Alessandro "McNab" Girola (mcnab75) wrote,
Alessandro "McNab" Girola
mcnab75

Zone finestra e naufraghi temporali



Di persone scomparse misteriosamente e senza lasciare indizi dietro di sé ce ne sono moltissime ogni anno. Già in passato ne avevo parlato.
In molti casi la spiegazione è razionale e drammatica. Parlo dei casi di sequestro, di malattia mentale, di omicidi da parte di serial killer, di fughe all'estero per questioni di debiti, di donne, o per la sola volontà di abbandonare la vecchia vita per ricostruirsene una nuova.
E poi ci sono i casi che rientrano in quella categoria che possiamo chiamare X Files, Twilight Zone, o in mille altri modi. Episodi di persone scomparse senza un perché e senza lasciare tracce. Visto che è davvero difficile scomparire da un mondo in cui - da decenni - si è sempre più "sorvegliati" dalla pura e semplice burocrazia, pare evidente già da questo particolare che le spiegazioni vanno a parare laddove molti non vogliono guardare.
E che dire se uno di questi desaparecidos rispunta fuori all'improvviso, settant'anni dopo essere sparito nel nulla? Tra l'altro senza essere invecchiato di un giorno.
Fantasia?
Forse. Ma intanto è successo davvero. Ecco la ricostruzione del "caso Fenz", scritta qualche anno fa dalla giornalista Simonetta Mostarda.
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New York, Times Square, 15 giugno 1950, ore 23.10.

L'ultima rappresentazione teatrale è appena terminata. Gli spettatori che escono dal teatro si mescolano alla folla dei passanti. La serata è piacevolmente calda e tranquilla. A un tratto uno stridio di freni e urla. I passanti si fermano incuriositi. Qualcuno accorre. La voce si sparge: c'è stato un incidente. Forse qualcuno è stato investito. Un uomo in mezzo alla folla spiega con tono di voce sconvolto che "quel tizio" gli è sbucato davanti all' improvviso. Non è riuscito a frenare in tempo. A terra, riverso bocconi, c'è un uomo apparentemente di trent'anni, vestito in modo alquanto strano e antiquato: pantaloni elasticizzati, scarpe lucide e nere con tacco rialzato e una grossa fibbia lucente, camicia con lo chabot, lunga finanziera nera e un ampio cappello a tesa. Il tutto di ottima fattura e perfettamente conservato. Un abbigliamento in gran voga nell' Ottocento. Arriva la polizia per gli accertamenti del caso. I testimoni vengono ascoltati e il cadavere è portato via. All' obitorio si esaminano gli effetti personali della vittima, nel cui portafogli sono rinvenuti alcuni biglietti da visita intestati a un certo Rudolf Fenz e ricevute rilasciate allo stesso nominativo a fronte di una somma pagata per la manutenzione di una carrozza a cavalli. Inoltre qualche dollaro, ormai fuori corso da tempo, e una lettera indirizzata sempre a Rudolf Fenz. Il bollo postale sulla busta è del giugno 1876.

Passano i giorni. Poichè nessuno si presenta per reclamare la salma, il caso diventa di competenza del dipartimento persone scomparse della polizia. Delle indagini è incaricato l' ispettore Hubert V. Rihn. Sulla guida telefonica di New York non figura alcun Rudolf Fenz, c'è però, sulla guida del 1939, un Rudolf Fenz Jr. nato nel 1870 e morto da tempo. Però la vedova abita ancora allo stesso indirizzo. Ed è qui che l' ispettore Rihn si reca in cerca di riposte. Ma quello che trova è, a dir poco, sconcertante. La vedova Fenz, una settantenne gentile e minuta, accoglie Rihn con molto garbo e disponibilità, ma anche con malcelato stupore. Non comprende il motivo della sua visita, dal momento che il marito, ex funzionario di banca, è ormai defunto da molti anni e non può certo essere lui l' uomo investito in Times Square. E non poteva trattarsi neanche del suocero, Rudolf Fenz sr. oltre che per l'età che avrebbe avuto, non corrispondete a quella della vittima, per il fatto che questi era scomparso in circostanze misteriose nella tarda primavera, forse giugno, del 1876. Sua moglie non sopportava il fumo, così Fenz quella sera era uscito per farsi una fumata in santa pace e nessuno lo aveva più rivisto. La moglie aveva sporto denuncia, ma le indagini della polizia non erano approdate a nulla.
L' ispettore Rihn, perplesso si congeda dalla vedova Fenz e corre all' archivio per consultare la lista delle denunce di persone scomparse nel 1876. Nell' elenco compare, effettivamente, il nome di Rudolf Fenz, di anni ventinove. al momento della sparizione, come testimoniato dalla moglie e messo agli atti, l' uomo indossava una lunga finanziera nera, scarpe anch'esse nere con la fibbia e un cappello a tesa. Chi era l'uomo rimasto ucciso nell'incidente in Times Square nel 1950? La vicenda di Fenz è solo uno dei casi di sparizioni o comparse misteriose confermate da testimoni oculari e documentate.
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Ambrose Bierce - testimone oculare del caso Williamson e a sua volta scomparso misteriosamente nel 1913.

