?

Log in

No account? Create an account
ussaro

IL BLOG SULL'ORLO DEL MONDO

Scrittura, narrativa di genere, cinema, misteri, ucronia e altre amenità.

Previous Entry Share Next Entry
Ventenni che ci uniscono
ussaro
mcnab75



Più che celebrare la Pasqua, direi che quest'anno è opportuno dedicare un articolo al 25 aprile, che incidentalmente coincide con le festività religiose. Faccio dunque coincidere il mio angolo del sabato sulla Storia con un ragionamento sui due Ventenni dell'Italia, quello vecchio e quello contemporaneo. Sarà facile scoprire di come il presente può essere assai peggiore rispetto al passato, che a quei tempi sembrava un incubo.
Poi, ve lo prometto, non parlerò più di politica per qualche mese.

 

 

Da storico imparziale non amo la retorica né il tifo calcistico applicato alla politica. Eviterò quindi di rifilarvi i soliti predicozzi sull'importanza della Liberazione, del movimento partigiano e degli Alleati che sacrificarono migliaia di giovani per venire a liberarci dagli oppressori tedeschi.

Allo stesso tempo ammetto che in Italia manca ancora una storia condivisa, una seria discussione su cosa fu il Fascismo nelle sue due fasi (rivoluzionario e dittatoriale) e anche su cosa rappresentò la Repubblica di Salò, a cui aderirono moltissimi volontari che, va da sé, non potevano certo essere tutti degli assassini invasati.

Forse il nostro paese avrebbe meritato la sua Norimberga e una minuziosa e imparziale ricostruzione storica del cosiddetto Ventennio, cosa che invece nessuno (o quasi) si prodigò nel fare.

Basti pensare che fino al '43 gli italiani erano tutti fascisti, e dopo l'otto settembre di quell'anno era tutti antifascisti.

Del resto Mussolini stesso, a dispetto di tutti i discorsi pubblici sul nuovo impero e sulla gloria rinnovata della patria, in privato diceva che “Governare gli italiani non è difficile, è inutile.”

 

Da allora cos'è cambiato? Praticamente nulla. La nostra giovane e sperimentale democrazia ha vissuto qualche decennio di prosperità, più dovuta all'alleanza atlantica che non a meriti propri, salvo poi ritornare più o meno al punto di partenza.

Abbiamo un nuovo “uomo forte” al comando, solo che probabilmente non vale un dito mignolo di Mussolini. Lungi da me l'intento di tracciare un quadro glorificatore del Duce, ma occorre ammettere che, nel suo concetto antidemocratico e totalitario di Stato, era un leader che mirava in maniera paritetica al proprio prestigio e a quello del paese. Potremmo perdere ore nel discutere di quanto poi la megalomania del maestro di Predappio abbia portato l'Italia alla distruzione totale, annullando tutto il lavoro compiuto negli anni precedenti, in cui il piglio deciso di Mussolini veniva riconosciuto e incensato da mezzo mondo. Anche se questo è un aspetto che gli storici, specialmente quelli anglofoni, tendono a dimenticare nei loro saggi. Andatevi per esempio a vedere quanta stima riponeva Churchill nel Duce prima del '39, e vedrete che la storia ufficiale ha più sfumature di come ve la raccontano a scuola.

Al contrario l'Amato Leader ha un solo interesse: salvare i suoi interessi personali e quelli dei suoi parenti e collaboratori. L'Italia? Una sorta di azienda-paese in cui dei sindacalisti particolarmente combattivi (la magistratura) rompono le palle al padrone, il quale pensa invece che tutti dovrebbero baciargli i piedi perché è ricco. I concetti di Stato, di patria (cara alla destra) e di popolo (caro alla sinistra) sono sempre più parole svuotate di significato. La politica è lontana dall'uomo comune (al contrario di quel che accadeva nel Fascismo e nel Comunismo), riservata a una casta di privilegiati senza arte né parte.

 

A ogni modo, dicevamo: siamo passati dall'ex maestro di scuola diventato Duce degli italiani, all'ex stornellatore diventato Amato Leader di un paese popolato da amebe. Perfino paragonato a un dittatore tra i più odiati del '900, il Cavaliere fa una figura barbina. Dalle mie parti si direbbe “da cioccolataio”.

Mussolini ebbe quantomeno la capacità di comprendere che certi lacché, come il folkloristico Achille Starace, stavano trasformando il fascismo in burletta. Appreso ciò, li cacciò. Al contrario l'Amato Leader ha utilizzato vent'anni di politica attiva per allontanare i collaboratori più validi, tenendosi a fianco nani, ballerine e personaggi dal profilo più che mediocre.

