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ussaro

IL BLOG SULL'ORLO DEL MONDO

Scrittura, narrativa di genere, cinema, misteri, ucronia e altre amenità.

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Il profumo della vita
ussaro
mcnab75


Il post di ieri relativo al de profundis della fantascienza nostrana ha suscita sentimenti contrastanti.
Bene così: meglio avere tanta ciccia su cui discutere, che non limitarsi a piazzare due link e tre frasi di circostanza, che il più delle volte passano inosservate.
C'è da dire che in articoli come questi salta fuori il mio pessimismo relativo agli argomenti di cui di solito ci occupiamo sul blog.
Mi spiace, perché so che molti colleghi, Davide e Angelo prima di tutti, la vedono in maniera opposta. Non esito a definire il loro atteggiamento più costruttivo del mio: guardare con positività al futuro permette che esso si plasmi in maniera migliore.
Che ci crediate o meno, questa è la mia filosofia nella vita extra-web. Ho sempre affrontato col sorriso sulle labbra lutti, sconfitte personali, guai, liti, amicizie tradite etc etc. Nei momenti di maggior sconforto ho sempre pensato: “Oggi va così, oggi sei a terra, uno zero, distrutto. Da domani non potrà che succederti qualcosa di meglio”.
A volte è andata davvero così.
Nel nostro amato settore – creatività, scrittura etc – purtroppo la vedo in maniera opposta.


Non credo più che la spinta propulsiva della blogosfera sia in grado di incidere sulle scelte di quel mastodonte morente che è il movimento culturale italiano (sì, per me fantascienza e horror sono cultura...)
Penso che col passaparola, con lavoro quotidiano, con l'abnegazione di chi cerca di proporre alternative – sia nei formati che nelle idee – si sia creata una nicchia di utenti che cerca alternative a ciò che c'è là fuori.
Tutto ciò è bello, in un certo senso esaltante. Forse, come dice Angelo, stiamo lavorando per le generazioni che verranno. Non per questa, nemmeno per la prossima, questo è piuttosto palese. Per il momento si tratta appunto di una nicchia, di una felice enclave di appassionati, come quelli che trent'anni fa stampavano fanzine negli scantinati.

Scontrarsi coi numeri dà un senso matematico al mio pessimismo: gli italiani non leggono, gli italiani non comprano ebook (nemmeno a un euro), non sostengono progetti a donazioni spontanee, come avviene nel resto del mondo civilizzato.
Quella macchietta di Governo che ci ritroviamo non aiuta senz'altro a migliorare le cose, aumentando l'IVA, togliendo la possibilità di applicare sconti ai libri etc etc.
La sensazione di lavorare per svuotare il mare col cucchiaio è spesso molto forte. Ovviamente la passione sostiene il tutto e tiene aperte baracche come questa, ma la sensazione di non poter cambiare le cose è oramai radicata in me.
Questo non vuol dire mollare, anzi: per gente come me la sfida persa in partenza è romantica, affascinante. Quindi se ne stiano lontani gli avvoltoi che sento svolazzare fuori casa.
E comunque... ben venga che molti la pensa in maniera diversa da me!

Per concludere c'è anche da dire che, pur essendo in pochi, siamo stati “bravi” a creare contrasti interni insanabili, posizioni antitetiche che non sono più fonte del naturale scambio di idee, bensì roghi e caccia alle streghe. Sapete bene a cosa mi riferisco. È un argomento su cui non tornerò oggi, ma di certo è una parte non marginale del problema.


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In un ambiente chiuso, in condizioni di pericolo, è noto che l'uomo mostra il peggio di sé. Così avviene virtualmente nel circolo "dei lettori italiani", che messi di fronte a una crisi culturale incurabile, preferiscono scannarsi l'uno contro l'altro piuttosto che fare fronte comune per rinvigorire il settore.
Mi sembra, a volte, di essere rinchiuso in un supermercato... e fuori c'è una strana nebbia, si sentono rumori spaventosi, e c'è pure una tizia che sbraita annunciando la fine del mondo!

