Ho oramai finito di scrivere "La caverna e il velo", il famoso (per chi segue il blog) "thriller cospirazionista" da cui lavoro da circa un anno e mezzo, tra abbandoni e ripartenze.
Ci sono molte cose da dare, ma presto dedicherò alla lavorazione del romanzo un secondo post con qualche dettaglio in più e delle anticipazioni. Per il momento vi basti sapere che il titolo ufficiale non sarà più quello sopracitato, bensì "The Shift", che ha maggiore attinenza con un punto fondamentale della trama che non posso rivelare.
... ma non voglio parlarne ora.
Per il momento mi limito a citare alcune fonti d'ispirazione che mi hanno accompagnato durante il lavoro di scrittura. Ma di natura particolare. Non libri e film, che tratterò nel post "dedicato a", bensì quadri e dipinti.
Non sono un esperto d'arte, tuttavia ci sono opere che mi danno forti suggestioni e che mi aiutano a produrre. Credo che si tratta di qualche particolare processo chimico che si innesta nel cervello. Una reazione tra immagini e parole. O qualcosa del genere.
Bè, per farla breve. Ecco un po' di opere che in questi mesi ho guardato e riguardato, tra una pausa di scrittura e l'altra. Alcuni sono di artisti celeberrimi, altri di semisconosciuti. Ma ciascuno mi comunica qualcosa.
Ovviamente i dipinti e le illustrazioni non hanno nessi specifici con la trama, se non per vaghi collegamenti mentali che solo le mie sinapsi riescono a cogliere. E nemmeno sempre...
"Morfei" di Viktor Kvant
Disegno di Karel Thole "Cyber Humans" di Neil Hague
"Disintegrazione della persistenza della memoria" (S.Dalì) "The Coming" di TooMuchFilth
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Era da tanto che non lo facevo, perciò mi prendo un po' di spazio per aggiornarvi sullo stato dei miei lavori da scribacchino.
Nevicata: Come qualcuno sa, il romanzo in questione da un po' di tempo è "tenuto d'occhio" come papabile di una pubblicazione seria. In questi giorni ho ricevuto quelle che in gergo vengono chiamate "le dritte giuste", e presto il mio libro andrà a planare direttamente sulla scrivania di un Editore ("E" maiuscola) coi controcazzi. Mi è stato detto che il romanzo è interessante e in linea coi recenti sviluppi editoriali della collana a cui aspirerebbe far parte. Siccome io sono molto superstizioso e contrario a ogni forma di entusiasmo "preventivo", non posso dirvi di più, almeno per il momento.
La revisione del tutto non è ancora terminata, ma presto lo sarà, e allora potrò spedire il tutto e farvi sapere gli sviluppi, senza nemmeno attendere i soliti lunghissimi tempi dell'editoria "classica".
Se vi avanzano due dita incrociatele per me.
Nel frattempo potete ancora leggervi la versione eBook, cliccando sul titolo del romanzo o visitando il mio sito (dove c'è anche il resto del materiale che ho scritto e pubblicato).
Armi di distrazione di massa: come sapete è un progetto a cui sto lavorando da molto. Trattasi del mio "thriller cospirazionista". Ripercorriamo un po' la storia del romanzo. La prima stesura iniziò un anno fa, ed era incentrata su un complotto mediatico-economico concentrato principalmente in Italia. Dopo aver raccolto materiale giornalistico sui veri e presunte "trame occulte" del nostro paese dal 1° dopoguerra in poi, scrissi ben 120 pagine del romanzo, arrivando praticamente a 2-3 capitoli dal completare il tutto. Poi qualcosa mi bloccò. Riguardando il risultato mi accorsi che non si amalgamava bene, o forse solo che non era come lo desideravano in principio.
Come tanti suggeriscono, lasciai decantare il tutto per qualche settimana.
Ma il grado di insoddisfazione non diminuì. Il progetto di "Armi di distrazione di massa" si stava rivelando, a sorpresa, fallimentare.
Mi occupai di altro, ma l'idea di scrivere un thriller cospirazionista continuava a rimbalzarmi tra i neuroni, anche quando essi erano impegnati in tutt'altro.
Un bel giorno rimisi nuovamente mano al tutto, prendendo una tragica decisione: riscrivere quello che non mi piaceva, salvare il salvabile. Purtroppo l'intervento fu più da macellaio che non da chirurgo: di quelle 120 pagine Word, carattere times new roman 11, riuscii a recuperare alcuni spunti, i nomi dei protagonisti, qualche descrizione. Il resto fu vittima di uno dei più tremendi repulisti della mia storia di scribacchino.
Non ci fu tempo però per troppi rimpianti, perchè già un'idea nuova mi frullava in testa. Un thriller cospirazionista ancora a più ampio respiro, e molto più ideologico rispetto alla prima stesura.
Le differenze tra le due versioni? Cerchiamo di schematizzarle.
--- La Versione Uno (d'ora in poi V1) era molto attinente alla cronaca, tanto che prendeva a piene mani da fatti reali (il crollo di alcune banche, la scalata ad altre, la monopolizzazione della TV da parte del Potere politico), cambiandone solo nomi e circostanze. La Versione Due amplia il punto di vista del romanzo, spaziando ben oltre il campo politico-finanziario, per calarsi ancora più a fondo... Per fare un po' lo sborone, direi che attinge a due diverse concezioni della società civile: quella basata sul controllo, in favore dell'ordine, e quella basata sulla libertà, in favore del mutamento, fosse anche latore di caos.
--- La V1 era incentrata sulla tematica del controllo dei mass media nell'ottica del "lavaggio mentale" del cittadino medio. Nella V2 questo concetto viene ripreso e ampliato, andando oltre e affrontando il delicato argomento della percezione stessa della realtà. Essa diventa ciò che noi percepiamo, o esiste a prescindere in una sua forma incontrovertibile? Senza andare troppo sul sofisticato, mi sono posto nei panni di un gruppo ristretto di persone che viene a conoscenza di un piano perpetrato dai "signori occulti della terra" per manipolare la realtà al fine di tenere l'uomo nell'ignoranza e nel sottosviluppo mentale. Come avviene questo? Inculcando nella testa della gente dei concetti che alla lunga vengono assimilati come assoluti, e quindi giusti al di là di ogni interpretazione. Prendiamo l'esempio delle nostre città, sempre più sorvegliate attraverso videocamere e altri sofisticati sistemi: le autorità lo fanno per il nostro bene. Perchè siamo minacciati dai terroristi, dagli immigrati, dalla criminalità sporca e cattiva. E allora noi diamo loro il diritto di riprenderci ovunque, anche mentre passeggiamo per strada. Diamo loro la possibilità di registrare le nostre telefonate, le nostre mail. Ci facciamo psicanalizzare attraverso sondaggi, e ci facciamo catalagore con mille documenti, diversi per ogni più ridicolo scopo. Per il nostro bene...
--- La V2, rispetto alla V1, ha subito una bella, sebbene non radicale, dose di fantasia. Non so come sia lecito chiamarla esattamente; in mancanza di altri termini opterei per "elementi esoterici". E anche una spruzzata significativa di fanta-politica. Dunque, credo che uno scrittore, anche nel voler comunicare un pensiero preciso, debba comunque ricordare a se stesso che il lettore prima di tutto va intrattenuto. Quindi perchè rinunciare a quegli elementi che affascinano, catturano? Perchè limitarsi a riscrivere fatti di cronaca trasformandoli in fiction? E allora mi sono messo a fare le giuste ricerche (almeno, dal mio punto di vista) per inserire nel romanzo quegli elementi che ben si amalgamano con tutto il resto. Per capirci: saranno pure elementi esoterici, ma ho comunque preso cose non campate per aria, concetti a cui molti credono e che al momento sono al vaglio anche della scienza "pioneristica". In fondo, quante volte proprio la scienza che non comprendiamo viene scambiata per magia? Provate a pensare alle relazioni dei primi indios davanti ai fucili dei conquistadores... ecco, io ho fatto una proporzione del genere, attualizzandola ai giorni nostri.
