Castaways
di Brian Keene
Pubblicato da Leisure Fiction (in lingua inglese)
285 pagine, $ 7.99
Sinossi
Un gruppo eterogeneo di giovani si trova su un'isola deserta per partecipare a un famoso reality show. La loro unica preoccupazione è la vittoria finale, anche se per raggiungerla dovranno tradire i compagni e giocare sporco. Eppure l'isola non è forse tanto deserta quanto pensa la produzione del programma. Infatti quando cala la notte delle creature deformi escono dall'impenetrabile jungla e attaccano i concorrenti del reality, uccidendo alcuni ragazzi e catturando un paio di ragazze. Prima che i cameramen presenti all'accampamento riescano a chiedere aiuto, una tempesta tropicale colpisce l'isola, impedendo ogni collegamento con la nave della produzione.
A questo punto ai superstiti toccherà una lunga notte di terrore, nella speranza di sopravvivere agli assalti dei feroci umanoidi che sembrano del tutto intenzionati a massacrarli uno dopo l'altro...
Commento
Se c'è uno scrittore in cui i lettori amanti dell'horror possono far confluire unanimi consensi questi è di certo lo statunitense Brian Keene, di cui ho già parlato diverse volte nel recente passato.
Keene è l'ideale punto di raccordo tra l'horror psicologico e quello fisico. I suoi romanzi non lesinano in quanto ad azione, utilizzo dell'elemento "fantastico" e richiami cinematografici. Al contempo Keene ha buona cura dei suoi personaggi, evitando così di proporre i tipici clichè di cui il genere è saturo, e risparmiandoci anche gli eroi duri & puri, di quelli capaci di sopravvivere in una mischia con venti vampiri col solo utilizzo di un coltellino svizzero.
"Castaways" si discosta dai precedenti romanzi di Keene (solitamente orientati su scenari apocalittici davvero terrorizzanti), e questa volta ci delizia col massacro sistematico dei protagonisti di un noto reality show. Quanti di noi non hanno sognato almeno una volta di vedere L'isola dei famosi o la Casa del grande fratello colpite da una pioggia di meteoriti, dall'uragano Katrina o da un'assalto di talebani incazzati? Keene fa ancora di meglio, utilizzando una tribù di umanoidi dimenticata dal resto del mondo e dalla catena evolutiva. Questi esseri antropofagi, nascosti su un'isola deserta e fino a questo momento trascurata dalle rotte commerciali, trovano un'occasione di caccia nell'inaspettato arrivo dei concorrenti del reality, come era capitato diversi secoli prima agli sfortunai marinai di una goletta approdata per sbaglio nello stesso luogo.
Con questo spunto l'autore dà il via a una mirabolante lotta per la sopravvivenza, che non risparmierà nefandezze, cannibalismo e stupri ai danni dei poveri concorrenti, impossibilitati a ricevere aiuto a causa del maltempo che imperversa sull'isola.
Come di consueto Keene sfoggia uno stile molto pratico e incisivo, senza troppi ghirigori mentali, eppure perfettamente funzionale alla storia. Non si nasconde quando deve far vedere il sangue (e anche peggio), ma nemmeno cade nella sterile tentazione di mandare tutto in vacca, realizzando così uno splatter senza né capo né coda.
I personaggi che mette in campo sono un bel variegato di umanità. Non vi sarà difficile riconoscere i vari stereotipi che vengono appositamente scelti per questi reality: la bellona, l'arrivista, l'aggressivo, il buon samaritano, la ragazza carina ma tranquilla etc etc. Il bello è scommettere su chi di loro riuscirà a sopravvivere. Nulla è scontato, perciò c'è da divertirsi.
In sostanza Castaways è un buon romanzo, non trascendentale e forse un po' meno incisivo rispetto ad altri lavori di Keene. Sta di fatto che questo libro farebbe un figurone nelle nostre librerie, sugli scaffali dove horror fa oramai rima con "vampiri emo" o ristampe ingiallite di Stephen King.