C'è da dire che il fascismo, a differenza del berlusconismo, fu caratterizzato da un plebiscito quasi totale, che culminò senz'altro con la proclamazione dell'Impero. Rapportata con la società globale di allora, l'Italia appariva come un paese in progresso, in lenta trasformazione da un'economia agricola a una industriale. Il consenso popolare, quello “di pancia”, era quindi a suo modo giustificato da un apparente benessere, che poi Mussolini sacrificò sull'altare della guerra.

Il lavoro di fantasia di alcuni scrittori ucronici – non ultimo Enrico Brizzi – fa risaltare la possibilità che un'eventuale neutralità italiana in guerra avrebbe comportato la sopravvivenza del fascismo almeno fino agli anni '60. Un po' come avvenne in Spagna per Francisco Franco e il falangismo. Pare più che una possibilità remota. La prova ce l'abbiamo sotto gli occhi: l'Amato Leader rischia di vincere le elezioni da qui alla sua morte, questo senza aver mai realizzato l'1% del programma “liberale” sbandierato nel 1994. A suo confronto non appare blasfemo affermare che l'Italia Fascista fu cento volte più dinamica e in crescita rispetto a quella odierna.

 

Per contro oggi viviamo – così dicono – in una democrazia reale. Non a caso l'Amato Leader riceve bordate da ogni lato e, grazie al cielo, la possibilità di criticare aspramente il suo operato è garantita a tutti. Ciò nonostante nessuno sembra in grado di proporre una valida alternativa, né i tanti movimenti di protesta riescono a far leva sull'elettorato medio, quello che apprezza il Cavaliere in quanto espressione dell'uomo arricchito, simpatico, pieno di donne e con un machistico disinteresse per la cultura.

Quindi, senza tirarla troppo per le lunghe, circa sessantacinque anni dopo quel 25 aprile abbiamo pochi partigiani validi, un dittatore senza alcuno spessore storico-sociale, sostenuto da fanatici che non sognano più di morire per non tradire un'alleanza (per sbagliata che fosse), bensì di bombarsi Raffaella Fico, di partecipare a un reality e di vedere Cristiano Ronaldo in maglia rossonera.

 

Buona Festa della Liberazione.

 

 


  • 1
Voglio un post che raccolga tutti i tag! Favolosi.
A parte le battute un analisi lucida e seria che ha il merito di essere imparziale in quanto non deve rispondere ad un editore o ad un inserzionista.
E questo in un Paese dove tutto e' giocato sullo scambio idi favori , risulta prezioso ed ammirevole

Interessante l'idea sui tag più "simpatici" :-)
E grazie per i complimenti...

Ci sarebbe da fare un discorso complesso, sulle differenze tra uno stato totalitario e violento e un regime giocato sulle menzogne e le pressioni economiche. OVRA e macchina del fango, squadracce e rovina economica.
Verrebbe da fare una facile battuta sull'edilizia, l'unico tratto comune tra i due autocrati. La differenza è che Mussolini non aveva bisogno di otto ville in Sardegna per sentirsi al comando.
Si potrebbe aprire una riflessione seria e articolata, se è il caso io ci sono. Buon 25 aprile a tutti.

Secondo me esistono ottimi saggi sul fascismo, che ne parlano con la giusta obiettività - questa sconosciuta -.
Potremmo anche parlare di quanto il fascismo andò alla deriva dopo dei presupposti che, metodi a parte, potevano pure sembrare condivisibili. Come potevano sembrare condivisibili le riforme liberali promesse da B. nel '94.
So di dire cose impopolari ma il compito dello storico non è discriminare buoni e cattivi, bensì cogliere le sfumature e dare un quadro verosimile dei fatti.
Poi, se devo tornare a parlare da opinionista, il mio giudizio è questo:
- Il fascismo fu un totalitarismo da burletta, che sfruttò il carisma di un uomo che aveva dei piani spropositati in confronto alle misere persone di cui si circondò una volta al potere.
- Il berlusconismo è feccia, liquame, l'annullamento delle ideologie. La cosa peggiore capitata al nostro paese dall'Unità. A parer mio assai peggiore del fascismo e di tutte le disgrazie di 150 anni di storia nazionale.

Ma il ragionamento più interessante da fare è quello sul senso della democrazia degli italiani, che a quanto pare non anelano altro che un uomo forte da idolatrare e poi magari da incolpare di tutti i mali del mondo quando le cose andranno male.
Sono curiosissimo di scoprire se B. farà la fine di M., che nel '43 passò dall'essere "l'espressione del genio italico" all'uomo più odiato dello stivale.
Comunque l'idea che fra 50 anni ci saranno i nostalgici di Berlusconi mi fa venire i brividi, giuro.