Ed ecco così che da "Armi di distrazione di massa" nasce qualcosa di nuovo: La Caverna e il Velo.
Il titolo è provvisorio, ma consono al tema di fondo del romanzo, in cui si intrecciano proprio questi due concetti:
- Il Mito della Caverna di Platone
- Il Velo di Maya della cultura induista.
Restando il fatto che si tratta di un thriller che affonda le radici nel campo della "teoria del complotto", devo ammettere che pian piano ha subito un mutamento solo in parte dovuto al sottoscritto. Come se fosse una creatura dotata di vita propria. La fase documentaristica ha giocato un ruolo importante in tutto questo, visto che mi ha dato la possibilità di leggere e di informarmi su fatti e circostanze che fino a pochi mesi fa conoscevo solo per sommi capi.
Scrittura come forma di catarsi personale? Può darsi.
Chi ha letto molti dei miei post delle ultime settimane ha notato quanto spesso mi sono riferito a fatti e studi relativi al "controllo mentale", al governo occulto del mondo e alla selettività con cui "chi comanda" rende accessibile al volgo solo parte di quanto è a loro noto.
No, non sto diventando un cospirazionista paranoico... sono solo un (aspirante) romanziere, che però non vuole prescindere dalla grande possibilità datami dalla scrittura: ipotizzare, raccontare per metafore, divertire senza rincretinire.
Il romanzo è quasi alla fine e questa volta non mi fermerò di certo. Anche perchè tutto nella mia testa sembra comporre un'opera armoniosa e molto azzeccata, che, per una volta, mi soddisfa quasi totalmente. Quanto dovrete aspettare per leggere La Caverna e il Velo? Non lo so. Anche perchè dovrò compiere l'odioso lavoro di revisione, onde evitare di proporvi un romanzo pieno di refusi.
Però la voglia di farvelo leggere prima di spedirlo a qualche editore è forte.
Credo che l'opzione eBook o Lulu siano più che possibili.
A presto con ulteriori aggiornamenti...
PS: provo a farvi questo regalo. Una sinossi de "La Caverna e il Velo". Non consideratela come quella definitiva...
Sinossi
Milano, anno 2013. Mentre la città è attraversata da una serie di attentati e manifestazioni di natura anarchica e no-global, un anziano docente universitario riceve una mail da un vecchio amico, Filippo Candreva, misteriosamente scomparso quattro anni prima e ora prigioniero di coloro che hanno forse orchestrato il suo sequestro. E' una richiesta di aiuto molto stringata ed enigmatica, che obbliga il professor Martinelli a chiedere aiuto a due studenti del suo corso, Erika e Giovanni, per cercare di capire che fine ha fatto il suo amico, e studiare un modo per liberarlo.
E' così che Erika Circe si trova coinvolta in una ricerca che la fa imbattere in un manoscritto del '600 che incredibilmente cita il suo nome, nonché in un anziano ricercatore americano che le rivela l'esistenza di una "guerra segreta" in cui il desaparecido Candreva sarebbe coinvolto dal momento della sua scomparsa.
Nel frattempo Siro Di Marco, tenente milanese della Guardia di Finanza, perde la collega e amante, Nadine Corso, durante una convulsa operazione di polizia in un covo di terroristi anarchici pronti a smerciare una misteriosa droga, la metagaine, entrata sul mercato mondiale solo di recente. Scosso dal lutto, Siro decide di compiere delle indagini personali. Perchè le speciali squadre antidroga e antiterrorismo dell'Europol, le "A-Squad" distruggono sul posto ogni deposito di metagaine rinvenuto? Chi è il vero responsabile del decreto-sicurezza che dà loro il potere di agire con estremo pregiudizio contro i terroristi delle rete anarchica e antimondialista?
Le strade di Erika e Siro sono destinate a incrociarsi, e forse spetterà a loro dare una risposta all'ultima ricerca di cui si occupò Filippo Candreva prima di sparire dalla circolazione: cosa sarebbe dovuto accadere il 21-12-2012, la fatidica data già nota al tempo dei Maya, e trascorsa senza il cambiamento epocale temuto da molti e atteso da altri?
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Eccovi un bell'articolo fresco fresco, a cura di Yahoo Notizie e con firma Carlo Plazzotta. Si tratta della più chiara definizione di quelle che io chiamo "armi di distrazioni di massa".
Come dissi già in passato, "il popolo vuole sangue". Ragion per cui si scopre, senza grande stupore, che i telegiornali che fanno più ascolti sono quelli che trattano i particolari morbosi degli "omicidi celebri": Cogne, Garlasco, Erba, Perugia.
Lo spettatore medio desidera i dettagli macabri, vuole sapere come il bambino aveva il cranio fracassato, o se la ragazza inglese aveva fatto un'orgia prima di essere uccisa.
Decresce invece l'interesse per la politica (dove il "politico" deve essere sempre più showman e poco uomo delle istituzioni), per l'economia e la finanza.
Ottimo modo, questo, per fa sì che poche persone possano fare il bello e il brutto tempo, far scivolare il paese nell'ignoranza, nell'ipocultura, nel letargo bovino.
E non parliamo poi di geopolitica internazionale... la guerra nel Caucaso? Lontana da noi, chissenefrega. Poi però i merdagiornali tipo Studio Aperto non vengano a scassarci le cosiddette interrogandosi sul perchè i costi energetici aumentano sempre di più...
Che bello il nostro paese!
Buona lettura.
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Una cosa è certa: i telegiornali di Rai, Mediaset (Milano: MS.MI - notizie) e La7, da almeno un paio di anni a questa parte, hanno scoperto il brivido della cronaca nera, giudiziaria e della criminalità organizzata. Concedendo, a questo tipo di notizie, oltre il 20% dello spazio, quando solo nel 2003 si raggiungeva a malapena il 10%.
In base ai dati elaborati dal Centro di Ascolto dell'informazione radiotelevisiva, nel 2007 il tg che ha dato più risalto a fatti di sangue e di aule di tribunali è stato, come da tradizione, Studio Aperto, con il 30,2% del minutaggio, davanti al Tg5 (25,7%) e al Tg2 (25,4%). Nei primi mesi del 2008, quelli in cui ci sono state la crisi del governo Prodi e la campagna elettorale, la politica ha parzialmente preso il sopravvento, togliendo spazi: e allora Studio Aperto è sceso al 26,8%, contro il 24,2% del Tg5 e il 21,6% del Tg2. Fa comunque impressione notare la progressione, trasversale a tutti i tg, del noir: il moderato Tg1 è passato dall'11,1% del 2003 al 23% nel 2007; per il Tg2 la cronaca nera è stata proprio una scoperta, con un boom dal 9,7% del 2003 al 25,4% del 2007. Per non parlare del giornale di Antonello Piroso, il Tg di La7, che quasi snobbava questo tipo di notizie nel 2003 (appena il 6,9% del tempo), e che ne ha più che triplicato lo spazio nel 2007 (22%).
