September 15th, 2011

ussaro

Contagion (Recensione)



Contagion
di Steven Soderbergh
USA 2011

- Può contenere qualche spoiler -

Ci sono modi e modi di rappresentare la fine del mondo, o qualunque cosa gli si avvicini.
Molti prediligono le versioni splatter e pulp, fatte di sangue, violenze di massa e personaggi sopra le righe.
Altri optano per scenari più patriottici, come nel caso di tanti film americani su meteoriti, asteroidi, terremoti etc etc, in cui un pugno di valorosi cerca di evitare l'inevitabile (o quantomeno di portare a casa la pelle).
Altri ancora scelgono gli scenari catastrofici come base per raccontare storie di famiglie che si ricongiungono, in puro stile spielberghiano.

Io, per quel che mi riguarda, essendo di bocca buona, apprezzo molte varianti in materia. È da parecchio però che sogno una visione d'insieme, quasi geo-politica, di una fine del mondo qualunque. Meglio ancora se pandemica. Non a caso ho scritto il mio Scene selezionate della Pandemia Gialla così come lo avete letto e non in un altro modo.
Contagion dunque è il mio film.
Un film corale, che racconta un'epidemia come si credeva potesse essere quella di Aviaria o la Suina. Un'epidemia micidiale come lo è stata per davvero la Spagnola.
Insomma, un'emergenza sanitaria globale vista con gli occhi di molti personaggi e narrata con un realismo che fa più paura di tante altre apocalissi più fantasione (e quindi assai meno probabili).
Contagion è dunque una sorta di World War Z senza zombie, se mi concedete il paragone con un libro che ho citato mille volte qui sul blog.

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