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Valpurga
di Angelo Benuzzi, Giuseppe Cilluffo, Andrea Scatena, Danilo Oberti, Enzo Milano, Cristiano Pugno.
172 pagine
dowload gratuito
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Oggi sono felicissimo di presentarvi un progetto ambizioso e interessante, realizzato dagli amizi dell'Alan D. Altieri Forum. Trattasi di "Valpurga", un ebook che comprende sei racconti ad alto tasso di adrenalina, fantasia e disperazione.
Ma lascio le presentazioni alle parole di TSword, tra l'altro blog-amico da lungo tempo.

Valpurga nasce da un romanzo fantasma. O se preferite da un romanzo futuro, lo sbocco finale di tutta la mia vis scrittoria. Un tomo che si chiamerà… Megaton.
L’idea shock è quella di un attentato con una testata da un megaton a Roma.
Il 15 ottobre prossimo, per essere precisi.
Durante la sessione parlamentare per la discussione della Legge finanziaria, mentre in Vaticano si tiene la riunione plenaria dei cardinali aventi diritto per l’elezione del successore di Benedetto XVI°.
Da questa premessa è nato un thread andato avanti mesi sul forum Altieri, un brainstorming dedicata a fisica-chimica-medicina-politica-warfare su cosa succede dopo un disastro del genere. Doppio decapitation strike, per la Repubblica Italiana e per l’unica teocrazia del mondo, lo Stato del Vaticano. Cinque milioni di morti.
A distanza di anni dalla voragine nucleare si ricava ricchezza. Un nuovo minerale, il tecnezio, prezioso per l’industria IT. L’oro nero maledetto del nuovo millennio.

Ci siamo cimentati in otto su questo tema. Uno si è ritirato, un’altra non ce l’ha fatta. Sei eretici fino alla meta. Per sei storie piuttosto violente che spaziano per mezzo secolo dopo la scomparsa di Roma. Sei sguardi in un baratro radioattivo. Tra un racconto e l’altro brevi pezzi di raccordo / presentazione, flash per portare il lettore da un quadro all’altro. 
Il making off è abbastanza complesso. Ogni autore ha speso parecchio tempo a preparare il quadro geopolitico-sociale in cui far muovere le proprie vicende. Giuseppe Cilluffo ha posto il focus su una comunità rimasta isolata e sulla crescita di un giovane protagonista, io su una vicenda di esperimenti illegali, Cristiano Pugno, Danilo Oberti e Andrea Scatena sulle condizioni inumane della miniera di tecnezio ricavata dal cratere di Valpurga, Enzo Milano chiude con una storia che mostra come i mutati siano pronti a farsi spazio nel mondo.  
 
Per scaricare Valpurga gratuitamente, cliccate qui oppure sulla copertina.
Trattasi di file unico dal peso di circa 2 mega.

 

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Come finisce?

  • Jan. 8th, 2009 at 11:40 AM
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Quante volte avete detto "bello questo film/libro, ma il finale fa schifo?"
Io stesso mi trovo sovente a fare quest'amara considerazione. E mi chiedo com'è possibile che, in coda a un lavoro di buona fattura, si possa scadere così bruscamente.
I finali che non sopporto sono di due tipi:

A) Quelli frettolosi. Capita sia nei film che nei libri. Ci si spara 500 pagine fitte fitte, o un'ora e trenta di pellicola, e poi tutto viene risolto in un capitoletto o in cinque minuti di girato. Questa soluzioni riescono purtroppo a rovinare quanto di positivo si è visto o letto in precedenza. Come si arriva a un risultato del genere? Secondo me i motivi sono due (apro relativi sotto-spiegazioni):
---> Il regista, o lo scrittore, si sono "incartati" in un certo punto della storia, e non riescono più a uscirne, sicchè devono ricorrere a un finale raffazzonato che di solito fa schifo anche ai cani;
---> la produzione, o l'editore, hanno imposto un limite in termine di pagine/girato, e l'autore si trova a gestire il finale in pochissimo spazio, perchè tutto il resto l'ha utilizzato per le parti precedenti. C'è anche da dire che, quando la spiegazione è di questo tipo, vuol dire che il lavoro di post-produzione non è stato di qualità. Altrimenti un errore del genere andrebbe risolto quasi in maniera automatica.

B) Quelli positivi "per contratto". Non so se vi è mai capitato di leggere un libro in cui i protagonisti sono nella cacca più densa, tanto da pensare "sono spacciati", salvo poi tirarsi fuori dai guai nel modo più ridicolo possibile. Idem per i film. Certi thriller, e certi horror, propongono situazioni nerissime, senza speranza, ma poi salta fuori un deus ex machina che salva capra e cavoli, spesso nel modo meno logico immaginabile. Come si arriva a un finale del genere? Credo, ma non ne sono certo, che ci sia l'intento di confezionare un prodotto fruibile a un pubblico il più vasto possibile. Mi spiego: i finali negativi non piacciono a tutti, specialmente a chi se ne frega della qualità di un film/libro, e cerca invece solo l'happy end. Purtroppo bisognerebbe mettersi in testa che, nella vita come nella finzione, non tutto finisce bene. Anzi, a volte una fine negativa, ma "logica", può insegnare molto di più che non un finale stupidamente positivo. E' recente uno studio che cita come dannosi i film romantici hollywoodiani, perchè creerebbero "false speranze" nelle donne americane. Questa è forse un'iperbole, ma un fondo di verità potrebbe anche esserci.

