Alessandro "McNab" Girola (mcnab75) wrote,
Alessandro "McNab" Girola
mcnab75

Recensione: FactorY - libro secondo (graphic novel)



Factory - Libro secondo
di Gianluca Morozzi e Michele Petrucci
Fernandel editore
160 pagine (b/n), 12 euro

Sinossi

Continua l’odissea dei prigionieri della fabbrica abbandonata, alla ricerca di una via d’uscita e soprattutto di un senso alla loro tragica situazione. Ritroviamo Martin, Gregor, il dottore, la piccola Caren e la Sposa insieme a un nuovo prigioniero, l’artista concettuale Dorian D. Tutti alle prese con i tanti misteri del luogo in cui sono imprigionati, costretti a difendersi dalla Donna col martello, dall’Uomo cane e dai pericolosi abitanti del sotterraneo...

Commento

Dopo un'attesa disumana, finalmente sono riuscito a comprare e leggere il secondo volume del progetto "Factory", una graphic novel italianissima, scritta e disegnata da Gianluca Morozzi e Michele Petrucci.
Nel primo capitolo abbiamo assistito alle peripezie di cinque persone risvegliatesi all’interno di una fabbrica abbandonata e cadente. Non si sono mai visti. Non sanno chi li abbia rinchiusi lì dentro né perché, e non hanno alcun ricordo di come ci sono finiti. La fabbrica è un labirinto senza via d’uscita, e dai suoi tetri corridoi arrivano suoni e voci di altri esseri umani…
In questo seguito assistiamo all'introduzione di un nuovo personaggio, l'artista concettuale Dorian D., a cui viene dato un'ampio spazio, nel quale viene sviluppato il suo background, in puro stile "Lost", serial a cui gli occhi strizzano l'occhio più di una volta, anche se in modo meno palese rispetto al primo volume.
Vengono anche rivelati alcuni dettagli sulla fabbrica abbandonata in cui i nostri sono intrappolati. Esiste un "fuori", oppure il mondo esterno è molto più lontano di quel che i protagonisti pensavano nel capitolo precedente, sbirciando da un pertugio dell'edificio? Dov'è finita la città che avevano visto in distanza?
Gli autori premono il pedale al contempo sulle esche metafisiche (la fabbrica è un luogo reale?) e sull'horror, mettendo in campo una pletora di personaggi che sembrano usciti da "Non aprite quella porta", villains di cui però viene detto ancora poco. La tensione cresce, ma viene dosata (forse troppo), inframezzandola con continui background e spazi di sviluppo psicologico dei tanti personaggi. Gli spunti interessanti ci sono eccome. Rimane il dubbio: gli autori saranno in grado di costruirci attorno una storia di spessore? Che poi, a pensarci, è proprio lo stesso problema di "Lost", che ha perso una certa credibilità di stagione in stagione.
A ogni modo finora "Factory" è un prodotto valido e meritevole. Spero solo che per leggere il seguito non si debbano aspettare altri lunghissimi mesi...

La recensione del volume uno: mcnab75.livejournal.com/143840.html



Tags: factory, fumetti, graphic novel, recensione, recensioni
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