Alessandro "McNab" Girola (mcnab75) wrote,
Alessandro "McNab" Girola
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Le cinque "fisse geek" più assurde




Questo è uno di quei periodi storici in cui vengono rivalutati i cosiddetti nerd, tra l'altro spesso confusi coi geek. Parole che indicano categorie di persone con singolari peculiarità, ma che in Italia abbiamo semplificato nella gran massa di ragazzi identificati con la parola “secchione” (vedasi relativa trasmissione televisiva).

Giusto per fare chiarezza, ecco le dichiarazione wikipedufficiose di nerd e geek.

 

Nerd: è un termine della lingua inglese con cui viene chiamato chi ha una certa predisposizione per la ricerca intellettuale (magari associata a un quoziente intellettivo superiore alla media), ed è al contempo tendenzialmente solitario e con una più o meno ridotta predisposizione per la socializzazione.

 

Geek: Gli esperti e gli osservatori dissentono fra di loro sulla relazione fra i termini nerd e geek. Qualcuno vede i geek come dei nerd meno abili tecnicamente. Alcune fazioni sostengono che i nerd abbiano sia capacità tecniche sia capacità per inserirsi socialmente, mentre i geek manifestano capacità tecniche ma sono incapaci socialmente. Altri tengono una posizione opposta: i geek hanno la funzione di controparte socialmente inserita rispetto agli asociali nerd, e si autodefiniscono geek con orgoglio.

 

Insomma: questioni di lana caprina.

 

Venendo a noi, devo ammettere che nerd e geek mi stanno simpatici. Mi fanno umanamente tenerezza e li apprezzo millemila volte più dei dementi palestrati stile tronista di “Uomini e donne”.

In un lontano passato ho forse rischiato anch'io di rientrare nella categoria. Erano i tempi famosi delle scuole superiori, dove devi per forza rientrare in qualche categoria. Oggi ci sono gli emo, i goth, etc etc. Una volta la scena se la spartivano paninari e dark. Ma due grandi “famiglie” esistono praticamente dalla notte dei tempi: i secchioni e gli “sportivi”. Tutto il resto passa, ma loro rimangono.

Diciamo che non sono mai stato uno sportivo (termine che comprende ben altre cose rispetto al mero “fare sport”, non fraintendete). Per fortuna non sono mai stato nemmeno un nerd, anche del secchione me lo son preso tante volte. E, innegabilmente, avevo degli interessi che ancora oggi vengono attribuiti arbitriamente ai nerd: i giochi di ruolo, la lettura (certo, perché chi legge è necessariamente un disadattato sociale, no?), l'horror, la fantascienza.

Come ho già scritto i secchioni mi stanno molto simpatici, e li credo in realtà capaci di atti d'umanità ben maggiori rispetto a molti loro coetanei. Ma non credo che si debba essere orgogliosi di venir catalogati come nerd. L'asocialità non è un valore, bensì un ostacolo. Può non piacere, ma è così. Inoltre occorre saper valorizzare le proprie passioni, non ridurle a burlette ossessive.

Ed è su questo che concentro le mie attenzioni.

Ci sono moltissime peculiarità – ma io le chiamerei fisse – che contraddistinguo i nerd. Ecco le cinque che più mi colpiscono, in negativo, da sempre. Pur sempre con rispetto e un po' di ironia, eh!

 

  1. Imparare a memoria le supermosse

 

Ok, da anni non sono più appassionato di videogiochi, ma lo sono stato fino al 2000/2001. Eppure, nonostante tutto, non ho mai avuto quella foga assurda di conoscere le meccaniche di un videogame fino al dettaglio microscopico. Salvo rare eccezioni, non mi sono mai smesso a cercare i “trucchi” sui siti internet, né a scaricare i tremendi “manuali delle supermosse”.

È ancora vivo in me il ricordo di alcuni amici che si stampavano 100 pagine di guide amatoriali per imparare a combattere perfettamente in giochi come Street fighter o Soulcalibur. E poi ne illustravano i passaggi: “devi fare mezza rotazione con la levetta di sinistra, un quarto con quella di destra, contare dieci millesimi di secondo, poi saltare avanti e schiacciare A+C+BB. Fantastico!”