Oppure, mettiamoci anche...

C) Quelli che il finale non lo sanno proprio scrivere. Capita, che ci volete fare. Anch'io spesso trovo difficoltà a concludere degnamente un romanzo, e io non sono nessuno. Magari è più grave se capita a un professionista, a uno che i romanzi li fa pagare 19.90 euro in libreria :-)

Io ora voglio essere propositivo, e vi cito alcuni finali, a random, che mi sono piaciuti tantissimo. A voi il compito invece di citarmene alcuni (di libri e film), che vi fanno proprio schifo.

1. Dawn of the Dead (versione originale, 1978): potete vedere i nove minuti finali del film nel video postato qui sopra. Io sarò un malato mentale (cosa che non ho mai negato), ma li trovo di pura poesia "dark", metafora perfetta di un'umanità allo sbando, ma che alla fine si aggrappa sempre a un filo minuscolo di speranza o che, almeno, ha un innato istinto di sopravvivenza.

2. The Thing: l'ho citato ieri, impossibile non citarlo anche oggi. Altro finale stupendo, perfetto nella sua drammatica asciuttezza (esiste, questa parola?), con un punto di domanda che non esige risposta.

3. Io sono leggenda (libro): forse uno dei più riusciti finali "libreschi" di tutti i tempi. Anche quelli delle varie versioni cinematografiche non sono male. So che alcuni di voi odiano l'ultimo remake, quello con Will Smith. Io lo trovo molto bello, con un finale diverso dal libro, ma molto profondo, con tanto di citazione azzeccatissima.

4. L'Occhio sotterraneo (libro): se potere, recuperate questo libro di Altieri. Oltre a essere bello di suo, ha un finale che è una sintesi perfetta di cosa si può chiedere a un romanzo di questo tipo. Sorprendente, cupo, con sorprese multiple riuscite in ogni singola virgola.

5. The butterfly effect (film): visto che l'ho appena recensito, ne ho ben chiaro il ricordo. Il film è buono, il finale è ottimo. E dire che in un film del genere il rischio era proprio quello di concludere nel ridicolo...

6. Romanzo criminale (libro e film): usciamo un po' dal "genere", e citiamo questa duplice opera, meritevole per molti versi, e anche per concludersi in modo degno, molto noir. Insomma, non delude, anzi, affascina.

7. Alien: vedi "The Thing". Mezzo gradino sotto solo perchè, coi sequel, veniamo a conoscenza che in realtà il tenente Ripley se l'è cavata. Ma la scena della capsula di salvataggio dispersa nello spazio siderale è da antologia...

8. Compagni di scuola: mi credete un buzzurro sanguinario? Ebbene no. Non solo. Questo film di Verdone, che io adoro, si sintetizza alla perfezione nella scena finale, assolutamente non sopra le righe eppure tanto riuscita.

9. Il risveglio di Endymion: concludere una saga stupenda come quella scritta da Dan Simmons non era facile. E lui cosa tira fuori? La genialata, il finale più bello che potesse regalare ai lettori.

10. La Bibbia. Beh... il finale è spettacolare, che vi piaccia o meno :-)
 

Okay, non l'ho citato sopra, ma anche il finale di Terminator merita il suo spazio!
 


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Oramai è da un po' che bazzico il mondo editoriale italiano, in minima parte come scrittore e, per il resto, nelle vesti di “persona informata dei fatti”.
Questo vuol dire che mi sono documentato, ho cercato di capire come funzionano (o no) le cose, ho letto e sentito i pareri di tutte le parti in causa: editori, scrittori, lettori.
Tutta questa mole di informazioni mi dà il diritto, ogni tanto, di dire la mia. Se poi sono stupidate, o se non siete d'accordo, poco importa: so di non dire cose campate in aria, quindi ho la coscienza pulita.
Da scrittore “di genere”, mi occuperò per l'ennesima volta del campo che sento più affine alle mie capacità. Quindi non abbiatene a male se non citerò autori noti e stranoti (Fallaci, Eco, Bevilacqua, per non parlare dei Grandi Vecchi di '800 e '900). Anche “quel” settore avrà dei problemi (in fondo, anche lì, i nomi che si vedono son sempre quelli...), ma non posso né voglio metterci il naso!

Venendo invece a noi, credo che le cose per la scrittura di genere italiana vado un po' meglio rispetto al recente passato. Sottolineo: un po'. Diciamo che, dopo anni di immobilismo e di esterofilia assoluta, qualche cervello si sta svegliando.
In primis i cervelli di alcuni editori. Il genere giallo/thriller è il primo a trarne beneficio. Mai come in questi ultimi due anni è possibile trovare romanzi italiani di questo tipo, tanto il libreria quanto in edicola. Con buona pace di chi mi darà del leccaculo, un plauso va fatto sicuramente ad Alan D. Altieri che, come direttore de “Il Giallo Mondadori” ha dato spazio a tanti scrittori italianissimi, alcuni esordienti quasi assoluti. Un trend ottimo, supportato da buoni riscontri in termini di vendite e di qualità (che poi dovrebbe essere sempre il primo obiettivo da perseguire).
Di conseguenza a tali scelte anche i lettori hanno preso consapevolezza che è possibile leggere qualcosa che non sia solo Grisham, Clancy, Crais.
Qui però occorre subito dire che il “risveglio” del lettore medio è solo parziale. Purtroppo c'è ancora in giro un'esterofilia estrema, del tipo “non leggo nulla che non sia ambientato negli USA”. Una scelta che non ho mai capito né condiviso, pur apprezzando a mio volta ciò che viene dagli States. Ma perchè una cosa deve escludere l'altra? Mai capito.