Speriamo di riuscire a farti diventare più ottimista su quest'argomento. ;)
E poi...certo che Fantascienza e Horror sono cultura; ora scappo che ci ho una giornataccia, ci ho...
Nick

Ma io non ho ancora capito questa storia del "far fronte comune". Sarà che sono un'individualista per natura. Comunque è bene scriverci su. Se mi viene l'ispirazione.
Non credo che raggrupparsi riesca a cambiare le cose. La de-culturazione (esiste 'sta parola? mah...) italiana è andata troppo in là.
Occorrerebbe, che so, un libro (solo uno) che abbia una diffusione tale da diventare icona pop, perché le cose cambino. Ai livelli di Star Trek, intendo.
Fino ad allora, si resta nella cantina (o nella nicchia).

Sull'individualismo, eh, parliamone.
Io sono iperindividualista, praticamente l'incarnazione umana del Dio dell'individualismo.
Eppure mi sembra che alcune collaborazioni tra alcuni di voi siano state spettacolari, oneste e divertentissime.
Perché, fondamentalmente, ho avuto a che fare con persone chiare, schiette, senza doppie facce di convenienza.
Altrove noto sempre piu quella patina di ipocrisia del tipo "collaboriamo, ma appena potrò te lo metterò nel di dietro. Col sorriso sulle labbra, non temere!"
Chi si ribella a questa situazione scade nell'eccesso opposto.
Ok, parliamo di libri, mica della fame nel mondo. Però questo ambiente è uno specchio abbastanza realistico di ciò che accade anche altrove.

Eh, ma parliamo di due cose diverse. O forse no, dato che nella risposta a Davide dici ciò che ho scritto io da me... ;)

Stiamo pur combattendo contro i mulini a vento. Ma se non lo facciamo noi, i mulini a vento non si combattono da soli.

Sarà tutto inutile? Boh, come si è detto non è una cosa che si può vedere adesso ma solo verso le generazioni prossime. E onestamente io non mi pongo nemmeno il problema: si tenta e io apprezzo le iniziative che stanno facendo i nostri amici di blog. In ogni caso, pessimismo o no, ci si mette passione e divertimento, che sono i veri motori di queste iniziative.

Ciao,
Gianluca

Non dirò mai di abbassare la armi, figuriamoci.
È che da grande entusiasmo può derivare grande delusione, quindi ci vado sempre più spesso coi piedi di piombo. Però ci vado... mai tirato indietro, quando credo a un progetto.

OK, mi metto a fare l'ottimista...
La questione del far fronte comune - per rispondere al dubbio di Hell - è semplicemente un meccanismo per non lasciare che il silenzio prevalga.
Io leggo narrativa di genere da trentacinque anni - se non avessi incontrato persone con le quali scambiare ideee, nel corso della mia carriera di lettore, avrei faticato a scoprire libri che ritengo assolutamente fondamentali nel definire chi sono, e i miei gusti (o la mancanza dei medesimi).
[hmmm... libri che non avrei scoperto senza il passaparola... buon tema per un post]
Questo, pur restando un individualista che andava a cercarsi quello che gli altri non leggevano.
Ora, nel momento in cui dico "scambiare ide", non intendo né "Sei un ritardato se leggi [mettici il nome dell'autore]!", nè "Dio quanto è figo Edward!", né "[mettici il titolo] è bellissimo perché tanto non c'è altro".

Concordo in pieno sul fatto che per trasformare una fetta consistente di lettori di Twilight in lettori di fantascienza (o fantasy sano, o horror come si deve), servirebbero i satelliti orbitali per il lavaggio del cervello... ma cercare di redere l'informazione disponibile e visibile ai pochi che hanno ancora una scintilla di interesse e curiosità, mi pare un'operazione indispensabile.

Funzionerà?
Staremo a vedere.
Ma non vedo perché non provarci.

No, no, proviamoci eccome, ci mancherebbe.
Non discutevo quello, anche perché altrimenti chiuderei il blog proprio oggi.
Non ripeterò quanto scritto poco sopra a Hell, ma la sostanza è quella.
Aggiungo: fare belle cose, realizzare progetti sfiziosi non solo è possibile... è già successo!
Ma pensare di raggiungere i risultati del mondo civilizzato, beh, mi sembra sempre piu una favola.
Quando leggo post di book venduti a decine di migliaia di copie, prospettando qualcosa del genere anche in Italia, scoppio a ridere.

