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ussaro

IL BLOG SULL'ORLO DEL MONDO

Scrittura, narrativa di genere, cinema, misteri, ucronia e altre amenità.

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Antipatica onestà o saggia riservatezza?
ussaro
mcnab75


Forse questo dilemma esistenziale dovevo postarlo su facebook, ma in fin dei conti preferisco privilegiare il blog, che mi dà modo di raccogliere le idee più ordinatamente.
La questione: avrei due recensioni "in canna", di altrettante antologie di racconti. In entrambi i casi si tratta di valutazioni negative, seppur non del tutto devastanti. In una delle due raccolte partecipano anche un paio di nomi che in altri casi ho apprezzato se non addirittura sostenuto. Nell'altra militano tanti giovani scrittori presuppongo sfigati come il sottoscritto, quindi sarebbe un po' come sputare controvento.
Il buonsenso mi dice di lasciar perdere e far finta di non aver mai sfogliato tali antologie. L'onestà mentale mi pungola invece a scrivere 'ste benedette recensioni, fosse anche solo per ribadire il concetto che le antologie, nel 90% dei casi, sono inutile se non dannose, a meno che non vengano curate davvero con un certo criterio (speriamo sia il caso di Bad Prisma, ma penso di sì).
So che voi direte "scrivile, scrivile!", perchè in fondo volete il sangue, com'è giusto che sia. Ma provate a vestire per 30 secondi i miei panni: che cosa fareste?*
Così come mi piacerebbe dire come la penso su gran parte dei concorsi di scrittura, sulle piccole case editrici**, su un certo tipo di recensori e critici, sulla spocchia di alcuni lettori etc etc. Insomma, togliersi i famosi sassolini dalle scarpe, anche se alla fin fine probabilmente non lo farò :)


* non che il vostro giudizio sia decisivo. Questa non è una democrazia :o)
** encomiabili ma sostanzialmente inutili come un peto in mare...



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Mi sa che questa volta non ce la fai a parlare in generale, vero? Del tipo: ho letto due antologie, ma non e' che parlo di queste due in particolare, ma delle antologie in genere. No, mi sa che non e' possibile.

Che dire. Un tempo io pubblicavo le recensioni anche dei libri che non mi piacevano. Poi mi sono imbattuto in un titolo che mi ha innervosito. Il libro mi era piacciucchiato e nella recensione avevo indicato pregi e difetti. Difetti di gioventù... inezie... quasi consigli per la crescita dell'autore che, tra le altre cose, era un esordiente.
Sono stato bombardato da commenti acidi. Come se avessi stroncato il libro in toto. Ho provato a far notare il mio punto di vista ma... quando mi è arrivato un commento specifico (che ricordo e non dimenticherò mai: Tu non leggi i libri con il cuore di una mamma. Come puoi esprimere giudizi così severi?) ho cancellato la recensione. Ho mandato a quel paese tutti loro. Ho deciso di parlare solo dei libri che mi son piaciuti.

Gli altri libri, niente pubblicità gratuita. Meglio l'oblio. Perché in italia, si sa, il motto per avere successo è: Che parlino bene o che parlino male non è importante. L'importante è che ne parlino.

E io non ne parlo... ^_^

Quanto ad Antologie, concorsi e piccoli editori... io ho già cominciato a togliermi qualche sassolino, facendo il confronto estremizzato tra opinioni positive e negative (come ben sai).

Glauco
31ottobre.blogspot.com

Capisco il dilemma, posso solo dirti che io ho scelto di recensire senza fare valutazioni legate alle conseguenze. Da quello che ne so c'è chi se l'è presa per alcuni miei pareri, non è un problema che mi faccia perdere il sonno. Preferisco dire quello che penso e cercare di fornire un servizio onesto. Va fatto notare come una grande differenza la facciano i toni; se inveisco contro un autore e non argomento minimamente un parere negativo non sto facendo una recensione ma una stroncatura... not my business.

Io non faccio recensioni negative, al limite se una cosa non mi interessa o non mi piace ma mi chiedono di parlarne ne metto una segnalazione e via.

Comunque puoi provare ad aprire un altro blog su cui stroncare le cose che non ti piacciono firmandoti anonimamente. Poi quando qualcuno ti dirà qualcosa puoi limitarti a insultarlo, così la gente ti stimerà e penserà che sei una persona onesta e sincera.

Oppure puoi dire che ci sono delle cose che non vanno, ma in maniera pacata. Cioè puoi essere generico sui difetti e magari segnalare solo i pochi racconti che ti sembrano migliori.

Ancora, potresti chiederti a cosa serva recensire libri su un blog: a spingere le persone verso cose degne di essere lette (buono) o a stroncare dei lavori che comunque hanno poche spinte e poca visibilità (meno buono).

