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ussaro

IL BLOG SULL'ORLO DEL MONDO

Scrittura, narrativa di genere, cinema, misteri, ucronia e altre amenità.

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Bohème nostro malgrado
ussaro
mcnab75



Ogni settembre facciamo dei buoni propositi, che le circostanze ci fanno puntualmente disattendere.

Il mio, da un paio di anni a questa parte, è quello di guardarmi intorno e di cercare un lavoro affine alle faccende di cui mi occupo sul blog. Non lo scrittore, intendiamoci. In Italia non si campa di scrittura. Prima lo capite, meglio state.

Il punto è che non si campa nemmeno d'altro. Non di fantastico, non di insolito, non di critica narrativa o cinematografica (in questi ultimi due casi la possibilità forse c'è: basta mettersi proni e imparare a scrivere marchettoni epocali).

Nel paese dove a ogni aspirante ballerino-cantante-figurante viene data una possibilità, non vi è alcuno sbocco per chi, come me (e come Elvezio, come Davide, come tanti altri amici blogger) , si occupa di "stronzate". Il punto forse sta tutto qui. Ho la netta sensazione che i nostri connazionali considerino la fantasia e i suoi derivati cose inutili e dannose. Basta vedere che fine hanno fatto il nostro cinema e la nostra narrativa di genere.

E se una cosa viene reputata inutile non ci si investe.

Non me la voglio prendere con editori o produttori. Non questa volta. Il problema sta molto più in alto. In istituzioni che non hanno tutelato la cultura, nemmeno quella popolare (come potevano essere gli horror e gli western italiaci degli anni 70 e 80). Non ci sono incentivi, investimenti, nulla.

Nessuno campa delle cose di cui mi occupo io. All'estero, nel cosiddetto Occidente, sì. Ci sono siti che pagano chi scrive per loro, e anche riviste cartacee. Probabilmente questi editori lo fanno perché sono inseriti in un sistema che funziona, che dà tornaconti.

 

Intendiamoci: io non voglio arricchirmi. Ma, se ci fosse la possibilità di guadagnare anche solo 1000/1200 euro al mese, valuterei seriamente l'eventualità di lasciare un lavoro più remunerativo per occuparmi a tempo pieno delle mie stronzate. Vivrei in modo più spartano, ma più felice. Almeno credo.

 

Ma si sa, questa è la vera fantasia. Lasciamo il mondo alle persone più serie, tipo gli opinionisti politici, i provinanti dei talent show, gli addetti ai call center, i televenditori e i finti cronisti d'assalto in stile Striscia la notizia.

In mancanza del mecenatismo disinteressato, forse è meglio così.




Post che più amaro non si può.
Soprattutto perchè è vero.

Quando penso che in America i blogger più quotati riescono a guadagnare roba come 50 mila dollari l'anno, e quelli "a conduzione familiare" con un centinaio di lettori fidelizzati racimolano un 1000 euro, mi viene il freddo addosso. Altro mondo.

Se penso che gente come Ende, Martin, e Gaiman scrivono di fantastico (e quindi di stronzate) mi viene il freddo addosso. Altro mondo.

Guardo le puntate del Doctor Who. E non posso che rimanere a bocca aperta davanti al genio creativo di gente come Moffat e Russel T Davies. Altro mondo. Soprattutto perchè qua il massimo della creatività sono "I cesaroni" o "Un medico in famiglia 34".

E quando quelle poche cose buone che ci sono qua in Italia, siano esse di scrittura, musica, film o telefilm (perchè comunque ci sono) vengono SEMPRE cancellate/censurate/tagliate allora penso che siamo senza speranza.

Forse, in mancanza del mecenatismo, si farebbe meglio ad andare là dove la creatività non dico venga sempre e comunque premiata, ma per lo meno rispettata.

Angelo

Sì, c'è molta amarezza. Poi passa ma per ora c'è.
Le cifre che tu citi sono quelle che sapevo anch'io, grazie per avermele confermate.
Qui in Italia un blogger può al massimo aspirare a essere invitato a fare un provino al Grande Fratello, come curiosità umana, tipo le scimmie allo zoo. Ma proprio al massimo.

Purtroppo, per così dire, io so moltissime "stronzate", a cui tengo moltissimo (altrimenti non me ne occuperei fin da ragazzino). Ma un domani, quando magari avrò un mutuo da pagare, ce ne vorrà a pensare ancora a zombie, a libri horror e ai draghi...
Comunque finché si può si resiste.

Curiosa coincidenza: ho sul comodino non uno ma due libri con la parola "Boheme" nel titolo.