L'incremento medio per tutti i tg, dal 2003 al 2007, è stato del 233%. Quello con l'esplosione più forte è stato proprio il Tg di La7, con un +320% di grand guignol. E pure ministri e parlamentari sono stati scalzati dai criminali incalliti: gli argomenti di cronaca nera, giudiziaria e criminalità, nel 2007, sono stati infatti i più trattati in assoluto da Tg2, Tg5, Studio Aperto e Tg di La7, seguiti, a una certa distanza, dalla politica. Come spiegano gli analisti del Centro di ascolto, struttura promossa da Marco Pannella e dai Radicali italiani, «è possibile affermare che più è efferato il delitto, maggiore è il tempo dedicato alla sua esposizione, nel momento in cui avviene, nei giorni successivi, protraendosi nel tempo anche a distanza di mesi e di anni, spesso in assenza di novità rilevanti».
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Se mi leggete da un po', già saprete quanto vi ho rivelato nel recente passato: il mondo è governato da un gruppo di potere occulto, che comprende le grandi famiglie multimiliardarie che reggono l'economia globale e alcune casate nobiliari del Vecchio Continente.
Riguardo ai primi (i super-imprenditori), è facile intuire che siano essi a gestire le guerre grandi e piccole che tormentano il nostro miserevole pianeta, il tutto per un semplice problema di spartizione delle risorse naturali, che poi fanno pagare a carissimo prezzo al popolo-bue. Famiglie come i Rockfeller, i Bush, gli Agnelli, i Rothschield: sono loro a tenere in mano il potere reale. Non quello degli eserciti o delle ideologie, bensì quello delle banche.
E poi ci sono le vecchie casate aristocratiche che per secoli si sono divisi le ricchezze europee e coloniali. Citando le principali, non possiamo dimenticare gli Windsor, la casa reale danese, gli eredi degli zar russi e il casato di Sassonia-Coburgo. A dispetto della presunte democrazia europea, è interessante forse sapere che circa il 50% dei terreni qui nel vecchio continente appartengono (di dritto o di rovescio) ancora a persone legate con questi gentiluomini.
A questo punto avrete capito che sto lavorando alla mega-revisione (riscrittura?) del romanzo cospirazionista. Il materiale in Rete abbonda e non è sempre facile separare le congetture paranoiche dagli articoli a fondo giornalistico.
“Stai dicendo che in tutto questo c'è qualcosa di serio?”
Come in ogni leggenda che si rispetti, ci sono dei fondi di verità. Invito chiunque sia un po' informato su attualità e geopolitica a negare che pochi, oscuri individui si spartiscono potere e denaro del mondo moderno. Non andiamo lontano: basta guardare quel che è successo in Iraq, in Afghanistan e ora in Georgia, piccolo stato caucasico miracolosamente eletto dagli americani come “culla di democrazia” da difendere a tutti i costi.
Basta anche, tanto per dirne un'altra, leggere la lunga lista di omicidi “misteriosi” che hanno colpito uomini in grado di infastidire i grandi, i potenti. Parliamo di Kennedy, Papa Luciani, Luther King, Lady Diana, ma anche Maiorana, Mattei, Lennon, Olof Palme.
E poi sì, ci sono gli estremisti del complotto. I cospirazionisti a tutto tondo, che mischiano esoterismo, ufologia e quant'altro ad argomenti “seri” (virgolette d'obbligo, in quanto tutto potrebbe essere ritenuto serio), di respiro mondiale.
Il più noto di questi è David Icke, di cui molti mesi fa ho già parlato. Icke, originario delle Midlands inglesi, era figlio di una famiglia operaia, e trascorse la sua giovinezza in una casa popolare o un alloggio pubblico in condizioni disagiate. Non concluse gli studi per giocare a calcio per il Coventry City F.C. e successivamente con il Hereford United, in cui ottenne il ruolo di portiere.
Nel 1973, a 21 anni, fu costretto a ritirarsi dall'attività sportiva a causa dell'artrite e di alcuni infortuni che ne compromisero la carriera.
Trovato lavoro in un giornale locale a Leicester divenne reporter, per poi trasferirsi dapprima in una radio locale, poi in una rete televisiva regionale e infine in una nazionale.
Chiamato alla BBC come telecronista calcistico, lavorò per diversi anni nella redazione sportiva dell'emittente. Lasciata la BBC, divenne attivista del partito Partito Verde Britannico, raggiungendo in breve la posizione di portavoce nazionale.
Nel marzo del 1990, Icke incominciò a scrivere libri dove spiegò come le informazioni dei media ci vengano imposte per condizionare ciò che pensiamo al fine di far ottenere a chi sta più in alto ciò che vuole attraverso la paura e il condizionamento.
Icke è un vero cospirazionista, con migliaia di pagine (stravendute!) al suo attivo. Cercate in qualsiasi libreria italiana e troverete senz'altro uno dei volumi del prolifico David.
Il suo pensiero, molto vasto e dettagliato, si riassume nell'accusa specifica a un gruppo di individui che dominano il mondo in gran segreto. Li chiama “eletti”, o “illuminati”.
Il cuore delle idee di Icke è la credenza che il mondo sia sotto il controllo di un governo segreto. Nel 1996, nel suo libro ... and the truth will set you free (La verità vi renderà liberi), affermò che questo governo era finanziato da banchieri e affaristi come i Rothschild e Rockefeller, sebbene in seguito abbia chiarito che considera gli ebrei membri della classe dirigente non "ebrei" ma "lucertole".
Nel 1999, Icke scrisse e pubblicò The Biggest Secret: The Book That Will Change the World, nel quale affermò che il pianeta fosse controllato da un Nuovo Ordine Mondiale, manovrato da una razza di umanoidi rettiliani chiamati la "Fratellanza di Babilonia" ("Babylonian Brotherhood"). Scrisse: « Le mie ricerche suggeriscono che sia da un'altra dimensione, la quarta dimensione inferiore ("lower fourth dimension"), che il controllo e la manipolazione sono orchestrati. Altre persone sanno che è dalla dimensione astrale ("lower astral dimension"), la leggendaria casa dei demoni e delle entità nei loro rituali di magia nera... »
Secondo Icke, il DNA "ibrido rettile-umano" dei rettiliani permetterebbe loro di cambiare dalla forma originaria a quella umana se questi consumano del sangue umano. Icke stese un parallelo con la miniserie TV degli anni ottanta V - Visitors in cui la Terra è conquistata da rettiloidi alieni camuffati da umani.
Il gruppo rettiliano secondo Icke comprenderebbe molti personaggi importanti e in pratica ogni leader mondiale dalla defunta Regina Madre inglese a George H.W. Bush, Bill Clinton, Harold Wilson, Tony Blair, e persino Bob Hope. Queste persone o sono essi stessi rettiliani, o lavorano per loro in quella che Icke chiama "sindrome dalla personalità multipla simile a schiavitù".![]()
Leggere i “saggi” di Icke è a volte più coinvolgente che non buttarsi su un libro di fantascienza dichiarata. David ha uno stile diretto, a volte scurrile, ma molto documentato, chiaro e affascinante. Impossibile non incuriosirsi, almeno un po', nello scorrere la mole impressionante di “prove” che Icke inserisce pagina dopo pagina per dimostrare la veridicità della sua teoria.
Vi lascio con il piano che gli illuminati avrebbero studiato accuratamente per tenere placidamente soggiogato il genere umano. A voi ogni commento:
1. Hanno sistematicamente distrutto o occultato il più possibile le antiche conoscenze poiché esse contenevano il segreto della nostra identità e della vera natura della vita.
2. Hanno manipolato tutte le maggiori indagini e ricerche volte a studiare le antiche conoscenze occulte e i manufatti antichi diffusi in tutto il mondo, assicurandosi che niente trapelasse della nostra vera natura e origine e che, nel caso in cui qualcosa emergesse, non venisse mai reso pubblico, né il suo vero valore venisse compreso.