Questo post lo spammo urbi et orbi. Posso, vero?

"ammetto che in Italia manca ancora una storia condivisa, una seria discussione su cosa fu il Fascismo"
A mio avviso il problema non è che non abbiamo mai avuto una seria discussione su cosa è stato il Fascismo. Il problema è che non si è mai voluto affrontare di petto la questione (come hanno fatto in Germania, o in Spagna), lasciando quindi il fascismo "morto, ma non completamente sepolto".

Se non sbaglio, già all'interno della costituente erano presenti personaggi che sarebbero stati eminenti esponenti del futuro MSI, tanto per dire.

Sul nano di Arcore, stendiamo una trapunta pietosa. Se il primo ventennio vedeva comunque gente con una certa etica e morale, qui siamo alla fiera dell'immoralità legalizzata.

Il problema è che noi italiani, in queste situazioni, ci stiamo bene...

Spammalo dove vuoi, per me è solo un onore.

Riguardo al tuo commento sulla costituente, non sbagli: l'MSI nacque quando il cadavere del Duce era ancora caldo (o perlomeno tiepido).
Comunque il discorso sulla destra italiana-preberlusconiana meriterebbe un saggio a parte, e forse anche il discorso sulla destra europea in generale.

Non sarebbe un bel leggere però, e lo dico io che non son mai stati komunista (al limite socialista).

Sai che è un bell'articolo?

Offre moltissimi spunti di riflessione.

:)

Discorso pericoloso.
Come mi fece notare una sopravvissuta della Shoah anni addietro, gli italiani non hanno avuto una Norimberga, ma i tedeschi non hanno avuto una guerra civile.
Certe cose cambiano tutto.

Non sono però certo che silecito, per così dire, un confronto fra fascismo e berlusconismo - proprio perché il primo è un movimento politico che percola nella società e nella cultura, mentre l'altro è un atteggiamento culturale che viene cavalcato dalla politica.
Insomma, ciò che viene dopo nel Ventennio viene prima nella Discesa in Campo.

Questo, tra l'altro, è il motivo per cui credo che l'opposizione popolare a Berlusconi sia, per una vasta parte, un'opposizione di maniera, sventolata pubblicamente da molti sostanzialmente per vergogna - perché per parafraseare quella vecchia campagna di propaganda, dentro al seggio elettorale, Berlusconi non ti vede, ma il tuo nocciolo duro di egoismo e ignoranza sì.

Insomma, due periodi storici spiacevoli.
Sarebbe bello poterli osservare entrambi dalla disdtanza di mezzo secolo.
Invece uno ce lo dobbiamo sciroppare giorno per giorno.

Davide "nani e ballerine" Mana

La mia tastiera non regge la mia velocità di battuta - qui sopra era "sia lecito".
:-)

Interessanti osservazioni (non mi aspettavo da meno).

Per indole personale tendo sempre a comprendere (ma non a condividere) chi sbaglia seguendo un qualunque ideale, piuttosto che non chi sbaglia per egoismo e tornaconto personale.

Sfiderei chiunque a trovarmi, nelle gerarchie piedielline, un paio di esponenti in grado di sostenere una filosofia politica articolata e condivisibile.
Una delle cose che mi fa più orrore è vedere che molti "destrorsi" si sono convertiti al berlusconismo. Io ritengo le due cose inconciliabili, ma probabilmente sbaglio...
Perfino la Lega, movimento tanto affascinante (sempre in termini storici) quando rozzo e barbarico, ha perso ogni appeal vendendosi al Nulla politico rappresentato dal PDL.

Verrà un giorno in cui la Storia presenterà in conto, ma temo che lo farà sulle macerie della nostra società.

PS: concordo la tua osservazione sull'opposizione a B.

Analisi lucida di quel pastrocchio che è diventata (o dovrei dire rimasta) l'Italia.Più che buon 25 Aprile preferisco augurarti buona Pasqua (o buon week end lungo se preferisci.).

Buona Pasqua anche a te, di cuore!

dall'estero

(Anonymous)
Bell'analisi. Particolarmente sentito il "punto sull'opinione degli altri paesi".
Complimenti.
Francesca

Grazie mille!
In effetti cercare di guardar fuori dal solito orticello nazionale può aiutare...