Concordo sull'amarezza - pensa che in USA e in Gran Bretagna viene pubblicata periodicamente la guida ai lavori per appassionati di polizieschi, di occulto, di fantascienza...
Qui da noi è follia.
Ho un amico criminologo che fa il casellante.

Sul mio versante, non mi lamento esageratamente - ancora per un paio d'anni sarò pagato per dare la caccia ai dinosauri.
Non solo sussistenza, quindi, ma anche gratificazione.
E riesco a trovare sbocchi per fare conferenze pubbliche sul fantastico, sullo steampunk, sulla scienza - non mi pagano, ma èuna soddisfazione.

Poi, provi a proporre qualcosa di più approfondito, provi a chiedere un finanziamento o una sponsorizzazione non per arricchire, ma per poter dare ai partecipanti il meglio, e si fa il vuoto assoluto.

Cambierà?
Non credo.
Ma nulla mi impedisce di provare a farlo cambiare...

Davide Mana

Credimi anche col mutuo,bollette e famiglie uno spazio per le proprie passioni che siano zombi o alieni si riesce sempre a trovarlo,magari solo,appunto come passione ma si riesce.
Perlomeno io ce la faccio,anzi quando lotti per conservare il proprio animo di appassionato dopo si apprezzano anche solo poche pagine di un fumetto lette al giorno.
L'Italia,purtroppo ha sempre speso cifre risibili per la propria cultura e sto parlando di governi di tutte le parti,istituzioni,enti televisivi e quant'altro.
Ora se consideriamo che arte,storia,bellezze paesagistiche,musica,teatro,cucina ma anche cinema horror,fumetti erano biglietti di presentazione dell'italia nel mondo ci sarebbe da piangere per la politica miope che ha distrutto tutto questo.
In realtà non sappiamo fare sistema.
Certo anche in atri paesi hanno il loro BIG BROTHERS o X FACTOR ma accanto a questo anche programmi sulla letteratura in prima serata.
Magari le nostre reti televisive assieme ai soliti preti,suore,poliziotti,carabinieri,santi,detectives,famiglie detectives e Un MEDICO NELLA FAMIGLIA CESARONI ricominciassero a fare chessò io una qualcosa di diverso o il nostro stato ricominciasse ad investire qualcosinA nella cultura,magari non si risolverebbe il problema ma potrebbe essere una inversione di tendenza e magari un domani ci potrebbero essere i vari Elvezio,Mana e Girola che potrebbero anche vivere dei frutti del loro appassionato lavoro,anche in parte.
Per ora la tele trasmette la replica di CARABINIERI e me tocca leggermi SPIROU in edizione originale mandatami da un'amica Belga.
Bello,no?
Nick

Bellissimo, come no!
Dillo a me che oramai vedo più film in inglese sottotitolati, che non in italiano, visto che ne arrivano più o meno la metà di quelli che passano all'estero.
Senza parlare dei libri in lingua originale che oramai acquisto in quantità paritaria o superiore rispetto a quelli italiani.
E' come se l'intero paese, o meglio la sua classe dirigente, abbia lanciato una damnatio memoriae su tutta una grande categoria di cultura popolare...

Mi ricollego a un mio articolo, "Il Regime di Realtà".
È il regime che c'è da noi, dal quale neppure la fantasia ha il potere di uscire.
Da noi solo dosi quotidiane di sana realtà. Fantasticare è dannoso, fa diventare ciechi, come altre pratiche ormai desuete.
Il bello è che per diventare un morto di fame, dato che di quelle cose mi volevo occupare, ci ho pure studiato sopra per quattro anni. Adesso ho un bel pezzo di carta (igienica) che attesta che ho studiato cose, tipo la letteratura, va, che in Italia sono considerate sciocchezzuole, roba vanesia da bambocci e falliti.
Mi devono quattro anni di vita.

hell

Sì, quel post era molto bello, triste e veritiero. Però concordo con quanto dice Cyberluke: fare i ribelli in quattro gatti, senza poteri pratici, è inutile. Certo, vale la pena SEMPRE sottolineare lo schifo di queste cose, ma non si riuscirà mai a cambiarel...

"Ho la netta sensazione che i nostri connazionali considerino la fantasia e i suoi derivati cose inutili e dannose."
Parole sante. Anch'io da tempo sono infastidito dalla stessa considerazione.
Roba da sfigati, "stronzate", dicono. In fondo, la suoneria che urla disprezzo verso l'allenatore incompetente, reo di aver macchiato l'orgoglio (what?) nazionale è di gran lunga preferibile ai racconti fantastici di un Poe a caso.
Non sono solito guardare la TV, ho già troppi fattori che avvelenano la mia giornata, ma oggi mi son ritrovato sul divano con la diabolica compagnia di Italia1 e della martellante pubblicità della suoneria suddetta. Sono giunto alla conclusione che il pulsante rosso sul telecomando sia una ventata d'aria fresca per la mente.

