L'ultimo Papa
di Michael Travis
Edizioni Piemme
388 pagine, 19.50 pagine
Sinossi
Con il prossimo papa, tra molte tribolazioni, Santa Romana Chiesa cesserà di esistere. Questo dice la cosiddetta "profezia dei papi" del vescovo medievale Malachia, che ha predetto con inquietante precisione la successione di tutti i pontefici della storia, fino all'ultimo. Il giornalista tedesco Konrad Polidori non ha mai sentito parlare di Malachia quando arriva a Ischia per seguire un convegno di alchimisti. Deve scrivere un articolo sull'intervento di un famoso egittologo ed esoterista, Albert Kurzweil, che ha promesso sconvolgenti rivelazioni. Rivelazioni che non arriveranno mai, perché l'uomo viene barbaramente ucciso alla vigilia del suo discorso. È proprio Polidori a trovare il cadavere, e a imbattersi nel taccuino del professore, che contiene molto più di quel che sembra. Kurzweil sapeva che la sua vita era in pericolo, per questo aveva disseminato i suoi appunti di messaggi in codice che Polidori, grande esperto di enigmistica, riesce a decifrare. Insieme a Chiara, la fotografa che collabora con lui, Konrad si imbatte così nel segreto meglio custodito dal Vaticano, un segreto che attraversa i secoli e che unisce l'antico Libro dei morti, la misteriosa Cappella Sansevero a Napoli e l'Inquisizione. E, soprattutto, il vescovo Malachia. La sua profezia sta per compiersi, la fine dei giorni si avvicina. E c'è chi è disposto a tutto per evitarlo. (fonte: IBS)
Commento
Dalla quarta di copertina si evince che questo è il primo romanzo dello statunitense Michael Travis, professore di lettere e appassionato di esoterismo. Non deve essere stato difficile trovare un editore, presentando questo libro con vaghi richiami a Dan Brown, e scritto con ottimo sfoggio di erudizione e buon mestiere.
L'ambientazione italiana sembra oramai tra le preferite degli scrittori anglosassoni (vedi nota post-recensione); questa volta siamo nell'insolita cornice di Napoli e dintorni, che sostituisce la più inflazionata Roma. L'intreccio di Travis è ricco di collegamente tra storia antica e moderna, esoterismo, alchimia e anche misticismo nazista. In alcuni punti occorre essere ferrati in materia, per non rischiare di andare in palla. Ci sono interi capitoli che sono tanto ricchi di "infodump" da risultare quasi dei piccoli saggi. A dispetto di quanto sostengono i soloni di tanti altri blog sulla letteratura di genere, ammetto di non considerare l'infodump come un male assoluto. Anzi: tutto sta nel gestirlo in modo fluido. O forse sarà che gli argomenti in cui Michael Travis sfoggia la sua cultura sono talmente interessanti che ho chiuso volentieri un occhio sui patemi stilistici.
"L'ultimo Papa" parte come un classico giallo ma ben presto diventa un thriller esoterico. L'autore non lascia molto spazio alle scene d'azione, concentrandosi piuttosto sull'indagine e sull'interazione tra personaggi principali e comprimari, dimostrando così di avere un'idea dell'Italia piuttosto stereotipata (come ho già detto, vedi dopo).
I colpi di scena non sempre sono così soprendenti come ci si aspetta, ma nel complesso la storia non ha particolari cali di qualità.
Molto interessante lo scenario in cui agiscono "i cattivi", su cui non posso dire molto senza rischiare spoiler clamorosi. Comunque sappiate che gli Apostoli Neri, una branca spietata dei servizi segrete vaticani, perseguono un fine folle e fumettistico. Tanto improbabile e fantasioso che... mi è piaciuto molto. Amo gli autori che sanno lavorare d'immaginazione, seguendo percorsi coraggiosi e contorti. In questo Travis non fa certo difetto.
In sostanza "L'ultimo Papa" è un romanzo per molti versi acerbo, ma del tutto godibile.
Appendice: gli italiani, 'sti zozzoni
Una delle cose che più mi ha irritato e fatto pensare del libro è il modo in cui Travis ci descrive. In ben più di un'occasione l'autore non manca di sottolineare quanto noi italiani siamo noti per essere maleducati, irrispettosi, confusionari, portati all'inganno e alla truffa. Non solo fa trapelare questo pensiero attraverso i ragionamenti del protagonista, bensì, più di una volta, cita esempi pratici: lo scandalo dei rifiuti (descritto senza giri di parole come un intrallazzo tra la camorra e il Governo), i servizi segreti deviati, i giornalisti asserviti al potere (in primis quello della Chiesa) etc etc.
Col senno di poi è quasi impossibile contraddire queste accuse, sebbene un po' generalizzate e supponenti. Ma la domanda, alla fin fine, è sempre quella: davvero all'estero ci vedono così?
E pensare che noi descriviamo allo stesso modo i rumeni, gli albanesi, i moldavi...
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Nulla di meglio che riprendere la gestione ordinaria del blog con una bella sparata esoterico-astrologica, che si riallaccia in parte a ciò che ho appena visto nel mio viaggio a Creta. Come non parlare quindi del Minotauro?
Le guide e gli archeologi ovviamente concordano su un'interpretazione puramente allegorica del famoso mostro minoico, così come anche per i grifoni, altri animali mitologici molto presenti nella cultura cretese di 4000 anni fa. Del resto ben pochi (giusto gli scrittori?) possono credere che siano esistiti davvero degli esseri tanto bizzarri e inconcepibili ai nostri occhi razionali.
Eppure dietro ogni leggenda esiste un fondo di verità, questo è appurato.
Secondo alcuni studiosi di antropologia, mitologia e anche esoterismo, non è affatto un caso la massiccia diffusione della creatura-toro in moltissime civiltà sviluppate e potenti tra il 4000 e il 2000 A.C. Tutto sarebbe riconducibile ai Misteri magico-matematici tramandati fino ai giorni nostri, e in passato considerati alla stregua delle scienze più severe.
Nell'astrologia matematica, di cui si occupò anche Pitagora, il quadro zodiacale non servirebbe per le banali "previsioni" di cui sedicenti maghi fanno ampio uso ancora oggi, bensì sarebbe la rappresentazione di un grande Ciclo Universale della durata di circa 26.000 anni, suddiviso in 12 tempi mondiali di 21 secoli. Ciascuno corrisponderebbe quindi a un segno zodiacale. Furono precise ragioni matematiche quelle che indussero ad introdurre un ciclo ben definito, che misurava la progressione del Sole e dei pianeti, rispetto a sezioni lunghe esattamente 30 gradi. Anzi, lo Zodiaco non fu mai altro che un'indispensabile idealizzazione matematica e fu usato esclusivamente ai fini del computo astronomico.
Secondo questa formulazione, il Sole della primavera boreale si alzava nella costellazione del Toro, circa 4000 anni prima della nascita di Cristo, in Egitto e in tutti i paesi dell'Asia Minore; comandava il mitraismo, il cui animale sacro era il bue Api; il culto del Minotauro era alleato alle religioni di sumeri, assiri ed egizi. Dappertutto s'imponeva il simbolo del Toro, tema basilare di tutti i culti e dio di tutte le antiche religioni.