Bel post, molto stimolante.
Secondo me, andrebbe aggiunta una cosa: la prospettiva storica.
Tu hai detto che prima del '43, gli italiani erano tutti fascisti (beh, una stragrande maggioranza) e dopo il 43, erano tutti antifascisti - c'è un'estremizzazione, ma il concetto è vero. Dopotutto, quanti se ne trovano oggi, che dicano fieri "ho votato DC!"?
Stessa cosa durante l'avvento del fascismo, e dopo la prima guerra mondiale: gli italiani hanno sempre avuto l'opinione del più forte.
Se n'era accorto anche il buon Goethe, definendoci "un popolo di camerieri e di puttane" (grazie, Herr Goethe.), e non era molto lontano dalla verità.
Nei secoli, in Italia si è affermata una fabbrica del consenso che è in funzione dal Concilio di Trento, e che ci ha abituati a chinare il capo di fronte ai più forti, salvo poi smarcarcene subito non appena affondano.
Vedrai che tra qualche anno (spero prima) non si troverà più un berlusconiano che sia uno.
In un mondo che cambia, è più facile essere al servizio dei più forti che cercare di diventare forti (come abbiamo provato a fare, con i più spaventosi risultati, fino alla fine del fascismo) - durante la guerra fredda, con questo atteggiamento siamo riusciti a fare affari con entrambi i blocchi (il vero miracolo economico!), e al momento l'italia è una specie di Svizzera del falso in bilancio, per cui l'economia sommersa schizza alle stelle.
Siamo creativi.


Shaggley,dinosauro in livrea e con il menu

Re: L'arte di arrangiarsi

Quello che esponi tu è anche il mio dilemma. Come verrà ricordato Berlusconi dopo la sua morte? Secondo me i berlusconisti non spariranno come neve al sole, anche perché il Cav. non finirà certo come Mussolini...
Però è anche vero che gli italiani sono bravissimi a innamorassi e a disinnamorarsi. Anche con Craxi è successo qualcosa del genere, così come (in forma minore) con la DC.
Probabilmente molti sostenitori di B. cambieranno casacca in pochi giorni, altri ne diventeranno invece nostalgici.

Secondo me il problema è che non abbiamo più una classe politica degna di questo nome, però sono curiosa di vedere come evolverà la situazione nei prossimi anni.
Buona Pasqua.

Il paragone le due situazioni è improponibibile.
Il fascismo si è imposto al potere grazie alla schiacciante superiorità militare delle squadre d'azione sulle forze d'opposizione e l'appoggio quasi totale di tutti i poteri che contavano: esercito, forze dell'ordine, monarchia, borghesia, nomenclatura liberale etc.
Poi si possono fare tutti i discorsi che si vogliono sul fatto che il sistema liberal democratico fosse visto come superato anche nel resto del mondo, che Mussolini il carisma lo possedeva, che il razzismo e l'antisemitismo non fossero un esclusiva fascista/nazista etc. Tutto vero,per carità.
Ma resta il fatto che si tratta di un movimento che andò al potere servendosi del randello, che le elezioni senza non le avrebbe vinte, fece un mucchio di guerre del menga (tanto che uno come Gheddafi è in grado di tirarci fuori ancora una legittimità politica) ed infine si gettò nelle braccia di un tal Hitler.
Berlusconi è ormai una caricatura vivente, parliamo di uno che va in giro dicendo di pagare le prostitute per non prostituirsi, ma bene o male si è guadagnato un consenso popolare all'interno di un sistema liberaldemocratico, non va in giro ad pestare la gente che non vota per lui. Se la gente lo vota perchè vuole evadere le tasse, perchè vorrebbe fare il bunga bunga, o perchè ha tolto i rifiuti da Napoli...beh il problema è il popolo.
Certo la potenza mediatica non si discute, roba da terzo mondo, ma non è che in Germania Est credevano tutti di essere nel paradiso dei lavoratori solo perche questo era quello che passava la TV.

Fai l'errore comune a molto, ossia ragioni sul passato in termini presenti. Ora come ora sarebbe impossibile la presa di potere di un dittatore europeo usando il manganello. Infatti Berlusconi ha attualizzato le cose. I suoi squadristi lavorano in tv e nei giornali di gossip. Eppure esercitano comunque violenza. Non fisica, perché non gli sarebbe concesso (e credo che sia solo questo a frenarlo), ma psico-sociale.
Quindi tutte queste differenze io non le vedo.

Purtroppo fare un discorso serio sul fascismo non è possibile; ci ho provato, ma la reazione media varia dalla chiusura totale all'accusa di fascismo.
Dici che ha fatto anche cose positive? Sei un fascista che fa revisionismo storico.
La Seconda Guerra Mondiale? Colpa del fascismo (come visto su un manifesto, che parlando dei morti diceva: "I morti della guerra fascista").
Sarebbe interessante avere un'analisi accurata del periodo, ma mediamente non si riesce ad andare oltre al "Fascismo cattivo, sì!".
In merito, sai indicarmi qualche saggio valido? Non vorrei cadere nell'Unika del saggio storico...
Mauro.

  • 1