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IL BLOG SULL'ORLO DEL MONDO

Scrittura, narrativa di genere, cinema, misteri, ucronia e altre amenità.

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Recensione: Il nido del ragno
ussaro
mcnab75


Di Gianfranco Giagni

Italia 1988

 

Il professore di religioni orientali, Alan Withmore viene incaricato dall'università in cui lavora, di raggiungere a Budapest il suo collega, il professor Roth che, ormai da tempo, non fa più avere sue notizie. Dopo averlo raggiunto, questi riesce a dare a Withmore alcuni documenti e alcune misteriose tavole con sopra incisi dei nomi. Successivamente il professor Roth viene ritrovato impiccato nella sua camera e da quel momento in poi comincerà un lento, inesorabile calvario da parte di Alan che, progressivamente rimarrà intrappolato nella ragnatela di una misteriosa organizzazione demoniaca.

 

L'avessero girato adesso, magari in un paese della tanto declamata “rinascita horror” (tipo la Spagna o la Francia), questo Il nido del ragno sarebbe recensito come un gioiellino portato in palmo di mano da molti blogger. Invece il film in questione è una pellicola semidimenticata, di produzione italiana, datato 1988 e opera di un esordiente di cui si sono perse poi tutte le tracce. Eppure non si tratta affatto di un titolo indecente, come tanti B-movie di quel periodo. Lo prova anche la sceneggiatura, a opera di Gianfranco Manfredi, ora ottimo scrittore horror per Gargoyle e autore per i fumetti della Sergio Bonelli editore.

Ne Il nido del ragno si respira un'atmosfera di misteri e segreti piuttosto riuscita, complice anche l'ambientazione budapestina, città intrigante e dalle molteplici suggestioni horror. Anzi, Giagni avrebbe dovuto calcare maggiormente la mano sulle vie crepuscolari, sui palazzi antichi e decadenti, sull'atmosfera livida che avvolge i protagonisti. Di certo una tale scelta avrebbe giovato al film, che invece pecca di una certa apacità nel mettere in mostra una storia potenzialmente intrigante.

La recitazione complessiva non è certo a livelli memorabili, ma si distingue dalla mediocrità di moltissime altre produzioni low-budget degli anni '80. Anche la regia, pur priva di guizzi geniali, dimostra almeno di sapere dove vuole andare a parare.

Gli effetti speciali, a opera di Sergio Stivaletti, godono di qualche ottimo esperimento di stop motion, e sono sufficientemente convincenti, senza voler strafare a livello di inutile splatter (odio le frattaglie messe lì, tanto al chilo, per mandare in sollucchero i nerd!).

L'intreccio tra un classico thriller e un horror che senz'altro sfrutta suggestioni del miglior Dario Argento, e atmosfere dal retrogusto lovecraftiano, risulta tutto sommato riuscito e suggestivo. Di certo una migliore caratterizzazione dei protagonisti, e un più profondo lavoro di approfondimento della setta aracno-demoniaca, avrebbero confezionato un prodotto che da dignitoso sarebbe passato a decisamente buono.

Forse il più grande difetto del film è quello di aver perso la tipica patina di “perversione” del nostro cinema horror anni '70 e dei primi '80. Giagni svolge il compitino con inaspettato mestiere, ma senza colpire basso come facevano a suo tempo i vari Fulci, Bava e il Dario Argento pre-demenza senile.

Due le scene comunque notevoli: il bambino-ragno (orripilante e terribile) e il sabba della setta, che raggiunge appunto quel retrogusto malsano, mancante invece in alti momenti salienti del film.

Detto ciò, ripeto ciò che ho scritto a inizio recensione: lo avessero girato ora, magari con un po' di CGI in più e una campagna promozionale a suon di viral marketing, grideremmo al capolavoro undeground.
Curiosità: molti li considerano uno degli ultimi - se non proprio l'ultimo - film horror con una certa dignità realizzato dagli italiani.
Da lì in poi ci è tocca sorbirci tante schifezze e - a volte - nemmeno quelle.

Per concludere, eccovi il trailer per la versione asiatica del film. Erano infatti i bei tempi in cui i nostri B-movie furoreggiavano in giro per il mondo...

 

 


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Roba che "Aracnofobia" in confronto è film per checche.
Questo b-movie non lo conoscevo...Se lo trovo sul mulo lo metto a scaricare, il ragnone che entra nel braccio del tipo è spettacolare! ^__^

Un salutone!
Angelo

Bleaaaacchhh.... scusami, ma ci sono i ragni... e io proprio non li sopporto... è più forte di me... non so se sono proprio aracnofobica, ma quando ho visto quel ragnone nel trailer che hai postato ho fatto un involontario salto indietro e ho chiuso tutto... di solito gli horror gli guardo...

Invece del mulo

(Anonymous)
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Andrea "hawksmoor" Scatena

Fantastico!
E concordo pienamente quando affermi che abbiamo perso quella particolare perversione che trasudava dalla pellicole di quegli anni.
La scena del ragno nel braccio devo dire che colpisce abbastanza l'immaginario...
Sempre in tema di ragni, come dimenticare l'orrenda "morte" del prof. Michele Mirabella in un certo filmone nostrano?

hell
bookandnegative.altervista.org/blog

Sono contento di non essere l'unico a ricordare questo film :-)
Peccato che sia stato l'unico di un genere che da noi è morto e defunto :-P
A chi non l'ha ancora visto consiglio di recuperarlo. Certo, se siete aracnofobici è meglio evitare ;-)

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