Infatti, come volevasi dimostrare, Keene non è ancora stato tradotto in Italia. Ah, la lungimiranza dei nostri editori!
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- Recensione di "The Conqueror worms"
- Recensione di "The Rising" e "City of the dead"
- Dossier su Brian Keene a cura di Elvezio Sciallis.
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The conqueror Worms
di Brian Keene
edizione Mass Market Paperback
pag. 326, $ 6.99
Sinossi
Un giorno, semplicemente, la pioggia non cessa più di cadere. Mentre le acque salgono, sommergendo coste, città, intere regioni, i superstiti a questo nuovo diluvio universale pensano di essere arrivati alla tanto temuta fine del mondo. Forse hanno ragione, ma le alluvioni non sono la cosa peggiore che li attende. Qualcosa di più terribile, di inimmaginabile, sta risalendo dalle profondità della terra, scavando e divorando qualunque cosa intralci il loro cammino.
Ma cosa sono realmente gli enormi, spaventosi vermi che attaccano di punto in bianco ciò che rimane della razza umana? Creature naturali, spinte in superficie dalla pioggia, o esseri appartenenti alla sfera del sovrannaturale?
Commento
Di Brian Keene vi ho già parlato diverse volte in passato. Andate a rileggervi i tag e le recensioni e capirete quanto stimo questo autore, da noi ancora non tradotto.
Keene è tutto ciò che ha bisogno la narrativa d'orrore: storie incalzanti, al contempo originali e ricche di citazioni, stile maturo ma non ridondante, personaggi credibili e tridimensionali.
Siamo lontani dalle storie a lenta carburazione di King, da cui Keene prende alcuni pregi evitandone i peggiori difetti. Nei romanzi di questo autore si ha spazio tanto per l'adrenalina quanto per le atmosfere. E per il "fantastico". Ebbene sì: questa parolina magica che tutti cercano ma che gli scrittori sembrano rifuggere sempre più, forse per incapacità di maneggiare tale patata bollente.
Per fortuna Keene lo fa senza troppi problemi e i risultati sono sempre molto buoni. Quasi sorprendenti.
"Conqueror Worms" è un romanzo horror-fantastico apocalittico, se proprio vogliamo inquadrarlo per bene. La copertina e la risicata sinossi potrebbero far pensare a qualcosa "alla Tremors"; in realtà l'autore si rifà a una personale interpretazione di alcuni aspetti della letteratura lovecraftiana, attualizzandola però in un contesto in cui si lascia più spazio ai protagonisti (praticamente ignari di quello che stanno per affrontare), che non ha spiegazioni dettagliate sul perchè accade quel che accade.
Il senso di orrore palesato dall'affrontare creature mostruose sbucate dal nulla è reso molto bene dalla narrazione in prima persona. Il romanzo è diviso in due tronconi (comunque facenti parte della medesima trama) che ci permettono di sbirciare dietro il sipario di questa fine del mondo tanto sull'isolato cucuzzolo di una montagna quanto in quel che rimane di una delle città sommerse (Baltimora).
I protagonisti sono gente comune, trovatasi per un motivo o per l'altro a sopravvivere alle pioggie, per affrontare quello che viene dopo. Niente super-militari, scienziati o capi di stato. Bensì un vecchio in carenza da nicotina, un ex commesso di un Blockbuster, un montanaro non troppo sveglio, un paio di punk e altri soggetti su questa falsariga.
Keene ci guida per mano attraverso questa Apocalisse, con fare sapiente, senza cali di tensione e con riferimenti succulenti che gli amanti del genere sapranno apprezzare a dismisura, come ha fatto il sottoscritto. Non vi ho ancora convinto? Ecco altre cosucce che troverete in questo libro: uno spaventoso mostro marino, delle vecchie leggende marinare, dei satanisti, sacrifici umani e... chi più ne ha più ne metta.
Peccato solo che per recuperare "Conqueror worms" e gli altri suoi romanzi occorra ancora rivolgersi al mercato anglosassone... Quando qualche editore si toglierà i paraocchi e lo proporrà anche in italiano?