Serapide (Serapis) è una divinità della fecondità, il cui culto fu introdotto dal macedone Tolomeo I. In seguito s'identificherà con Osiride-Api, in altre parole con la figura divina nata dal mito del toro sacro Api, che dopo morto diventa compagno d'Iside. Il tempio principale di Serapide è il Serapeo d'Alessandria, luogo da cui il culto di questa divinità si diffonde in tutto l'Impero Romano. Famoso è anche il Serapeo di Saqqare, presso Menfi (antica capitale d'Egitto), in cui si trovano le tombe di vari tori Api.
Passati duemila anni, quando il Sole attraversava l'Ariete, le popolazioni raccolgono il predominio spirituale di Ammon-Râ, dio solare egiziano dalla testa d'Ariete, il culto del Vello d'oro e dell'agnello pasquale.
Ancora, dopo duemila anni, entrammo nell'era dei Pesci, spostandosi il punto vernale fra le stelle della costellazione dei Pesci e la religione universale fu quella del cristianesimo. I primi cristiani presero i pesci, che scolpivano sui muri, come simbolo di adunanza delle catacombe. Inoltre lo spirito del cristianesimo è simile alla psicologia dell'ultimo segno zodiacale: dedizione, abnegazione, oblazione, rinuncia, carità, signorilità, mistero.
Il tempo mondiale in cui saremmo in procinto di entrare è quello dell'Acquario. Cosa ci aspetta? Ci sono molte previsioni in merito, da quelle straordinariamente positive (sviluppo scientifico, conquista dello spazio, rinascita dell'intelletto umano etc) a quelle catastrofiche (perdità dell'individualità, disastri a base di fuoco e acqua etc etc).
Ma questa è un'altra storia. Se volete magari ne riparleremo in futuro...
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Fonti: www.armonics.net/
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Più o meno da quando l'uomo ha iniziato a concepire la possibilità di un'esistenza dopo la morte è nato il concetto di Paradiso e Inferno. Ovviamente questi due nomi semplificano l'idea, ma in realtà, nel corso dei secoli, i vari mondi dell'aldilà hanno assunto più nomi e definizioni.
Una costante di molte culture però è proprio questa: la divisione tra anime buone (destinate al Paradiso) e anima cattive (spedite negli eterni patemi degli Inferi).
Visto che il regno celeste - come Dante ci insegna - è di una noia mortale, concentriamoci sull'Inferno.
Per gli egizi era Amenti, dove i malvagi si trovavano a convivere con creature mostruose quali Seth e Apep.
Per i greci era Ade, concetto rielaborato dai romani nel Tartaro, luogo tenebroso e terribile.
Per gli ebrei è Sheol, oppure la più nota Gehenna.
Per i norreni è Hel, una gelida distesa di nulla governata dalla figlia del Dio Loky.
Per gli indù esiste un mondo sotterraneo molto simile all'Inferno, il regno di Taraka.
Per i taoisti è la montagna Feng Du, organizzata in un labirinto multilivello.
Per i cristiani è - appunto - l'Inferno, regno dell'angelo caduto, Lucifero, il portatore di luce.
Visioni dell'Inferno
Concentrandosi proprio sul cristianesimo, sono moltissimi i santi e i profeti che hanno avuto la dubbia fortuna di vedere l'inferno senza morire. Questo per "concessione divina", ovvero per poter mettere in guardia i viventi che la salvezza dal patema infernale sta nella preghiera.
Santa Francesca Romana nelle sue Visioni dell'Inferno afferma che i demoni più importanti che obbediscono a Lucifero sono tre: Asmodeo, che suscita il vizio della carne; Mammona, che rappresenta il vizio dell’avarizia; e Belzebù che è a capo di tutte le idolatrie e attività oscure.
Santa Teresa ebbe due visioni dell’inferno. «Rimasi spaventatissima...». E benché sapesse che « la via del timore non è fatta per me » - e probabilmente anche per noi -, tuttavia riconosce che «questa fu una delle più grandi grazie che Dio mi abbia fatto, perché mi ha giovato moltissimo per non temere le contraddizioni e le pene della vita, che per incoraggiarmi a sopportarle, ringraziando il Signore di avermi liberata da mali così terribili ed eterni, come mi pare di dover credere. D’allora in poi non vi fu travaglio che non mi sia apparso leggero in paragone di un solo istante in quanto là avevo sofferto...»
La più famosa santa polacca riporta per iscritto: "Io, Suor Faustina Kowalska, per ordine di Dio sono stata negli abissi dell'inferno, allo scopo di raccontarlo alle anime e testimoniare che l'inferno c'è. (...) Quello che ho scritto è una debole ombra delle cose che ho visto. Una cosa ho notato e cioè che la maggior parte delle anime che ci sono, sono anime che non credevano che ci fosse l'inferno".
Santa Veronica Giuliani racconta: "Parvemi che il Signore mi facesse vedere un luogo oscurissimo; ma dava incendio come fosse stata una gran fornace. Erano fiamme e fuoco, ma non si vedeva luce; sentivo stridi e rumori, ma non si vedeva niente; usciva un puzzore e fumo orrendo, ma non vi è, in questa vita, cosa da poter paragonare. (...) In questo mentre, parvemi di sentire un gran rumore. Comparvero tanti demoni: tutti, con catene, tenevano bestie legate di diverse specie. Le dette bestie, in un subito, divennero creature (uomini), ma tanto spaventevoli e brutte, che mi davano più terrore che non erano gli stessi demoni. Io stavo tutta tremante, e mi volevo accostare dove stava il Signore. Ma, contuttoché vi fosse poco spazio, non potei mai avvicinarmi più. (...) Nel fondo dell'abisso vidi un trono mostruoso, fatto di demoni terrificanti. Al centro una sedia formata dai capi dell'abisso. Satana ci sedeva sopra nel suo indescrivibile orrore e da lì osservava tutti i dannati. Gli angeli mi spiegarono che la visione di satana forma il tormento dell'inferno, come la visione di Dio forma la delizia del Paradiso. Nel frattempo notai che il muto cuscino della sedia erano Giuda ed altre anime disperate come lui. Chiesi agli angeli di chi fossero quelle anime ed ebbi questa terribile risposta: Essi furono dignitari della Chiesa e prelati religiosi."
La Beata Emmerick Anna Caterina invece scrive: "L'inferno mi apparve come un immenso antro tenebroso, illuminato appena da una scialba luce quasi metallica. Sulla sua entrata risaltavano enormi porte nere, con serrature e catenacci incandescenti. Urla di orrore si elevavano senza posa da quella voragine paurosa di cui, a un tratto, si sprofondarono le porte. Così potei vedere un orrido mondo di desolazione e di tenebre. L'inferno è un carcere di eterna ira, dove si dibattono esseri discordi e disperati."
La testimonianza più famosa è quella dei tre veggenti di Fatima. Racconta Lucia: "come un grande mare di fuoco e immersi in questo fuoco i demoni e le anime, come se fossero braci trasparenti e nere o abbronzate, di forma umana, che ondeggiavano nell'incendio, sollevate dalle fiamme che uscivano da loro stesse insieme a nuvole di fumo, cadendo da tutte le parti - simili al cadere delle scintille nei grandi incendi - senza peso né equilibrio, tra grida e gemiti di dolore e di disperazione, che terrorizzavano e facevano tremare di paura. I demoni si distinguevano per la forma orribile e ributtante di animali spaventosi e sconosciuti, ma trasparenti come neri carboni di bracia."