3. Hanno creato le religioni per imprigionare le menti della popolazione, riempirle di un senso di limitazione e di inferiorità e dipingere le conoscenze esoteriche come espressione del "male".
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Per approfondire:
La teoria della strategia della tensione
http://it.wikipedia.org/wiki/Rettiliani
Il loro vero volto!
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Non so voi, ma qui le vacanze sono già finite. L'importante è che siano andate bene, quindi non mi lamento. Inoltre non è stato male rientrare in ufficio senza troppi milanesi abbronzati e sudaticci tra le palle.
Lavoro ufficiale a parte, sto pian piano rimettendo le dita sulla tastiera del portatile.
Purtroppo (o per fortuna?) ciò di cui mi occuperò in queste settimane di fine agosto/primi di settembre sarà quasi esclusivamente lavoro di profonda revisione.
Riassumendo:
- I capitoli aggiunti di "Nevicata" che ho scritto per versione 2.0 mi fanno schifo. Riletti col senno di poi hanno un che di macchinoso, poco omogeneo col resto del romanzo. Li ho appena selezionati e cancellati. Definitivamente. A questo punto vedrò se vale la pena cercare di inserirne di più coerenti, oppure focalizzare la revisione su quanto ho già scritto, magari integrando qua e là con paragrafi che non sconfinino troppo nell'infodump.
- "Armi di distrazione di massa", il romanzo "cospirazionista", sta subendo una ristrutturazione quasi integrale. Arrivato alla parola "fine" il risultato mi piaceva solo in parte. Rileggendo il tutto a distanza di un paio di mesi, non mi piaceva per niente. Allora ho messo da parte il salvabile e ho iniziato a riscrivere... tutto il resto. Cosa cambierà? Ci metterò più fantasia rispetto alla prima versione. Diciamo che dal thriller puro passerò al thriller fantastico. Perchè? Perchè ho capito che cercare di imbrigliare il tutto nel realismo più estremo ha limitato forzatamente la mia creatività. Ora so bene cosa dovrò inserire, vale a dire tutti quei dettagli che ho omesso dalla versione beta. E' un romanzo a cui tengo molto, perciò voglio proporlo al meglio delle mie possibilità.
L'unica cosa nuova a cui lavorerò a breve è il racconto per il "300 parole per un incubo", il famoso concorso per microletteratura horror che mi vede medaglia d'argento nelle edizioni 2006-2007. E' ancora presto (molto presto!) per proporre qualcosa di definitivo, ma sono già alla ricerca di un pezzo da medaglia d'oro :)
Questo è quanto, per ora!
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Aggiornamento serale, rapido rapido.
Oggi gran giornata produttiva: ho revisionato ben quattro capitoli di Nevicata, in più ho programmato uno dei due capitoli aggiuntivi che sto pensando di integrare al romanzo. L'obiettivo è arrivare alla stesura di un "Nevicata 2.0", da spedire a un solo, circostanziato editore. A tal proposito, sono giunto alla conclusione che è inutile buttare soldi e tempo nella stampa di molteplici manoscritti (come facevo le prime volte), bensì è preferibile informarsi preventivamente se il romanzo può interessare a qualcuno, e quindi lavorarci su al meglio secondo le esigenze del suddetto editore.
Certo, in tal modo ci si taglia immediatamente molte possibili opportunità, ma è sempre preferibile lavorare sul concreto, che non giocare d'azzardo.
Seconda cosa: ho scritto anche due capitoli del nuovo romanzo (ex racconto lungo), che sarà un thriller fantastico-esoterico ambientato a Milano. Il titolo provvisorio è "Il Drago e il Cavaliere all'ombra del Duomo", che forse fa un po' cagare, ma tanto il titolo definitivo non lo sceglie certo l'autore ^_^
Sta venendo bene, mi piace come si sviluppa.
Capisco che un romanzo funziona quando si creano intrecci spontanei tra elementi che inizialmente non collego tra loro in modo cosciente. Forse si tratta di qualche meccanismo a livello subconscio, come se i diversi pezzi del puzzle si componessero da soli capitolo dopo capitolo, con me (l'autore) nei panni del "ricompositore".
Vediamo che verrà fuori alla fine... al peggio diverrà un altro ebook :)
In tutto questo è bloccata del tutto la revisione di "Armi di distrazione di massa", nonchè la stesura dei capitoli finali. Ma prima o poi ci lavorerò su, al momento le priorità sono queste due.
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Scarica la versione originale di "Nevicata".
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Il terminale uomo è un libro di Michael Crichton scritto nel 1972. La trama non ha nulla a che fare con l'argomento del post, ma mi piace così tanto l'idea di un "uomo computer" da aver utilizzato questa espressione per dare il titolo all'entry di oggi.
In realtà volevo prettamente aggiornarvi dei cazzi miei, cosa che immagino vi interessi moltissimo :-P
Scambiando messaggi con Glauco, ci si chiedeva come fare a trovare il tempo per leggere tutti i libri che ci interessano, per scrivere, per lavorare (!!!) e per fare le altre miriadi di cose racchiuse nelle 24 ore giornaliere.
A livello di letture, al momento sono impegnato così:
- "Pan" di Francesco Dimitri: è il libro "da casa", ovvero che leggo prima di andare a dormire, nei week end oppure la mattina prestissimo prima di andare al lavoro (che volete che vi dica? Oramai dormo poco poco). Tra l'altro il libro è uno di quelli così belli e appassionanti che lo leggerei d'un fiato dimenticando tutto il resto... Peccato che sia impossibile :) Comunque mi sta piacendo molto. Un fantasy (espressione da prendere con le pinze!) italiano moderno e avvincente. Prossima recensione...
- "The Rising" di Brian Keene: questo è il libro "da treno", che leggo andando e tornando dal lavoro. Essendo in lingua originale richiede più attenzione, quindi sto procedendo con calma. Anche questo è molto bello: uno dei migliori zombie-book che mi sia capitato tra le mani! Meno male che l'ho comprato direttamente insieme al seguito, che a questo punto mi porterò al mare a inizio agosto.
In quanto a scrittura, ho per il momento sospeso la revisione di "Armi di distrazione di massa". Non manca molto, ma devo ancora scrivere il finale, oltre che rivedere i capitoli lasciati in fase di editing. Lo farò appena tornerà la voglia...
In compenso sto scrivendo il racconto lungo ambientato nella "Milano sotterranea". Non ha ancora un titolo ma, cacchiolina, sta diventando più lungo del previsto! Un demonietto cattivo mi sta suggerendo di trasformarlo in un romanzo breve, ma il tempo è davvero poco...
Dulcis in fondo, mi è stato appena consigliato (da "uno" bravo che ringrazierò a vita) di sistemare "Nevicata" per spedirlo a Sergio Alan Altieri. Un altro editing dietro l'angolo insomma... uff... però, lo stimolo ora c'è!
La sera, ovviamente, non mi perdo una partita degli Europei.
Alla faccia degli spocchiosi, io adoro il calcio! Mi sono visto anche Russia-Svezia, che molti consideravano un match di serie B. E invece... forza Russia! Che calcio, ragazzi!
Detto questo, ci sono anche cosette collaterali: lavoro, vita sociale, faccende domestiche. Non solo: articoli per blog con cui collaboro e altre collaborazioni (scusate il gioco di parole) che si profilano all'orizzonte.
Sarà un caso che la sera mi fuma il cervello?