Sito ufficiale dell'autore: www.briankeene.com/
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Di Brian Keene ho già narrato lodi a non finire. Dopo la sua saga zombie-demoniaca che mi sono goduto alla grande, non vedo l'ora di papparmi questo suo romanzo in cui monumentali vermi sorti dalle viscere della terra minacciano di distruggere il genere umano. Se conosco Brian come penso, ci sarà di che divertirsi. Credetemi: anche se i libri di Keene non sono ancora stati tradotti in Italia, questo autore è quanto meglio ci sia in giro nel campo dell'horror catastrofico.
Just in time for picnic season, Keene delivers this wild, gruesome page-turner about two elderly West Virginia good old boys menaced by giant earthworms—and worse. Octogenarian Teddy Garnett tells this story of a global flood that has left humanity in tatters. Holed up in his mountain home, Teddy and his buddy Carl Seaton struggle through daily life, puzzling over things even stranger than a 40-day rainstorm, including the giant slime-coated holes that keep showing up in Teddy's yard. Before long, Teddy and Carl are fending off man-eating earthworms the size of buses. A helicopter crash nearby brings Kevin and Sarah, the last two survivors of an outpost in Baltimore, into Teddy's story; their tale makes up the even more bizarre second part of the book that explores, graphically, the insanity doom can inspire.( Read more... )
Il sito di Brian Keene: www.briankeene.com/
John Christopher è un maestro della fantascienza. "Morte dell'erba" e "Una ruga sulla terra" sono splendidi romanzi, ancora attualissimi sebbene scritti nei primi anni '60. Non sono riuscito a recuperare la versione italiana di "The possessors", ma sarò ben lieto di leggere il libro in lingua originale. Pare sia un altro piccolo capolavoro. Vi saprò dire...
It all started when a group of British vacations was cut off by an avalanche. The skiing chalet up in the mountains seemed a good place to hold out for a hwile, but then the little boy mysteriously died...or appeared to. And in the impenetrable Swiss Alps something alien stirred... "A science fiction novel that is really frightening. First-rate entertainment."
Pagina su John Christopher: www.fantasticfiction.co.uk/c/john-christ
Ecco, un buon libro di zombie non poteva mancare, no? Sto finendo ora il primo capitolo della "Morningstar Strain saga" (vedi link). Finora la qualità è ottima, la scrittura pulita, lucidissima, piacevole. Sono andato sul sicuro ordinando già il secondo volume. Questi romanzi sono riusciti incroci tra i classici romeriani e il riuscitissimo "28 giorni dopo". Ve li recensirò a tempo debito.
A lot can change in three months: wars can be decided, nations can be forged... or entire species can be brought to the brink of annihilation. The Morningstar Virus, an incredibly virulent disease, has swept the face of the planet, infecting billions. Its hosts rampage, attacking anything that remains uninfected. Even death can't stop the virus-its victims as cannibalistic shamblers. Scattered across the world, embattled groups have persevered. For some, surviving is the pinnacle of achievement. ( Read more... )
Il sito della saga: www.themorningstarsaga.com/
Ok, questo è un romanzo tamarrissimo. Ma io sono un Doom-addicted da sempre. Adoro quel videogioco, anzi quei videogiochi. Le atmosfere di Doom sono tra le più terrorizzanti mai viste in un videogioco, nonostante la grafica scarna (sebbene innovativa, per quegli anni). Purtroppo la novelization edita da Urania qualche mese fa era una roba insipida, tratta dal film (pessimo). Questo Doom, invece, è basato sulle vicende e i mostri del videogioco. Quindi ecco una bella invasione di tecnodemoni spaziali, con tutto l'assortimento di creature ributtanti e crudeli che cercano di conquistare le colonie marziane abitate dagli umani. Insomma, spero di divertirmi...
