Alessandro "McNab" Girola (mcnab75) wrote,
Alessandro "McNab" Girola
mcnab75

Umani vs Mostri: i Ragni Giganti



Scampati a millenni di evoluzione grazie a qualche anomalia bioclimatica.
Mutati in dimensioni a causa di radiazioni, inquinamento, esperimenti militari o scientifici.
Saliti in superficie da qualche recondito mondo sotterraneo per colpa di un'eruzione vulcanica.
Sono molte le teorie secondo cui alcune specie di ragni hanno abbandonato le loro consuete dimensioni per crescere a dismisura, fino a diventare grossi come molossi o - in alcuni rari casi - come autotreni.
Per quanto molti entomologi giurano sulla perfetta compatibilità tra uomini e aracnidi giganti, l'atavico senso di disgusto che questi artropodi generano in noi non può che farceli percepire come nemici mostruosi e letali.

Caratteristiche distintive: Due categorie di aracnidi si giocano il record di avvistamenti nelle dimensioni "magnum" di cui ci occupiamo in questo articolo. Si tratta dei migalomorfi (dalle famose migali alle atypidae) e delle lycosidae (ovvero tarantole e affini). Abbastanza frequenti anche le araneidae giganti, versione supersize dei più diffusi ragni comuni.
Tranne rarissime eccezioni di ragni vegetariani, tutti questi simpatici esserini sono dei predatori naturali. Grazie alle loro dimensioni spropositate, non si accontentano certo di cibarsi di insetti, lucertole o uccelli, come capita per i loro fratelli più piccoli. Più e grande il ragno gigante, più aumenta anche la taglia di una sua possibile preda. Sfortunatamente gli esseri umani rientrano perfettamente nelle proporzioni delle creature ritenute compatibili a "cibo".
La maggior parte dei ragni vive solamente per uno o due anni, anche se alcune tarantole in cattività hanno raggiunto i venticinque anni. Proprio negli esemplari di ragni giganti si è appurato che di norma i maschi sono meno longevi delle femmine: appena giunti alla maturità sessuale non possono più effettuare mute e il loro ciclo vitale giunge a compimento. Le femmine invece, dopo la maturità sessuale, continuano a crescere e ad effettuare mute.
I ragni hanno quattro paia di zampe funzionali all'ambulazione, ognuna delle quali è formata da sette segmenti; A quanto risulta da alcuni esperimenti, i ragni possono generare pressioni, internamente, fino ad otto volte la forza necessaria ad estendere totalmente le loro zampe, e i ragni salticidi possono saltare verso l'alto fino a cinquanta volte le loro lunghezza aumentando all'improvviso la pressione del sangue nel terzo e quarto paio di zampe.

Poteri e armi: La maggior parte dei ragni che cacciano attivamente, anziché fare affidamento sulle ragnatele, hanno ciuffi densi di peli molto sottili fra gli artigli appaiati sulle punte delle loro zampe. Questi ciuffi, noti come scopulae, consistono di setole le cui parti terminali sono suddivise in circa mille ramificazioni, che consentono, ai ragni che le posseggono, di camminare agevolmente su superfici lisce come i vetri e a testa in giù su qualsiasi tipo di soffitto. In parecchie specie di ragni i cheliceri (le "zanne") sono diventati atti a secernere un veleno per immobilizzare le prede, oppure altamente tossico e letale per l'organismo umano.
Buona parte dei ragni cattura le prede intrappolandole in vischiose ragnatele ponendosi in agguato nelle vicinanze e pronti a iniettare loro il veleno. Le specie che usano questa tattica di caccia sono molto sensibili alla più piccola vibrazione che scuota anche minimamente i fili della ragnatela. D'altro canto, le specie che cacciano all'agguato sono fornite di un'ottima vista, fino a dieci volte più acuta di quella di una libellula. Alcuni ragni cacciatori hanno particolare abilità ed intelligenza nell'adoperare varie tattiche per sopraffare la preda, mostrando anche di saperne imparare di nuove se occorre.
Vari ragni della famiglia Theraphosidae, comprese le tarantole e la sottofamiglia Harpactirinae, hanno peli urticanti sui loro addomi ed usano le zampe per dare un leggero colpetto e scagliarli verso gli assalitori. Questi peli sono composti da setole molto fini con basi fragili e una fila di piccole barbe sulla punta. Queste barbe provocano irritazione intensa soprattutto se colpiscono parti delicate quali occhi o mucose ma non vi è alcuna prova che contengano veleno.