Post assolutamente veritiero. Mi assorda vivere inserito in un contesto simile. Possiamo cambiare le cose? Quasi utopistico.
Ho detto la mia.
Saluti,
Daniele.

P.S
Ehi, il mio secondo commento in poco tempo. Pare che il tuo de-lurking abbia avuto successo! ;)



Grazie per il delurking costante ;) Mi fa piacerissimo!
Purtroppo la tua ultima considerazione è la più amara ma veritiera. In Italia non cambia mai nulla. Questo mi hanno insegnato i miei 34 anni in questo paese. Se cambiasse l'Italia, magari a cambierebbe anche un po' la gente...

Post a dir poco potente, interessante. Leggo una sofferenza reale nelle tue parole, ma forse c'è anche una resa e un pessimismo anche negli vari commenti che alla lunga sono forse anche controproducenti. Anche la sitccom sui carabinieri o la storiella familiare sono fantasia e stronzate, perché niente è reale e lo scopo è sempre quello di assecondare il gusto di qualcuno per intrattenerlo. Quello che conta è il contenuto e quello che una storia ti lascia, non il mostro o il personaggio buffo o quello che può rientrare in un determianto genere.

Se ci pensi anche questo post parla di realtà, per cui forse anche la realtà è davvero "meglio" ma bisogna trovare il modo per dargli quella dignità che alle volte manca. Io credo che non sia solo un problema degli altri, dell'ambiente dove viviamo e del "posto" e dei gusti. Anche la fantasia tanto amata in certi paesi è frutto di richieste di mercato: gli autori di storie fantastiche sono davvero così liberi, o devono comunque seguire gusti e richieste e imposizioni varie? Lì forse il telefilm sui carabinieri non funzionerebbe, e forse qualcuno si sente tagliato fuori.

Alle volte dire che non cambia niente e non ci sono possibilità è anche un bel modo per alzare le mani. A cambiare o almeno a provarci ci vuole coraggio, e per fare 1000 euro al mese ci sono milioni di modi, non è che stai cercando la luna. Non è che il mondo finisce dietro la porta di casa. Per me un percorso fuori dai binari rischia anche di andarsi a schiantare da qualche parte, è vero: come già detto, ci vuole coraggio o forse bisogna essere un po' matti.

C'è un sacco di gente che ha mollato tutto, è partita, ha scelto di non mollare o si è inventata una vita "nuova", non è che saresti il primo. Per me puoi anche andare un anno a San Francisco a vendere copioni come fanno nei film, o imparare il tedesco e fare l'artista in qualche palazzo berlinese occupato. Però o lo fai o non lo fai, la via di mezzo del vorrei ma non posso è solo una continua delusione.

E qui ammetto la mia codardia: non sono tipo da fughe all'estero con lo zaino in spalla. Magari dovevo farlo anni fa.
Comunque, se me lo concedi, non è nemmeno giusto fuggire. Come paese abbiamo il potenziale per occuparci anche di queste arti popolari. Diamine, non siamo il Ruanda o il Laos! Che cambiasse la mentalità delle nostre istituzioni... Dei nostri "intellettuali"... non è che dobbiamo scappare per forza all'estero. O sì?

(no subject) (Anonymous) Expand
Leggo questa mattina i vostri commenti e devo dire che sono consolatori, lenitivi. Se non altro avere la medesima consapevolezza di ciò che ci circonda mi fa sentire meno solo nel fare queste considerazioni.
Una cosa mi ha colpito, tra quelle che ho letto: certo, all'estero non è che pensino solo alle suddette "stronzate". Anzi, innpaesi come USA e UK ci sono frivolezze pari alle nostre, a livello di talent show e di televisione. Però c'è più varietà, e così anche al cinema e in narrativa.
Oppure, allarghiamo il discorso: in quei paesi anche i fashion bloggers, quelli che si occupano di tendenze di moda si fanno dei bei soldi appena riescono a fideizzare un certo numero di lettori. Alla settimana della moda di Milano ne hanno invitati (pagati) molti. Erano quasi tutti stranieri, e sotto i 30 anni.
Da noi nemmeno questi hanno sponsor e riconoscimenti economici. Semmai meglio strillare idiozie davanti a una webcam (Gemma del sud, che io affiderei a un plotone d'esecuzione birmano) e sperare che Simona Ventura ci inviti a "Quelli che il calcio".
Riassumendo: l'importante è non esprimere idee sensate. Tutto il resto va bene.

