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Valley of the Dead - The truth behind Dante's Inferno (di Kim Paffenroth)
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Valley of the dead (The truth behind Dante's Inferno)

di Kim Paffenroth

Disponibile in edizione originale (ebook e paperback)

 

Da un po' di tempo a questa parte la narrativa di genere, specialmente quella horror, vede il proliferare di romanzi mash-up, che mischiano elementi variegati e bizzarri, spesso rivisitando noti classici del passato in chiave fantastica. Grazie a questa moda assistiamo a un Abramo Lincoln in versione ammazzavampiri, a Orgoglio e Pregiudizio zombie, ai Promessi Morsi (ossia i Promessi Sposi coi canini da nosferatu) e a una miriade di titoli noti e meno noti di questo tipo.

Spesso e volentieri si tratta di opere furbette, che strizzano l'occhio al mercato e sfruttano appieno l'hype creato da queste bizzarri ibridi letterari. Comunque sia non me la sento di bocciare il fenomeno in questione, che quantomeno rappresenta una variante più ricca di sense of wonder rispetto ai famosi sottogeneri con cui continuano invece ad ammorbarci in Italia.

 

Di Kim Paffenroth ho letto un solo romanzo, il primo della sua serie Dying to Live, saga zombesca con pretese filosofiche. La sua scrittura mi è sembrata molto pulita, non trascendentale, ma lontana dalla banalità in cui può facilmente scadere una tipica trama “romeriana”.

È con non poca curiosità che mi sono quindi approcciato a questo suo romanzo, non facente parte della sopracitata saga, bensì ricundicibile alla narrativa mash-up di cui vi ho accennato a inizio articolo.

 

Valley of the dead (The truth behind Dante's Inferno) è un'opera curiosa, molto particolare e piuttosto interessante. Innanzitutto facciamo un distinguo: a differenza di Orgoglio e Pregiudizio zombie, Valley of the dead non è una storia riscritta inserendo elementi horror, bensì un romanzo in tutto e del tutto originale, che ha come protagonista un personaggio realmente esistito (Dante Alighieri), e la sua famosa Commedia.

Il presupposto è semplice e al contempo geniale: quale terribile esperienza può aver portato il sommo poeta a descrivere gli orrori narrati nel suo Inferno? Semplice: Dante ha assistito in prima persona a un'epidemia zombesca, repressa dalle autorità dell'epoca con tale violenza da lasciare una traccia indelebile nella memoria dei sopravvissuti.

Kim Paffenroth è un docente di storia delle religioni, e qui sfrutta tutta la sua cultura per ricostruire le probabili “vere” reazioni della gente di quel tempo di fronte a una pestilenza di non-morte. Il risultato è un romanzo cupo come i quadri di Bosch e Doré, in cui i vivi fanno spesso una figura ben peggiore dei morti viventi. La crudeltà che i sani riservano agli appestati è infatti di gran lunga più malsana rispetto alla minaccia degli zombie, che attaccano gli umani spinti solo dall'istinto animalesco.

 

L'autore scrive in un linguaggio più ricercato e classico rispetto ai suoi romanzi precedenti. Particolare attenzione è prestata alle descrizioni e ai dettagli. Anche le ambientazioni degli avvenimenti narrati sono tratteggiati con rara abilità, dando la progressiva sensazione di precipitare in un Ade del tutto tangibile e terreno.

Il risultato finale è eccellente: un horror filosofico e al contempo spaventoso, in cui aleggia un'atmosfera “infernale” di condanna sia per i sopravvissuti che per gli appestati.

 

Sicuramente consigliato.

 

Nota a margine: Ho da poco letto quali saranno le prime uscite di una nuova collana dedicata agli zombie che verrà presto inagurata da una nota casa editrice italiana. Con l'enorme bacino di romanzi non ancora arrivati da noi, questi genialoidi sono andati a pescare dei titoli sciatti e anonimi, tra cui una saga young adult che senz'altro strizza l'occhio agli horror vampiro-giovanilistici che tanto amiamo.

A questo punto posso solo ribadire: fate un corso d'inglese e non foraggiate più questi cialtroni. Il libro di Paffenroth vale da solo quanto i cervelli riuniti di dieci editori italiani. E non hanno nemmeno la scusa di essere già zombie!


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Meraviglioso. Appena riesco a capire come trasferire gli ebook kindle nel mio lettore, sarà sicuramente mio.
Grazie della segnalazione.

Shaggley, dinosauro in trentaquattro canti

No, un'altra saga young adult no!
Grazie comunque per la segnalazione, stavo giusto cercando qualche nuovo libro sugli zombie... Ah, potrei averlo già chiesto, ma hai per caso avuto modo di leggere "Dead City" di Joe McKinney?

Non conosco Dead City... lo consigli?

Ne avevo già sentito parlare ed ero molto curioso visto che a me piace anche "La Divina Commedia".Vedrò di riuscire a procurarmelo.
P.S.Sull'iniziativa zombesca di chi-sai-tu la penso come te,ma in termini più crudi e meno gentili.(Non che poi le loro iniziative abbiano mai brillato di genio)

Neanch'io ho mai stimato molto la politica editoriale di tu-sai-chi.
Molti titoli scadenti, alternati ad alcuni più validi, ma sempre con un rapporto pagine/prezzo che definirei vergognoso.

Ottimo genere, m'interessa vedere come le autorità fiorentine del 1300 affrontino le Epidemie Zombesche.
Riguardo alla famosa casa editrice ed i suoi romanzi youg adult, temo che la corrente sia ben lungi dall'essersi conclusa, purtroppo per noi. Stiamo cominciando a scavare sempre più a fondo...
Nick

L'ideale per interrompere il flusso sarebbe smetterla di comprare cotante porcate e guardarsi un po' intorno.
Ma, obiettivamente, chi lo fa? Quasi nessuno.

Non saprei, da un certo punto di vista mi attira, ma non mi sento pronto a sborsare 10$ per un ebook.

Zweilawyer

Di solito non compro ebook così cari.
Questa volta ho fatto un'eccezione perché non si trattava di uno scrittore autoprodotto (Kim Paffenroth ha pubblicato già diversi romanzi) e perché la trama mi sembrava particolarmente valida.
In effetti è stato così :)

"Dead City" parla di una classica epidemia zombie; chi viene morso muore e si rianima come non-morto affamato. Non è sicuramente un libro innovativo, però è scritto abbastanza bene. Ha pure due sequel, che leggerò prossimamente...

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