
Venerdì 11 gennaio uscirà anche in Italia "Io sono leggenda", il film tratto dall'omonimo romanzo di Richard Matheson, da cui sono già state tratti altre due pellicole: "L'ultimo uomo sulla terra" e "1975: occhi bianchi sul pianeta terra".
Ovviamente non posso esprimersi sul film con Will Smith, perchè non l'ho ancora visto (cosa che farò sicuramente). A differenza di molti non parto prevenuto ostentando superiorità intellettuale. Ho letto diverse cose sul film: alcune mi sono piaciute, altre un po' meno, ma sono rimasto dell'idea che dev'essere una pellicola imperdibile, nel bene e nel male.
Il romando di Matheson, pur essendo del 1954, è ancora oggi attualissimo, nonchè ispiratore di una moltitudine di film e romanzi che ne richiamano i contenuti e lo stile. Per chi non lo sapesse, la sinossi del libro originale è, in breve, questa (presa da IBS):
È il 1976. Robert Neville torna a casa dopo una giornata di duro lavoro. Cucina, pulisce, ascolta un disco, si siede in poltrona e legge un libro. Eppure la sua non è una vita normale. Soprattutto dopo il tramonto. Perché Neville è l'ultimo uomo sulla Terra. L'ultimo umano sopravvissuto, in un mondo completamente popolato da vampiri. Nella solitudine che lo circonda, Robert esegue la sua missione, studia il fenomeno e le superstizioni che lo circondano, cerca nuove strade per lo sterminio delle creature delle tenebre. Durante la notte Neville se ne sta rintanato nella sua roccaforte, assediato dai morti viventi avidi del suo sangue. Ma con il sorgere del sole è lui a dominare un gioco crudele e di meccanica ferocia, scandito dalle luci e dalle ombre di un tempo sempre uguale a se stesso e che impone la ripetizione di un rituale sanguinario. In questo mondo Neville, con la sua unicità, si è già trasformato in leggenda.
I vampiri di Matheson sono quanto di più lontano esista rispetto ai loro moderni "cugini", tutto sesso e tutine in latex. Sono in effetti più paragonabili ai morti viventi di Romero (che ha sempre ammesso di avere Matheson come fonte primaria d'ispirazione): una massa inumana e selvaggia, ombre deformi della civiltà umana oramai scomparsa.
Non solo. Matheson è uno dei primi a introdurre la tematica dell'assedio: uno o più superstiti barricati in un rifugio, e opposti ai mostri che hanno invaso il mondo. Facile ancora ricordare i lavori di Romero, ma anche una miriade di altri registi e scrittori che hanno poi riproposto l'argomento in mille modi diversi.
Infine il tema del "diverso": se Neville è l'ultimo uomo rimasto in vita, opponendosi a una nuova razza di morti viventi che vogliono annientarlo, chi è il vero mostro? Lui che si oppone strenuamente, uccidendone molti ogni giorno, evitando di "uniformarsi", di diventare uno di loro?
La prima trasposizione cinematografica del romanzo è "L'ultimo uomo sulla terra", del 1964, in bianco e nero, diretto da Ubaldo Ragona.

Vincent Price interpreta un Neville tormentato e prossimo alla pazzia, che con la sua recitazione teatrale è giustamente stato l'icona del cinema horror di quegli anni. Il film è girato all'EUR (Roma), quartiere che si presta magistralmente alle scene più riuscite dell'opera. Ovviamente ha un ritmo meno serrato dei film moderni, ma risulta assai più angosciante, per concludersi poi con un finale disperato, bellissimo.
Del 1971 è invece "1975: occhi bianchi sul pianeta terra", del regista Boris Sagal e interpretato da un Charlton Heston in gran forma.

Questo film però si differenzia dal romanzo di Matheson. I mostri non sono più vampiri, bensì mutanti albini generati da una guerra batteriologica che ha distrutto il mondo. Neville si aggira per una Los Angeles spettrale, tentando di sopravvivere ai loro assalti. Rappresentando infatti il vecchio mondo, Neville è odiato dai mutanti, desiderosi di distruggere ogni retaggio del mondo moderno e tecnologico che ha portato l'umanità all'estinzione.
Anche questa pellicola si regge su due fattori fondamentali: la macabra bellezza di una città devastata dall'apocalisse, e la grande prova di un signor attore come Heston.
Il terzo e attualissimo remake sarà all'altezza di questi due film? A livello visivo, sembra di sì: le foto di una New York abbandonata e deserta sono di un impressionante fascino visivo. Riguardo alla trama, alla trasposizione di Neville e ai vampiri (tornati tali nel film di prossima uscita), mi riservo di dirvi la mia quando sarà il momento.
Per ora il consiglio è uno solo: recuperate sia il romanzo che i due film di cui vi ho parlato. Questo vale anche per chi non è strettamente fan di horror e fantascienza: le tematiche di Matheson vanno ben oltre, affrontando argomenti quali la solitudine, il diverso, l'istinto di sopravvivenza insito in ogni uomo.
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