The year is 2144...and the battle over Earth's precious resources has raged for a century. With global economies in ruins and all-out world war more than a possibility, the U.S government turned to the Union Aerospace Corporation, giving it carte blanche on the legendary red planet of Mars in a desperate bid to construct an off-world outpost that might provide resources, a military advantage...as well as something so secret that even members of government don't have a clue about it....
Special Ops Marine Lieutenant John Kane was once a careerist simply glad to have a job, and couldn't care less about politics just as long as Uncle Sam's check cleared. ( Read more... )Doom Wiki: doom.wikia.com/wiki/Entryway
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Sinossi
In “The Rising”, veniamo catapultati in un mondo post apocalittico in cui i morti recenti sono risorti, e si danno da fare unicamente per mangiare i vivi. In questo caso però non abbiamo a che fare coi lenti, stupidi zombie inventati da George Romero, bensì con la loro versione più cattiva e intelligente.
I morti viventi che popolano i libri di Keene sono sì più impacciati di un normale essere umano, ma sono anche senzienti, e crudelissimi. Possono usare armi, sanno guidare, e attingono ai ricordi di quando erano in vita.
In questo mondo da incubo, assistiamo alle peripezie di un gruppetto eterogeneo di superstiti. Jim, che dovrà attraversare tre stati per salvare il figlioletto nascosto a casa della ex moglie; Martin, un predicatore di colore che non ha ancora perso la fede; Frankie, una prostituta eroinomane ma con grande spirito combattivo; Baker, un fisico che ha partecipato all'esperimento colpevole di aver resuscitato i morti alla stregua di bestie antropofaghe.
Man mano che la narrazione prosegue, scopriamo infatti qualcosa di più sugli zombie: in realtà i cadaveri resuscitati sono solo involucri per spiriti demoniaci banditi ai tempi dei sumeri, e richiamati sulla terra da un accelleratore di particelle sperimentale che ha creato un varco nella loro prigione dimensionale.
“The Rising” narra l'odissea di Jim e soci attraverso un'America straziata da quest'Apocalisse sanguinaria e senza speranza. Quando poi i protagonisti s'imbattono in un nutrito gruppo di superstiti appartenenti alla Guardia Nazionale, scoprono che i vivi possono essere ancora più crudeli degli zombie che combattono.
“City of the Dead” inizia laddove si conclude il romanzo precedente. Dopo mille peripezie Jim è riuscito a salvare suo figlio, ma ora l'interrogativo è uno solo: dove andare? Dove rifugiarsi?
La risposta sembra essere un grattacielo-fortezza nel cuore di una New York in balia dei morti viventi. Salvati da una pattuglia aerea della comunità barricata proprio in questo grattacielo, i protagonisti avranno giusto il tempo di familiarizzare con gli altri superstiti, tutti ospiti del multimiliardario Ramsey, quando una nuova minaccia si profila all'orizzonte: i non-morti, organizzatisi in un'armata immensa e guidati da uno spietato leader, Ob, stanno per dare l'ultimo assalto all'impenetrabile fortezza.
Il tutto si concluderà in un'epica battaglia per la sopravvivenza.
Commento
Vorrei scrivere come Brian Keene.
In Italia nessuno ha ancora avuto la lungimiranza di tradurre quest'autore talentuoso, e questa la dice lunga sulla poca competenza di molti editori nostrani riguardo al genere horror.
Keene è uno scrittore in grado di prendere una tematica abusata ma sempre affascinante (gli zombie), di adattarla a una storia credibile e molto “cinematografica”, buttandoci dentro quel tanto di originalità che basta per far scattare un applauso a ogni lettore in cerca di roba buona che vada oltre i soliti King e Barker.
Il pregio di Keene è di scrivere bene. Cosa vuol dire? Vuol dire che narra in modo lucido e scorrevole, senza arrovellarsi in invenzioni stilistiche improbabili o avventurose. Al contempo dimostra senso del ritmo, capacità di introdurre colpi di scena al momento giusto e coraggio.
Quest'ultima caratteristica si traduce soprattutto nella capacità di uccidere uno (o più) protagonisti nel momento meno prevedibile, e senza possibilità di scampo. Non aspettatevi quindi eroi invincibili, personaggi seriali o super-soldati che non muoiono nemmeno se li bombardi coi mortai.
