori, per fortuna, nemmeno l'ombra.
Ci siamo fermati sul cavalcavia Bussa, da cui si vede tutto il complesso della stazione di Porta Garibaldi. Un luogo che ho frequentato per anni. Vederlo così deserto mi ha estraniato, come Dave Bowman davanti al monolite nero. Lo snodo ferroviario, il secondo per grandezza qui a Milano, è oramai una colonia di piccioni e corvi. Devono essersi saziati coi cadaveri spoltati disseminati qua e là
Le Torri sono proprio davanti al cavalcavia. Per non farci notare da eventuali sentinelle abbiamo deciso di rimanere all'estremità opposta della strada, nascosti dietro la sagoma massiccia di un camion della nettezza urbana abbandonato tra altre carcasse d'auto. Col binocolo non ci ho messo molto a notare ciò che Cristina ci teneva a farmi vedere: le prove di quanto mi ha raccontato nei giorni scorsi. Mentre la vicina Torre A è evidentemente abbandonata (con tanto di gru penzolanti di fianco a essa), la B è abitata. Le finestre a specchio non permettono di sbirciare all'interno, ma ho intravisto i bagliori delle luci elettriche accese, più o meno attorno all'undicesimo piano. A un certo punto è perfino sbucato un tizio sul tetto, vestito di nero, con tanto di passamontagna in testa e fucile d'assalto in spalla. Mentre fumava una sigaretta si guardava intorno, con la tipica arroganza di chi sapeva di essere al sicuro.
Siamo rimasti lì per una ventina di minuti. Il cavalcavia era libero dai Gialli (non c'erano nemmeno cadaveri), ma di tanto in tanto nella città morta risuonavano i loro latrati catarrosi, tipici di quando si lanciano a caccia. A dire di Cristina, ora che il cibo umano scarseggia, quei mostri si accontentano di inseguire cani e gatti randagi, o perfino i ratti che prolificano ovunque. In attesa che anche gli ultimi superstiti di Milano mettano fuori il naso dai rifugi, cosa che prima o poi accadrà.
Dunque la Torre B è davvero una roccaforte per pochi intimi. L'élite sopravvissuta al crollo della città. A quanto pare non è l'ex Presidente della Regione, ****, a comandare, bensì il tizio che ha finanziato la ristrutturazione e la fortificazione del grattacielo, un magnate delle telecomunicazioni. Max mi ha spiegato che finora gli inquilini del grattacielo non hanno mostrato nessuna intenzione di interagire col mondo esterno, né di aiutare i loro simili più sfortunati. Poi, all'improvviso, hanno ripreso a trasmettere sulle frequenze radio d'emergenza. Cristina ha registrato il messaggio. Ecco ciò che dice:
« Torre B e il Presidente **** stanno per aprire le porte a tutti gli abitanti di Milano ancora residenti in città e non contagiati dal morbo di Lee-Chang. Chiunque desideri ricevere riparo e assistenza si presenti dal giorno nove gennaio a uno degli ingressi della torre, disarmato e in compagnia di massimo due persone. Verrete accolti e messi in quarantena preventiva in un'apposita zona del grattacielo. Sarete riforniti di cibo, acqua, cure mediche e psicologiche. Una volta verificato il vostro stato di salute, vi potrete integrare col resto della nostra comunità. Ricordate: dal giorno nove gennaio saremo pronti ad accogliervi. »
Sconcertante, non trovate? Sconcertante e ben poco credibile. Soprattutto alla luce di certe cose che mi ha confidato Cristina, e che non vi posso ancora dire. L'imminente missione dei SAS in terra meneghina ha a che fare con questo spontaneo gesto di bontà degli inquilini di Torre B? Molto probabile. Così come è probabile che dovremo scordarci ogni speranza che gli inglesi possano portarci a casa loro, lontani da questo paese morto, da questa terra infetta. Alla faccia del piano ingenuo che io, Manuel e Luigi avevamo discusso per giorni.
E allora perché sono qui a preoccuparmi tanto di quanto accade in quel maledetto grattacielo? Forse, direte voi, nutro la piccola speranza che l'appello del “Presidente” sia davvero dettato da buoni propositi. Proprio ora, dopo mesi e mesi di isolamento totale da parte dell'élite chiusa in quell'edificio? Non sono così stupido. Non credo più alle favole da anni.
Molto più facile credere a un loro patto con qualche rappresentante del Governo Cameron. Patto in cui, ne converrete, sembrano giocare un ruolo fondamentale i sopravvissuti milanesi che i tizi della Torre B stanno cercando di attirare nel loro fortilizio. Altrimenti perché accollarsi un tale rischio?
Non avrei mai pensato di essere coinvolto in una faccenda del genere, ma è evidente che il mondo è molto diverso da quello che conoscevo, in cui tutti potevano sempre delegare i problemi a qualcun'altro. Cosa che, lo devo ammettere, io stesso facevo regolarmente.
Cristina ha un piano. E io, oramai l'avrete capito, sono molto suscettibile al carisma della ragazza.