E che dire del caso di Orion Williamson?

1894, Selma, Alabama.

Williamson si trovava placidamente seduto sulla sua sedia a dondolo sotto il portico della sua fattoria, accanto alla moglie e al figlio, quando si alzò per andare a recuperare dei cavalli al pascolo sul campo di fronte. Mentre attraversava quel campo, sotto gli occhi dei familiari e di due conoscenti che lo avevano appena salutato, Williamson sparì. Svanì letteralmente nell'aria! Il terreno fu accuratamente controllato, non solo dai testimoni, ma anche dalla polizia, con l'ausilio di cani segugi, e dai numerosi giornalisti accorsi in seguito sul posto, ma non furono trovate buche nel terreno né caverne nascoste, né improbabili "sabbie mobili" che avessero potuto inghiottire Williamson. Da notare un particolare curioso: fra i giornalisti presenti figurava anche Ambrose Bierce, allora giovane scrittore (che rievocò, fra l'altro, il fatto in un racconto dal titolo La difficoltà di attraversare un campo) che rimase anch'egli vittima di una scomparsa misteriosa, avvenuta in Messico, durante la rivoluzione, nel 1913.

Ma non è tutto.

L'elenco di persone scomparse misteriosamente comprende anche personaggi famosi o, comunque, appartenenti a famiglie importanti, e i casi si sono ripetuti fino ai giorni nostri. Amelia Earhart, prima donna a compiere la trasvolata solitaria dell'Atlantico scomparve nel nulla, insieme col suo copilota-navigatore, Fred Noonan, nel 1937, durante il compimento del giro del mondo in bimotore. Dorothy Arnold, giovane ereditiera, scomparve il 12 dicembre 1910 all'uscita da un negozio d'abbigliamento in piena Manhattan. Michael Rockefeller, figlio di Nelson, nel 1961, svanì mentre compiva un viaggio in barca a vela. In questo caso si sospetta però che sia finito nelle mani della tribù dei Dani, in Nuova Guinea, e quindi ucciso e divorato.
Charles e Catherine Romer, due coniugi americani, scomparvero insieme alla loro automobile, una Lincoln nera, in una strada nei pressi di Brunswick City, in Georgia (USA), la notte dell'8 aprile 1980. E così via.

La tribù dei Dani, in Nuova Guinea. Sono i principale sospettati di aver ucciso e mangiato il giovane Michael Rockefeller.

Fin qui ci siamo occupati di casi di sparizioni singole, ma ben più clamorose, e con tanto di testimoni oculari, sono quelle di massa, ripetutesi più e più vote nel corso della storia. Quattromila soldati dell'Arciduca d'Austria scomparvero nell'atto di guadare un ruscello sui Pirenei durante la Guerra di Successione spagnola nel 1707. Nel 1858 fu la volta di 650 soldati francesi delle colonie che si stavano dirigendo a Saigon. Il 5 dicembre 1945, alle 14.10, lo Stormo 19, squadriglia USAAF decollata per un volo di esercitazione di soli 520 chilometri da Fort Lauderdale, Florida (USA), al comando del tenente Charles Carrol Tyler, scomparve dopo un interminabile volo durato più di quattro ore, contrassegnato da comunicazioni frammentarie e confuse. L'episodio dette origine alla leggenda del triangolo delle Bermude.



Tags: misteri, protoscienza, zone finestra
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