Ma i resoconti di questo tipo sono davvero innumerevoli per citarli tutti.
Esperienze pre-morte "infernali"
Delle esperienze pre-morte (near death experience) abbiamo parlato spesso in passato. Nella maggioranza di questi casi si tratta di visioni positive e di speranza (il tunnel di luce, l'isola tranquilla, le anime dei cari defunti). Tuttavia si registrano casi in cui i pazienti strappati sul filo della morte hanno raccontato di aver visto o visitato dei luoghi tetri e negativi. L'inferno, o uno dei possibili inferni.
Ne parla, romanzando il tutto, lo scrittore francese Grangè, in questo suo bellissimo libro.
Uno dei resoconti raccolti nei tanti saggi (solitamente scritti da esimi dottori) che trattano di NDE, cita questa esperienza fatta da una paziente che è diventata un caso-simbolo nel settore: "Una delle finestre mostrava una scena che si potrebbe interpretare cme inferno o purgatorio, nella quale entità di colore grigio e senza faccia si muovevano senza scopo gemendo. Era evidente che stavano subendo uno stato di agonia e sofferenza fisica. Vidi queste anime come esseri deformati, creature che avevano commesso indicibili atrocità nelle loro incarnazioni precedenti."
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Post veloce e stringato solo per segnalarvi che stasera, su Steel (digitale terrestre - Mediaset premium) verrà trasmesso "Il tocco del male", ottimo thriller horrorifico con Denzel Washington, John Goodman e Donald Sutherland. Un film godibile, fatto con ottimo mestiere e particolare attenzione alle atmosfere e ai risvolti metafisici. Per una volta il cosiddetto elemento "fantastico" c'è e non si fa desiderare più di tanto. Mi stupisco che non ne abbiano fatto uno o più seguiti, visto che la trama lascia aperti dei portoni, più che delle porte. Ma forse è meglio così: autoconclusivo, riuscito e "ibrido" al punto giusto.
Da riscoprire.
La sinossi (da www.mymovies.it):
John Hobbes (D. Washington), poliziotto nero pluridecorato di Filadelfia, è tutto orgoglioso di avere mandato nella camera a gas un serial killer satanista (E. Koteas). Non sa ancora di avere liberato lo spirito maligno Azazel, angelo caduto, che può passare per contatto fisico da un corpo umano all'altro, finché, in bilico tra intuizione e paranoia, si rende conto che tutta la città può essergli nemica.
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Per la serie "luoghi misteriosi", eccovi una presentazione dei Monti Sibillini, tra Marche e Umbria. Terra di antichissime leggende che ancora sopravvivono nei paesi dell'interno e di alta quota. Non so se è lo stesso per voi, ma trovo questi posti talmente suggestivi che vien quasi voglia di fare armi e bagagli e andare a visitarli.
Intanto però, accontentatevi del mio articolo.
Il grande massiccio dei Monti Sibillini nasconde un segreto, forse un segreto così noto che lo dichiarano il nome stesso di questi monti e molti toponimi: grotta del Diavolo, passo del Diavolo, fossa dell’inferno, gola dell’Infernaccio, lago di Pilato, grotta delle Fate o grotta della Sibilla. Ne parla anche una lunghissima tradizione culturale, una leggenda raccolta nel 1420 da Antoine De la Salle e già nota fin dal 1391 al poeta del Guerrin Meschino, che situa in una grotta del Monte della Sibilla il regno di una misteriosa Dea dell’amore profano e profetessa. Chi arriva oggi al monte della Sibilla dalla strada aperta da Montemonaco, rimane subito colpito da una singolare scogliera di basalto alta 10 metri che fa da corona al monte, quasi profilo antropomorfo di una regina. È certo che per tutto il Rinascimento questo monte era al centro di una importantissima via di comunicazione verso Roma e fu continua meta di visite. Cavalieri erranti francesi e tedeschi raccontarono i loro “incontri” con la maga, nelle caverne del monte, seguiti o meno da pentimenti. Ne nacque Il Guerrin Meschino di Andrea da Barberino.
Negromanti di ogni tipo, se non proprio maghi e demoni, hanno abitato sicuramente il monte e la grotta stando a testimoni più o meno diretti come Enea Silvio Piccolomini, Benvenuto Cellini, Luigi Pulci, l’Ariosto, Flavio Biondi. Sembra che i santi abati di Sant’Eutizio già nel secolo VIII per ordine di papa Giovanni abbiano fatto crollare la grotta, operazione ripetuta poi dal repressore Albornoz nel 1354, e purtroppo anche in tempi molto recenti, grazie ad un maldestro tentativo di scavo con la dinamite. L’Accademia Reale Belga ha condotto una spedizione nel 1953, col magro risultato di uno sperone, un coltello, un tornese di Enrico II sec. XVI.
Tra i contadini si pensava ancora, fino agli anni Sessanta, che venti e tempeste erano scatenati dal passaggio di maghi e streghe. Leggende analoghe circondano anche il cupo specchio del lago di Pilato, i cui diabolici abitatori avrebbero addirittura richiesto il sacrificio di un uomo all’anno e che in epoca Rinascimentale fu anch’esso luogo di culti particolari. Il lago è in una depressione del monte Vettore sotto il pizzo del Diavolo. Precauzioni per una eventuale scalata al monte della Sibilla, le tempeste improvvise, le vendette della maga.
Sito ufficiale del Parco Naturale Monti Sibillini: www.sibillini.net/
Fonte: www.eclettismo.altervista.org/
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Fonti:
- www.daltramontoallalba.it
- misteriemisteri.splinder.com/
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Molti addotti hanno riferito che gli alieni consigliavano loro di andare a vivere in campagna o in montagna: è solo un caso? È interessante sottolineare che, a differenza dell'Apocalisse di Giovanni, qui i disastri non sono mandati dall'Eterno per punire l'uomo, ma per "ridisegnare la Terra distrutta dall'uomo." Un Dio ecologista e decisamente meno vendicativo di quello biblico, che infine sulla fronte dell'uomo scriverà la parola umiltà, perché "deve ricordarsi che non è una creatura superiore, ma creatura tra le creature della Terra. A lui verrà dato il compito di lavorare la Terra, e il cibo gli sarà dato dalle erbe e dai frutti. La carne non potrà mangiare la carne...".
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Fonte: www.strangedays.it
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(Nostra signora delle Tenebre - Fritz Leiber, 1977)
Questa singolare "scienza" è un'invenzione del geniale scrittore americano, il compianto Fritz Leiber. La "scienza delle grandi città" sarebbe al centro di un libro perduto, scritto dal misterioso Thibaut De Castries, occultista folle e architetto esoterico, chiamato anche "Pitagora nero" dai suoi fedeli discepoli.
De Castries formulò l'idea secondo cui le grandi città sono in grado di creare griglie elettromagnetiche tali da influenzare le persone che le abitano. In taluni casi queste manifestazioni sarebbero talmente forti da riuscire a manifestarsi in vere e proprie entità paraelementali, sorta di "spettri" creati dagli scarti energetici e fisici della città stessa.