Se saltiamo di genere, oltre il thriller/noir/giallo, le cose non vanno poi così bene.
Sì, molti parlano di un nuovo corso delle fantascienza italiana, ma in realtà i buoni scrittori di sci-fi si aggrappano principalmente a quella formidabile macchina che è Urania.
Per il resto pochissimi case editrici pubblicano fantascienza, tranne quelle piccole, o molto piccole, che non mi sento di considerare un punto di arrivo. Pur facendo i complimenti a loro e al loro operato, credo che un romanzo che non viene distribuito nemmeno nelle librerie non può fare da portavoce della riscossa di un intero genere.
Al massimo noto qualche editore che pubblica della fantascienza, purchè abbia molte “contaminazioni” col thriller... oppure spacciandolo come tale!

Sul fantasy ho già detto molto. Mentre all'estero si cercano nuove strade da anni, qui scrittori ed editori puntano ancora sui vari cloni di Tolkien e Brooks. Salvo lodevo eccezioni (“Pan”), ci si stanca a leggerne uno, figuriamo a leggerli tutti. E poi c'è questo fenomeno dei baby-scrittori: oramai pare che il fantasy sia roba esclusiva di gente che ha tra i 16 e i 20 anni. Incredibile sviluppo di genialità prematura o moda di tendenza? Ditemelo voi.
Di certo c'è che il fantasy italiano vende piuttosto bene, a discapito della qualità. Quindi non credo che le cose cambieranno in fretta!

Infine una puntualizzazione su ciò che manca, in senso generale. Credo che in molti lettori ci sia una ricerca del “sense of wonder”, del fantastico. Non si spiegherebbero altrimenti i successi di scrittori come Stross, Simmons, Turtledove o Morgan. Purtroppo pochi editori (e magari anche pochi scrittori?) offrono qualcosa del genere che sia di matrice italiana. Come se noi dovessimo per forza sempre scrivere di argomenti con grande attinenza alla realtà e ai temi sociali.
Che poi possono essere affrontati altrettanto bene, forse meglio, attraverso metafore o racconti di fantasia.
Titoli come Mattatoio n°5, Fahrenheit 451, Neuromante o American Gods vi dicono nulla?

E allora: più spazio alla fantasia, please!
----
Urania: http://blog.librimondadori.it/blogs/urania/
Giallo Mondadori: http://blog.librimondadori.it/blogs/ilgiallomondadori/
Recensione di "Pan": http://mcnab75.livejournal.com/108856.html
Il rifugio degli esordienti: http://www.danaelibri.it/rifugio/rifugio.htm
Articolo su "baby scrittori" fantasy: http://www.fantasymagazine.it/notizie/9089


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Intervista ad Alan D. Altieri

  • May. 14th, 2008 at 2:30 PM
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Vi segnalo un'interessantissima intervista a uno dei miei autori di riferimento, Sergio "Alan D." Altieri, di cui tanto ho parlato nei mesi scorsi. L'intervista è stata concessa alla redazione di FantasyMagazine, ed è molto utile per chiunque voglia dedicarsi alla scrittura in modo professionale. Cosa che Altieri fa da anni, tanto che ora cura due collane "cult" della Mondadori: Segretissimo e Urania.
Per leggere l'intervista cliccate sulla copertina di uno dei suoi romanzi che io preferisco ("L'occhio sotterraneo", appunto!).
Qui sotto vi riporto uno stralcio particolarmente interessante ;-)

6. In quale modo affronti la stesura vera e propria dei tuoi libri?

6) Larga parte della mia modalita’ di scrittura attuale proviene dalla mia esperienza di quindici anni come sceneggiatore a Los Angeles. In quello straordinario formato narrativo che e’ la scrittura per il cinema, pesi e misure di struttura della storia, drammatizzazione del dialogo, risoluzione del conflitto devono essere rigorosamente rispettati. Senza tediarvi con una conferenza pseudo-accademica, lavoro nei termini seguenti:
a) definizione del concetto narrativo base;
b) lista dei personaggi e individuazione del conflitto tra loro;
c) strutturazione della storia in tre atti, climax a circa meta’ del terzo atto;
d) stesura del testo vera e propria per “blocchi narrativi”, nel senso di seguire un personaggio e/o una situazione fino alla sua intersezione  con un altro vettore (parimenti narrativo);
e) montaggio con riferimenti incrociati logici dell’intrigo e dei “blocchi”;
f) rilettura e riscrittura volta all’uniformità’ tematica e stilistica.
Mi rendo conto che quanto sopra suoni freddamente premeditato e scarsamente “creativo”. Posso solamente ribadire che la letteratura a intrigo DEVE rispettare le regole dell’intrigo stesso. Quelle medesime regole possono essere infrante, ma per farlo e’ cruciale conoscerle.


