October 12th, 2011

ussaro

Borgo Pliss (5): L'auto piena di fari



18 settembre

Ci sono delle persone che lo cercano. Non sa chi sono ma intuisce che è meglio evitarle. Le ha intraviste per la prima volta verso le due di notte, mentre camminava inutilmente verso chissà quale meta.
Una strana auto è sbucata da una traversa dell'infinita strada che stava percorrendo. Aveva fari accecanti, uno anche sul tettuccio, e procedeva scandagliando i lati della via.
Per istinto Massimo ha preferito non farsi vedere. E dire che fino a pochi attimi prima avrebbe dato tutto quello che aveva in tasca per incontrare una sola anima viva.
Ora il suo orologio segna le quattro e cinquantadue. Esausto, si è fermato nell'ennesima piazzetta che ha incontrato nel suo vagabondare. Sono ore che cammina, concedendosi deviazioni temporanee per esplorare i vicoli oscuri sui due lati della strada. La sua mente sta già accettando l'inaccettabile: in qualche modo ha trovato il Borgo. O meglio, ci è finito dentro in pieno.
Massimo si è imposto di ragionare come uno dei protagonisti dei suoi libri. Il che vuol dire avere la mente aperta, lasciare spazio all'impossibile. Però è più facile dirlo che farlo.
Si è sistemato sotto il porticato di un palazzo antico, simile alla sede di una banca o di qualcosa del genere. Non lo riconosce come non riconosce le strade percorse finora, anche se nel loro stile c'è qualcosa che richiama Milano, pur non essendolo.
Seduto con la schiena appoggiata al muro, cercando di ignorare l'aria fredda che tira sotto quel portico, Massimo è attento a captare ogni suono. L'auto piena di fari è da tempo passata altrove ma ha paura di vederla tornare.
Non sa chi la guida e non vuole scoprirlo.

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