Ma, più che raggiungere i risultati del mondo civilizzato, a me piacerebbe richiamare l'attenzione del mondo civilizzato.
Come in quei film di zombie, in cui i pochi sopravvissuti cercano di attirare l'attenzione degli elicotteri di soccorso pur sapendo che solo pochi potranno essere estratti.
Segnalare che quaggiù, nonostante l'assedio, siamo ancora vivi, è un piccolo trionfo che giustifica la lotta.

Davide, quel ch voglio dire io, è che NOI siamo già vivi. E lo ribadiamo ogni giorno coi rispettivi blog.
Questo è.
Il non sentirsi tali è una sconfitta in partenza. E poi diffido dei gruppi, che te devo dì.
Le collaborazioni nate spontaneamente sono una cosa diversa, più profonda. Pare strano... ^^

Ah, qui si finisce con quello che sarebbe un dialogo fra Hell e la Faina, una notte, attorno a un fuoco da qualche parte in mezzo alla tundra gelata. Ciascuno dei due opportunamente rilassato e col coltello a portata di mano.

So benissimo che siamo già vivi.
O se preferisci, siamo ancora vivi.
Ma in fondo è per questo che vogliamo accendere una fiaccola - per segnalare agli altri come noi che anche noi siamo vivi, per dare loro coraggio, per invogliarli non a venire da noi - perché noi non salviamo nessuno - ma a cercare di fare loro ciò he facciamo noi.
Per segnalare che vale la pena tener duro.
O per stimolarli a fare qualcosa di radicalmente diverso, meglio ancora, che li porti nella stessa condizione in cui noi ci troviamo, e ci piace.
Se poi ci incontreremo da qualche parte, si potranno condividere le provviste e fare quattro chiacchiere.
E ognuno per la sua strada quando sorge il sole.

La collettività, la comunità, sono importanti.
Non per pagarti i conti o irregimentarti, ma per farti sapere che non sei solo, non sei pazzo e non sei disperato.
Non troppo, per lo meno.

Poi, questa è la mia interpreazione della cosa - ed è fin dove intendo spingermi, e in quale direzione.
Magari Angelo Benuzzi ha idee diverse - vuol diventare Secret Master of Fandom, aprire una casa editrice, scatenare la Guerra dei Quoti...
Alla fine sarà affar suo - per quel che lo conosco, lo considero una persona alla quale, se sorgesse l'eventualità, si possa dire "io prendo un'altra strada" senza che ci mandi a casa dei ninja per farci accoppare.

E voglio aggiungere che mi sta benissimo che esistano elementi al di fuori della comunità ma amichevoli nei confronti della comunità, e opportunamente diffidenti nei confronti della comunità.
Costoro svolgono l'indispensabile funzione di garanti della libertà dei membri della comunità.
perché se tu puoi star fuori, allora anch'io potrò star fuori, senza perdere dignità, diritti, considerazione.

Ed ora passami da bere, che questo stufato di marmotta è impossibile da digerire.

Ah, questo volevo sentire, senza andare a finire nella tundra gelata. :D
Quello che invece voglio dire io, e che parecchi lettori già lo sanno che non sono soli, o pazzi, o disperati. Alla fine, se un progetto "comunità" dovesse essere messo su, chi vuoi che lo frequenti se non i nostri stessi lettori?
Ok, magari qualche altro sì. Ma alla fine il cambiamento sarà tale da fornire alla "cosa sci-fi" linfa tale da sopravvivere alla inevitabile (perché capita a qualsiasi gruppo), stasi successiva? Perché se alla fine a scrivere sei sempre tu, o Alex o gli altri che conosciamo benissimo, che senso ha? Non lo facciamo da sempre sui nostri blog?
Comunque la tua definizione è calzante. C'è chi ne sta fuori e osserva in modo amichevole. Quello sono io.