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Sostieni l'editoria indipendente: acquista questo e-book su Lulu.

Progenie - Ritorno all'incubo
racconti di:
Alessio Lazzati
Angelo Benuzzi
Giuseppe Cilluffo
Nicola Corticelli
Alessandro Girola
Sergio Rilletti
Andrea Scatena
Dario Geraci
Serena Bertogliatti
Enzo Milano
Patrizia Monica Riva

155 pagine (illustrato)
download gratuito

Il progetto di cui in passato vi ho accennato già più volte si è finalmente concretizzato. Ed è così che viene alla luce "Progenie - Ritorno all'incubo", una raccolta di racconti pubblicati in formato eBook, nato come omaggio allo scrittore H.P.Lovecraft, con la partecipazione di alcuni degli amici dell'Alan Altieri forum
L'eBook comprende undici racconti inediti (tra cui quello del sottoscritto ^_^) e altrettante bellissime illustrazioni di cinque artisti diversi, il tutto per comporre 155 pagine a mio parere veramente ben riuscite.
Ci sono diverse, moderne interpretazioni dell' "orrore secondo Lovecraft", comprese contaminazioni di generi che però non vanno mai a inquinare le tematiche care al solitario di Providence, le quali hanno tra l'altro un bacino potenziale enorme!

La cosa più bella che questo eBook è scaricabile gratuitamente da Lulu, e vi assicuro che, per un lavoro fatto in maniera così professionale, si tratta davvero di un bel regalo! Questa scelta è stata fatta anche nell'ottica di promuovere e sostenere l'editoria indipendente, nonchè per difendere la creatività troppo spesso vessata da meccanismi che mirano solo ed esclusivamente a far cassetta...
Affrettatevi però a scaricarlo, perchè arriverà presto anche sul tavolo di un editore a cui potrebbe davvero interessare ;)
Per fare il download vi basta cliccare sull'immagine a inizio post, oppure sul banner di Lulu...
Buona lettura!

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Cosa vende e cosa non vende in Italia

  • Mar. 31st, 2008 at 4:16 PM
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Senza girarci troppo intorno, cerchiamo di capire quali generi vendono in Italia e quali no. Non credo di essere presuntuoso nel dire che oramai mi sono fatto un'idea abbastanza verosimile del nostro asfittico mercato. Del resto basta girare un po' di siti specializzati in libri e letteratura di genere, nonchè scambiare quattro chiacchiere con autori affermati, che magari hanno anche esperienza come editori.

GIALLO
Un genere che vende bene, in Italia come nel mondo. Ultimamente ha registrato una certa flessione a favore del thriller, che si pone come genere di punta nelle vendite. Credo che non ci sia bisogno di descrivervi il classico romanzo di questa categoria. Basta fare dei nomi: Sir Arthur Conan Doyle, Agatha Christie.
Tra gli italiani, menzionerei come giallisti di assoluto successo: Andrea Camilleri, Giorgio Faletti (sul valore delle sue opere non mi pronuncio), Carlo Lucarelli, Marcello Fois, Gianni Biondillo e tanti altri. Come vedete il genere offre spazi e opportunità. Su una scala da uno a dieci, gli darei una diffusione nazionale pari a 7.5

THRILLER

L'unico genere che surclassa il giallo, anche perchè è solitamente più movimentato e ad ampio respiro. Le storie dei thriller sono di solito meno "intimiste" rispetto ai gialli, e hanno scenari nazionali/internazionali. Del genere fanno parte anche le spy-story, gli action thriller e i thriller finanziari. All'estero, specialmente negli USA, autori come Ludlum e Clancy hanno stracciato più volte i record di vendite. Poi è saltato fuori il signor Dan Brown, che ha dato nuova linfa al sottogenere del "thriller esoterico", subito proliferato. Un po' sgomitando, metto anche il noir in questa categoria. Come sottogenere si sta rapidamente affermando anch'esso. Su tutti segnalerei il superbo John Connolly, un maestro.
Tra gli italiani di successo metto in primissima fascia Alan D. Altieri, una sorta di maestro per me, e quindi Stefano di Marino, Mauro Marcialis e Secondo Signoroni
Scrivere di thriller (in tutte le sue sfaccettature) è forse più complicato che non affrontare un giallo, in quanto richiede conoscenze specifiche e un lungo lavoro di documentazione. Come diffusione non posso fare a meno di dare un bel 8 pieno.