Manuel si lamenta ogni tanto batte i pugni sulla porta. Però non implora mai, non piange. Sa cosa lo aspetta e, quando tenta di ottenere l'attenzione di Santini (il più sensibile in materia), chiede solo di potersene andare da solo, a cercare il suo destino in città. Ma so che non lasceranno andare. Il filippino sa dove siamo e potrebbe rivelarlo a qualcuno. Quindi? Cosa ne sarà di lui quando il morbo peggiorerà?
Piuttosto che immaginare la risposta a questo interrogativo, e la reazione che potrebbe avere Luigi, preferisco assecondare il piano di Cristina. Perché lei vuole me, alla faccia di Max e della sua gelosia. Mi vuole per entrare in quel maledetto grattacielo, non fraintendete.
Sapete una cosa? Credo proprio che l'accontenterò.
2011-01-07 09:51 pm (UTC)
da personaggio non posso proprio commentare, stasera. Chi vuol intendere, intenda.
Ma da lettore, sì!
Mi è piaciuto molto, questo post. Bellissimo il quadro che tracci di Milano e la visione della Torre come ultimo baluardo (chissà di cosa, poi...).
Non mi sarei aspettato di vederti seguire Cristina così rapidamente, ma anche certe cose hanno un senso, dopo tutto.
;)
hell
2011-01-08 12:05 am (UTC)
Quando ambiento qualcosa a Milano do il meglio delle mie modeste doti narrative!
Riguardo alla mia decisione di seguire Cristina in quello che appare un piano scriteriato, beh, si sa che tira più un **** di **** che un carro di buoi :o)
Se tu mi conoscessi di persona, scopriresti che gli unici esseri umani che riescono a farmi fare cose per me contronatura sono le donne per cui provo attrazione, amicizia o anche senso di protezione fraterna.
Diciamo anche che raramente comportarmi così mi ha procurato qualcosa di buono...
2011-01-08 12:07 am (UTC)
2011-01-07 10:15 pm (UTC)
Mauro
(Anonymous)
2011-01-08 12:24 am (UTC)
Inutile dilungarsi su come sono arrivato qui, ci sono cose più importanti, almeno per me, da dire; dirò solo che ho trovato il rifugio cui avevo accennato la scorsa volta dopo un paio di giorni. Ho iniziato a prendere contatto per cercare di scambiare qualche scorta e magari poter passare un po' di tempo all'interno; poi ho avuto uno scontro in cui sono stato ferito, non so se da uno sbadato o da qualcuno della banda da cui ho preso Sara. Spero di averlo ammazzato, così che non possa dire dove siamo. Comunque sembra che questo sia riuscito a guadagnarmi quel minimo di fiducia per farci entrare, sebbene sotto sorveglianza e disarmati; quello e i ricordi di quando andavo a caccia con mio padre: sembra che un cacciatore possa fargli comodo, non c'è nessuno che ci si sia mai trovato veramente.
Ora sono in una stanza; Sara è da qualche parte nel rifugio, credo assieme ad un'altra donna. Magari potrà aiutarla meglio di quanto potrei fare io.
Io mi sto riposando, anche per riprendermi dalla ferita alla spalla; quello che mi controlla è fuori dalla porta. Da non ricordo quanto tempo, sono solo per la prima volta. Veramente solo, voglio dire: senza Gialli intorno, senza nessuno di cui dovermi preoccupare, senza dover pensare a cosa fare il giorno dopo e a come mangiare la sera. Solo con me stesso, senza altro su cui dovermi concentrare. È una sensazione strana. Mi rendo conto solo ora di quanto ne avessi bisogno; ho accusato la tensione degli scorsi giorni più di quanto credessi. È liberatorio che ci sia qualcun altro a occuparsi di parte dei problemi.
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Il rifugio non è grandissimo: una decina scarsa di persone noi compresi, asserragliati in una casa spersa nei campi; non voglio dare indicazioni che potrebbero far capire dove siamo, perché pur nella sfiducia comunque ci stanno aiutando, ma sembra una comunità abbastanza solida. Hanno qualche pannello fotovoltaico, delle scorte che cercano d'integrare con caccia e un po' d'agricoltura in un piccolo orto, qualche animale; non sono ricchi e certamente non hanno cose da sprecare, ma hanno il minimo per tirare avanti.
Per ora non sono riuscito a parlare con molti di loro: Marco, quello che sembra a capo del gruppo, ci ha accolti, ci ha spiegato seccamente le regole che avremmo dovuto seguire e dopo averci messo dietro un paio di uomini se n'è andato.
Dopo quell'incontro ho avuto poche altre occasioni di parlarci, sempre per poco tempo; credo stia resistendo qui dentro da parecchio tempo, e deve aver avuto i suoi problemi con Gialli e predatori.
