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IL BLOG SULL'ORLO DEL MONDO

Scrittura, narrativa di genere, cinema, misteri, ucronia e altre amenità.

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Recensione: L'anno dei dodici inverni (di Tullio Avoledo)
ussaro
mcnab75


L'anno dei dodici inverni

di Tullio Avoledo

Einaudi

377 pagine, 19 euro


Gennaio 1982, un vecchio bussa alla porta di casa della famiglia Grandi incantandola con una storia che lo legherà indissolubilmente a loro: sta facendo uno studio sui bambini nati il giorno di Natale nella regione e vuole incontrarli una volta l'anno per seguirne la crescita. Chi è quell'uomo? E, soprattutto, come fa a sapere tante cose sul futuro? In quello stesso 1982 un ragazzo brillante e confuso intraprende la sua strada nel mondo, una strada che presto diverrà un vicolo cieco. Riuscirà a sottrarsi al suo destino? Nel 1997, due donne - la vedova Grandi e sua figlia Chiara, ormai adolescente sono in vacanza in Versilia, ma un incontro imprevisto cambierà per sempre le loro vite. In un prossimo futuro, in una Londra resa irriconoscibile da una guerra, un anziano poeta chiede udienza alla Chiesa della Divina Bomba. Dice di avere una proposta e una richiesta: vuole stringere un patto che può far rivivere, anche se in modo diverso, l'antico mito di Orfeo ed Euridice. Comincia cosi un viaggio incredibile che chiarirà ogni cosa, e dopo il quale niente sarà più lo stesso...


Commento

Che Avoledo sia da anni una delle penne più importanti del nostro paese non lo scopro di certo io. Semmai posso vantarmi di aver letto tutti i suoi libri, quando ancora non era uno scrittore da Einaudi, il salotto buono dell'editoria italiana.

Ora tanti recensori dall'ego lungo da qui a Melbourne ne parleranno come di un autore destinato a entrare nei classici, di quelli su cui magari un domani si sprecheranno quintali di alberi abbattuti per scrivere pomposi saggi autoreferenziali. A me invece piace partire da un presupposto ben diverso.

Tullio Avoledo è l'uomo (l'unico, credo), che ha riportato la fantascienza sugli scaffali più importanti delle librerie italiane. Sì, okay, esistono tante realtà underground che si occupano di questo campo. C'è anche Urania, coi suoi alti e bassi, che non sempre riesce a proporre romanzi decenti (non per colpa dei redattori, ma proprio perché oramai si scrivono pochi romanzi di sci-fi decenti).

Ma Avoledo è diverso. Lui riesce a rifilare la fantascienza sotto il naso di chi mai la leggerebbe volontariamente. Lo fa mascherandola da racconto esistenziale, da classico moderno, perfino da romanzo d'amore.

E, intendiamoci, “L'anno dei dodici inverni” è tutto questo e anche qualcosina di più.

I temi centrali del libro sono due: la storia d'amore di Chiara Grandi ed Emanuele Libonati, e il concetto di viaggio del tempo. Mai obsoleto, sempre affascinante. Chi cerca una bella storia, anche toccante, sarà soddisfatto dalla prima interpretazione del romanzo. Chi invece ama la fantascienza intelligente e pensata, andrà in sollucchero gustandosi le perle centellinate (è la parola giusta) da Avoledo.

L'amore per Philip K. Dick è talmente evidente che lo scrittore friulano s'inventa un futuro prossimo in cui esiste una religione dedicata Dick stesso, ma che mischia anche elementi e suggestioni tratte da un “videogioco del passato”, Fallout 3.

Ma i capitoli riservati al futuro compariranno solo alla fine del libro. Il principio invece è ambientato in un arco di tempo che parte dal 1982 e copre diversi anni, seguendo la nascita, la vita e la morte di Chiara Grandi. Questo, almeno, è ciò che è avvenuto nel passato dell'Universo A. Quel che invece si accinge a fare il protagonista, Emanuele Libonati, è tornare indietro nel tempo e raddrizzare quella singola vita, affinché essa non si autodistrugga. Anche se questo vorrà dire non poterla più conoscere come amante e compagna nel futuro.

Orfeo e Euridice, per l'appunto.

Lo stile di Avoledo è il solito, a cavallo tra il poetico e il concreto. Non c'è nulla, nella sua scrittura, che è messo lì per caso. Anche quando così sembra, non illudetevi: tutto, anche i piccoli dettagli, arrivano prima o poi a confluire nella solida struttura programmata con certosina abilità.

Una lieve caduta di ritmo la si coglie semmai a metà romanzo, quando (ma lo scopriremo poi), assistiamo a come sarà la vita di Chiara Grandi dopo l'intervento retroattivo di Emanuele. Ecco, in quei pochi capitoli si perde un po' di mordente, anche se la qualità rimane ben sopra la media.

Inside joke, citazioni colte e profane (si va dalle poesie ai videogiochi), poesia pura e rare ma azzeccate spruzzate d'ironia completano quello che è romanzo eccellente.

Forse non per tutti, ma eccellente.




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Be', forse è il libro che fa per me. Ma ho sempre paura a leggere scrittori dagli spunti così originali, la paura di copiarli involontariamente... perché sono quelli che ti entrano sotto la pelle, sono quelli che non ti abbandonano più, che, a distanza di anni, ricordi come se li avessi letti la sera prima.

elgraeco
bookandnegative.altervista.org/blog

ps: ti segnalo un refuso. Hai scritto "l'inverno dei dodici inverni" ;D

Ho corretto il refuso, grazie 1000!

Riguardo al libro, secondo me è sempre meglio leggere e assimilare tutte le cose che ci piacciono, sperando un domani di riuscire a scrivere qualcosa di altrettanto buono.

Aggiungo una cosa che ho omesso nella rece: ne "L'anno dei dodici inverni" non c'è azione, di nessun genere. Lo dico per chi non può prescindere da essa. Per me è perfetto così, ma mi rendo conto che a qualcuno questo non piacerebbe affatto.

Avoledo lo leggo sempre volentieri,corro a prendere questo.

PS
per noi amanti dell'ucronia ti consiglio la lettura de La Nostra Guerra di Enrico Brizzi,sorta di antefatto de L'Inattesa Piega degli eventi

erni

L'ho visto fuori! E' il lista acquisti, visto che L'Inattesa piega degli eventi mi era piaciuto parecchio.

Accidenti, grazie

(Anonymous)
Accidenti, grazie.
Tullio

(brucerobertson2001@yahoo.it)

Re: Accidenti, grazie

Grazie a te per quello che scrivi.
E per il messaggio che hai lasciato.
Onorato :)

Auguri

(Anonymous)
aprofitto dell'occasione per augurarti Buon Natale, il mio lo passerò con il libro di Avoledo... me lo sono fatto regalare!!!

Auguri

(Anonymous)
aprofitto dell'occasione per augurarti Buon Natale, il mio lo passerò con il libro di Avoledo... me lo sono fatto regalare!!!

Andrea "hawksmoor" Scatena

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