FANTASY
Genere per anni e anni considerato "sfigato" e avulso dal mercato italiano, ha avuto un'improvviso boom in seguito a due fattori: Harry Potter, e la trilogia cinematografica del "Signore degli Anelli", che portò il fantasy nelle case di tutti. E' anche il genere in cui è più facile cadere nel banale e nelle stereotipo. Ora è ben venduto anche da noi in Italia, lo si nota entrando in qualsiasi libreria.
Tra gli autori memorabili ricordiamo Tolkien, che creò il genere, Brooks, Gemmell, Ursula K. Le Guin, George R.R. Martin e taaaaanti altri.
Gli italiani non posso prescindere dalle spaventose vendite di Licia Troisi, criticata da molti lettori di fantasy "maturi"; dietro di lei si affacciano alcune giovane promesse il cui talento è ancora un po' acerbo, ma promettente, Francesco Falconi su tutti. Nota di merito per Andrea d'Angelo, autore che, a mio parere, non ha avuto il giusto successo, considerando quanto è diventato bravo in tutti questi anni che ha dedicato al fantasy. Come diffusione italiana si merita un 7-

HORROR-MISTERY
Genere da sempre un po' di nicchia, ha da anni un alfiere di tutto rispetto come Stephen King. Non esiste forse scrittore che più identifica un genere. Peccato che dietro di lui c'è stato per lungo tempo un vuoto abissale, Clive Barker a parte (che però a me non piace). All'estero l'horror è andato affermandosi sempre più, anche grazie ad autori come Wellington e Max Brooks, nonchè grazie alle "incursioni" nel genere di professionisti affermati quali Dan Simmons e al lavoro oscuro ma pregevole di gente come McCammon. Ovviamente senza dimenticare i pilastri: Lovecraft e Poe.
In Italia l'horror ha dei validissimi autori. Per citarne alcuni: Eraldo Baldini, Gianfranco Nerozzi, Danilo Arona. Il genere però si sta ancora plasmando, sta facendo proseliti lentamente, cercando spesso ibridazioni e incroci con altri generi, specialmente il thriller. Attualmente non va oltre il 6+, come diffusione nostrana, ma è in crescita.

FANTASCIENZA
Questo è un tasto dolente. Il genere, in passato glorioso e pionieristico, vive un momento di stanca. Forse la fantascienza ha detto oramai molto, e ora non sa proporre argomenti nuovi. Oppure i tempi in cui viviamo sono così veloci che è più facile scrivere di scienza che non di "fanta". Sta di fatto che i romanzi di questo genere stentano a guadagnare consensi, specialmente nelle nuove generazioni.
I bei tempi di Asimov, Clarke, Matheson, Farmer, Bradbury e tanti altri cominciano a essere troppo lontani nel tempo. Tra gli autori nuovi di un certo peso segnalerei Charles Stross, Frank Shatzing e Richard Morgan. Resistono poi autori non proprio giovincelli, ma che hanno saputo adattarsi ai tempi. Su tutti, ancora, Dan Simmons. 
In Italia le cose stanno cominciando ad andare bene dopo un lungo periodo di buio totale. Lo dobbiamo al nuovo corso della storica testata "Urania", e all'affermarsi di autori pregevoli quali Dario Tonani, Luca Masali, Giovanni De Matteo e Massimo Mongai. Su di tutti vigila, silente e imperioso, Valerio Evangelisti, che ha sdoganato la fantascienza italiana (ammesso che Evangelisti possa essere classificato in tal modo) anche all'estero.
Però attenzione: il genere è di difficile accesso e di complicata diffusione. Non si va oltre il 5.

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Prossimamente su questi pixel...

  • Mar. 6th, 2008 at 9:22 PM
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A volte le idee nascono come topolini e diventano elefanti.
E' così che ha preso forma il laboratorio lovecraftiano, sottosezione del già citato Alan D.Altieri Forum.
L'iniziativa primaria del laboratorio è quella di creare una raccolta di racconti atti a tributare onore a Lovecraft, nella prossimità dell'anniversario di morte (il 15 marzo). 
L'idea è partita in quarta, i racconti han preso rapidamente forma, uno più appassionante dell'altro, tutti diversi, tutti appassionanti.
Se qualcuno volesse contribuire, siete ancora in tempo! Leggete il post che vi ho linkato e non abbiate paura: fatevi avanti!

Si tratta della seconda raccolta lovecraftiana a cui sono stato invitato nel giro di pochi mesi. La prima, cartacea, per gli "studi lovecraftiani", la seconda, questa. Che dire? Beh, fa piacere, molto piacere.
Tra l'altro il mio racconto è già online e l'eBook completo sarà distribuito gratuitamente. Viva tutto ciò che è freeware!

Ecco qua il thread da cui potete scaricare il racconto in formato PDF: Veduta di Carcosa.

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Gli Occhi dell'Hydra: reportage fotografico

  • Dec. 22nd, 2007 at 10:19 AM
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Eccovi una bella galleria di foto riguardanti la presentazione de "Gli Occhi dell'Hydra", di sabato scorso.
Il sottoscritto, pur essendo presente con un racconto nell'antologia, è vergognosamente mancato all'occasione :(
A ogni modo vi segnalo la presenza dei tre padrini della serata, autori di grande fama ma, soprattutto, persone fantastiche:



Stefano di Marino



Alan D. Altieri



Andrea Carlo Cappi

Le foto sono dei ragazzi del Gottschalk-Yutani forum division. Se volete il libro (e voi lo volete, giusto?!), ordinatelo sul sito di Domino Edizioni. Il resto delle foto le trovate qui.
:gunsmilie.gif:

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Presentazione de "Gli Occhi dell'Hydra"

  • Dec. 14th, 2007 at 10:17 PM
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Presso la Biblioteca Comunale di Gragnano Trebbiense ci sarà la presentazione ufficiale del volume Alan D. Altieri & Friends Gli occhi dell’Hydra.