Lorenzo, l'uomo che mi tiene d'occhio, è più propenso a parlare, ma non si è lasciato sfuggire molto sulla comunità; per ora ho solo scoperto che prima che succedesse il casino stava seguendo il corso ufficiali per la Polizia. Ha perso i contatti con la sua famiglia nel 2013 e ha cercato di rintracciarli prima dove abitavano e poi lasciando dei messaggi nei luoghi dove andavano di solito, ma senza risultato; ho l'impressione che cerchi di tirare avanti tentando di convincersi che siano ancora vivi.
Di Luisa non so nulla: bionda, capelli lunghi, una bruciatura che le copre il braccio destro; appena Marco se ne è andato, quando siamo entrati, ha preso Sara per un braccio e l'ha portata all'interno della casa. Da allora sono riuscito a vederla solo di sfuggita, ma sembra che stia bene; non riesco a incontrarla e inizio a chiedermi se non sia voluto.
Chiudo, alle prossimo note.
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Ho trovato una stanza a fianco della cantina, come se avessero diviso in due il locale escludendone una parte alla vista; non sono riuscito a capire cosa sia: l'ingresso è chiuso da una porta in lamiera coperta da alcune casse e l'interno è completamente buio, l'unica lampada è rimasta nell'altra metà della cantina; ho preferito non arrischiarmi ad accenderla, per evitare di attirare l'attenzione mentre ero lì.
Mauro
(Anonymous)
2011-01-08 12:25 am (UTC)
Sono dovuto andarmene prima che qualcuno mi vedesse lì; potrebbe essere il magazzino dove conservano il cibo, non so. Con la cucina e l'armeria è l'unica stanza che ho visto chiusa, finora. Cercherò di tornarci per capire cos'è.
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Oggi nulla di particolarmente significativo.
Sono riuscito a rivedere Sara: ero di ritorno da una piccola perlustrazione di una casa a poca distanza e lei era fuori con Luisa a fare due passi. Non sono riuscito ad avvicinarla grazie a Luisa, ma lei mi ha detto che sembra stare meglio; mi è parsa tranquilla, forse sta veramente migliorando.
Ho approfittato del tempo per parlare un po' con Lorenzo: è arrivato qui nel Giugno del 2015, dopo aver inutilmente cercato di rintracciare la moglie; quando esce per qualche ricognizione continua a cercarla, ma credo che ormai abbia abbandonato la speranza. Conosce bene le armi e non si fa problemi a usarle; mi ha promesso di vedere se ha qualche colpo per il mio fucile, anche se è chiuso nell'armeria da quando ce l'hanno requisito appena entrati.
Nella casa non abbiamo trovato nulla di utile; saccheggiata e distrutta.
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Ho esplorato un po' la casa: è un'abitazione di campagna a due piani: solida, muri vecchia maniera, spessi una cinquantina di centimetri.
A terra c'è la cucina e la sala da pranzo, che usiamo ancora per mangiare; una sala che usiamo per le riunioni e una piccola dispensa, contenente cibo per un paio di giorni o poco più.
Il piano superiore è una specie di fortezza, credo che l'idea sia di usarlo come difesa in caso i Gialli o qualche gruppo di predoni sfondi. Ci sono le stanze da letto, l'armeria, un cucinino da campo e i medicinali; le stanze d'angolo sono state adibite a posti di guardia, per poter tenere d'occhio tutti i lati della casa. Una scala tra i due piani è stata fatta crollare, l'altra viene chiusa ogni notte.
C'è un po' d'elettricità grazie a dei pannelli; acqua calda poca, un computer che si usa il meno possibile, una connessione usata più che altro per trovare mappe; non so se abbiano visto il blog di qualche sopravvissuto. Sto pensando se conviene segnalargli la vostra presenza. Mi sembrano abbastanza chiusi, non so come si porrebbero verso altri gruppi.
Mi chiedo quando - se - potrò usare quella connessione; per ora non si fidano ancora.
In generale comunque la casa sembra sicura; un buon posto per rifiatare un po'.
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Ieri ero fuori a fare un po' d'esercizio per la spalla (strano come a distanza di anni mi ricordi ancora le tecniche di scherma rinascimentale) e ho visto Sara con Luisa; sono riuscito a parlarle un po'. Non ho provato a toccarla, ma credo stia migliorando, mi è parsa più sicura di sé.
Luisa non ci ha staccato gli occhi di dosso, ma se il suo comportamento sta facendo questo effetto a Sara non posso che ringraziarla.
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Passeggiata lungofiume con Sara. E Luisa, ovviamente, ma almeno ho potuto passare un po' di tempo con lei. Non si è ancora ripresa, credo sia inutile dirlo, ma l'ho vista ridere; l'ultima volta era stata... a casa sua, prima che la lasciassi. Da quant'è che non lo faccio? Mi rendo conto solo ora di quanto mi mancasse sentire una risata; sembra appartenere a un altro mondo. Il fatto che venga da lei, con quello che ha subito, mi fa sperare che le cose possano rimettersi un po' a posto.
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Problemi con l'acqua: stiamo finendo le scorte e preferiamo tenere quella del fiume e dei rubinetti come ultima risorsa; non sappiamo se sia buona. A breve una ricognizione.
