Alessandro "McNab" Girola (mcnab75) wrote,
Alessandro "McNab" Girola
mcnab75

Il vampiro del mare (di Charles Eric Maine)




Il vampiro del mare

di Charles Eric Maine

 

Sinossi

 

L'Apocalisse parte in sordina, ed è causata dalla mano dell'uomo. Alcuni esperimenti nucleari anglo-americani creano una frattura nella crosta terrestre, sul fondo dell'Oceano Pacifico. Nei mesi seguenti dei terremoti sempre più frequenti colpiscono dapprima l'Asia e poi anche il resto del mondo. Ma il vero pericolo è un altro, più incredibile e letale: le acque di tutti i mari stanno defluendo nelle immani crepe create dagli ordigni atomici. Nel giro di poco tempo la Terra diventerà un pianeta arido e destinato all'estinzione.

Solo una piccolissima percentuale di esseri umani riuscirà a salvarsi, rifugiandosi ai due poli. Ma a chi toccherà sopravvivere e a chi morire?

 

 

Commento

 

Un ottimo libro d'annata, recuperato sulle miracolose bancarelle dell'usato, in edizione Oscar Mondadori degli anni '60, a ben due euro. A volte tanto basta per rallegrare una giornata.

Il vampiro del mare (titolo originale The tide went out) è un tipico esempio di fantascienza catastrofista inglese di metà novecento. Un periodo d'oro per gli amanti di questo genere. La paura per il futuro, la Guerra Fredda e la minaccia atomica facevano presagire un futuro tutt'altro che roseo per il pianeta, ma stuzzicavano come non mai la fantasia degli scrittori.

Tra gli anni '50 e i '60 vennero pubblicati decine e decini di romanzi in cui autori di grande calibro si sbizzarrivano nell'immaginare la triste fine che avrebbe fatto il nostro pianeta. Una parziale (parzialissima) lista di titoli la potete trovare nel mio dossier a tema.

Ai già plurimamente citati James Ballard, John Christopher, Wilson Tucker e John Wyndham aggiungo di buon grado Charles Eric Maine, di cui non leggevo qualcosa da anni.

 

Inglese fino al midollo, Maine fu anche aviatore della RAF in Nord Africa durante la Seconda Guerra Mondiale, ma fu soprattutto un buon autore di fantascienza, tanto che una sua opera, Spaceways, diventò sia un programma radiofonico che un film.

Il romanzo che vi sto presentando è invece The tide went out, da noi tradotto come Il vampiro del mare. Si vede che i succhiasangue “tiravano” già negli anni '60, visto che il libro, pubblicato in Gran Bretagna nel '58, arrivò da noi pochi anni più tardi.

A ogni modo Dracula e soci non hanno nulla da spartire con il romanzo di Maine, come si deduce dalla sinossi che vi ho riportato. Trattasi bensì di un'opera di fantascienza catastrofica. Il presupposto da cui parte – esperimenti nucleari che danneggiano i fondali oceanici – è piuttosto fantasioso, direi anzi ben poco credibile. Tuttavia il romanzo è godibile, molto snello (160 pagine o giù di lì), non superficiale come altri titoli dell'epoca. Ed è anche invecchiato piuttosto bene.

 

Maine descrive la fine del mondo partendo dal momento in cui le avvisaglie sono minime. Il protagonista del libro, Philip Wade, è un abile giornalista che viene reclutato dal governo inglese per un progetto di “cortina fumogena mediatica”. Il suo compito sarà quello di minimizzare le notizie sempre più drammatiche che arrivano da tutto il mondo, dando modo così al governo di approntare in gran segreto delle basi artiche dove trasferire i pochi prescelti che scamperanno alla distruzione totale. In altre parole, a lui toccherà creare disinformazione.

Non dunque un personaggio positivo, il nostro Wade. Ma nemmeno un villain, bensì semplicemente un uomo come tanti che, al momento di decidere se crepare insieme a una moltitudine di poveracci per non venir meno all'etica, preferisce dare una mano a coloro che possono invece garantirgli la sopravvivenza.

 

Stupisce la capacità dell'autore di condensare tanti avvenimenti in poche pagine, senza però rinunciare a un certo approfondimento psicologico del protagonista. Un'abilità di sintesi che è andata senz'altro persa nei decenni successivi, con il dilagare di trilogie e saghe infinite.

Da recuperare, se non avete grandi pretese e se vi basta spendere due o tre ore in una lettura piacevole e divertente.

 

Per chi fosse interessato, dispongo anche del romanzo in file PDF. Contattatemi in privato per averlo.

Tags: catastrofismo, fantascienza, fantascienza catastrofica, recensione, recensioni
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