Sabato 15 dicembre 2007 alle ore 18,00 saranno ospiti della serata Sergio Alan D. Altieri e gli autori del Alan D. Altieri Official Forum

Durante la serata sarà disponibile un buffet presso il quale rifocillarsi e fare degustazione di vini locali. Insomma, grande festa dei lettori e brindisi di auguri!

L'incontro è organizzato dalle Biblioteche comunali di Gragnano Trebbiense e Grossolengo in collaborazione con le Edizioni Domino. L'incontro fa parte di una manifestazione che si chiama Un ponte di lettura tra Gragnano e Gossolengo. I lettori incontrano gli autori.

(Fonte: www.thrillermagazine.it )

Come sapete, Gli occhi dell'Hydra ospita anche un mio racconto, di cui sono veramente molto fiero. Purtroppo, per una serie di sfighe concatenate, domani mi sarà impossibile essere presente alla presentazione, e so già che avrò questo rimpianto per moooolto tempo :(
Umore tendente al sottoscala, quindi.
Se però qualcuno è di quelle parti e vuole fare un salto, lo faccia! Non se ne pentirà, anche per l'occasione di conoscere due veri Guru della letteratura di genere italiana: Stefano Di Marino e Alan D. Altieri.



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Gli occhi dell'Hydra

  • Nov. 11th, 2007 at 9:03 AM
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Autori:

Alan D. Altieri, Barbara Baraldi, Andrea Carlo Cappi, Nicola Corticelli, Patrizia Debicke Van der Noot, Giovanni Di Guglielmo,Stefano Di Marino, Ornella Fiorentini, Dario Geraci, Alessandro Girola, Alessio Lazzati, Umberto Maggesi, Solange Mela, Enzo Milano, Fabio Novel,Gabriele Pinto, Cristiano Pugno,Dario Tonani, Andrea Villani

DISPONIBILE A DICEMBRE
ISBN 978 88 90268458
EURO 19,00
www.dominoedizioni.com

Giusto per aggiornarvi anche sulla mia scrittura, vi segnalo che a breve sarà in vendita l'antologia di racconti che vede la mia partecipazione a fianco di autori esordienti (come me) e veri "mostri sacri" italiani: Aland D.Altieri, Stefano Di Marino, Andrea Carlo Cappi. Non mancano altri scrittori giovani, ma con affermazioni già molto importanti: Umberto Maggesi, Dario Tonani e altri.
Insomma, non so se si capisce, ma sono molto orgoglioso di fare parte di quest'antologia di "eretici" :)

Vi riporto la prefazione all'antologia, così come la potete trovare sul sito della Domino Edizioni:

Noir. Colore nero, decisamente denso e fluido come sangue, tinge le pagine di questa raccolta di racconti maledetti. Un viaggio attraverso deliri quotidiani mascherati da perbenismo provinciale, diretto verso zone oscure dell'anima. Ignorarne l'esistenza, fingere che tutto sia eccitante ed esaltante, può portare solo all'ingresso per il proprio inferno personale, dal quale non esiste ritorno. Scoprire quanto sia sottile il confine tra bene e male è una linea immaginaria così semplice da oltrepassare, salvo poi pentirsene e voltarsi indietro, dove ormai essa è cancellata e resta solo il deserto arido dei propri buoni propositi, quelli che notoriamente riempiono le fosse. Pittori di un unico tragico affresco gotico, gli autori e le autrici di queste opere brevi tracciano pennellate di vita suburbana, quella nascosta dietro muri scrostati e porte chiuse. Araldi e cantastorie di tragedie familiari, amicizie ambigue, relazioni morbose e mestieri oltre il limite della legge. Un'Italia on-the-rocks, un cocktail con ingredienti mortali che i personaggi sorseggiano per amore o per forza, guidati da una necessità viscerale di servire i propri demoni personali, nel disperato tentativo di esorcizzarli. Nessun eroe in queste pagine, nessuna redenzione. Nessuna assoluzione dai peccati. Solo i seguaci fedeli di un tempo uscito dai cardini, e destinati da una sorte maledetta a rimetterlo in sesto. Come un'Hydra, protagonista efferata di uno dei racconti in forma di moderna e letale devastatrice, e mitologica creatura dalle molte teste che anche se mozzate ricrescevano, gli autori del "Alan D. Altieri Official Forum" si accomunano in un unico corpo che è questa antologia per guardare attraverso i loro occhi disillusi il decadimento di una società violenta e corrotta, destinata ad un lento e agonizzante declino morale.

Infine, se siete curiosi, eccovi l'interessante articolo del curatore dell'opera, Stefano Di Marino:

Gli Occhi del Noir italiano

Il "Noir", vent’anni fa, quando ho cominciato a scrivere, nell’editoria italiana non sapevano neanche cosa fosse. 
Un’etichetta per certi film francesi, forse. Non certo un campo adatto agli italiani, relegati al massimo a scrivere dei "gialli" ma rigorosamente tradizionali, provinciali nel senso deteriore. Cioè, provinciali non tanto perché si svolgevano in provincia ma perché l’Italia intera era considerata la "provincetta", teatro di vicende tra il comico e l’amarcord, forse screziate di qualche tinta fosca ma centrate su personaggi rassicuranti, su storie de noarti, di colpevoli che di fronte al Commissario Clichè (buoni sentimenti e malinconia) si mettevano a piangere e confessavano. Un mondo piccolo piccolo.