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Niente acqua, come temevo i dintorni sono stati completamente depredati. Abbiamo fatto scorta di legna; proveremo a bollire l'acqua che abbiamo in casa per sicurezza, poi useremo quella. Il prione si diffonde anche per ingestione? Resiste alle alte temperature? Non ho trovato informazioni; spero vada tutto bene.
Re: Mauro
2011-01-08 11:35 pm (UTC)
Mauro
(Anonymous)
2011-01-08 12:26 am (UTC)
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Ho rivisto Aurora; questa volta sono certo che sia lei. Non si sta mostrando aggressiva, si tiene solo nei boschi attorno alla casa. Devo decidere cosa fare.
Mauro.
2011-01-08 06:52 am (UTC)
Io invece no. O meglio: non saprei dirlo. In questo momento sono in una camera di albergo, con tanto di bagno personale (con acqua corrente funzionante), però... però non sono quel che si dice "un cliente"...
Si stanno scaricando le batterie, devo interrompermi qui, comunque ho fatto in tempo a postare un messaggio: http://arianogeta.blogspot.com/2011/01/a
2011-01-08 10:18 am (UTC)
Ero in plancia per cercare di portare la barca su di una rotta che costeggiasse l' ex Costa Smeralda quando è arrivata.
Saltellando per la scaletta, ancora impastoiata con un complesso intreccio di corde (non avevo ancora la certezza che non fosse infetta) è salita sin qui. Stretta nel maglione che le fa da vestito si è seduta di fianco a me in timoneria si è appoggiata alla mia spalla.
"erano tre mesi che non parlavo con nessuno, rischiavo di impazzire" disse con quell' accento indefinibile
"ma per fortuna non è successo" risposi mentre la coprivo con una cerata
"mi hai salvato la vita, perchè'? avresti potuto tirare dritto?"
"non mi sarei dato pace se lo avessi fatto"
"grazie. Però come medico non vali una cicca, mi hai fatto più buchi che un puntaspilli per trovare la vena!!"
La strinsi a me in un abbraccio. Avevo dimenticato l' ultima volta che avevo abbracciato qualcuno.
2011-01-08 11:36 pm (UTC)
(Anonymous)
2011-01-08 01:22 pm (UTC)
"Giò,tu per caso mi sai dire che cos'ha in mente Fabio?Perchè ha bisogno di molti uomini?"
"Vuole arruolarsi tra gli uomini di Belfagor,diceva di essere stufo di vivere come un fuggiasco e di volersi godere la vita"
"Ma è pazzo?!Cristo santo,quei messaggi d'arruolamento erano ambigui.Insomma potevano essere un esca con cui attirare vittime da usare come cibo"
"Per quali motivo credi che Fabio ci volesse tutti con se?Se questa possibilità si fosse rivelata vera avrebbe consegnato noi pur di farsi ammettere."
Che figlio di puttana!Usarci come mezzo di scambio pur di avere salva la vita.
"Beh senza il furgone e con le poche cose che gli abbiamo lasciato dubito che potra realizzare i suoi sogni di gloria" ha detto Giovanni.Poi immagginandoci come avrebbe reagito Fabio al suo risveglio siamo entrambi scoppiati a ridere.Si lo so è da veri bastardi lasciare qualcuno nella merda e gioirne,ma lasciatemi questa piccola soddisfazione.Ora ci stamo dirigendo verso il punto d'incontro con gli altri sopravvissuti.Sto scrivendo usando il portatile di Donato approffitando di una pausa per mangiare.Ci risentiamo .
P.S.Uccidete Manuel,può diventare troppo pericoloso.Fatelo senza che Luigi assista e fatelo fare da uno dei compagni di Cristina,ma fatelo.Ora il vostro compagno è una bomba ad orologeria.Tenete d'occhio anche Luigi,non si sa mai lo stato in cui versa potrebbe fargli commettere una sciocchezza.
Il vampirologo che ride
(Anonymous)
2011-01-08 06:29 pm (UTC)
Alex,complimenti il quadro della Milano semidistrutta ed abbandonata è molto bello e credibile.In effetti mi hai fatto ricordare di uno studio Inglese che analizzava gli effetti sulle città con la scomparsa dell'uomo.
Lì si parlava anche delle metropolitane:mi ha stupito sapere che basterebbero ventiquattro-trenta ore dalla somparse degli abitanti per far sì che la mancanza di manutenzione possa rendere possibile l'allagamento dei condotti.
Vampirologo.
Complimenti anche a te,il tuo pezzo mi è piaciuto molto.Stai gestendo molto bene i tuoi personaggi.
Nick
(Anonymous)
2011-01-08 07:21 pm (UTC)
Grazie Nick,se devo essere sincero non riuscire a gestire i personaggi è una delle mie paure.Cerco di andarci cauto e di evitare il più possibile atteggiamenti troppo irreali.
Il vampirologo che ride
2011-01-08 11:25 pm (UTC)
2011-01-08 09:07 pm (UTC)
Ricordati, in Afghanistan un tiratore canadese ha centrato un Taliban a 2200 metri.