Non ho idea della scala alla quale l'intera faccenda andrà a incidere.
Chissà - magari ci sono un sacco di appassionati di SF che se ne stanno in casa, a rivedersi Star Trek rimasterizzato, e non sanno che... ;-)

Quanto alla stasi... il rischio che si possa instaurare una fase di stasi non è una scusa sufficiente per neanche comiciare.

Stiamo a vedere cosa succede.

Cerco di vedere il positivo in tutte le cose, anche quando non quadra niente.
Sono romantico al cento per cento, inguaribile e senza speranza:-)

Un po' di considerazioni random che questo post mi stimola.
Stiamo peggiorando? Non lo so. Di certo, quando ho iniziato a sviluppare un gusto mio e cercavo informazioni, nomi di autori interessanti, titoli, era un delirio: o eri già inserito in un giro di conoscenze utili, oppure dovevi acquistare un sacco di riviste, che però trovavi per lo più nelle grandi città, e se le trovavi costavano un botto. Ora mi faccio un giro in internet ed è una pacchia. Libri in inglese? Se non abitavi almeno a Roma o avevi il cugino emigrante, neanche col binocolo.
Infine, se la stragrande maggioranza degli italiani oggi usa internet quasi solo per youporn, fatti loro.
Sulle fazioni: come dicevo qualche post fa, ho sviluppato l'allergia alla maleducazione. Se i toni non mi piacciono, anche se in linea teorica do ragione al blogger, non lo leggo e basta. O leggo come si legge un blog comico. Entrando nel merito: i talebani non li reggo, a qualunque religione appartengano. Twilight è un libro scritto malissimo, ma "consigliare" alle ragazzine che lo amano, ragazzine di 13 anni magari, di buttarsi sotto un treno, con tanto di video esplicativo, è una cosa che mi disgusta quanto non so dire. E se uno non capisce il perché sarà sempre uno scrittore e un recensore mediocre, oltre che un essere umano da poco. Un imbecille che legge non è migliore di un imbecille che non legge.
Infine, è dall'età della ragione che mi sento dire "Perché vedi queste schifezze?" e "Come fai a leggere 'sta roba?". Dopo aver compiuto studi seri di letteratura e aver gettato il sangue sui classici latini, cosa cacchio me ne impippa se un pirla barbuto mi accusa di buttare il mio tempo su Martin? Giù la cresta ma su la testa, si diceva qualche anno fa.
Considerazione finale di questo lungo, insopportabile sproloquio. Nel ghetto ci sono cresciuta, perciò trovarmi oggi nella riserva non mi sgomenta neanche un po'.
mandarino (oggi molto acido).

Concordo in tutto.
Ogni singola parola.
Su certi blogger maleducati non aggiungo altro, tanto si sa come la penso.
Settimana scorsa qualcuno mi scriveva: "dunque chi esprime un'opinione diversa dalla tua è un troll?"
La mia risposta è: sì, se per esprimere il tuo dissenso dei farmi passare per un imbecille.

A parte questo, io e te abbiamo fatto lo stesso percorso e le stesse considerazioni. Poi ci chiedono perché abbiamo l'amaro in bocca...

Quella del video su come buttarsi sotto a un treno mi mancava... spero si trattasse per lo di un clip da Anna Karenina.
Ho come l'impressione di perdermi un sacco di cose, di questi tempi.
Meglio così.

Davide, mi deludi: quella è solo ironia... uno scherzo...

A meno che tu non sia sotto al treno.
In quel caso è una faccenda serissima.

E invece ti dirò che assieme ad Angelo ci stiamo muovendo per questa SciFi-cosa ancora senza nome, e abbiamo già avuti diversi riscontri positivi.

Per fasciarci la testa siamo ancora a tempo, non occorre farlo subito :)

E comunque, penso che quando ci si mette in moto, sia normale sperare di ottenere grandi risultati e magari di rivoluzionare il sistema.

Però questo non deve essere un impedimento quando si tratta di riconoscere meriti per così dire "minori", ovvero di tutti quei traguardi su piccola scala che mi pare vengano raggiunti frequentemente, con entusiasmo e con un livello qualitativo non disprezzabile.