I personaggi di Keene sono tutti straordinariamente umani nelle loro debolezze, così come i suoi zombie sono dei veri, puri, bastardi patentati senza pietà o morale.
Finalmente ci troviamo davanti a dei bei mostri crudeli fino all'ultimo atomo del loro essere; zombie senzienti che non si fanno problemi a divorarti il neonato nella culla o a sbudellare il cagnolino tanto simpatico e “cuccioloso”.
Altra variante introdotta da Keene: i non-morti non sono solo umani, ma anche animali. Quindi non stupitevi nel leggere di stormi di piccioni assassini, o di anaconde-zombie che strisciano fuori dagli zoo per nutrirsi dei pochi vivi ancora in circolazione.
Tra i due libri il secondo è quello praticamente perfetto. La battaglia finale tra morti viventi e superstiti assediati nel Ramsey building è al contempo epica e grandguignolesca. Le ultime pagine hanno poi il sapore agro-dolce della poetica apocalittica che tanto amo, e che raramente trovo.
Promosso, promosso a pieni voti, fucking shit!
Voto: 7+ (The Rising)
8 (City of the Dead)
Attenzione: i libri sono in lingua originali. Per ordinarli, rivolgetevi ad Amazon, oppure direttamente al sito ufficiale dell'autore: http://www.briankeene.com/
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Ricordate! Potete scaricare "Brandelli (di Morte e d'Amore)", la mia raccolta eBook di racconti inediti.
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Il terminale uomo è un libro di Michael Crichton scritto nel 1972. La trama non ha nulla a che fare con l'argomento del post, ma mi piace così tanto l'idea di un "uomo computer" da aver utilizzato questa espressione per dare il titolo all'entry di oggi.
In realtà volevo prettamente aggiornarvi dei cazzi miei, cosa che immagino vi interessi moltissimo :-P
Scambiando messaggi con Glauco, ci si chiedeva come fare a trovare il tempo per leggere tutti i libri che ci interessano, per scrivere, per lavorare (!!!) e per fare le altre miriadi di cose racchiuse nelle 24 ore giornaliere.
A livello di letture, al momento sono impegnato così:
- "Pan" di Francesco Dimitri: è il libro "da casa", ovvero che leggo prima di andare a dormire, nei week end oppure la mattina prestissimo prima di andare al lavoro (che volete che vi dica? Oramai dormo poco poco). Tra l'altro il libro è uno di quelli così belli e appassionanti che lo leggerei d'un fiato dimenticando tutto il resto... Peccato che sia impossibile :) Comunque mi sta piacendo molto. Un fantasy (espressione da prendere con le pinze!) italiano moderno e avvincente. Prossima recensione...
- "The Rising" di Brian Keene: questo è il libro "da treno", che leggo andando e tornando dal lavoro. Essendo in lingua originale richiede più attenzione, quindi sto procedendo con calma. Anche questo è molto bello: uno dei migliori zombie-book che mi sia capitato tra le mani! Meno male che l'ho comprato direttamente insieme al seguito, che a questo punto mi porterò al mare a inizio agosto.
In quanto a scrittura, ho per il momento sospeso la revisione di "Armi di distrazione di massa". Non manca molto, ma devo ancora scrivere il finale, oltre che rivedere i capitoli lasciati in fase di editing. Lo farò appena tornerà la voglia...
In compenso sto scrivendo il racconto lungo ambientato nella "Milano sotterranea". Non ha ancora un titolo ma, cacchiolina, sta diventando più lungo del previsto! Un demonietto cattivo mi sta suggerendo di trasformarlo in un romanzo breve, ma il tempo è davvero poco...
Dulcis in fondo, mi è stato appena consigliato (da "uno" bravo che ringrazierò a vita) di sistemare "Nevicata" per spedirlo a Sergio Alan Altieri. Un altro editing dietro l'angolo insomma... uff... però, lo stimolo ora c'è!