Io purtroppo ho perso ogni fiducia. Ho raggiunto la certezza che questo paese non potrà mai cambiare, se non in peggio (più di così sembra impossibile, ma raggiunto il fondo si può sempre scavare...)
Il mio unico rimpianto è non essere andato all'estero quando ero più giovane. Sarebbe stata dura, ma avrei potuto provare a costruirmi una vita in un paese civile. Ormai è tardi, la mia unica consolazione è pensare che sono un solitario, quindi il fatto di isolarmi da questa società di cui non riesco proprio a sentirmi partecipe potrebbe essere semplicemente un mio problema caratteriale, e non avere nulla a che vedere con la nazione in cui vivo...

il fatto stesso che esista questo blog e che ci siano questi commenti è indice che qualcosa può essere cambiato. Occorre cercare con il lanternino le cose buone ma ci sono, è che sono sommerse da montagne di cacca! In un paese dove si stampano 3 (tre)!!! giornali sportivi TUTTI i giorni dell' anno cosa pretendi dopotutto?
Beppe

Di nuovo, dico che a me basterebbe che ci fosse varietà. Per venti commentatori sportivi che parlano una media di 21 ore settimanali (le ho contate) di calcio, mi piacerebbe che ci fosse posto almeno per due o tre persone (retribuite!) che si occupano di libri o di film di genere. Non roba alla Ciak, ovviamente...

Bohème nostro malgrado

(Anonymous)
Il tuo post fotografa molto bene la situazione in Italiastan,nessun rispetto per la cultura fantastica e in generale per niente.Un tempo anch'io mi illudevo di trovare professioni perlomeno affini ai miei interessi ma ho dovuto sbattere la testa contro un bel muro.Quello che mi fa incazzare è che molte volte ho l'impressione che la vera ragione di tutto questo sia solo la pigrizia,il non voler fare niente tantomeno se si tratta di qualcosa di nuovo.
P.S.Ti ricordi quando feci notare parlando di "Demoni" di Bava che un sequel cartaceo ci sarebbe stato bene?In America in questi giorni lo stanno realizzando,alla faccia nostra.Potevamo farlo anche noi,dato che quel film è un cult anche da queste parti,ma come sempre ci svegliamo tardi!
(La notizia la trovi su Bloody disgusting)
Il vampirologo che ride

Re: Bohème nostro malgrado

Esempio davvero lampante e palese, purtroppo... Oramai non ci resta che Tarantino a scimmiottarci, ma mi sembra di essere dei Panda in via d'estinzione...

Bella riflessione che merita qualcosa di più di due parole scritte in fretta. Prima di tutto una piccola indicazione sul futuro, ti posso dire che con il mutuo da pagare e un figlio di tre anni lo spazio per le 'cazzate' si trova lo stesso. Poco, troppo poco, ma c'è. Immagino tu stia molto meglio, eh? :-(
Vorrei prendere spunto da una piccola vicenda televisiva recente, ovvero i telefilm dedicati all'ispettore Coliandro (personaggio creato da Lucarelli, i Manetti Bros alla produzione e regia). Come saprai già l'ultima serie è stata praticamente troncata nello sviluppo malgrado gli ottimi risultati precedenti e un seguito notevole nel pubblico. Si è detto in buona sostanza che era un progetto troppo costoso da finanziare e che la RAI non aveva i mezzi necessari. Questo episodio cosa dimostra? Che la più grande azienda italiana 'culturale' (sì, puoi metterti a ridere) non ha la capacità di investire per ottenere un risultato. Non dal punto di vista meramente economico ma progettuale. Essendo ostaggio di logiche che niente hanno a che vedere con l'azienda e con il mercato con cui si confronta. La RAI funziona benissimo solo come paradigma dell'Italia.
Ti si potrebbe anche dare un suggerimento da Ser Biss, ovvero provare a fare un'operazione come il tuo blog in lingua inglese. Significa rivolgersi al mercato d'oltremanica e d'oltreoceano per la maggior parte e sostanzialmente abbandonare quello che stai facendo qui dal momento che ti sarebbe impossibile sostenere entrambe le cose. Non mi dirai che non ci avevi pensato, vero?
Tuttavia potrebbe anche rappresentare una fuga, l'ennesimo cervello che pur rimanendo fisicamente in Italia de facto emigra in cerca di lidi migliori. A me hanno insegnato che il grano non cresce sulla pietra e culturalmente qui c'è il deserto.
Per le mie piccole cose sto prendendo qualche contatto con gli USA, almeno si degnano di rispondere quando vengono interpellati. Ti terrò informato, come sempre.