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Gli occhi dell'Hydra

  • Oct. 12th, 2007 at 8:48 PM
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L'idra a sette teste...

Per ora vi posso dire poco.
Però un'anticipazione voglio darvela perchè non sto più nella pelle.
Leggete questa lista. Sono gli autori che partecipano all'antologia "Gli occhi dell'Hydra", che uscirà tra poco per Edizioni Domino:

Alan D. Altieri * 357 Hydra Shok
Barbara Baraldi * Attrazione Letale
Andrea Carlo Cappi * L'utero e il dilettevole
Nicola Corticelli * Cacciatori e Prede
Patrizia Debicke Van der Noot * Il segreto del ritratto gemello
Giovanni Di Guglielmo * Cinque dita, una mano
Stefano Di Marino * Una donna nella pioggia
Ornella Fiorentini * Di dolcezza si muore
Dario Geraci * Porta Genova a mano armata
Alessandro Girola * Cane Sciolto
Alessio Lazzati * Il sangue del Drago
Umberto Maggesi * Tutti i suoi soldatini
Solange Mela * Grottesche
Enzo Milano * Madama Butterfly
Fabio Novel * Fiori per Diana
Gabriele Pinto * Progetto Djinn
Cristiano Pugno * Deja-vu
Dario Tonani * Suburbi@ Drive
Andrea Villani * Cinghiali


Ho evidenziato il mio umilissimo nome ma, caspita, concentratevi sugli altri: Alan Altieri. Stefano Di Marino. Dario Tonani. Umberto Maggesi. Cioè, ragazzi, il mio racconto sarà nello stesso libro insieme a questi mostri sacri.
E dire che io leggo i libri di Altieri e Di Marino da più di quindici anni.
Posso dichiararmi quasi commosso?

Appena possibile, vi farò avere tutti i dettagli. Nel frattempo, posso solo ringraziare le splendide persone che mi hanno gentilmente accolto in questa antologia. Non dirò più che i "famosi" se la tirano, perchè per mia esperienza posso dire che è esattamente il contrario :)
Per me è un'esperienza bella, gratificante, forse irripetibile.
Basta, sennò scado nel melenso ;)


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Stimolato in un certo senso dal buon Glauco, stamattina mi son svegliato con l'idea fissa di scrivere questo post ^_^
Di cosa conviene scrivere in Italia?
Vale a dire: quali sono i generi e le tematiche che vendono, nel nostro già ristretto mercato?
La risposta romantica e politicamente corretta sarebbe questa: "scrivi quello che ti piace".
Già, e poi lo infiliamo in un cassetto a fargli prendere la polvere ;)

Scherzi a parte, questo è un buon inizio, anzi è indispensabile. Per me, ad esempio, scrivere di qualcosa che non m'interessa sarebbe impossibile.
Purtroppo però sto imparando che occorre anche valutare ciò che potrebbe interessare il pubblico, e quindi un editore, sempre che si abbia velleità di essere pubblicati.
Voglio dire, a uno scrittore piacerebbe magari scrivere di una storia d'amore ambientata in Cina durante la rivolta dei Boxer ma, in Italia, quante copie potrebbe vendere un romanzo del genere?
A questo punto vediamo, genere per genere, ciò che funziona e ciò che non funziona nel nostro stitico mercato letterario.
Nota bene: le mie sono valutazione personali, non dati statistici. Inoltre ho preso in considerazione solo genere di cui mi ritengo più che informato.

Giallo
Inutile negarlo: il genere giallo da noi funziona. Intendo dire il giallo all'italiana, perchè è di quello che mi voglio occupare.  Quest'anno sono usciti moltissimi titoli, anche di esordienti, per case editrici grandi e piccole. Il giallo all'italiana di solito è caratterizzato da una forte "regionalizzazione" dello scenario, basti pensare al commissario Montalbano, con la sua Sicilia a fare da sfondo.  Il giallo all'italiana gioca infatti spesso sui luoghi comuni: l'investigatore arguto ma dalla vita privata un po' sfigata, con qualche appuntato dei carabinieri un po' tontolone a fare da spalla. Un delitto che coinvolge di solito una piccola comunità, la quale nasconde altarini più o meno torbidi.
Se sapete scrivere un romanzo così (in un buon italiano, si capisce), siete a cavallo.

Thriller
Il genere che va per la maggiore all'estero, da noi comincia ad affermarsi solo ultimamente (mi riferisco sempre al discorso riguardante scrittori italiani).  Sicuramente abbiamo dei veri assi nel genere thriller/action-thriller, due su tutti: Alan Altieri e Stefano di Marino. Scrivere un romanzo di questo tipo richiede maggiori approfondimenti tecnici che non rispetto a un giallo, e anche una dose di "cattiveria" superiore.
Inoltre i thriller di solito hanno un'ambientazione più urbana che non rurale, spesso fanno richiamo ad argomenti di stretta attualità, come politica, guerra, criminalità organizzata.
I rischi nello scrivere un thriller sono soprattutto legati alla possibilità di riproporre tematiche già trattate da altri autori, magari con varianti minime. Un thriller del tutto originale è, ahimè, piuttosto raro.
E' un genere che mi piace molto, posso solo dirmi felice nel vedere che si sta affermando anche tra gli autori italiani.