In un certo senso Leiber (e il suo fantomatico De Castries) fu un buon profeta: quanti stimoli elettromagnetici "liberi" saturano oggigiorno le grandi città, dalle periferie al centro? Pensate solo ai ripetitori telefonici, alla centrali elettriche, alle reti wireless, nonchè alle onde radio, oltre all'accumularsi di scorie già presenti dall'inizio dell'età moderna (rifiuti industriali, smog).
Secondo alcune correnti di pensiero tale abbondanza di energie artificiali avrebbero anche un effetto negativo sulle ley lines (le linee di potere) terrestri, al punto di corromperle e mandarle fuori fase.
Ma non sono solo gli esoteristi a preoccuparsi di tutto ciò. Comincia infatti a crescere il numero dei ricercatori scientifici che attribuisce al sovraccarico elettromagnetico l'aumento spropositato di casi di violenza insensata e di malattie legate al sistema nervoso.
Megalopolismanzia pratica
Tornando alla Megalopolismanzia intesa da De Castries come scienza mistica basata sulla costruzione e l'interpretazione delle grandi città, sappiamo che essa si basa su alcuni punti fermi: lunghe vie progettate sulle diagonali, altissimi edifici quali i grattacieli, costruzioni basate su strutture di metallo (impalcature, la rete dei cavi ferroviari etc etc). Come scritto nel fantomatico Grande Cifrario (altro testo sacro per gli usufruitori di megalopolismanzia), una parte importante sarebbe riservata anche alla matematica e alla simbologia. Proprio "incorporando" taluni simboli negli edifici e nelle strade sopracitate, gli occultisti sarebbero in grado non solo di avere visioni del futuro, bensì anche di evocare le creature paraelementali prodotte dalle griglie energetiche della città.
Tali entità prendono forma attingendo dalla materia inanimata presente sul luogo dell'evocazione. Se l'occultista chiama a sé un paraelementale in una biblioteca, questo si assemblerà dalla carte dei libri e dal cuoio delle vecchie copertine. Se lo chiamerà invece da una discarica avrà la spiacevole esperienza di vedere un paraelemante composto di rifiuti e scorie.
Come scrive Leiber: "Considero le entità paramentali pericoli molto reali e presenti: una via di mezzo, in natura, tra la bomba atomica e gli archetipi dell'inconscio collettivo". Essi sono dunque ostili all'uomo e quindi da evitare come la peste.
Tra i metodi per difendersi dai paraelementali urbani se ne conoscono tre:
- l'argento;
- i disegni astratti (che hanno la peculiarità di distrarre i paraelementali)
- taluni specifici pentagrammi di protezione.
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La storia vuole che alla fine del '800 il padrone di casa, avendo la figlia malata, fece costruire la suddetta casa sulle montagne ritenendo quell'ambiente più salutare per la guarigione della piccola.
Fonti
- Associazione culturale Crop
- www.ilcancello.com
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Complice il ritrovamento di un interessante libro in tema (Hitler e la Lancia del Destino, di Trevor Ravenscroft), vi propongo l'argomento Heilige Lanze, già noto e arcinoto agli appassionati del mistero e della narrativa ad esso correlato.
La Lancia del Destino o Lancia di Longino (in latino Lancea Longini) è la lancia con cui Gesù sarebbe stato trafitto al costato dopo essere stato crocefisso.
Assente nei racconti dei vangeli sinottici, la lancia è menzionata solo nel Vangelo secondo Giovanni (19:31-37), in cui si racconta che, durante crocefissione di Gesù, i soldati romani intendevano praticargli il crurifragium, la tipica rottura delle gambe del condannato che ne accelerava la morte; prima di procedere, si accorsero che Gesù era quasi morto e che quindi il crurifragium era inutile, ma, per accertarsi che fosse morto, un soldato lo colpì con una lancia.
Della lancia sappiamo che è appartenuta a molti centurioni, prima di passare nelle mani di Costanzo Cloro, il quale, nonostante avesse perseguitato i Cristiani, fu molto umano nei loro confronti, a differenza del suo predecessore Diocleziano. Costanzo diede la lancia al figlio Costantino che la impugnò durante la famosissima battaglia di Ponte Milvio, in cui ottenne una vittoria schiacciante su Massenzio e conseguì il principato.
Hitler e la Lancia di Longino
La Lancia nella cultura popolare
La Lancia del Destino fa parte dell'universo di molte serie a fumetti, tra cui Hellboy, l'universo dei DC Comics, il manga Hellsing, le serie Evangelion e Magdalena (quest'ultima è della casa editrice Top Cow, e vi è citata come la lancia del centurione "Longinuss" che viene consegnata alle "maddalene" per combattare il maligno, ed ha la funzione di amplificare la fede di una persona facendo avverare i miracoli).
La Lancia di Longino riveste anche un importante ruolo nell'Anime giapponese Neon Genesis Evangelion, opera ricca, tra l'altro, di riferimenti biblico-evangelici. Inoltre la lancia di cui stiamo parlando è nominata anche nel film d'animazione "Fullmetal Alchemist -The Movie: Conqueror of Shamballa".
Un noto autore horror britannico, James Herbert, ha scritto un intero romanzo basato sul rapporto tra la Lancia di Longino e i maghi nazisti. Si tratta de La Reliquia (The Spear), del 1978, pubblicato in Italia da Urania.
Fonti:
- Croponline.org
- Wikipedia
- Templaricavalieri.it
- Mondourania.com
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Doppio post per oggi. Come dico sempre, non abituatevi!
Proseguo la documentazione storico-folkloristica sulla licantropia. Per chi non lo sapesse è il tema che sto trattando nel mio nuovo romanzo, quello che mi darà immortale celebrità (se non si capisse, sto scherzando!).
Inserire questi articoli mi è utile per riassumere a grandi linee ciò che sta a cavallo tra la leggenda e la realtà medico-scientifica riguardo ai mannari. Il materiale da proporre sarebbe in realtà troppo e troppo lungo da leggere per postarlo qui, perciò preferisco affidarmi alle ottime (per una volta) informazioni recepibili sui siti dedicati ai misteri storici, nonchè su wikipedia.
Appendice 2: Epidemie medievali di licantropia
Peter Stubbe, il serial killer licantropo
(2 - continua)
* Ah! La mite saggezza dei magistrati medievali! :-)
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Non troppo tempo fa vi ho recensito quel gran bel libro che è "Danza macabra", di Dan Simmons.
Mi piace riportare l'attenzione su questo romanzo citando un articolo scritto dal più grande esperto di horror esoterico italiano, Danilo Arona.
Leggetelo bene, perchè, come spesso accade con Arona, non si capisce mai bene quando finisce di essere un abile scrittore e dove inizia a fare il giornalista.
In questo secondo caso, se c'è della verità storiografica in ciò che dice, ce n'è abbastanza per andare a letto un po' meno tranquilli.
Tra l'altro questo articolo può essere utile a chi nei giorni scorsi mi ha contattato privatamente per saperne di più sui vampiri psichici. Spero che anche in un semplice post di questo tipo si possano trovare spunti utili per affrontare certe "difficoltà".
