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Scrittura, narrativa di genere, cinema, misteri, ucronia e altre amenità.


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Diciamolo che i Giappi sono dei dannati miti quando si parla di tenacia e onore!
I soldati fantasma poi sono "pura poesia".

Vero, vero!
Mentre scrivevo cercavo di "immedesimarmi": 30 o più anni passati a presidiare un angolo merdoso di jungla, senza ricevere ordine e senza sapere come vanno le cose altrove. Solo una volontà temprata nell'acciaio può portarti a resistere in modo così cocciuto!

MA CUMME' FA' 2 ???????????????????????????????

(Anonymous)
Grande Alex!
Questo è uno dei alti affascinanti della Seconda guerra Mondiale nel Pacifico.
Sapevo che gli ultimi giapponesi si erano arresi negli anni 70, ma ignoravo i casi del 2005.
Nick

Re: MA CUMME' FA' 2 ???????????????????????????????

Anch'io li ho scoperti da poco!
E conta che ce ne sarebbe un terzo, oltre a Yoshio Yamakawa e Tsuzuki Nakauchi, che è ancora alla macchia (o forse è morto di vecchiaia...)

Ottimo e abbondante.
Per amore della stranezza, aggiungo che sulla vicenda di Hiroo Onoda, venne inciso un disco (!)
Nel 1981, i Camel, storica formazione del progressive britannico, pubblicarono "Nude", un album sulla storia di Onoda (che in giapponese significa appunto Nudo).
Gran bel disco, tra l'altro,

Davide "forse non tutti sanno che..." Mana

In effetti non lo sapevo! A questo punto devo cercare la canzone sul Tubo...

Su Youtube si trovano alcuni brani da quell'album, fra i quali "Drafted" (che riprende parte dei diari di Onoda), "Captured" e qualcos'altro.
E già che sto facendo pubblicità ad un gruppo che mi piace, dei Camel è anche raccomandato l'album "Stationary Traveller", su spie e dissidenti nella Berlino divisa degli anni '50-'70.

Davide Mana

Incredibile,quando si dice che la volontà supera tutto!E forse c'è ne sono altri,immersi nella giungla o in qualche isola del Pacifico a combattere una guerra ormai conclusa.Inquietante e triste al tempo stesso.

A leggere del comportamento dei giapponesi durante la Seconda Guerra Mondiale si vedono cose inquietanti... Hersey, in Hiroshima, descrive come le persone resistevano e morivano in silenzio, nonostante le ustioni, dopo l'esplosione dell'atomica: Next morning I found many men and women dead, whom I gave water last night. But, to my great surprise, I never heard any one cry in disorder, even though they suffered in great agony. They died in silence, with no grudge, setting their teeth to bear it. All for the country!.
Mauro.

LiveJorunal mi avverte che il mio commento has been added. According to this journal's settings, it was marked as screened, and will be visible only to you and the journal's owner until the owner chooses to unscreen it; non so se sia legato a quei messaggi che in passato non sono apparsi.
Mauro.

Li ho resi visibili ;-)
LJ ha incrementato i sistemi difensivi per combattere hacker e spam. Se per caso non vedete comparire un vostro commento vuol dire che sono offline. State certi che appena li leggo li rendo visibili a tutti ;-)

Assolutamente spettacolare. Concordo con Sommobuta.com: PURA E INARRIVABILE POESIA. Samuel M

Sapevo che avresti apprezzato, Samuel ;-)

Mi piacciono molto i tuoi post storici, anche se non riesco a commentarli tutti.
Mi ricordo, mi sembra, una puntata di Magnum P.I. che trattava dell'argomento, se non mi sbaglio, ma ero una bambina e credevo si trattasse di un'idea di pura fantasia

Grazie per l'apprezzamento, davvero. Non lo do mai per scontato, ed è sempre gradito!

E poi si chiedono perché ci son volute due bombe atomiche per convincere i giapponesi degli anni '40 che, forse forse, esistono cose peggiori della resa!
I soldati fantasma dirottati nelle file dei Viet Minh, poi, sono un dettaglio davvero affascinante.

Se non sbaglio nel governo nipponico c'era chi, anche dopo le due atomiche, proponeva di continuare la guerra, arroccandosi sulle isole più difendibili e adottando tecniche di guerriglia per sfiancare le truppe americane d'occupazione. Una sorta di Iraq ante litteram, insomma...

C'era un piano, fortunatamente rifiutato dallo stato maggiore, per difendere tutte le isole del nord del Giappone dopo aver fatto esfiltrare l'Imperatore. Definirli irriducibili è poco. Qui siamo oltre il fanatismo o la psicosi.

E' una cultura troppo diversa dalla nostra. Definire certe scelte psicotiche o fanatiche è errato. Forse va bene per qualche irriducibile nazista, i famosi Werewolf. Quelli si che erano fanatici.
Per i giapponesi si trattava soprattutto di onore e di Bushidō.

Concordo. Ricordiamoci di quel certo tale di nome Mishima... (Samuel M)

Da notare che Hiroo Onoda, dopo alcuni anni trascorsi in Brasile perchè disgustato dal Giappone occidentalizzato del dopo guerra, ha creato un'associazione che ha lo scopo di educare i giovani allo spirito di sacrificio. Ha anche donato dei soldi al governo filippino come risarcimento simbolico per i civili che lui e i suoi commilitoni hanno ucciso dal 1945 al 1972. Insomma, 30 anni nella giungla non lo hanno reso pazzo, anzi, ha vissuto gli ormai quasi 40 anni da "civile" senza dare prova di alcuno strascico psichico, ma mostrando un equilibrio mentale invidiabile.

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