Ottima e coraggiosa scelta, ovviamente tienimi aggiornato!
Purtroppo non ho le capacità linguistiche per affacciarmi a quel mercato, ma ovviamente ci ho pensato diverse volte. Mi ero fatto fare anche dei preventivi di traduzione di un paio di mie nove (Antiqua gens, RS33). Una volta che li ho avuti in mano ho capito che non era cosa fattibile.
Allora non ci resta che combattere qui, nel deserto, sperando che almeno la fine del berlusconismo porti a rialzarsi, non dico di tanto, ma di un gradino o due.

Che post amarognolo, giusto prima del weekend.
Però meglio così, che se usciva di lunedì mi ammazzavo.
Io non faccio il tuo/vostro mestiere, e con la creatività mi ci guadagno da vivere, in teoria.
In pratica, è una creatività molto addomesticata ed asservita.
Non è un caso che sul mio blog pubblico assai raramente lavori commerciali (per clienti che trovereste parecchio altisonanti) e più volentieri cose mie che so che non venderò mai.
Siamo nati nel paese sbagliato?
Probabile.
Dovevamo andarcene prima, appena fiutato l'andazzo?
Poco ma sicuro, ma, come si dice: la speranza è l'ultima a morire.
E ora?
E ora niente. Ora restiamo in finestra.
Ma, se dobbiamo aspettare, come scrive qualcuno qua sopra, che ci sia un'inversione di tendenza pilotata dall'alto, allora mettiamoci l'anima in pace. Quanto alla rivoluzione culturale proveniente dal basso (io, tu, noi), siamo troppo pochi.
Può essere divertente provarci, ma dall'altra parte sono più forti, più numerosi, e hanno l'incredibile forza dell'ottusità.
Provate a togliere il calcio o i reality agli italiani, e state a guardare che succede.

Amico mio, io ti leggo sempre molto attentamente. Mi è rimasta impressa una tua affermazione sulla maglietta di Astroboy che hai portato a Londra.
Indossandola qui ti prenderebbero per un nerd, se non per un ritardato. Là sei solo uno che ha i suoi giusti interessi, e magari ti guadagni anche qualche occhiata ammirata.
Le magliette dell'Arsenal e del Tottenham convivevano a fianco di quelle più stravaganti e a quelle "geek". E a indossare non erano dei deviati mentali.
Che la differenza sia tutta qui?

Stamattina ho scritto un post sullo Zen, per cercare di staccare dalla misera quotidianità, poi sono passato a leggerti e boom: una palata sui denti.
Ti capisco.:-(
Spero ti consoli questo fatto: ho un fratello musicista di professione (chitarrista, flamenco). La critica lo considera un crack, ma per racimolare i soldi per poter suonare e vivere deve spostarsi continuamente in Spagna, dove gli scrivono articoli sui giornali e lo trattano per quello che vale.
Qui da noi lo chiamano i "big" per essere accompagnati sul palco di Sanremo, ma al massimo gli dicono bravo. Non ti scrivo delle proposte che gli arrivano dai nostri enti: comune, provincia ecc... ecc...
Quando ne parlo con lui ci facciamo un sacco di risate... amare :-(

Non dirlo a me... Una mia carissima amica è una nota cantante. Pop, ma autrice di pezzi che spaziano dall'amore alla guerra, alla morte, alla critica sociale.
Fosse nata a Londra sarebbe nota a livello mondiale. Ma è nata in Italia e le hanno consigliato di scrivere testi più terra-terra, "adatti a tutti".
Si gioca sempre al ribasso :(

Per citare Francesco Dimitri:
"I difensori del realismo sono i cani da guardia dell’Ordine.
Noialtri siamo gli intrusi.
Gli estranei…"

Per questo vorrebbero farci morire di fame, aggiungo io ;-)

Ah sì: di certo chi usa la fantasia è pericoloso... ce lo fanno capire in ogni modo. Eccezioni: i calciatori, i tronisti, lady GaGa :-P

Aggiungo a tutti: la cosa che non perdonerò davvero al berlusconismo non sono le truffe i magheggi e le amicizie mafiose, bensì aver creato una classe dirigente che fa dell'anticultura un emblema, un caposaldo. Preferivo i ladri ma acculturati. E non parlo per esagerazioni, la penso davvero così.
Siano maledetti sempre.