La sera, ovviamente, non mi perdo una partita degli Europei.
Alla faccia degli spocchiosi, io adoro il calcio! Mi sono visto anche Russia-Svezia, che molti consideravano un match di serie B. E invece... forza Russia! Che calcio, ragazzi!
Detto questo, ci sono anche cosette collaterali: lavoro, vita sociale, faccende domestiche. Non solo: articoli per blog con cui collaboro e altre collaborazioni (scusate il gioco di parole) che si profilano all'orizzonte.
Sarà un caso che la sera mi fuma il cervello?
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Quando leggo qualcosa di un autore che mi piace particolarmente ho sempre l'istinto di frugare un po' tra le sue cose. Vale a dire: visito il suo sito, sbircio l'eventuale blog, etc etc.
Perchè? Forse per capire come funziona il metodo creativo di persone in grado di scrivere cose che io apprezzo. Magari per accorgermi che, sì, anch'io faccio così (oppure no).
Insomma, credo che molti scrittori meritino un approfondimento che vada al di là delle pagine dei romanzi, per quanto possibile.
Come sapete, in questi giorni mi sono buttato su Brian Keene. Il quale ha un ottimo sito internet, con tanto di blog. Uno dei tag del blog riguarda i “consigli per gli scrittori”. Vi posto un intervento particolarmente interessante, dedicato a un aspetto della scrittura di cui anch'io ho spesso parlato: il tempo e l'impegno da dedicare alla lavorazione di un romanzo.
È in lingua originale, ma credo che potrete apprezzarlo comunque...
Quite often, aspiring writers will tell me all about the great novel they’re working on. They’ll talk of the 2,000 page outline they’ve written, the hours of research that have gone into it, and their plans for a full line of media tie-ins.
When I ask them how much of it is actually written, they stare at me with expressions of shock and dismay.
Don’t worry. Everybody does that at the beginning.
Here’s the thing. Unless you are independently wealthy, you probably have a job. Even if you don’t, you probably have other responsibilities—children, a significant other, yard work, Christmas decorations to take down, a deck to stain, etc.
We lead busy lives, and with the pace of today’s society, that will only increase. How then, does one get a novel or short story written in addition to everything else?
DRIVE and DEDICATION.
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Dopo un po' di post “manualistici”, permette che torni a parlare un po' dei cavoli miei. In primis, oggi mi sono arrivati i due romanzi zombeschi di Brian Keene ordinati dieci giorni fa su Amazon. “The Rising”, il primo della breve saga, lo vedete immortalato nella foto qui sopra, insieme al mio inseparabile notebook HP. Per i più curiosi, sappiate che quello che si intravede dietro il portatile è il mio scaffale DVD :)
Comunque ho letto le prime pagine di Keene, e devo confermare tutto ciò di buono che dicono su di lui: prosa pulita ed evocativa, trama d'impatto, fantasiosa ma senza inutili eccessi, ha il potenziale per diventare uno dei miei preferiti. Tra parentesi: è piacevole leggere in lingua originale. Da troppo tempo non lo facevo...
Detto questo, veniamo alla scrittura.
Insolitamente, almeno per quanto concerne i miei “canoni operativi”, sto già rileggendo ed editando i primi 20 capitoli di “Armi di distrazione di massa” (alias “Armi silenziose per guerre tranquille”), il thriller cospirazionista a cui sto lavorando da un po' di tempo. Devo scrivere ancora il finale, ma ho sentito la forte esigenza di rivedere quando prodotto finora prima di calare il sipario. La revisione è circa a 2/3 e procede lentamente, perchè comunque è molto meno divertente correggersi, che non creare dal nulla.
Tempi previsti per la spedizione a un editore? Credo settembre.
Domanda: lo vorreste prima leggere in formato eBook?
Punto secondo: “Nevicata” sta riscuotendo un gran successo. Direi che finora è il più apprezzato tra i miei romanzi, visto che sono tuttora incoraggiato a spedirlo a chi di dovere... quindi prima o poi dovrò editarlo seriamente, con taglio di assoluta professionalità.