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Dopo un po' di post “manualistici”, permette che torni a parlare un po' dei cavoli miei. In primis, oggi mi sono arrivati i due romanzi zombeschi di Brian Keene ordinati dieci giorni fa su Amazon. “The Rising”, il primo della breve saga, lo vedete immortalato nella foto qui sopra, insieme al mio inseparabile notebook HP. Per i più curiosi, sappiate che quello che si intravede dietro il portatile è il mio scaffale DVD :)
Comunque ho letto le prime pagine di Keene, e devo confermare tutto ciò di buono che dicono su di lui: prosa pulita ed evocativa, trama d'impatto, fantasiosa ma senza inutili eccessi, ha il potenziale per diventare uno dei miei preferiti. Tra parentesi: è piacevole leggere in lingua originale. Da troppo tempo non lo facevo...
Detto questo, veniamo alla scrittura.
Insolitamente, almeno per quanto concerne i miei “canoni operativi”, sto già rileggendo ed editando i primi 20 capitoli di “Armi di distrazione di massa” (alias “Armi silenziose per guerre tranquille”), il thriller cospirazionista a cui sto lavorando da un po' di tempo. Devo scrivere ancora il finale, ma ho sentito la forte esigenza di rivedere quando prodotto finora prima di calare il sipario. La revisione è circa a 2/3 e procede lentamente, perchè comunque è molto meno divertente correggersi, che non creare dal nulla.
Tempi previsti per la spedizione a un editore? Credo settembre.
Domanda: lo vorreste prima leggere in formato eBook?
Punto secondo: “Nevicata” sta riscuotendo un gran successo. Direi che finora è il più apprezzato tra i miei romanzi, visto che sono tuttora incoraggiato a spedirlo a chi di dovere... quindi prima o poi dovrò editarlo seriamente, con taglio di assoluta professionalità.
Una curiosità: è da poco in edicola il numero nuovo di “Segretissimo”, “La croce sulle labbra”, di Danilo Arona (per me un punto di riferimento assoluto) ed Edoardo Rosati. La trama di questo ottimo romanzo thriller-horror ricorda in alcune peculiarità proprio “Nevicata”, e devo dire che per me è una soddisfazione...
Infine, sto scrivendo un racconto lungo ambientato nella Milano sotterranea. Credo di poterlo definire un horror, o qualcosa del genere. Se tutto va bene, ve lo farò leggere entro massimo una decina di giorni, pubblicandolo al solito in formato PDF sul mio sito.
Per ora è tutto!
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Chi mi segue con una certa regolarità, saprà che il romanzo che attualmente ho "il lavorazione" è un thriller cospirazionista. Si tratta di "Armi di distrazione di massa" (AKA "Armi silenziose per guerre tranquille"). Chi ne vuole sapere di più si esplori i relativi tag nominati proprio con questi due titoli...
Il lavoro è a buon punto, ma la mole di materiale usato per documentarmi sembra sempre aumentare man mano che ritocco o aggiungo capitoli. Il romanzo, nato con una struttura piuttosto lineare e classica, si sta rivelando un ottimo sistema per togliermi qualche sassolino dalle scarpe sulla mia visione del cosiddetto "mondo moderno".
Fatte le dovute distinzioni tra controinformazione e manie complottiste, c'è da dire che l'uomo medio occidentale sa davvero poco di quello che gli succede attorno. L'unico modo per informarsi adeguatamente è proprio quello di usare la Rete in modo attivo, il che vuol dire sapere cosa e dove cercare.
Comunque, lungi da me proporvi un pallosissimo post politico-sociale, voglio piuttosto darvi un assaggio di alcune notizie che vengono quasi del tutto taciute, ma che in realtà non sono né marginali né di semplice folklore.
Prendiamo ad esempio il Morgellons. Cos'è? Immagino non ne avrete mai sentito parlare. Si tratta di una misteriosa malattia da poco isolata dai medici statunitensi, ma che la scienza ancora non accetta di riconoscere come tale. I soggetti colpiti da questa malattia riferiscono di sgradevoli formicolii, punture e morsi, nonché di lesioni cutanee che non guariscono. Da queste piccole ferite fuoriescono filamenti blu che hanno un'estremità color oro e non bruciano neppure se sottoposti a una temperatura di 1700 gradi Fahreneit. È questa la caratteristica più impressionante della malattia.
Ho trovato un artico di Gaia Passerini, su Prensa Latina (un'agenzia di stampa latino-americana) che ne parla ampiamente. Eccolo...
Negli Stati Uniti è stato isolato un nuovo, inquietante morbo che provoca lesioni cutanee e problemi psichici: è il Morgellons. Una cura risolutiva non è ancora stata trovata, ma l'unica cosa che sembra essere certa è il legame della malattia col fenomeno delle scie chimiche.
Miles Lawrence, paesaggista di Florence, Texas, stava facendo i bagagli per un viaggio in macchina a Las Vegas quando si è accorto che il suo dito formicolava. È rimasto incredulo, dice, mentre “piccole cose spinose” spuntavano dalla pelle nel punto da cui aveva appena rimosso una scheggia. Ha afferrato una delle spine con delle pinzette e ha tirato. Istantaneamente, racconta, una fitta di dolore si è diffusa sul braccio. Ne ha tirata un'altra e il dolore è serpeggiato fino al collo. Poi è iniziata la parte veramente raccapricciante. “Provavo la sensazione di avere degli insetti sotto la pelle delle braccia - dice Lawrence - e mi sono agitato”.
Questo è solo un esempio delle notizie di grande rilevanza di cui non si sente praticamente mai parlare nei telegiornali, che oramai sono sempre più contenitori svuotati del loro contenuto. Un telegiornale contiene al massimo 2 a 3 minuti di cronaca sui fatti del giorno, mentre il resto sono argomenti di facciata, di reality-show sulla vita quotidiana. Le analisi dei giornalisti specializzati sono state eliminate, e l'informazione passa attraverso la censura, che consiste non nell'omettere le notizie ma nell'annegarle in un diluvio di notizie insignificanti diffuse da una moltitudine di mezzi con contenuto simile in modo che sembra esistere la pluralità e la democrazia.
Ok... mi fermo qui... per ora :)
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Intanto, se volete proprio assaporare una delle possibili Apocalissi che qualcuno insiste a inseguire in nome e per conto del profitto e del potere, potete leggervi il mio eBook, Nevicata, che dà un assaggio della fine del mondo (o di parte di esso) in salsa fanta-horror. (Come sono profondo oggi!)

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Uff... che fatica! Sto revisionando quel che manca di "Nevicata", perchè voglio proprio proporvelo in formato eBook in tempi brevi. Non so a quanti piacerà, perchè non è un romanzo molto sottile, bensì un vero e proprio survival horror, omaggio al genere catastrofico che andava a ruba negli anni '70 (vedi i vari Urania) e negli anni '80 (al cinema, anche nei mitici B-movie italiani).
Non vi parlerò oltre di questo romanzo: se ne volete sapere qualcosa, date un'occhiata al tag dedicato alla lavorazione di questo eBook!
Intanto sto completando "Armi di distrazione di massa", che è un thriller, e che quindi dovrebbe avere qualche speranza in più di pubblicazione. So che "ogni scarrafone è belle a mamma sua", ma il romanzo mi sembra interessante, e in linea a una certa tendenza di mercato. Non che l'abbia scritto per questo: non so se riuscirei mai a scrivere su commissione. Ho scelto il thriller cospirazionista perchè il genere mi appartiene, tanto che anche il mio primissimo romanzo inedito (Thaumaturge) aveva molti elementi di questo tipo.
Mancheranno sì e no un paio di capitoli alla parola fine e già si pongono i soliti dilemmi: a chi inviarlo? Come proporlo? Anticiparne la pubblicazione via eBook?