Punti deboli: I ragni giganti, proprio come i loro fratelli più piccoli, mancano di organi preposti all'equilibrio e all'accelerazione e contano esclusivamente sulla vista per stabilire di volta in volta dove è su e dove è giù. Questo è forse il loro punto debole più grave, in quanto li mette a grave rischio di disorientamento, specialmente se vengono attaccati al buio e mandati a zampe per aria.
Nel caso di attacco con armi convenzionali, bisogna tenere conto della necessaria forza per sfondare il carapace che ricopre alcuni segmenti del loro corpo, specialmente il cefalotorace. Alcune specie di ragni, in particolare alcuni migalomorfi, hanno anche l'addome ricoperto da tale carapace, perdipiù costituito da lamelle flessibili in grado di deflettere falcimente proiettili di piccolo calibro o ami da taglio.
E' dunque consigliabile armarsi di munizioni ad alta penetrazione o incendiarie. Il fuoco risulta essere un'ottima soluzione, specialmente per gli aracnidi dotati di una fitta peluria. I bersagli principali a cui mirare sono, nell'ordine:
1. Parte superiore dell'addome (dove ha sede il cuore);
2. Parte superiore della testa (dove si trovano i gangli del sistema nervoso centrale e l'intestino);
3. Superficie ventrale dell'addome (sede dei polmoni).
Oltre alle armi convenzionali esistono una serie di prodotti specifici programmati per distruttere il sistema nervoso dei ragni. Si tratta degli insetticidi, e in particolari di quelli fosforganici e clororganici. Essi però risultano dannosi anche per l'uomo, perciò vanno utilizzati con estrema prudenza. Una scelta più sicura è costituita dai pesticidi a base di carbammati, la cui tossicità per i mammiferi è assai meno elevata.

La reazione degli umani: Come già detto umani e ragni (giganti o normali) si "stimano" assai poco, anche se siamo soprattutto noi ad avere un timore reverenziali per queste creature. I ragni sono il punto focale di molte paure, storie e mitologie di vari popoli sparsi in tutto il mondo e di diverse epoche storiche. Hanno spesso simboleggiato la pazienza, a causa della loro tecnica di caccia che consiste nel costruire la ragnatela e attendere la preda appostandosi, così come hanno anche simboleggiato il dolore e la malevolenza a causa della tossicità del veleno di alcuni di loro.
Tuttavia questi mostri zoologici rappresentano un vero e proprio incubo per chi soffre di aracnofobia, ovvero di una una paura anormale dei ragni e di qualsiasi cosa possa anche solo evocarne il ricordo, come ad esempio, le ragnatele o oggetti che abbiano la forma di ragno.

Addendum: Esistono diversi film che hanno come protagonisti i ragni giganti. Tra i più famosi ricordiamo:
- Tarantula (1955)
- La vendetta del ragno nero (1958)
- L'invasione dei ragni giganti (1975)
- Kingdom of the spiders (1977)
- Spiders (2000)
- Arac Attack (2002)
Anche se non tratta di ragni giganti, bensì dei loro ben più comuni fratellini, va anche ricordato il film "Aracnofobia", del 1990.

Scherzi a parte: Se quanto è riportato finora rientra ovviamente nella fiction narrativa, eccovi qualche dato certo e reale sui veri ragni giganti.
Secondo la scienza  una particolare specie di ragni della Groenlandia raggiungerà i 26 centimetri di altezza (zampe escluse!) attorno al 2070, a causa dei cambiamenti climatici. Si calcola che il loro carapace sarà quasi robusto quanto il kevlar utilizzato nei corpetti antiproiettile. i ricercatori mettono in relazione la crescita più rapida con le estati più lunghe e più miti.
E che dire di questi (reali) avvistamenti di ragni giganti?
- Germania, Austria e Svizzera (2008)
- Antartide (2007)
- Mekong (2008)





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Tags: criptidi, criptozoologia, umani vs mostri
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