Una curiosità: è da poco in edicola il numero nuovo di “Segretissimo”, “La croce sulle labbra”, di Danilo Arona (per me un punto di riferimento assoluto) ed Edoardo Rosati. La trama di questo ottimo romanzo thriller-horror ricorda in alcune peculiarità proprio “Nevicata”, e devo dire che per me è una soddisfazione...
Infine, sto scrivendo un racconto lungo ambientato nella Milano sotterranea. Credo di poterlo definire un horror, o qualcosa del genere. Se tutto va bene, ve lo farò leggere entro massimo una decina di giorni, pubblicandolo al solito in formato PDF sul mio sito.
Per ora è tutto!
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L'estate dei morti viventi
di John Ajvide Lindqvist
Marsilio Editori (collana Farfalle)
pagine 384, euro 17,50
Sinossi
Stoccolma è sull'orlo del caos. Dopo un'ondata di caldo torrido, in città si è creato un campo elettrico di grande intensità: le luci non si spengono, gli apparecchi elettrici non si fermano, i motori continuano a girare. E mentre nell'aria si avvertono strani ronzii, si scatena una violenta emicrania collettiva.
È un ubriaco a vedere per primo una minuscola larva bianca che come uno spirito penetra il marmo di una lapide. Poco dopo, si diffonde la notizia che negli obitori i morti si stanno risvegliando.
La prospettiva di ritrovare i "cari estinti" scatena le reazioni più disparate in una società che fa di normalità e consuetudine il proprio paradigma, ora improvvisamente sconvolta da un fenomeno incomprensibile. E così, tra tanti, un vecchio giornalista corre a disseppellire il nipotino; un'anziana signora riceve una visita alquanto insolita in piena notte; un uomo disperato è convinto di poter riavere la moglie.
Ma quando i morti tornano, cosa vogliono? Quello che desiderano tutti: tornare a casa. E riaverli con sé, non è esattamente come ci si aspettava.
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Colgo la palla al balzo con la recente uscita di questo romanzo, per fare un po' la summa della letteratura "zombesca" che recentemente ha guadagnato una sua piccolissima nicchia d'interesse anche da noi italiani, poco inclini ad amare le vecchie carcasse di pus antropofaghe, ma pronti a leggerci ogni libraccio con protagonisti dei vampiri adolescenti e innamorati.
"L'estate dei morti viventi", di cui io ho letto una cinquantina di pagine direttamente in libreria, sembra davvero un prodotto di buona qualità. Una cosa è meglio precisarla subito: dimenticatevi, in questo romanzo, gli zombi cannibali e aggressivi di romeriana memoria. I non morti creati da Lindqvist sono tanto inquietanti quanto malinconici e infelici...
Vi saprò dire di più prossimamente, ma il romanzo vale: lo si deduce anche dalle recensioni già rintracciabili sul web, che decantano l'autore come un piccolo genio dell'horror di nuova generazione.
Il migliore romanzo in materia uscito di recente resta però il bellissimo "World War Z", di Max Brooks, figlio del noto comico Mel. Ma non preoccupatevi: sto parlando di un libro serio e cupo, di gran valore per gli appassionati dell'argomento. Classificare World War Z solo come un libro horror sarebbe riduttivo: a mio parere questo romanzo può essere apprezzato anche da chi ama la fantascienza catastrofica a sfondo sociale.
A ogni modo l'ho già recensito qualche tempo fa. Se volete leggere l'articolo completo, cliccate sulla copertina qua sotto:![]()
Non meno interessante, ma radicalmente diverso nella sua impostazione, è "Zombie Island", primo capitolo della trilogia scritta da David Wellington. Mentre Brooks ha dato un taglio cronistico, quasi documentaristico, della sua personale fine del mondo, Wellington ha scritto un romanzo molto più classico, ambientandolo in una New York già caduta dalla resurrezione di massa dei cadaveri affamati di carne umana vivente.