La torre B, così a istinto, non mi piace. Non mi fiderei del loro appello, nè delle loro necessità. Se davvero approccerai i SAS insieme alla tua amica ricordati che prima di ogni altra cosa servono il loro paese, indipendentemente da quanto possano avervi in simpatia.
(personaggio off)
Sento aria di svolta, vai così che questo gennaio lo facciamo scoppiettare come i popcorn.
(Anonymous)
2011-01-10 09:54 am (UTC)
Io stesso ne ho un paio reperiti negli ultimi gg prima della caduta di Verbania.
Mi ci sono impratichito,con tiri sui 1000m,con ottica Leopold Mark 46.5-20 da 45mm,del tutto accessibile anche a me che non sono uno specialista.
L'appello sa anche a me di trappola.
Restate al sicuro,e con la buona stagione vedremo di organizzare una missione di salvataggio,per congiungerci al sicuro con Angelo.
Erni
2011-01-08 10:47 pm (UTC)
Attenzione!
2011-01-08 11:23 pm (UTC)
Eh eh eh
2011-01-08 11:32 pm (UTC)
2011-01-08 11:39 pm (UTC)
2011-01-09 12:04 am (UTC)
2011-01-09 11:50 am (UTC)
Survival Blog
(Anonymous)
2011-01-09 12:09 pm (UTC)
P.O. Complimenti racconto avvincente e intrigante quasi quasi mi cimenterei pure io.
zanzara.
http://lassordantesilenzio-zanzara.blogs
Survival Blog
(Anonymous)
2011-01-09 12:10 pm (UTC)
P.O. Complimenti racconto avvincente e intrigante quasi quasi mi cimenterei pure io.
zanzara.
http://lassordantesilenzio-zanzara.blogs
(Anonymous)
2011-01-09 02:28 pm (UTC)
Prendo due libri dallo scaffale e li aggiungo a quelli che già ho nello zaino.Fulvia ogni volta mi prende in giro perchè non prendo cose "indispensabili"come vestiti e cibo.Io ogni volta le rispondo che qualcuno dovrà ricordare.
Già,chi è Fulvia,vi chiederete?
Bisogna che vada ancora una volta indietro con la memoria di qualche giorno:
Sono gli ultimi giorni di questo disgraziato 2015,io ed il mio gruppo di sopravvissuti siamo sul Camper in movimento verso la riviera del Brenta, verso "casa",verso mia moglie.
Improvvisamente sento Zoran imprecare in tutte le lingue che non conosco .Vengo sbalzato per aria quando le gomme sterzano.
Vedo un uomo con gli occhi spiritati con la pistola in mano.Il fatto che l'uomo in questione sia in pigiama e che siamo a meno due gradi rende la scena surreale.
Dalla pistola viene esploso un colpo che infrange il vetro,Zoran viene ferito di striscio.
Esco fuori con la pistola in mano,sento l'uomo urlare:
-"Non ci riuscirete.Non mi separerete ancora dalla mia famiglia".
L'uomo sembra andato, completamente fuori di testa.
Mentre mi precipito su di lui,sento una voce da dietro.
-"Per favore, per favore.Non sparategli. Gionanon sta bene".
Mi giro e vedo arrivare una ragazza,capelli bruni,occhiali sottili,l'aria spaventata nonostante il fucile imbracciato.La vedo che blandisce l'uomo.
-"Era scappato.Quando delira va in cerca di sua moglie e i suoi figli.Ma non è cattivo,lo giuro.-poi guarda tutti noi,ai suoi occhi le dobbiamo sembrare la versione moderna dell'armata Brancaleone. Mi chiamo Fulvia".
Quella credo sia stata la nostra fortuna.Grazie a quell'incontro abbiamo trovato il nostro attuale rifugio.Per ora non dirò dove siamo,vi basti sapere che si tratta di una ex postazione del fu Esercito Italiano,una di quelle costruite in fretta e furia nel 2012.Poi ci sono stati i fatti di Verona, e della guarnigione prevista inizialmente,qualcuno ha disertato in appoggio agli insorti,qualcun altro è scappato per raggiungere la propria famiglia lontano.In breve la postazione è stata quasi del tutto abbandonata.Quasi del tutto.
Giona è rimasto;il Tenente Giona Segre;non per fedeltà ma semplicemente perchè non aveva più un posto dove andare dopo che la sua famiglia era scomparsa durante un attacco di Gialli a Roma.Non morti,non feriti,semplicemente scomparsi.Come milioni di altre persone negli anni del "Grande Panico".Solo l'incontro con Fulvia,trovata mesi dopo a vagare nei boschi mentre fuggiva da Padova lo ha scosso parzialmente dalla sua apatia.L'uno è stato la salvezza dell'altra.Ed anche la notra,sono passati 8 giorni.
Nel frattempo sono riuscito a tornare a Mira,mi sono ricongiunto con Venusia.Eppure discutiamo spesso,lei vorrebbe che andassimo a Milano.Ma per farlo ho ancora bisogno di qualche giorno,dovrò tornare un ultima volta a Mira. Mentre gli altri rimarranno qui nel rifugio,molto più difendibile di una qualsiasi abitazione privata,Fulvia si è fidata di noi ,forse anche per non trovarsi da sola con Giona.