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"I vampiri della mente", di Danilo Arona
(Fonte: www.carmillaonline.com)
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Gli operai della Caterpillar di Grenoble hanno accettato di liberare i quattro manager dell'azienda, sequestrati da oltre 24 ore, per consentire la ripresa di negoziati sul piano di ristrutturazione.
(...)
(Fonte: La Repubblica)
«Adesso basta! Li vogliamo qui. In mezzo a noi. E ce lo ven gano a spiegare con parole loro come mai non ci sono stati paga ti gli ultimi due mesi di stipen dio». Così parlavano ieri matti na i dipendenti del call centre Omnia di via Breda 176. Da gior ni la tensione e la rabbia stava no montando. Questa volta, pe rò, si è passati ai fatti. Una cin quantina di operatori hanno la sciato il lavoro e sono scesi in cortile. Sotto le finestre del di rettore generale, nonostante la pioggia. Determinati a fare scen dere il manager per ottenere su bito spiegazioni. Fernando Ruzza ha capito la situazione e ha accettato l’invi to senza farsi pregare.
(Fonte: Corriere.it)
(...)
La polizia, intanto, ha comunicato che per i disordini di mercoledì sono state fermate 88 persone. La manifestazione era cominciata in modo pacifico ma è poi degenerata in scontri, anche violenti. Circa 4mila - tra anarchici, ambientalisti, anticapitalisti - sono scesi in strada nel «Financial Fool’s Day», il pesce d'aprile finanziario. Hanno invaso la City, lanciando bottiglie e sassi contro uffici e rompendo vetrine di negozi. Quattro diversi cortei, partiti da altrettante stazioni ferroviarie, si sono concentrati davanti alla Bank of England, dove la tensione è salita. La polizia ha fatto una carica con gas lacrimogeni, ma alcuni manifestanti sono riusciti a entrare nella vicina Bank of Scotland, dove poi gli agenti hanno fatto irruzione.
(Fonte: Corriere.it)
"Siamo alla fine di un incontro molto approfondito sul tema del lavoro, un lavoro che comincia a venir meno con numeri preoccupanti". Cosi' il premier Silvio Berlusconi, durante la conferenza di chiusura dei lavori del G8, allargato ai ministri del Lavoro dei Paesi emergenti. "Venti milioni di posti di lavoro in meno per il 2010 sono una grande preoccupazione per tutti i governi", ha aggiunto il presidente del Consiglio.
(Fonte: ADNKronos)
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Non avete anche voi la bella sensazione di essere seduti su una cassa di letame farcita col tritolo e pronta a esplodere? Tanti piccoli
Se sarà sarà, inutile ricamarci sopra con troppe parole.
Ma so che voi vi aspettate qualcosa di pulp, da questo blog. Una dissertazione sul Nuovo Ordine Mondiale, sulle teorie del complotto, sulla crisi sapientemente pilotata da chi oggi sembra subirla (banche, multinazionali etc etc).
E invece no.
Oggi voglio darvi una ventata di ottimismo e di speranza.
Per questo vi cito un articolo (purtroppo di fonte ignota, almeno a me), sul simbolismo rappresentato da quattro cavalieri dell'apocalisse. Così se sentite i loro zoccoli avvicinarsi, potrete almeno riconoscerli.
Volete mettere la soddisfazione?
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Lo parapsicologo americano William G. Roll sostiene che la mente di un soggetto medianico può creare da se stessa l'apparizione che percepisce. Egli ammette che le tracce psichiche del passato, immagazzinate, possano dare luogo a fenomeni di apparizione, ipotesi che avevamo già considerata in "La personificazione come fenomeno parapsicologico". Al tempo stesso, però, Roll ipotizza che le condizioni mentali del percettore possano svolgere un ruolo attivo della comparsa delle apparizioni, al punto da poter creare inconsciamente delle infestazioni, onde poter soddisfare talune proprie necessità di tipo emotivo. Per esempio, la scomparsa improvvisa di una persona può impregnare l'ambiente in cui viveva, la sua casa, al punto da creare, mediante una speciale rispondenza nei nuovi inquilini di essa, una realtà oggettiva, una sorta di semi-personalità, quasi per riempire il vuoto che si è venuto a creare. (fonte: www.edicolaweb.net/ )
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Di ritorno da una gita andata-ritorno a Roma, ho voglia di condividere un po' dell'amore che ho per questa città con chi mi legge. Ovviamente cercherò di farlo stando ai canoni di questo blog, quindi accenniamo qualcosa sui luoghi esoterici di Roma, che di certo non è tutta palazzi ministeriali e monumenti arcinoti (nonchè bellissimi!)
Per farlo vi cito il bellissimo articolo di Franco Bruni, pubblicato su "Progress" del febbraio 2006. Ne potete trovare una copia completa e ricca di itinerari suggeriti a questo link.
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Questo elenco vuole solo suggerire qualche luogo particolare in una città talmente meravigliosa e ricca da essere assolutamente unica. Ho elencato pochissimi luoghi che possono avere un riferimento al mondo gotico, e luoghi talmente belli da risvegliare in qualunque spirito sensibile il senso romantico del sublime. Ovviamente, non c'è pretesa di una neppure vaga completezza ne di obiettività, sono solo pochi suggerimenti...
S. Maria sopra Minerva - (Piazza della Minerva, vicino al Pantheon) Dietro una facciata piatta anonima, si nasconde l'unica chiesa gotica di Roma; le attuali forme gotiche risalgono al 1280 circa, ma un restauro a dir poco infelice (1848-55) ha portato forti modifiche al suo aspetto (principalmente il rivestimento in marmo dei pilastri e delle semicolonne e l'ornamentazione pittorica).
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Chiesa del Sacro Cuore del Suffragio - (Lungotevere Prati) Potrebbe sembrare un piccolo gioiello gotico se, avvicinandosi, non ci si rendesse conto del fatto che è realizzata in cemento armato... Comunque, al suo interno, c'è una piccola sala, che costituisce il Museo delle Anime del Purgatorio voluto alla fine del secolo scorso dal parroco della chiesa appena costruita.
Esso contiene, in alcune teche, oggetti sui quali alcune anime del purgatorio, tornate per un attimo al fine di chiedere qualche preghiera, o di ringraziare chi aveva pregato per loro, avrebbe lasciato dei segni. Ah, devo avvertirvi: sembra che, su chi visita il museo, penda una maledizione, ma non sono ancora riuscito a sapere in che cosa consista.
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Chiesa di Santa Maria dell'Orazione e Morte - (Via Giulia, più o meno a metà) Questa chiesa, eretta nel XVI secolo ma completamente riedificata nel XVIII, deve il suo nome all'Arciconfraternita omonima, che la scelse come sua sede. Le Confraternite erano delle "società o adunanze di persone, stabilite in alcune chiese od oratorii per praticare pratiche di religione o di pietà" (Luigi Huetter, da "Le Confraternite", 1927). La prima fu fondata sotto Costantino, dopo il 313, le ultime furono sciolte nel 1890 per decreto papale. Per buona parte del periodo intermedio, divennero tanto numerose da essere considerate quasi una minaccia per il potere (solo a Roma se ne contavano centinaia).Quella dell'Orazione e Morte si occupava di dare sepoltura a cadaveri di persone morte e abbandonate lungo le strade di Roma. All'interno della chiesa, si possono ancora vedere i macabri gonfaloni e so di una cripta che potrebbe valere la pena di vedere, ma, l'unica volta che sono riuscito a entrare nella chiesa, il custode delle chiavi era assente.