Su Scheletri, il microportale di letteratura horror, trovate la mia recensione di Zombie Island, che potete sempre leggere cliccando sulla copertina. E' bene anche aggiungere qualche nota di colore: la prima versione del suo romanzo Wellington l'ha proposta a puntate sul suo blog. Era così letta (e anche così avvincente, evidentemente) che una casa editrice si è proposta di comprare in blocco tutta la storia. Tuttavia (e qui vanno le lodi all'autore), i suoi romanzi sono ancora leggibili gratuitamente proprio sul blog da dove tutto è partito. Questa è fantascienza, da noi in Italia!
Il sito ufficiale di David Wellington: http://www.brokentype.com/davidwellingto
Andando indietro di qualche anno, possiamo trovare "Il libro dei morti viventi", una raccolta di racconti di celebri autori (tra cui l'immancabile King), che alterna ottime prove a pezzi un po' fiacchi e privi di verve, come accade del resto in quasi tutte le antologie di racconti. Se lo trovate in qualche bancarella dell'usato, non esitate a comprarlo, perchè la qualità è mediamente buona (e il libro è quasi da collezionisti!)
Ecco l'elenco dei racconti presenti:
Prefazione // George A. ROMERO
Introduzione. Sullo spingersi troppo oltre o La narrativa dei divoratori di carne umana: nuove speranze per il futuro // John SKIPP - con [Craig] SPECTOR
Fioritura // Chan McCONNELL
La mensa // Richard LAYMON
Fa meno male se canti // J[ohn] Ramsey CAMPBELL
Parto in casa // Stephen KING
Lavori sporchi // Philip NUTMAN
Un triste ultimo amore allo Snack dei dannati // Ed BRYANT
Corpi e teste // Steve Rasnic TEM
Scelte // Glen VASEY
I pezzi migliori // Les DANIELS
Meno di zombi // Douglas E. WINTER
Come cani di Pavlov // Stephen R. BOYETT
Sassofono // Nicholas ROYLE
Nel deserto Cadillac con i morti // Joe R. LANSDALE
Rischiamorto // Brian HODGE
Vermone e i figli di Jerry // David J. SCHOW
Mangiami // Robert R. McCAMMON 
C'è da dire che in Italia mancano del tutto le traduzioni di un autore che in tema ha recentemente scritto una saga lunga e quanto pare molto bella. Sto parlando di Brian Keene, e del suo "The Rising". Eccovi un po' di link per farvi un'idea dell'autore:
Sito ufficiale: http://www.briankeene.com/
MySpace ufficiale: http://www.myspace.com/brian_keene
Altra citazione d'obbligo per un autore "zombesco" che conosco solo di fama, Len Barnhart, autore di "Reign of Dead" e "Apocalypse end", tra l'altro acquistabili in formato ebook per 6 dollari l'uno: http://ebooks.ebookmall.com/author/len-b
Non conosco nulla riguardo allo stile di Barnhart (mentre su Keene garantisco sulla fiducia), anche perchè non si trova quasi nulla in italiano su di lui, nemmeno articoli striminziti. Mi limito quindi a postarvi la copertina di un suo romanzo e a indicarvi il suo sito.
Myspace ufficiale dell'autore: http://www.myspace.com/lenbarnhart
Segnalo infine con piace un ebook gratuito di uno scrittore italiano: "Poker", di Glauco Silvestri, racconto di 38 pagine in tema zombesco, rivisitato con sagacia e originalità dall'autore. Vi basterà cliccare sulla copertina per scaricarlo senza spendere un eurocent... che volete di più dalla vita? 
Concludo questo lungo dossier con un link fatto per chi proprio non si accontenta: ecco infatti "The Ultimate Zombie book list", imperdibile per gli appassionati dell'argomento. A scorrere questa pagina c'è da dire che sono moltissimi gli scrittori (a me del tutto sconosciuti) che si sono cimentati nell'argomento... Si vede che il vecchio, caro, sfigatissimo cadavere ambulante ha ancora (e più che mai) un fascino tutto suo.
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