Ecco, ora come ora l'unica certezza è proprio questa: non metterlo online come eBook, bensì inviarlo a qualche editore.
Avevo detto lo stesso di Nevicata, ma alla fine una serie di considerazione (mie e di terzi) mi hanno fatto capire che un romanzo di genere horror avrebbe ben poche possibilità di vita, in Italia. Da qui la mia decisione di darvelo in pasto gratuitamente :)
Spero che un thriller possa ambire a ben altro, senza nulla togliere a voi che avete la pazienza di leggermi!
Finito il romanzo vorrei tornare a scrivere qualche racconto. C'è qualcosa in ballo, devo solo rimettere a posto un po' di idee...
Torno a editare Nevicata!
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Ieri notte sono tornato da Roma...
Contenti? Potrò ricominciare ad ammorbarvi coi miei post :)
Dunque, la gita nella Città Eterna è andata molto bene. Roma è sempre bellissima e, nonostante tutto, continuo a ritenerla la migliore città del mondo.
In quale altro posto potete camminare imbattendovi continuamente in monumenti storici, mostre d'arte, ville circondati da parchi pieni di verde e (soprattutto) aperti al pubblico?
Insomma, si sa che l'erba del vicino è sempre più verde, ma a me Roma è sempre piaciuta più di Milano, che comunque apprezzo, essendo la città in cui sono nato e che frequento assiduamente per lavoro e/o svago. Sarà anche una questione di "stile di vita": molto più lento, rilassato e socievole quello dei romani, mentre i milanesi si distinguono per il loro sempre essere "di corsa". Per una volta gli stereotipi corrispondono alla realtà...
Per tre giorni non ho fatto altro che camminare, visitare siti storici, compreso il Vaticano e le tombe dei Papi (ammetto che mi mancavano, lacuna finalmente colmata), bearmi della temperatura quasi estiva, in netto contrasto con quella autunnale che giovedì mi sono lasciato alle spalle a Milano.
Ho rivisto amiche carisime che, per ragioni spesso indipendenti dalla mia volontà, non incontravo da quasi quattro anni. Un periodo lunghissimo, se si fa una stima media della vita di una persona... Purtroppo è la solita storia: si ha sempre troppo poco tempo per fare quel che si vuole, per frequentare persone a cui teniamo ma che non sono proprio a... portata di mano. Quanti poi di questi nostri "impegni imprescindibili" siano realmente tali, sarebbe bello capirlo.
Sul lato della scrittura, ammetto di essermene occupato davvero poco. Il tempo era quel che era... Durante il viaggio d'andata ho messo su moleskine le idee per un paio di capitoli di "Armi di distrazione di massa". Cavoli, oramai siamo quasi alla fine! Devo dire che è stato semplice arrivarci, perchè la trama si sviluppava passo a passo man mano che scrivevo. Completare la stesura sarà più difficile, perchè non ho ancora deciso se scegliere un finale ottimista (meno probabile) o pessimista. Cercherò una via di mezzo... Comunque di questo vi aggiornerò prossimamente.
Certo che anche sotto questo aspetto Roma è una miniera di idee e spunti. Semplicemente camminando mi sono venuti in mente un paio di possibili racconti, ma non so se avrò il tempo di trasformarli in qualcosa di pratico ed effettivo. E poi, guardando fuori dalla finestra col sole che c'è, forse sarà inevitabile starsene un po' di più all'aperto e un po' di meno al computer. Anche se è difficile abbandonare dei buoni spunti e trascurare quel grumo emozionale che solitamente costituisce un'ottimo spunto per fare della buona scrittura. Quella che nasce da dentro, e che riesce a trasmettere qualcosa. Una cosa che ho sempre trovato difficilissima, ben più dello scrivere in uno stile impeccabile e grammaticalmente perfetto.
E via, ora si ricomincia con la "vita normale"...
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Ogni tanto La Stanca salta fuori. Come in questo periodo ad esempio. La scrittura e tutte le attività a essa correlate di cui mi sto occupando (recensioni, interviste, racconti per antologie) etc etc mi hanno pian piano prosciugato le energie. Mantenere sempre alto il livello di concentrazione è faticoso, nonostante quello che pensano certi trogloditi, secondo cui ogni lavoro non di puro "esercizio fisico" è in realtà una passeggiata di salute.
Il romanzo ("Armi di distrazione di massa") prosegue, anche se meno speditamente rispetto alle scorse settimane. Ho anche abbandonato, per il momento, l'editing di "Nevicata", che non mi pare poi così bello come qualche mese fa. Forse necessiterà di una revisione radicale...
In realtà quando La Stanca di prende, erode pian piano certezze e voglia di fare. Non è da confondersi col pessimismo, che è ben altra cosa. Qui parliamo proprio di un senso di svuotamento mentale e fisico, della necessità di ricaricare le batterie. La Stanca si trasmette per osmosi anche ad altre persone; ad esempio ultimamente i commenti nel blog sono diminuiti di botto, a eccezione dei fedelissimi.
Forse anche il blog necessità di un periodo di ferie, più o meno lungo?
Va beh, concludiamo questo post con delle brevi segnalazioni più utili.
In primis ribadisco che potete scaricare gratuitamente l'eBook "Progenie", dedicato a H.P.Lovecraft, che contiene anche un mio racconto. Trovate tutte le informazioni nel post precedente, ma anche cliccando sulla copertina, qui sotto:
Se passate il libreria e amate i thriller teologici (come il sottoscritto, purchè non si esageri!), non fatevi mancare il bellissimo libro di Joseph Thornborn, "Il Quarto Segreto". Edito da Piemme.
Infine ricordatevi che il primo maggio uscirà in Italia "Iron Man", filmone senza troppe pretese ma ad alto tasso di spettacolarità, con protagonista uno dei miei supereroi Marvel preferiti :o)

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Una delle cose più bello nello scrivere un romanzo è la necessità-possibilità di informarsi sugli argomenti più svariati. Qualcuno ha detto che lo scrittore è una persona che deve sapere un po' di tutto, e in fondo credo sia un'affermazione assai corretta.
Per lavorare su "Armi di distrazione di massa", il thriller cospirazionista che sto scrivendo, ho dovuto fare una serie di ricerche particolari, che vanno dalla cronaca giudiziaria (ne ho già parlato, guardate i precedenti post relativi a questo romanzo) alla sociologia moderna.
E' proprio un articolo di questo campo che vi segnalo oggi. Guarda caso s'intitola proprio come il mio libro, anche se in realtà i titoli "possibili" sono parecchi (anche di questo ho già parlato!).
Credo sia un articolo interessante di per sé, in quanto analizza il particolarissimo rapporto tra l'uomo e le nuove tecnologie applicate alla comunicazione, in particolare cellulari e e-mail. In realtà sono una piccola parte del contenuto dell'articolo mi è utile per il romanzo, ma è così interessante che ve lo copio+incollo lo stesso :)
L'articolo è di Marco Rovatti, ed è preso dal sito http://www.cittadiverona.it
Troppi stimoli per il cervello: non ci concentriamo più
Forse ci sfugge ma oramai viviamo nell'era dell'"attenzione parziale continua". Quella in cui una quantità crescente di sms, email e stimoli elettronici di ogni genere distrae la nostra attenzione dall'attività cui ci stiamo dedicando. Sempre più attività svolte simultaneamente con a ciascuna una quota ristretta di concentrazione. Ma il multitasking, di cui i giovani sono maestri, presenta anche effetti collaterali: la sindrome da interruzione continua prodotta dai gadget elettronici.