Io ostento sempre sicurezza,non faccio capire le mie paure.Perchè vedete in queste ore ho visto sia sulla rete che sulla radio presente al rifugio molte cose.Alcuni sono i deliranti messaggi di Belfagor o della NAA,molti sono i vostri. Dopo settimane che ero in contatto con Ferru,sono quasi riuscito a convincerlo ad uscire dal suo rifugio,anche se credo che il poveraccio non si fidi ancora completamente;neanche a lui ho confessato tutto,ma se andrà bene quello che devo fare a Mira ci uniremo e se sarà da andare a Milano lo faremo.
Perchè vedete il messaggio più importante mi è arrivato tramite la più antica delle tecnologie:ieri qualcuno ha lanciato un sasso con un messaggio interno,sgrammaticato certo ma indubitabilmente rivolto a me:
LE MURA NON TI SALVERANNO:VIENI DA SOLO TRA DUE GIORNI DOVE I MIEI UOMINI TI HANNO TROVATO.SE NON LO FAI GLI ALTRI FINIRANNO NEL BUFFET.
IL CAPO.
Per questo oggi fingo tranquillità,sorrido agli altri.Poi una volta finito mentre tutti dormiranno io partirò solo.Non so cosa succederà poi.
Nel frattempo gli altri raccolgono cibo e vestiti mentre io raccolgo libri da salvare dall'oblio.
Perchè lo fai,mi chiederete.
Perchè qualcuno dovrà pur ricordare,ricordare quello che eravamo e forse quello che sono stato anch'io.
(continua ).
Nick
2011-01-09 03:28 pm (UTC)
Sta diventando interessante questo tuo alter ego e il suo 'muoversi' nel gruppo. Bel personaggio quello del soldato fuori di testa.
(Anonymous)
2011-01-09 04:16 pm (UTC)
Cavoli è proprio una situazione angosciante.Se il tuo alter ego se la cavera dovrete prendere nouvi accorgimenti per evitare altri guai con l'armata.Sono curioso di vedere il proseguo.
Il vampirologo che ride
(Anonymous)
2011-01-09 06:15 pm (UTC)
Grazie dei complimenti ragazzi.
O stasera o domani dovrei riuscire a mettere online la seconda ed ultima parte della storia.
Nick
(Anonymous)
2011-01-09 10:22 pm (UTC)
08\01\2016.
Mira mi accoglie come un fantasma rinsecchito.I palazzi abbandonati e freddi,le auto ferme in strada,ovunque resti di cadaveri.Molti mi sembrano di Gialli ovunque foschia,caigo come la chiamano...la chiamavano da queste parti in dialetto.
Ho voluto lo stesso lasciare un messaggio a mia moglie ed agli altri,meglio che siano preparati a tutto.
Arrivo nel punto in cui l'altra volta sono stato rapito dagli uomini del Capo e non faccio neanche in tempo a fermare il Caravan che degli abbaglianti mi accecano.
Mi prelevano senza riguardo,mi spogliano delle armi,qualcuno di quei gentiluomini evidentemente pensa che non sia abbastanza e mi becco anche un pugno in faccia.
Una voce ordina ai teneri virgulti di fermarsi..per il momento,bene se questo è stato l'inizio evidentemente non mi devo fare troppe illusioni per il prosieguo.
La scena che mi trovo davanti non è per niente bella:ci saranno almeno una decina di persone con diversi tipi di mimetica,un paio di loro che dovrebbero essere le guardie si divertono a colpire con mazze un appestato legato ad un lampione,nonostante i colpi il Giallo continua a ringhiare;altri tre o quattro chiacchierano tranquillamente vicino a tre SUV altri che sembrano caricature di Tronisti sono quelli che si stanno "occupando" di me;rimane la voce,ma non è esattamente quello che mi sarei aspettato.
Il Capo,beh,se è veramente lui allora è una lei.Mi ritrovo davanti una cinquantenne grassottella,una di quelle che ti immagineresti dietro il bancone del reparto salumi di un supermercato.
Quasi avesse indovinato i miei pensieri la fesa di tacchino mi parla:
-"No,non sono il Capo ma lo rappresento.Sai vorrebbe che ti portassimo da lui,ma non ha specificato in che condizioni".
E' il segnale,uno dei miliziani mi tiene fermo da dietro e gli altri due mi pestano.Vorrei poter dire che non sento niente ma in realtà urlo dal dolore.Lo stinco di Maiale, sembra apprezzare il trattamento,ride.
-"Questo non è ancora niente,sarà una cosa lunga.Vedi uno degli uomini che avete ammazzato quando siete scappati era il mio compagno".
-"Poveretto-rispondo,non so come io-Mi sa che in vita non si deve essere divertito molto".Ma il parlare mi costa l'ultima energia che posso dare e dopo la mia bravata i colpi aumentano d'intensità.