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Cimitero Monumentale del Verano - Il complesso monumentale del Verano risale alla seconda metà del secolo scorso. Il cimitero è enorme, immerso nel verde di numerosi cipressi, e, nella parte più antica e monumentale, si possono trovare meravigliose sculture di angeli. Prossimamente vorrei pubblicarne alcune foto... Cimitero dei Cappuccini -(Chiesa dell'Immacolata Concezione, Via Vittorio Veneto, 27) E' questo uno dei luoghi più macabri di Roma: il cimitero, che si trova nella cripta, è diviso in cinque piccole cappelle, quasi completamente ricoperte da ornamenti in stile barocco realizzati esclusivamente utilizzando le ossa
di 4000 frati cappuccini. Le nicchie, i fregi sulle pareti e sul soffitto, perfino i lampadari sono fatti di questa singolare materia prima, e ogni ornamento è costituito di ossa scelte con cura, allo scopo di raggiungere un certo effetto ottico e artistico.
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Decisamente un luogo singolare... La porta alchemica - (Piazza Vittorio Emanuele II) All'interno dei giardini al centro della piazza, al lato del complesso dei Trofei di Mario, si trova la cosiddetta Porta Alchemica, o Porta Magica proveniente dalla villa, ormai non più esistente, fatta costruire da Massimiliano Palombara, marchese di Pietraforte, vissuto tra il 1614 e il 1680 nella zona in cui oggi sorge la piazza. La storia della porta è ammantata dalla tenue nebbia della leggenda, e nessuno è ancora esattamente riuscito a carpirne i ì segreti. Quel che è certo, è che alla fine del XVII secolo, si trasferì a Roma Cristina di Svezia, e fondò un circolo di esoteristi, maghi ed alchimisti al quale il Palombara, da sempre appassionato di letture classiche e occultismo, aderì prontamente. Tra gli adepti del circolo, un medico illustre, Francesco Burri, e un erudito tedesco, Athanasius Kircher. Pare comunque che nel giardino della villa il marchese si fosse costruito una sorta di laboratorio in cui portava avanti i suoi esperimenti, e che un giorno abbia bussato alla sua porta un misterioso viandante (forse Francesco Giustiniano Bono, famoso alchimista dell'epoca), al quale il Palombara offrì riparo. In realtà lo scopo dell'oscuro avventore, era quello di utilizzare il laboratorio per fare alcuni esperimenti sulla creazione della pietra filosofale; dopo tre giorni di lavoro ininterrotto, l'alchimista scomparì, lasciando nel laboratorio una certa quantità d'oro purissimo e una pergamena cosparsa di misteriosi simboli e frasi latine, contenenti il segreto del suo, a quanto pare riuscito, esperimento. Il Palombara si impegnò a lungo, ma senza successo, nel tentativo di interpretare il significato della pergamena; fallendo nello scopo e non volendo che una scoperta di tale importanza andasse perduta, decise di immortalarla nella roccia e commissionò la porta magica. La collocazione esatta della porta all'interno della villa non è nota con certezza, ma comunque probabile che fosse posizionata da qualche parte all'interno dell'enorme giardino, forse proprio all'ingresso del gabinetto alchemico.
Fin qui la leggenda; le frasi riportate sulla roccia, spingono però a dare anche un'altra interpretazione del passaggio. Vediamo allora cosa ci dicono alcune di queste scritte:
"Quando nella tua casa neri corvi partoriranno bianche colombe, allora sarai chiamato sapiente"
Oppure
"Chi sa bruciare con l'acqua e lavare col fuoco fa cielo della terra e del cielo cosa preziosa"
O ancora
"L'azoto e il fuoco, imbiancando Latona, permettono a Diana di venire senza veste"
Sulla base della porta, una frase probabilmente aggiunta dal Palombara stesso, riguardo alla missione del sapiente:
"È opera occulta del vero saggio aprire la terra affinché generi salvezza per il proprio popolo"
Perciò è possibile che i simboli esoterici e le frasi di cui è cosparsa la porta siano degli ammonimenti a chi si accinge ad attraversarla: questa operazione potrebbe essere considerata come il simbolo di una purificazione interiore della persona, che poi è anche il significato ultimo della pietra filosofale, in grado di trasformare la materia amorfa in oro. La pietra filosofale allora non è altro che l'eterno stimolo a cercare dentro di sé un bene prezioso e sfuggente, ciò a cui tutte le religioni spingono ma nessuna riesce a visualizzare in maniera compiuta.
Ai lati della porta, si trovano due statue di una divinità ctonia di origine egizia chiamata Bes: le rappresentazioni di questa divinità, in genere caratterizzata dalle fattezze di un nano deforme, erano considerate apotropaiche e dotate di capacità divinatorie. Si diceva che fosse così brutto da scacciare gli spiriti maligni, ed era una associato a tutti i piaceri umani; protettore della famiglia, spingeva le coppie sposate al sesso, proteggeva la donne incinte ed i bambini. Le due statue, però, non si trovavano nella villa dei Palombara, ma sono di epoca molto più antica, e sono state ritrovate durante alcuni scavi nei pressi della Stazione Termini, e poggiate vicino alla porta seplicemente perchè sembrava un posto adeguato per esse.
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Piazzetta Esoterica - (Via di S. Eustachio, vicino al Pantheon) Strano destino, quello di questa strada: è sufficientemente corta e larga da sembrare una piccola piazza, che alcuni chiamano, appunto, piazzetta esoterica. Qualcuno sostiene che in questa piazza, nel lontano passato, abbia risieduto un alchimista o negromante (che sia lo stesso Francesco Giustiniano Bono che conobbe il costruttore della Porta Alchemica? O forse il ben più famoso Giuseppe Balsamo, meglio noto come Cagliostro?) e che in qualche modo la sua presenza abbia lasciato un segno. E in effetti, non si può negare che la piazzetta possa provocare strane sensazioni: a due passi dal Pantheon, è decisamente più silenziosa e tranquilla di tutti i dintorni. Sarà poi un caso, ma tra i pochi negozi della piazza, ci sono una libreria esoterica, un negozio che lavora cristalli e pietre e un'enoteca che si chiama Spiriti... fate un po' voi! Bellissimo uno dei palazzi sul lato occidentale, ricoperto d'estate da una pianta di vite.
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Il Foro Romano - Credo ci sia poco da dire a riguardo... entrate e provate l'emozione di camminare sulle stesse pietre calpestate da Cicerone, Virgilio e Tacito. Si respira un'aria profumata di storia e di antichità. Purtroppo è chiuso il "Lapis Niger", probabilmente il rudere più antico del Foro: è di epoca regia, e la leggenda vuole che sia la tomba dello stesso Romolo, fondatore di Roma. Piazza Margana - A metà strada tra il Teatro di Marcello e Piazza Venezia, c'è questa piccola piazza, incastonata in mezzo a palazzi datati tra il XVI e il XVIII secolo, e sovrastata da una torre del XIV secolo. Perchè l'ho segnalata? Non so dirlo esattamente, ma è uno di quei numerosi luoghi di Roma che mi ispirano un forte senso di magia, e chi di voi ha letto "Il Segno del Comando", di Giuseppe D'Agata, può facilmente capire di cosa sto parlando.