Può darsi che non serva a niente fare delle iniziative, che sia già troppo tardi per ottenere anche un minimo miglioramento. Può anche darsi che l’unica cosa che portiamo a casa siano una messe di insulti. O peggio ancora che cada nella totale indifferenza di tutti. Io ci provo, se vado a sbattere pazienza. Ho vinto e perso tante piccole battaglie e sono pieno di lividi. Ma sono miei e me li sono meritati tutti.
Angelo Benuzzi
@Davide
Ach, himmel! Mi hai scoperto! Dovrò improvvisare un nuovo piano per dominare il mondo.

Credo che ci sia una clamorosa incomprensione del succo dell'articolo: non ho detto che non servono queste iniziative (essendo io stesso il promotore, spesso e volentieri), bensì che la nostra società è impermeabile a ogni innovazione, a ogni stimolo esterno.
Se volete semplifico ulteriormente: per me l'Italia è come quel naufrago oramai al di là della possibilità di recupero.
Però sì, possiamo comunque occuparci del relitto della nave, perché sull'isola deserta possiamo comunque creare un bel posticino in cui vivere. Quindi potrebbe servirci ogni cosa.

In realtà considerando la situazione gli italiani comprano abbastanza eBook: vero, nel 2010 era solo lo 0,1% del trade, ma la Germania - con lo 0,5% - non è poi così lontana; consideriamo anche che quel dato è legato a un mercato giovane, a un'offerta estremamente limitata (titoli in Italiano a fine 2010: 6950), a prezzi degli eBook a dir poco ridicoli (paragonabili, se non superiori, a quelli del cartaceo) e dei dispositivi superiori alla media (199÷299 € contro 152÷210 €), come si può vedere qui (http://ebookobserver.wordpress.com/2011/06/13/il-mercato-dellebook/).
Inoltre, per Gennaio prossimo si potrebbe superare il milione e mezzo di eBook venduti (fonte (http://ebookobserver.wordpress.com/2011/07/25/i-lettori-sognano-i-libri-elettronici/#more-1378)), numero che - per la situazione italiana - non mi pare così trascurabile.
È vero che c'è chi non comprerebbe nemmeno a un Euro, ma è anche vero che c'è chi comprerebbe - e lo fa - a prezzi decenti; semplicemente, il mercato italiano è quello che è, cosa che ovviamente impatta. Vedremo in futuro.
Sull'azione del Governo, non ha tolto la possibilità di fare sconti: l'aspetto ridicolo della legge (votata da entrambi gli schieramenti, non dimentichiamolo: il Governo sarà una macchietta, ma l'opposizione ci è andata a braccetto) non è il tetto agli sconti (che c'era anche prima), quanto piuttosto l'estensione alle realtà elettroniche e la politica verso la possibilità di sconti sopra il tetto (vedi qui (http://www.steamfantasy.it/blog/2011/07/31/legge-anti-amazon-felicita-nella-aie-e-dimissioni/)).
Mauro.

Io sono tra quelli che di fantascienza ha letto poco o niente. Non perchè certi argomenti non mi interessino, ma perchè trovo che leggere solo (qualcosa di) Asimov o Dick non possa essere sufficiente a farmi dire: "Ho un'idea ben precisa di quello che la fantascienza possa essere".

Colpa mia che non leggo in inglese (mi sto sforzando e sto cominciando ora, ma penso che comunque certi testi sia impossibile affrontarli a meno di non esser preparato a perdere "qualcosa per strada), ma colpa soprattutto di un panorama editoriale che, al di là degli Urania (la cui qualità negli ultimi anni sembra essere scemata via via sempre più), non offre nulla.

Perciò, che mi posso leggere di buono di fantascienza che non sia "retrò"? Nulla.


A sommobuta: Urania fa la sua buona azione una o al massimo due volte l'anno, quando propone le raccolte "dei migliori scrittori di fantascienza". sono per lo più autori americani e quel che conta, contemporanei e gente che con la scienza e la tecnologia ci lavora. Se vuoi leggere "buona fantascienza", prova con loro, non te ne pentirai.
a Hell Graeco: parliamo di fantascienza, nominiamo autori, facciamo appassionare gente che non sa quanto possa essere "bella la fantascienza quando è bella"

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