Mi ritrovo a terra con la porchetta di Ariccia che mi tira un paio di calci sulla schiena.Il pestaggio dura nemmeno un paio di minuti ma a me sono sembrate ore.Si fosse trattato di un interrogatorio avrei già confessato l'assassinio di Francesco Giuseppe e la bomba di Nagasaki.Lei continua a ridere come una bambina mi si avvicina e mi sussurra ad un orecchio:
-"Vuoi sentire una cosa buffa?Vuoi sentirla?Potevi salvarti.Davvero potevi salvarti, all'inizio non avevamo la minima idea di dove ti eri nascosto.Sei stato tu tornando quì a prendere tua moglie a farti seguire.Ma tanto adesso li prenderemo tutti.Quello che hai fatto non è servito a niente"-poi mentre mi dà un altro calcio alza la voce-"Hai solo rotto i coglioni a me ed al mio uomo".Eppure nel dolore io sono lontano.Ricordo la mia ultima estate al mare,i sonetti di Shakespeare,perfino le tette della mia prima fidanzata.Tutto pur di allontanare il dolore.per fortuna il supplizio finisce,uno degli uomini ferma la cotoletta dicendole che stanno perdendo tempo e che i Gialli richiamati dai rumori si stanno radunando.Così mi ritrovo su uno dei SUV .Riesco ad aprire uno dei miei occhi ed osservo diversi Gialli che si avvicinano,molti macilenti,disfatti ma altri ancora attivi.La mia aguzzina si siede vicino a me ,adesso sembra nervosa.Il primo dei SUV si mette in moto,con alcuni colpi di mitra falcidiano le file degli appestati .Nonostante le mie condizioni mi viene da sorridere.Lo stesso schema d'attacco che ho visto compiere agli appestati di Sommacampagna.I Gialli rompono i vetri del secondo SUV,ostruiscono con il loro numero i movimenti della macchina.Sento qualcuno urlare .Il terzo quello dove sono io parte a stento.
-"Ma che cazzo hai da ridere tanto?"
Con un dito che ancora sento sano le faccio cenno di avvicinarsi e con la poca voce che mi rimane le sussurro io stavolta.
-"Adesso lo scopri il perchè.-E con tutta la forza che mi è rimasta le mordo la faccia.
(fine seconda parte).
(Anonymous)
2011-01-09 11:56 pm (UTC)
La donna urla come un maialino sgozzato,un urlo che si va ad aggiungere a quello di un giallo strillone che chiama a raccolta i suoi simili.Gli infetti che hanno finito col secondo Suv si avvicinano a noi,sono tantiL'aumento delle temperture di questi ultimi due giorni li hanno resi più attivi.Mi sa che c'è tutta la popolazione di Mira.Con l'occhio sano credo di riconoscere tra i gialli il tipo simpatico che la mattina mi salutava mentre faceva footing,,perfino la maestrina, quella che tutti i padri si volevano scopare.Non so perchè ma mi sembrano tristi oltre che affamati.Nel frattemposono riuscito a portar via la pistola al prosciutto ambulante che mi ha massacrato di botte fino a poco fa.lei scalcia chiede aiuto ai due suoi complici che sono seduti davanti.Ma loro hanno altro a cui pensare:decine di mani unte ed itteriche coprono la visuale dei vetri.
-"E' tutta colpa tua-piagnucola quello che non è alla guida-"Dovevamo solo prenderlo e portarlo al Capo ma tu hai voluto perder tempo.Ci hai condannato tutti quanti.".
E con questo apre la porta e prova un patetico quanto inutile tentativo di fuga facendosi largo tra gli infetti.Pochi metri e già l'orda lo ha soverchiato.L'altro, l'autista prova a farsi largo tra la folla,qualche giallo finisce sotto le ruote,il rumore di ossa rotte risuona nel caos fuori e dentro la mia testa.la tipa mi urla improperi in lingue ed i dialetti che non conosco ed ho il sospetto che inventi qualche termine sul momento.
Un urlo dell'autista ferma questo simpatico siparietto,l'uomo ha ormai perso definitivamente il controllo e la macchina finisce contro un muro.Lo prende in pieno,ci si accartoccia addosso.Io non vengo sbalzato via solo perchè il corpo della prosciuttona mi fa da scudo ma se anche per errore mi era rimasto fino a questo momento qualche osso sano adesso sono sicuro di non averne più.
Da qualche parte dentro di me,nell'unico neurone rimastomi si fa strada il pensiero che sto per morire.
Qualcuno però apre la porta della macchina,un paio di mani mi trascinano fuori,metto a fuoco l'occhio sano....e riconosco la Gialla che mi ha affidato Francesco;è una mia impressione o quasi mi sorride?
Mi trascina via mentre il mio corpo si ricorda di esistere ed esplode in mille rivoli di dolore.Ci allontaniamo dalla macchina proprio mentre arrivano i gialli,l'autista è senza coscienza ma la cicciona nò,pur ferita continua ad urlarmi contro.Le urla però diventano di terrore quando i primi gialli arrivano verso di lei.