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La storia
La struttura
Eccovi alcune leggende su Saletta, anche se la casistica è vastissima.
I motori si spengono
Rituali e messe nere
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Un doppelgänger è una copia spettrale di una persona vivente. Il termine doppelgänger è preso in prestito dal tedesco, lingua nella quale viene scritto (come ogni sostantivo) con l'iniziale maiuscola. Doppelgänger è composto da doppel, che significa "doppio", e gänger, che letteralmente significa "che se ne va" (anche se in questo contesto, il significato è più vicino a "passante").
Il termine, nella lingua nativa, si riferisce a un qualsiasi doppio o sosia di una persona, più comunemente in relazione al cosiddetto gemello maligno, o alla bilocazione. In alternativa, la parola viene usata per descrivere un fenomeno nel quale si vede la propria immagine con la coda dell'occhio. In alcune mitologie, vedere il proprio doppelgänger è un presagio di morte. Un doppelgänger visto da amici o parenti di una persona può portare sfortuna o indicare il sopraggiungere di una malattia o un problema di salute.
Secondo il folklore i doppelgänger non proiettano ombre, e non si riflettono negli specchi o nell'acqua. Si suppone che forniscano consigli alla persona di cui hanno le sembianze, ma questi consigli possono essere fuorvianti o maliziosi. Essi possono anche, in rari casi, instillare idee nella mente delle loro vittime o apparire ad amici e parenti, provocando confusione. In molti casi, una volta che si è visto il proprio doppelganger si è condannati ad essere perseguitati da immagini della propria controparte spettrale.
Presunti doppelgänger "storici"
Il caso di Emilie Sagée
Il "doppio" di Paul McCartney
Il fattore scatenante di questa nota leggenda metropolitana può essere fatto risalire al 1969, quando durante una trasmissione radiofonica della stazione WKNR di Detroit, il disc-jockey Russ Gibb riceveva la telefonata di un misterioso ascoltatore, tale “Alfred”, che sosteneva di conoscere un agghiacciante segreto della vita dei Beatles. Il fantomatico Alfred, in diretta radiofonica rivelò che Paul Mc Cartney era morto in un incidente stradale avvenuto il 9 Novembre 1966.
Un ottimo e divertente libro scritto in tema è "Il caso del doppio Beatle", di Glauco Cartocci (Robin Edizioni, 2005).
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Da questo post in poi l'argomento "ghost town" e speleologia urbana si integra con la sottocategoria "luoghi misteriosi", tra l'altro già aperta in maniera ufficiosa (guardate nei tag e troverete ben più di qualcosa).
La prima segnalazione è d'obbligo per un luogo che appartiene alla mia infanzia, l'Orrido di Bellano, in provincia di Lecco. Da quelle parti passavo i mesi estivi quand'ero piccolo e, per quanto a solo un'ora e mezzo da casa mia, sembrava veramente un altro mondo, suggestivo, raccolto, estraneo dalla città e dalla provincia milanese. Post del genere, oltre a sperare che vi interessino, mi aiutano a ricordare che esiste tutto un mondo "là fuori", ancora estraneo alle nostre miserie, alla tecnologia, alla frenesia urbana, a tutto.
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L'orrido è una gola naturale che si è formata 15 milioni di anni fa dalle acque del torrente Pioverna che per erosione ha scavato una profonda gola tra Taceno e Bellano. A Bellano è possibile attraversare una parte dell'orrido percorrendo delle ripide passerelle sullo strapiombo. L'orrido è stato da sempre apprezzato dalle ricche famiglie bellanesi del passato, ad esempio i Denti che nel XV secolo sfruttavano già la forza delle cascate del fiume per la lavorazione del ferro. Nel XVII secolo divenne dimora di Cipriano Denti e poi ispirazione del poeta Boldoni. Ad oggi è ispirazione di una "bella" centrale idroelettrica.
Tradizione
Molte le leggende e i fatti. Basti qui ricordare che la tradizione vuole che giaccia il valoroso guerriero Taino, sepolto col suo tesoro e che le gallerie, che si dipanano verso Bellano furono usate anche durante l'occupazione austriaca per evitare di incappare nelle ronde durante il coprifuoco.
All'entrata dell'Orrido,di fronte, alla "Casa del Diavolo", nota con questo nome per le leggende che si narrano su di essa. Già il nome di questa torretta a pianta quadrata,evoca nell'immaginario collettivo paure e riti satanici, rendendo palpabile il fascino misterioso del luogo (vedi sopra).
Storia
L'origine di questa piccola meraviglia della natura risale a quindici, ventimila anni or sono, quando, al termine dell'Era Glaciale, le acque di fusione dei ghiacci presero a scorrere vorticose, aprendosi la strada verso valle. Lentamente il Pioverna, il torrente che percorre buona parte della Valsassina, scolpì il fondovalle per poi iniziare a scavarsi un solco sempre più stretto e profondo che da Taceno giunge in vista del Lario. La corsa delle acque doveva probabilmente finire con un'alta cascata che piombava da un gradino roccioso. Lentamente l'azione erosiva delle acque ha scavato il gradino facendo arretrare la cascata e lasciando la stretta gola dell'Orrido. Un'altra ipotesi sulla formazione di questo fenomeno geologico spiega che un innalzamento del terreno avrebbe costretto il torrente in un primo letto che poi è stato via via eroso sempre più.
Nei secoli XVI° e XVII° la famiglia bellanese dei Denti aveva costruito allo sbocco del Pioverna le proprie fucine per la lavorazione del ferro, estratto dalle miniere della retrostante Valsassina
Il Cotonificio Cantoni che, costruito verso la fine dell' '800, era uno dei tanti opifici che sfruttavano l'energia fornita dalle acque del Pioverna. Infatti, già agli inizi del 1800, grazie alla forza motrice delle acque, la famiglia Gavazzi potè aprire un setificio; ma di questa energia naturale si avvalsero anche altre industrie legate alla lavorazione del ferro.
Nel 1858, a seguito di imponenti lavori per la costruzione di gallerie e condotte forzate, finanziati dai Gavazzi, veniva aperto lo stabilimento Badoni per la lavorazione di lamiere di ferro, con tecnologie per allora d'avanguardia- Gli impianti industriali ex Gavazzi furono poi rilevati ed ampliati dai Cantoni, a partire dal 1868 fino ai primi anni '80 del secolo successivo.
Nel 1998 il Comune di Bellano acquisiva l'area dell'orrido e ne rilanciava l'immagine turistica, con il rifacimento delle passerelle aggrappate alle rocce ed installando un impianto di illuminazione che nelle ore serali rende l'ambiente particolarmente suggestivo. Si possono anche rintracciare le attuali opere di captazione del forza del Pioverna per alimentare una centrale idroelettrica.