Poi alla fine la scelta e tua: io personalmente non me la prendo per le critiche negative, anche messe online, a patto che arrivino da persone oneste, che non si nascondono dietro a nomi inventati e che non entrino nel personale.

Simone

Credo che con i toni giusti sia possibile recensire ogni cosa, e scegliere di recensire solo le cose che piacciono non serva a migliorare nel farlo, se poi questo è anche nel tuo interesse.

La capacità di dare un commento negativo, sensato e appoggiato da indicazioni pratiche è utile e, se l'autore è intelligente e magari legge la rece ne può scaturire una discussione interessante.

Purtroppo spesso non succede così, e il fatto che tu critichi altri autori viene visto male (tu sei invidioso oppure recensisci ma non sei uno scrittore e via dicendo) invece che essere preso per quello che è, un opinione personale che può servire anche all'autore per crescere.

Fossi in te ci proverei, tenendo il tono giusto e lavorandoci sopra. Tu, come lettore, hai tutto il diritto di parlare di cose che hai comprato e non ti sono piaciute.

L'italia è un paese composto da troppi fanboy.
Manca una coscienza critica di massa sull'arte contemporanea.
Pondera.
Elvezio lo hanno crocifisso.
Pondera.

Mirko

Risposta collettiva :)

Credo nell'utilità delle recensioni perchè io regolo i miei acquisti di libri e film anche attraverso a esse. Quindi (punto B) credo che le uniche recensioni buone siano quelle oneste.
Proprio come Glauco anch'io in passato sono stato attaccato per recensioni sostanzialmente positive ma che evidenziavano alcuni minimi difetti. Solo che io non sono educato come Glauco e rispondevo per le rime.
Altra cosa: le uniche recensioni a cui do credito son quelle firmate con NOME e COGNOME. Se stronchi un'opera - con conseguente danno economico (cosa che tutti sembrano dimenticare) devi almeno metterci la faccia.
Chiunque altro (pseudonimi irrintracciabili, nickname etc), scrivesse anche come tre Nobel della letteratura messi insieme, per me ha VALORE PARI A ZERO.

In Italia non ti conviene scrivere stroncature o recensioni anche solo parzialmente negative: case editrici e scrittori non hanno con la critica lo stesso rapporto che esiste all'estero, non pensano alle motivazioni serie e ti accuserebbero di una serie di robe assurde in quanto imputerebbero a te i loro stessi meccanismi mentali. Andresti solo a ficcarti in una serie di guai che possono variare dal normale trolling/flame a cose anche piuttosto gravi e spiacevoli di cui ormai è meglio non discutere in pubblico.

Non è questione di onestà o spalle larghe, bensì di rendersi conto che l'Italia non è il mondo e quindi non vigono le stesse regole. Senza piangersi addosso o lamentarsi , si può andare avanti per altre vie pur rimanendo onesti...

Ti conviene fare come tutti gli altri e scrivere solo recensioni positive.

Però non è un ragionamento che fila tanto, sai?
Noi ci rapportiamo con la realtà italiana, non basta dire "L'Italia non è mondo". Non è una critica, solo un appunto.
Riguardo al resto, trollare non m'interessa affatto, a differenza di altri recensori (bravi fin che vuoi, ma che la buttano sull'insulto per aumentare gli accessi al sito).
Le mie recensioni negative son sempre state molto equilibrate ed educate. Eppure, meraviglia delle meraviglie, ho ricevuto insulti pure per romanzi a cui ho dato voti di 6 o più O_O

Comunque, lo dico qui tra i commenti, le due antologie di cui parlo nel post sono "Sanctuary" (non pessima ma deludente) e "Voi non sarete" (orrenda).

No, no, dire che L'Italia non è mondo è appunto un forte rapportarsi con la realtà italiana.
Per natura sono portato ormai alla discussione fino allo sfinimento, a usare dialettica e logica.
Quando ho pubblicato la recensione sulla Sete ho "dimostrato" scientificamente tutti i punti deboli.
Ho poi dovuto ribattere punto per punto ad Anonimi e meno anonimi che invece di contro-dimostrare la fallacia dei miei esempi e ragionamenti tendevano all'OT, alla offesa personale e altro ancora, fino a rintuzzarli tutti, non uno ha avuto l'ultima parola in quanto la logica e la pacatezza sono armi tremende.
Ma ti fai nemici E non ti fai amici,al massimo gente che si gode la cosa.
E devi impiegare molto, molto più tempo nelle continue risposte a tutti, in quanto per me anche l'ultimo degli anonimi che mi manda a cagare e mi dice che mamma fa mestieri brutti merita risposta.
Non ci sono pro, ci sono montagne di contro. Ergo basta.

Non scrivere recensioni negative è appunto tenere in MASSIMA considerazione il fatto che l'Italia non sia mondo.

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