Potrei spararle il colpo di grazia ma poi ricordo quello che ha fatto a me,quello che ha minacciato di fare ai "miei" e lascio stare.Gli appestati si precipitano su di lei e sull'autista,li mordono,strappano arti,pezzi di carne distolgo lo sguardo per non dover ricordare troppo,l'ultima cosa che vedo sono la "Maestrina" ed il"tipo del footing" che si disputano l'intestino della cicciona.
Un giallo sembra ora accorgersi di me,mi viene addosso ma la "mia Gialla" lo affronta e lo butta a terra,il giallo sembra sorpreso quanto me ,la stessa cosa succede con un secondo infetto.
Lei mi trascina ancora,mi porta lontano,io vorrei svenire per la puzza che emana però noto che i pochi gialli ancora non impegnati con a fare la festa alla Cicciona ed all'autista sembrano scostarsi da lei,quasi come se la considerassero di un altra razza.
E forse e proprio così.
Prima che me ne renda conto porta dentro il mio caravan,mi aiuta a chiudere la porta.Mi fa cenno di partire.Io non credo di essere in condizione di fare molta strada alla guida, ma faccio partire lo stesso il Caravan,per fortuna che gli uomini del Capo non sisono preoccupati di portare viale chiavi.
Partiamo,la gialla si siede tranquilla vicino a me.Dovrei abbandonarla ma mi ha appena salvato la vita e poi ora come ora è più forte di me.
-"Sai il bambino,quello che mi hai affidato è vivo e sta bene."-Le dico,non riesco a dire altro che comincio a tossire.
Lei sembra felice poi comincia a mugolare qualcosa. Io non realizzo subito ma quando lo faccio fermo immediatamente il Caravan e mi metto ad ascoltare:la Gialla non sta mugolando,sta cantando una canzone,sta ricordando una ninna nanna.
Forse l'ho trovata la cosa che può interessare gli Inglesi.
Nick
(Anonymous)
2011-01-10 12:06 am (UTC)
Ciao ragazzi.
Innanzitutto mi scuso per l'ora in cui ho messo online il finale della storia e per la lunghezza del post:ma la storia (ed il divertimento nello scriverla) mi hanno preso la mano.Prometto che i miei prossimi contributi al survival blog saranno più brevi.
Nel frattempo data la lunghezza della storia e l'inizio dell'odiata settimana lavorativa non so quanti di voi avranno il tempo,la voglia e la bontà di leggere questa cazzatella.
Ma per quelli di voi che lo dovessero fare mi farebbe piacere sapere il vostro parere sulla storia.
Ciao e grazie.
Nick"io non sono il mio alter ego che le armi mi fanno paura"Nicola
(Anonymous)
2011-01-10 10:20 am (UTC)
La storia promette sviluppi interessanti,sarà interessante vedere come reagiranno i compagni di viaggio del tuo alter-ego nel vederlo tornare con una gialla.La cicciona poi è odiosa,complimenti non è facile creare un personaggio così antipatico.(Dalla descrizione potrebbe essere una mia vecchia prof.delle medie,l'età è quella,stronza era stronza e riteneva umana come pena la lobotomia al posto della condanna capitale)
Il vampirologo che ride
2011-01-10 03:15 pm (UTC)
@ Alex: (personaggio off) arrivo al solito in ritardo perché domenica non sono in linea. Come sempre le tue trame sono affascinati e si incastrano alla perfezione. E i personaggi vivono quasi autonomamente visto come sono caratterizzati bene. Devo dire la verità (come ho scritto nel commento ad un post del mio garage) non riesco più a seguire tutte le storie che si accumulano, quindi leggo con attenzione solo quelle dei personaggi 'storici' e do' solo un'occhiata agli altri. Come dicevo lì, aspetto il lavoro di cucitura di "sant'Alex da Milano".
Temistocle
Mauro
(Anonymous)
2011-01-10 07:57 pm (UTC)
Nel mentre, approfitto della richiesta di Nick per sottolineare l'ovvio: qualunque commento anche su quanto da me scritto è piú che gradito, anche perché nel portare avanti questo progetto sto facendo una serie di prove.
Mauro.
(Anonymous)
2011-01-11 08:32 am (UTC)
Sottoscrivo quanto detto da Nick.In particolare mi sta piacendo molto la parte più recente,con il nuovo gruppo di sopravvissuti.
Il vampirologo che ride
(Anonymous)
2011-01-10 11:45 pm (UTC)
Mauro, ti rispondo ben volentieri.
A me della storia che stai narrando piace molto il lato umano,il rapporto con Sara,del resto quello che noto è che la maggior parte di noi sta improntando le proprie narrazioni sulle dinamiche di gruppo tra le comunità di sopravvissuti.Questo vale per te,me,per il fratello Vampirologo,in un certo qual senso anche per l'amico Temistocle con il suo legame con Carlo.Comunque ti posso dire che per quello che può valere il mio modesto parere anche tu te la stai giocando bene.
Nick