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Fonti:
Osservatorio Servizi di Pubblica Sanità, Regione Lombardia
Luoghi Misteriosi
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Paese maledetto, campo di atterraggio degli UFO o portale su un altra dimensione? Ochate, piccolissimo villaggio abbandonato in Spagna, potrebbe essere tutto questo, oppure l'ennesima montatura da dare in pasto ai creduloni. Certo è che i testimoni dei fatti insoliti che capitano in questo paese non mancano di certo...
Cenni preliminari
I fenomeni nel dettaglio
Tutti gli episodi raccontati qui sotto sono presi dalla stampa spagnola, da quella basca in particolare. Suggestioni di massa? Scherzi ben congeniati? Ancora il mistero non è stato risolto.
Ecco una lista dei presunti fenomeni rilevati a Ochate e narrati dalla stampa per la prima volta nei primi anni '80: epidemie selettive, sparizioni misteriose di uomini e animali, luci e suoni di origine sconosciuta, morti improvvise e inspiegabili.
Non manca una segnalazione, risalente al 1947, di un uomo che avrebbe visto una luce nel cuore della notte; seguendola avrebbe poi trovato un medaglione di materiale sconosciuto, raffigurante la Vergine Maria.
Ovviamente il mistero più grande rimane però la famosa astronave fotografata nel 1981 da Prudencio Muguruza nei pressi di Ochate, foto poi venduta a caro prezzo alla stampa locale. Ci sono ancora dibattiti sulla veridicità di tale scatto (che io purtroppo non ho trovato in rete...)
Negli anni successivi i fenomeni si sono ripetuti a intervalli regolari. E' da evidenziare la singolare esperienza capitata nel 1987 a due compagnie dell'esercito in addestramento proprio nella zona di Ochate. Trovatesi nel bel mezzo di un improvviso banco di nebbia spuntato da chissà dove, sono rimasti per ore isolati dal mondo, visto che tutte le loro radio militari cessarono di funzionare una volta entrati nel banco di nebbia. Le uniche che captavano qualcosa, riuscivano solo a trasmettere strani segnali e interferenze inspiegabili.
Pochi mesi dopo un agricoltore della zona sostenne di aver rivisto un "oggetto luminoso" in volo sopra i cieli di Ochate. Quasi contemporaneamente un altro testimone raccontò di aver visto aggirarsi nei dintorni del paese due creature alte quasi tre metri e dalle teste a forma di cono (molto lovecraftiane, tra l'altro!)
Un investigatore privato ossessionato dalle ricerche su Ochate fu trovato suicida all'interno della sua auto, sempre nel 1987. Questo poco dopo aver tentato un esperimento di psicofonia nei dintorni della necropoli locale.
Qualche mese più tardi un altro gruppo di esperti registrò delle voci sempre nei pressi della necropoli: tra il "segnale bianco" dei nastri si può sentire una donna che dice "cosa ci fa ancora quella porta chiusa?"
Una cosa che ancora non vi ho detto è Ochate, in lingua basca, significa "Porta segreta".
Fonti
Amigos de Ochate: http://groups.msn.com/amigosdeochate/
Wikipedia
Mundo Misterio: mundomisterio.portalmundos.com
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Al lettore non sarà forse sfuggito come nella letteratura fantascientifica e, in generale, fantastica, affiori ripetitivamente il tema del ‘dopo’: del mondo che ci sarà dopo questo, destinato necessariamente al dissolvimento, con obliterazione della presente civiltà e modo di vita. Questo tema non è tanto nuovo: ai tempi della ‘guerra fredda’, il ‘dopo’ era generalmente presentato come il post-olocausto nucleare, a sua volta prospettato come un ‘fenomeno della natura’, per prevenire il quale non c’era niente da fare.
In quest'ottica è interessante rivangare il mito dei "continenti perduti", a dire il vero sempre attualissimo. Per non concentrarci sulla solita Atlantide, parliamo della sua "sorella minore", Mu.
In modo non dissimile a quanto è stato affermato sull’Atlantide, Mu avrebbe, prima del suo inabissamento, ‘colonizzato’ e incivilito altre terre, incominciano dalla costa americana del Pacifico e dall’Asia orientale e centrale, da dove i suoi tentacoli sarebbero arrivati un po’ dappertutto (la stessa Atlantide viene indicata come una colonia di Mu). La civiltà delle piramidi viene indicata come di origine muana, e sarebbe giunta in Egitto dal Medio Oriente e lì dall’Asia centrale. - Il Churchward, dopo avere visionato le tavolette dei naacal, dedicò il resto della sua vita a cercare evidenza per puntellare la sua teoria dell’origine muana di tutta la civiltà. Questo suo lavoro egli descrive nelle sue opere e fu proseguito da un suo discepolo francese, Jean-Claude Vincent (32). Sia il Churchward che il Vincent danno un’importanza determinante a certe pietre incise (del II millennio a.C., secondo si afferma), trovate nel Messico occidentale da un certo William Niven.
Un’analisi comparata di quanto ha da dire Churchward sul conto di Mu e della classica teoria platonica dell’Atlantide - poi sviluppata dagli atlantologi, teosofi o meno - rende l’idea che Mu venga a essere una specie di immagine speculare dell’Atlantide, posta ai suoi antipodi ma conservante tutte le sue caratteristiche principali, reali o presunte.
Sappiamo che il Churchward era un ‘patito’ dell’India e dell’Asia sud-orientale - e si è evidenziato che l’idea del continente di Mu è esclusivamente sua, nel senso che (a differenza del caso dell’Atlantide di Platone) non è sostenuta da alcuna documentazione indipendente.
Mu nell'immaginario
Letteratura:
- Mu nei romanzi di Lovecraft: il continente immaginario fa la sua comparsa anche nel Ciclo di Cthulhu di Howard Phillips Lovecraft; appare in molte storie dell'autore e di alcune scritte da Lin Carter.
- Nel libro di Neil Gaiman Buona Apocalisse a tutti!, il demone Crowley progetta l'autostrada M25 che circonda Londra così che rassomigli al simbolo Odegra che nell'antica lingua dei Sacerdoti Neri di Mu significa "Lode alla Grande Bestia, divoratrice di mondi!"
Fumetti:
- Mu, l'ultima avventura di Corto Maltese ideato da Hugo Pratt
- Martin Mystère. Nella storia della remota antichità per come è ricostruita nelle avventure del detective dell'impossibile, Mu e Atlantide erano due avanzatissime superpotenze che, dopo essersi combattute nel corso di una lunga guerra, si autodistrussero (con un'arma finale che portò sconvolgimenti in tutto il pianeta).
- Topolino e l'enigma di Mu (1979)
- Le tops Stories - L'isola dei giganti (I superstiti del continente perduto) (2002)
- Saint Seiya - I Cavalieri dello Zodiaco Il cavaliere d'oro dell'Ariete Mu/Mur, il suo maestro Sion e suo fratello/allievo Kiki sono gli ultimi discendenti della stirpe di Mu e proprio nel continente di Mu furono create le 88 armature/cloth di tutti i guerrieri.
- I protagonisti di Shaman King si ritrovano ad affrontare una prova proprio nel continente Mu.
- Moby Dick 5 (Mu no hakugei, 1980), è una serie animata giapponese che ha come protagonisti 5 giovani discendenti dell'antico regno di Mu, in lotta contro il perfido Impero di Atlantide.
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