Telefonino terzo incomodo
E' abitudine professionale, la mia, girare molto e quando sono seduto a tavola a cena noto sempre più spesso che il telefonino è sempre il terzo incomodo tra lui e lei. Lui guarda lei, lei guarda lui e tutti e due non perdono di vista il cellulare. Potrebbe squillare, potrebbero non sentire. Tanto più ora che, oltre al trillo flebile degli sms, c'è anche quello delle e-mail. Il risultato è uno stato di "attenzione parziale continua", come è stata di recente battezzata. Vuol dire che i due sono lì al tavolo ma con la testa anche un po' altrove. È il definitivo tramonto del "qui e ora" al cento per cento, mentre all'orizzonte si profila il chiarore pallido dell'alba di una nuova era, all'insegna di una quota ripartita e sempre più smozzicata di concentrazione.
Un contorsionismo cognitivo che attiva un vero e prorpiro stand-by dei sensi
Un effetto collaterale del multitasking, l'attitudine tracimata dai computer alla vita di tutti i giorni. Lì si tenevano aperti più programmi
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Di tanto in tanto mi piace straziarvi le pal... ehm, rompervi le scatole, aggiornandovi sulle mie attività da pseudo-scrittore, pseudo-recensore, pseudo-giornalista :)
Dunque, al momento ciò che mi impegna di più è la stesura del mio romanzo, "Armi di Distrazione di massa", che poi magari si chiamerà "Armi silenziose per guerre tranquille" (oppure "La guerra tranquilla", oppure "Armi silenziose, oppure....).
Sono arrivato a una novantina di pagine scritte, più una trama definita al 90%. Mancano i dettagli di contorno (più importanti di quanto si pensi) e la progettazione di quelli che saranno i capitoli finali.
L'opera di documentazione è stata molto interessante. Ricordo che si tratta di un thriller cospirazionista, con pochi riferimenti al lato esoterico del complottismo e molti alla realtà. Tra i fatti reali che ho romanzato, prendendone spunto, questi sono alcuni:
- Bancopoli;
- La scalata a Telecom;
- I delitti famosi di cronaca (Erba, Cogne, Perugia etc);
- Il dossier Mitrokhin;
- Vallettopoli.
La cosa particolare è stata ovviamente legare queste cose apparentemente aliene l'una dall'altra in una trama unica. Ammetto che il risultato mi soddisfa, anche se il quadro d'insieme è piuttosto articolato. Confesso che l'idea, seppure molto buona (consentitemi di abbandonare la modestia per un momento), non è inventata di sana pianta. Certo, è tipico dei cospirazionisti vedere trame sotterranee in quasi tutte le cose terribili che accadono al mondo. Anche la "controinformazione" fa la sua parte, svelando gli altarini che il giornalismo ufficiale si guarda bene di fare. Un'ottima fonte di documentazioni è, ad esempio, http://www.disinformazione.it/
Una cosa importante, che vorrei voi commentasse: ho lasciato ben pochi nomi reali, usandone piuttosto molti di fantasia, semmai con vaghe assonanze che i più svegli capiranno al volo. Codardia? Paura di pestare i piedi a qualcuno che rifiuterebbe a priori il romanzo? Beh... effettivamente sì. E comunque spesso è più utile far intuire la verità, che non urlarla in faccia. O no?
A parte questo, due miei racconti dedicati a H.P.Lovecraft appariranno su due diverse antologie. La prima, cartacea, sarà edita dalla Dagon Press. La seconda antologia sarà redatta in formato eBook, insieme agli amici dell'Alan D. Altieri forum; insieme abbiamo voluto fare questo tributo al Solitario di Providence, di cui è da poco ricorso l'anniversario della morte.
Purtroppo non avuto tempo per scrivere altri racconti, ma spero di tornare a farlo, perchè mi manca un po' il buon esercizio costituito da un racconto elaborato per puro piacere, senza la finalità di iscriverlo a un concorso o altro.
In futuro completerò anche la correzione di "Nevicata", al momento in stand-by per mille e più motivi. Sono sempre più convinto che sarà una revisione sempre più massiccia.
Passando a cose più frivole, ho da poco contribuito a "Sotto i Riflettori", il sito a cui collaboro come intervistatore, occupandomi di un'intervista alla showgirl Federica Fontana. Un'esperienza singolare, indubbiamente piacevole, che ha anche costituito l'occasione per conoscere una ragazza non solo molto bella, ma anche assai intelligente e gentile.
Ho pronte anche le recensioni a un paio di romanzi. Anzi, sto mentendo: le ho pronte in testa, ma devo trovare il tempo per scriverle. Direi che di impegni ne ho fin troppi, non vi pare?
Eppure è possibile che settimana prossima debba limitare di qualche ora i collegamenti a Internet, causa lavori di manutenzione. Speriamo di no, nonostante tutti i buoni propositi fatti in questo post.
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Sarà anche Pasqua, ma questa mattina avevo ben poco da fare, così ho deciso di confezionarvi quest' "uovo" e di regalarvelo.
È venuto il momento di parlarvi del romanzo di cui mi sto occupando da circa un mese e mezzo a questa parte. Chi mi legge abitualmente saprà che questa volta si tratta di un thriller “cospirazionista”, con un occhio di riguardo verso l'attualità politica nazionale e internazionale.
Sono argomenti spinosi, lo so, ma anche molto interessanti. Interessanti per un potenziale pubblico (non per niente i thriller appartengono alla categoria più venduta al mondo!), ma anche per chi vorrà leggervi delle verità “suggerite” dietro la cortina della fiction romanzesca.
Non sono così superbo da dire che mi sto scrivendo un libro impegnato, però questa volta ammetto che sto andando ben oltre al puro intrattenimento, come ho spesso fatto coi miei vecchi lavori. Prima di tutto: cos'è un thriller cospirazionista? Io lo definirei un romanzo in cui si mischiano intrecci politico-economici mondiali, ipotesi di governi-ombra, mondialismo, complotti da parti di lobbies industriali e finanziarie.
E l'Italia, in questo senso, di spunti ne dà parecchio. Io, ad esempio, mi sto basando sugli scandali di Bancopoli, sul caso Telecom-Sismi, e altri ancora, tanto per stare sul vago.
Bene, in quello che sto scrivendo ci sto mettendo un po' di tutto questo, ruotando intorno a una vicenda che inizialmente sembra avere davvero poco a che fare con tali scenari. Parlo dello stato di “narcosi” mentale che avvolge l'occidente, Italia compresa, dove il cittadino-medio sembra oramai solo aspettare l'ennesimo, efferato fatto di cronaca per seguire speciali, processi in diretta, spettacolarizzazione dell'evento. Senza parlare ovviamente di chi si fa rimbambire semplicemente davanti a un reality show, o alle interminabili beghe calcistico-contradesche.
Tutto questo disinteressandosi della società civile, della politica, di chi ci governa, di chi ambisce a governarci, e degli enormi interessi che ruotano attorno all'appagamento bovino dell'uomo medio occidentale.
Ovviamente, non trattandosi di un saggio (non sarei in grado di scriverlo!), nel romanzo ci sarà anche azione, intreccio, invenzione e fantasia. Caaaavolo, vuoi vedere che sto diventando bravo ad autopromuovermi? ^_^
La trama mi è ben chiara in testa, dettagli a parte. Questo è bene, perchè ora non mi rimane che mettere tutto suo un foglio di Open Office... semplice, no? :) Scherzi a parte, sto scrivendo, a costo di smenarci sonno e fatica, rosicchiando il tempo dal lavoro e dagli altri impegni che mi sono preso, e che sto comunque seguendo.