Thriller esoterico
Una variante del precedente. Questo sottogenere ha avuto il suo boom dopo "Il codice Da Vinci". Dall'estero sono arrivate caterve di imitazioni o romanzi ispirati al codice, generalmente scritti moooolto meglio del libro di Brown. Questo ha dato spazio anche a quegli autori italiani che da tempo sognavano di scrivere qualcosa di questo tipo.
Ad esempio, vi segnalerei i libri scritti da Pietro Borromeo, che davvero non hanno nulla da invidiare al Codice ma che, senza di esso, probabilmente non sarebbero mai stati pubblicati da un editore italiota. ^_^
Comunque, è un altro genere tra quelli che preferisco.

Horror
Dolente nota. L'horror nostrano zoppica e si nasconde bene, nonostante molti nostri autori siano migliori (parere personale) del loffio King degli ultimi anni. Gente come Danilo Arona, Gianfranco Nerozzi, Eraldo Baldini, scrivono romanzi che meriterebbero di vendere tanto quanto il Faletti nazionale, che si può solo sognare una creatività a livello di questi tre.
Purtroppo l'horror vanta molti potenziali ammiratori, ma pochi reali lettori. Forse il cinema moderno ha guastato un po' la reputazione del genere, con tutti quei film su serial killer e texani dalla maschera di cuoio. L'horror è molto altro, non certo solo una sorta di diario su carta di una mente malata.
So che qualcuno apprezza molto le storie di persone che impazziscono e si mettono ad ammazzare il prossimo. Per me l'horror è altra cosa: la possibilità di sondare i misteri umani, utilizzando l'escamotage letterario della paura. In altre parole, quello che apprezzo è un horror con richiami soprannaturali, non scrittura da bassa macelleria o di puro splatter.
Detto questo, la letteratura di questo genere, in Italia, è ancora piuttosto di nicchia.

Fantasy
All'estero il fantasy post "Signore degli Anelli" cinematografico ha avuto un boom esagerato. Basta entrare il qualche libreria e dare un'occhiata agli scaffali che vendono fantasy: troverete saghe infinite, titoli a profusione, edizioni di lusso ed economiche, ristampe dei vecchi classici.
E gli scrittori italiani?
Quasi nulli.
Ci sono le eccezioni, come Licia Troisi che ha venduto moltissimo coi suoi libri sul mondo emerso. Oppure Andrea d'Angelo, che ha venduto di meno ma si è fatto un nome, nel genere.
Per il resto, non si sa perchè, gli editori italioti preferiscono puntare sui nomi americani piuttosto che dare una possibilità ai tanti scrittori di fantasy del nostro paese. A proposito, da quel che so, gli aspiranti scrittori di questo genere sono tra i più numerosi.
Diciamoci la verità: la qualità dei libri fantasy che possiamo attualmente comprare in libreria spesso è molto bassa. Trame ripetitive, zero originalità, a volte perfino una scrittura mediocre.
E allora perchè non provare a pubblicare qualcosa di nostrano?
Purtroppo, per il momento, dico che gli scrittori italiani di fantasy sono molto ghettizzati.

Fantascienza
Siamo ai livelli del fantasy, forse anche peggio.
Però occorre fare un distinguo. La "high science fiction", vale a dire la fantascienza che racconta di navi stellari, di flotte galattiche e cose del genere, è un genere quasi morto, e non solo in Italia.
Viceversa, funziona piuttosto bene la fantascienza sociale, quella che si occupa di un futuro prossimo (per capirci, libri e film come "I figli dell'uomo"). Altro sottogenere che va bene è la fantascienza cyber-filosofica, alla Matrix, o quella che mischia tematiche a metà con fantasy, dove la scienza è talmente evoluta che è facile confonderla con la magia.
Tornando al succo del discorso, di scrittori italiani pubblicati, qualunque sia il loro genere di fantascienza, ne vedo davvero pochissimi.  Qualcosina, ma proprio -ina -ina, si muove, ma il panorama è desolante.
Fortunatamente esiste un'istituzione come Urania, che pubblica ogni tanto dei romanzi italiani, ma è un caso quasi unico, insieme a quelli di Delos Book, che però non sono diffusissimi, almeno in libreria.
Peccato perchè il genere merita molto, arrivando a trattare tematiche molto profonde e importanti, alla faccia di chi pensa alla fantascienza solo come agli scontri tra Jedi in Star Wars.


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Alan D. Altieri forum

  • Jul. 16th, 2007 at 9:32 PM
pensante



Una rapida segnalazione serale, questa sul forum dedicato all'italianissimo scrittore di action-thriller Alan D. Altieri (cliccate sull'immagine per visitarlo).
Oltre a poter conoscere quest'ottimo scrittore, potrete leggere alcune interessantissime discussioni in materia di scrittura ed editoria, anche grazie agli interventi di un altro bravissimo autore, Stefano Di Marino (alias Stephen Gunn), "padre" del famoso Professionista, uno dei più riusciti eroi "maledetti" dell'action-thriller italiano, oltre che di molti altri romanzi che spaziano anche nel fantasy.


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