 

  1. I Trekkie

 

Ovvero gli addicted di Star Trek. Una serie televisiva che sembra ritagliata apposta sui geek. Ecco, molti trekkie mi fanno paura. La parola "trekkie" non è però gradita a molti dei fan stessi, che la ritengono leggermente denigratoria (probabilmente a causa di un'assonanza con il termine groupie), e che quindi tendono a preferire la variante "trekker".

Imparare il dizionario Klingon a memoria, o la fisiologia vulcaniana, sono cose che mi inquietano un po'. Il distacco dalla realtà mi sembra fin troppo esagerata. Giusto, dottor Spock?

“Signor Scott, mi porti su.” (Di solito detto nelle situazioni più improbabili, ovvero davanti a qualche bella ragazza.)

 

  1. Gli smanettoni del PC

 

Io senz'altro soffro di una forma di internet-dipendenza. Tuttavia le mie capacità tecniche in materia sono poco più che elementari. Non so come si crea un programma, non so montare e smontare i componenti di un computer, non ho quasi nessuna capacità da hacker, né tantomeno conosco le differenze tra essi e i cracker, i lamer etc etc. Al limite e per assurdo posso capire che acquisisce tali conosce per un mero tornaconto economico, tipo chi clona le carte di credito, mentre mi sfugge la presunta bellezza di azioni quali imparare a forzare un sistema solo per dire “so farlo”. Probabilmente tale bellezza esiste, solo che io non so percepirla. Ogni volta che sento parlare uno smanettone mi viene solo da rispondere: “Ok, hai passato 35 ore per forzare queste difese ed entrare nel sito tal dei tali. Una volta che ci sei riuscito hai spento tutto e hai esultato, parlandone in chat coi tuoi cyberamici hacker. E ora?”

 

  1. I power players

 

Il termine è nato nei GdR (giochi di ruolo). Indica i giocatori che mirano a privilegiare il conseguimento della vittoria a discapito dell'aspetto interpretativo e dello spirito del gioco. A tal fine di solito cercano di destreggiarsi al limite delle regole, o ad utilizzarle a proprio vantaggio, nonché a scapito del buon senso e della logica della storia interpretata. Sono generalmente accusati di essere scomodi agli altri giocatori e al Master, poiché il loro approccio tende a rovinare l'atmosfera.

Successivamente il termine è stato usato anche nei MMORPG, ovvero la trasposizione dei GdR nel mondo dei videogiochi. Ma a causa di diverse meccaniche, ovvero la rigidità dei programmi che non permette libera interpretazione, si è persa per grandissima parte il senso del gioco di ruolo.

 

“Ok, sfodero la mia spada lunga ammazzadraghi +5, bevo la pozione d'invulnerabilità, indosso il mantello di protezione +4, mi fanno lanciare un incantesimo di velocità dal mago e quindi... attacco il locandiere per rubargli la licenza del locale. Ricordati che essendo ci allineamento caotico neutrale un gesto folle è nelle prerogative del mio personaggio.” 0_0

 

  1. Collezionare fumetti Marvel

 

Io sono un avido lettore di fumetti della Casa delle meraviglie. Trovo alcuni loro personaggi insuperabili: Il Punitore, Iron Man, Magneto, Wolverine. Tutti cool e al contempo umanissimi. Eppure il metodo di pubblicazione scelto dalla Marvel e aberrante: saghe lunghissime, frazionate in poche pagine che vengono poi diluite in decine e decine di uscite bisettimanali o mensili. Il contrario, per esempio, di quello che fa la Bonelli in Italia. E poi ci sono i corsi e ricorsi dei fumetti supereroistici: personaggi creduti morti che ritornano in vita qualche mese dopo, buoni che diventano malvagi, coppie che nascono e si dissolvono, etc etc. Alla lunga questo stanca anche il più appassionato lettore. Ma non i geek, che collezionano ogni singolo album, spesso imparandoli a memoria. Sono i Marvel-zombie. Inquietanti!

“Nella saga delle Terre Perdute, numero 245, pagina 12, Tony Stark diceva di amare più il gin che il bourbon. Invece nel numero 311 hanno scritto l'esatto contrario. Che incompetenti!”




Tags: cose quotidiane, giochi di ruolo, internet, marvel, riflessioni, top five, umorismo
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