Una nota sul titolo. “Armi di distrazione di massa” mi piace molto, anche se forse sembra un po' ironico, per un romanzo che di ironico avrà ben poco. Ultimamente ho trovato un'altra idea, tratta proprio da un saggio cospirazionista, “Behold a pale horse”, di William Cooper, ex ufficiale dei servizi segreti della marina statunitense. Il titolo di riserva sarebbe “Armi silenziose per delle guerre tranquille”. Suggestivo, no? Quale preferite tra i due?
E poi un'ultima considerazione: questo romanzo, se mai sarà completato, sarà pubblicato. A tutti i costi!
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Quando si gestisce un blog da qualche tempo, si impara che gli aggiornamenti nei periodi festivi sono "sciupati", vale a dire che li leggono in pochi :)
Quanti di voi si stanno preparando a una gitarella pasquale, alzino la mano... Il sottoscritto no! Tranne (forse) un giretto fuoriporta il giorno di pasquetta, me ne starò a casa affaccendato tra lavori di giardinaggio (forzati), scrittura (quella non manca mai) e l'immancabile Internet! In fondo va bene così: partire insieme alla massa non mi è mai piaciuto, pur non considerandomi uno snob :o)
Se il sottoscritto sopravviverà alla falciatura del prato di domani (purtroppo ho un prato GROSSO), vi prometto un post sabatino... Immagino che stiate morendo d'impazienza ^_^
Ho diverse recensioni arretrate, tra cui "Dossier Andromeda", un bel romanzo fanta-thriller edito da Newton & Compton, e "Montecristo", il primo capitolo della nuova trilogia di Stefano Di Marino.
Come già anticipato poco sopra, sto continuando a scrivere "Armi di distrazione di massa" (che potrebbe presto avere un altro titolo), mentre ho messo in stand-by l'editing di "Nevicata". Mi piacerebbe proporvi qualche racconto breve, ma da un po' di tempo non ne sto scrivendo... vedrò di rimediare appena potrò tirare il fiato!
Presto vi darò anche delle news proprio sul thriller "cospirazionista" a cui mi sto dedicando anima e corpo... Pazientate ancora un po' :)
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E gli uomini se ne vanno a contemplare le vette delle montagne, i flutti vasti del mare, le ampie correnti dei fiumi, l'immensità dell'oceano, il corso degli astri, e non pensano a sé stessi. (Sant'Agostino)
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Ieri sera ho spulciato la mia vecchia chiavetta USB, prezioso oggettino amico di tutti gli scrittori, esordienti o meno :)
E' stato un po' come tuffarsi in una macchina del tempo. Dentro di essa sono infatti custoditi anche tutti quei manoscritti (bozze di romanzi) mai completati e che - probabilmente - non vedranno mai la luce.
Eh, sì, perchè occorre dire questa verità: ogni scrittore, anche il più affermato, ha almeno una decina di romanzi incompiuti.
Come nasce e muore un romanzo incompiuto?
Nasce con l'entusiasmo e la spinta creativa, ovvio!
Muore quando tale entusiasmo si affievolisce di colpo e si inceppa qualcosa nel meccanismo di narrazione. A volte si tratta di intoppi che si risolvono da sé, mentre altre volte essi rappresentano delle vere e proprie lapidi per un romanzo.
Io di queste lapidi ne ho parecchie, e alcune anche belle grosse. Ve ne parlo brevemente, per render loro onore (in fondo ai tempi mi sembravano ottime idee):
- Il romanzo sui vampiri psichici. Pagine scritte (formato word classico): circa 100. Si tratta di un bizzarro thriller ambientato nel Nord Italia che mischia il tema del lavoro interinale e il vampirismo psichico, di cui ho parlato qualche post fa. Un'idea originale e carina, che si è sgonfiata quando la trama è diventata troppo ingarbugliata e lenta. Possibilità che lo recuperi in futuro: 40%.
- Il romanzo sui supereroi. Pagine scritte (sempre formato word): circa 80. L'idea forse la conoscete. Un romanzo supereroistico ambientato in Italia. Protagonisti i "transumani", una sorta di mutanti infettati da un virus nanotecnologico che fa sviluppare a ciascuno di loro dei poteri peculiari. Un misto tra gli X-men e Rising Stars (più quest'ultimo, a dire il vero). L'ho abbandonato perchè mi aveva stancato, e poi avrebbe avuto pochissime probabilità di pubblicazione. Però c'erano anche degli spunti veramente belli... sigh. Possibilità che lo recuperi in futuro: 20%.
- Il romanzo sul complotto anarco-nazionalsta. Pagine scritte (word): circa 110. Oddio, a rileggerlo ora mi fa un po' ridere. Trattasi di un mattone ingenuo e un po' stereotipato, seppure con un complotto davvero originale a far da sfondo alla trama. Ambientato tra Italia, Moldavia ed Europa centrale, sembra davvero uscito dalla mente di una persona un po' disturbata :) L'ho abbandonato perchè mi accorsi che non andava a parare da nessuna parte. Possibilità che lo recuperi in futuro: 5%.
- Romanzo sull' "altra evoluzione". Pagine scritte (word): circa 60. Un bel fanta-thriller che racconta i crimini compiuti da un gruppo di individui che, causa un esperimento genetico, hanno subito un'evoluzione-involuzione parallela a quella umana, divenendo dei predatori assetati di sangue e al contempo mimetizzati con gli umani stessi. I protagonisti sono dei poliziotti e degli scienziati che scoprono questa cricca di criminali mutanti, e anche che l'esperimento a cui si sono sottoposti fa parte di un progetto governativo dell'ex URSS. Trama molto movimentata, l'ho abbandonato perchè mi era passata la voglia. Possibilità che lo recuperi in futuro: 45%
Questo è quanto.
E ora?
Al momento sto pensando di riscrivere 3 o 4 capitoli di Nevicata. Anche e, a mente fredda, ho capito che tale romanzo avrà vita editoriale molto difficile in Italia! Qualcuno dice: "mai scrivere fantascienza nel belpaese!"... e forse è vero :(
Principalmente però sto scrivendo a manetta "Armi di distrazione di massa", il thriller cospirazionista che, più o meno, è il mio lavoro meno "fantascientifico", più sociopolitico (parolona!) e anche più serio. Finora...
Ci sto dando l'anima e le parole vengono da sé. Essendo poi un thriller, forse ha qualche possibilità in più di non limitarsi al formato ebook. Solo forse però...
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Seppure steso da un'impressionante influenza gastro-intestinale, non riesco a staccarmi dal benedetto/maledetto Open Office.
Nonostate non abbia ancora finito la revisione di "Nevicata", il raptus creativo mi ha colto, e così ho iniziato a buttare giù quello che dovrebbe essere il mio prossimo romanzo.
Scriverò troppo?
Chi può dirlo... a volte credo di sì, altre volte sono fermamente convinto che la pratica continua sia l'unico modo per migliorarsi e per produrre, prima o poi, qualcosa di veramente buono.
Ed è così che ho iniziato a scrivere "Armi di distrazione di massa", il nuovo romanzo.
Già, questa volta sono partito dal titolo, magari non originale al 100%, ma che mi piace assai.
Visto che io sono uno scrittore "mignottone", ho cambiato nuovamente genere. Questa volta si tratta di un thriller d'attualità, che parlerà, tra le tante cose, della televisione italiana, partendo però da solidi meccanismi d'indagine e azione.
L'idea mi frullava per la testa da un po' e, documentandomi un po' sui recenti "omicidi famosi" (Cogne, Garlasco, Perugia, Erba), nella mia testa è nata una trama.
Vediamo che ne esce... di sicuro sarà una gestazione lunga e complicata, ma la sfida e avvincente.
Ne volete sapere di più? Beh... anch'io!
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