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IL BLOG SULL'ORLO DEL MONDO

Scrittura, narrativa di genere, cinema, misteri, ucronia e altre amenità.

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Recensione: Raimondo Mirabile, futurista (di Graziano Versace)
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mcnab75


Raimondo Mirabile, futurista

Di Graziano Versace

Edizioni XII

280 pagine, 15.50 euro

 

Milano, 1911, sul promontorio estremo dei secoli.

La retorica futurista infiamma i circoli culturali europei, cavalcando ideali di progresso, guerra e volontà. "Perché dovremmo guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare le misteriose porte dell'impossibile? Il Tempo e lo Spazio morirono ieri", recita il Manifesto.

Ma le porte dell’impossibile sono già state aperte, e dal passato emergono oscure figure che sconvolgono la vita di Raimondo Mirabile e del suo maggiordomo Gregorio: l'esoterica Società degli Eletti si è ormai infiltrata tra la borghesia, gli artisti, gli industriali, e la sua mira è soggiogare le grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere o dalla sommossa.

Solo un manipolo di ardimentosi si oppone ai piani degli Eletti; mentre Raimondo si ritrova attore principale in un duello di volontà contro deliri di onnipotenza umani e alieni, l'aplomb di Gregorio viene messo a dura prova da suggestioni psichiche di massa, uomini che si sciolgono sul tappeto e ospiti inattesi che si ripresentano a trent’anni di distanza, senza il minimo preavviso. Ma un buon maggiordomo trova sempre una soluzione.

 

Commento

 

Una delle tante passioni che oramai non vi posso nascondere è quella per i libri ambientati a Milano. Sia che si tratti di saggi, romanzi o racconti. Quindi questo curioso Raimondo Mirabile, futurista, partiva già avvantaggiato fin dalla prima pagina. In fondo ci vuole poco per attirare questo vecchio recensore nella tela del ragno. E il romanzo di Graziano Versace ha tutte le esche giuste: l'ambientazione meneghina, il contesto storico azzeccato, una trama a cavallo tra il cospirazionismo e la fantascienza, con il giusto pizzico di atmosfere steampunk.

Diciamo fin da subito che Raimondo Mirabile mi è piaciuto. L'ho trovato un po' diverso da come me l'aspettavo, ma assai gradevole. Partiamo col citare lo stile dell'autore, che richiama molto ai feuilleton d'avventura di inizio novecento, senza però rinunciare a un linguaggio moderno e assai scorrevole, ritmato. I due protagonisti principali, Mirabile e il suo maggiordomo, sono una coppia ben oliata, coi giusti intermezzi ironici. Se dovessi paragonarli a qualcuno, li metterei alla pari di tanti personaggi bonelliani, che abbinano sempre l'eroe alla sua spalla.

Anche la trama, tra alieni dimensionali dagli immensi poteri psichici, sette esoteriche e avventurieri old style, strizza l'occhio più di una volta ai grandi classici della fantascienza ante-litteram. Nella mia mente han fatto capolino più volte i nomi eccellenti di Jules Verne ed Emilio Salgari, ma anche quello di un autore più moderno e al contempo già entrato nel gotha degli autori di fantascienza mysteriosa: Colin Wilson. Gli Eletti, i nemici giurati di Raimondo Mirabile, richiamano infatti i famosi Vampiri dello spazio inventati dallo scrittore britannico.

Elencati questi notevoli pregi, aggiungiamo anche i difetti riscontrati. In primis la mancanza di un approfondimento storico-contestuale adeguato. L'autore dà per scontato che i lettori conoscano piuttosto bene la Milano di inizio '900 e il movimento Futurista, ma dubito che sia così. In questo caso un po' di “infodump” in più sarebbe stata apprezzata. In secondo luogo non posso esimermi dal fare qualche appunto al ritmo del romanzo, che spesso appare un po' troppo sincopato e cronologicamente poco distinguibile. Se poi i protagonisti principali risultano riuscitissimi e davvero azzeccati, quelli secondari a volte mancano di carisma, di mordente.
 

Detto ciò, ribadisco il valore elevato del romanzo in questione, che mi pare anche una vera e propria mosca bianca in un panorama – quello della fantascienza – asfittico e privo di idee che vadano oltre la trita e ritrita proposizione del cyberpunk e del conflitto uomo/macchina. Il solo fatto di aver ambientato il tutto nella Milano di inizio '900, nel contesto della “furia” Futurista, sottolinea il coraggio e la genialità dell'autore, che non ha avuto nessuna paura nel riproporre stili e tematiche che non leggevo da anni e anni, almeno in Italia.

Se Graziano Versace dovesse poi azzardare qualcosa in più riguardo all'aspetto steampunk della sua scrittura – cosa che in Raimondo Mirabile lascia giusto intuire – sono certo che diverrebbe l'autore cult per tutta una schiera di lettori che da anni chiedono quel quid in più alla fantascienza, e che ancora non riescono a trovare.






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E' lì che attende, silente, a metà di una pila di libri da leggere... che dici, lo faccio sopravanzare?

Glauco

Guarda, io sto impazzendo per recuperare tutte le cose che ho in arretrate da leggere. In compenso sono in fase di non-scrittura...
Non si può fare tutto :-(

Spero che un libro del genere sia un segnale di ripresa, sia sul versante SF che su quello avventuroso. Per correre dietro al thriller e al noir ci stiamo perdendo cose fondamentali.

mi trovi più che concorde. Sinceramente comincio a non poterne più di thriller e noir. Anche le cose belle, se abusate, vengono a noia. Per questo abbraccio volentieri la mia svolta sul "fantastico", da lettore e scribacchino.

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