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IL BLOG SULL'ORLO DEL MONDO

Scrittura, narrativa di genere, cinema, misteri, ucronia e altre amenità.

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Borgo Pliss (5): L'auto piena di fari
ussaro
mcnab75


18 settembre

Ci sono delle persone che lo cercano. Non sa chi sono ma intuisce che è meglio evitarle. Le ha intraviste per la prima volta verso le due di notte, mentre camminava inutilmente verso chissà quale meta.
Una strana auto è sbucata da una traversa dell'infinita strada che stava percorrendo. Aveva fari accecanti, uno anche sul tettuccio, e procedeva scandagliando i lati della via.
Per istinto Massimo ha preferito non farsi vedere. E dire che fino a pochi attimi prima avrebbe dato tutto quello che aveva in tasca per incontrare una sola anima viva.
Ora il suo orologio segna le quattro e cinquantadue. Esausto, si è fermato nell'ennesima piazzetta che ha incontrato nel suo vagabondare. Sono ore che cammina, concedendosi deviazioni temporanee per esplorare i vicoli oscuri sui due lati della strada. La sua mente sta già accettando l'inaccettabile: in qualche modo ha trovato il Borgo. O meglio, ci è finito dentro in pieno.
Massimo si è imposto di ragionare come uno dei protagonisti dei suoi libri. Il che vuol dire avere la mente aperta, lasciare spazio all'impossibile. Però è più facile dirlo che farlo.
Si è sistemato sotto il porticato di un palazzo antico, simile alla sede di una banca o di qualcosa del genere. Non lo riconosce come non riconosce le strade percorse finora, anche se nel loro stile c'è qualcosa che richiama Milano, pur non essendolo.
Seduto con la schiena appoggiata al muro, cercando di ignorare l'aria fredda che tira sotto quel portico, Massimo è attento a captare ogni suono. L'auto piena di fari è da tempo passata altrove ma ha paura di vederla tornare.
Non sa chi la guida e non vuole scoprirlo.


Estrae la copia di Le Grandi Firme acquistata dal misterioso libraio. Facendosi luce con lo schermo dell'iPad cerca l'articolo che l'ha indotto ad acquistare la rivista. Lo trova a metà giornale.
Lo stravagante architetto italo-austriaco Francesco Pliss, noto per i richiami simbolisti delle sue costruzioni, è reduce da un viaggio in Cirenaica. Laggiù, nella Libia italiana, il conte ha trovato una misteriosa moglie, ora riportata a Milano, ma non ancora mostrata in società. Qualche pettegolo sostiene che la sposa di Pliss sia stata acquistata, alla guisa di una schiava, da una confraternita mistica di Senussi del Giarabub.”
L'articolo è integrato da una foto che mostra un uomo sulla sessantina, magro e aristocratico, con corti baffetti grigi e sopracciglia cespugliose. Il tizio, vestito in un impeccabile abito scuro, è indicato dalla didascalia come Francesco Pliss.
È la prima volta che lo vede in viso. Su Internet non ha trovato foto dell'architetto.
Un rumore improvviso lo fa sobbalzare. Sono passi e si avvicinano di corsa dal retro del palazzo, non distante da dove è seduto lui. Si alza di scatto. Con cautela sbircia all'angolo del porticato e lì vede: quattro figure si avvicinano attraversando l'ordinato cortiletto del palazzo. Sono vestiti con dolcevita scuri. Un paio indossano dei passamontagna, anche se sono ripiegati sulla fronte a mo' di berretti.
Tutti impugnano dei bastoni simili a manganelli.
Non c'è molto da fare se non darsi alla fuga. Massimo non ci pensa due volte e scappa.

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inizia ad essere pericoloso il quartiere di Milano, peggio di Quartoggiaro :)

Clockwork Orange?

Angelo Benuzzi

In effetti noto ora che la descrizione potrebbe calzare...

Hai costruito proprio bene l'atmosfera.
Mi sono bastati i dolcevita scuri e quei passamontagna appena sulla testa, nemmeno calati sul viso, per avere i brividi ancora prima di leggere che avevano pure i manganelli.

E' tutto talmente teso che mi sento come un bambino a cui raccontano le storie dell'orrore a lume di candela, mi basta che mi facciano "Bu!" per fare un salto alto così. :)

Cily

Beh... ottimo!
Creare l'atmosfera è sempre un bel casino. Se ci sono riuscito, tanto meglio!

Ps: e ovviamente sempre grazie per il commento e i complimenti!

Eh si, ricorda molto Arancia Meccanica. Poi è bella la parte in cui si riconosce la Milanesità anni trenta dell'ambientazione.
Nick

Più avanti si noterà ancora di più, anche se ci sarà un certo mix...

Beh dai, almeno un'arma con cui difendersi ce l'ha: l'iPad, come insegna Hell... :)

Bella immagine quella dell'auto con tanti fari!

Ciao,
Gianluca

È vero: l'iPad può essere letale. Jobs santo subito!

atmosfera perfetta , sei un grande

Francesco

Molto buono.
Da una parte, mi ha ricordato "Nobody's car" - vecchia canzone dei Jethro Tull...
http://www.youtube.com/watch?v=nVVBiPPXIH8&feature=related

... dall'altra, la vecchia storia dell'Auto-Tigre che infetava le strade del'entroterra di Haiti (una strana storia della quale però non ho trovato traccia online).

Comunque, a parte le mie divagazioni, ottimo spettacolo.
Ancora, ancora!

L'auto-tigre mi manca!
Ora mi hai messo la scimmia e devo indagare... Malefico! ;-)

Grazie per i complimenti!

complimenti, il racconto continua a piacermi e sei molto bravo ancora una volta a disegnare con pochissime parole scenari suggestivi e inquietanti.
hai pensato di allegare (se ce l'hai) una piantina di borgo pliss con le zone esplorate fino ad ora dal protagonista? potrebbe essere un'idea carina magari per il Making of.

PS - c'è un errore di battitura in "Una strano auto".

Grazie per avermi segnalato il refuso, collego appena possibile.

Quella della cartina è una buona idea. Anzi, direi ottima. Purtroppo ho limitatissime capacità grafiche. Magari se qualcuno mi aiuterà, al momento del bisogno... ;-)

Bello, però non vale lasciarci appesi per altri sette giorni con finale del genere!

Certo che viene da chiedersi "a che punto è la notte?"

La notte sta per finire.
Ma il giorno sarà poi meglio?

Che dire, bello e scritto bene.
Ho letto tutti i 5 capitoli di colpo e mi sono pentito perchè devo aspettare una settimana (a capitolo!!!).
Se posso permettermi un appunto, metterei tablet al posto di IPad (a sto punto metti IPhone invece di smartphone)...sembra pubblicità occulta;)

Come pubblicità occulta?!?
Pubblicità PALESE :-D

la roba del "comportarsi come un personaggio dei suoi libri" mi è piaciuta un sacco. Suona tanto: Ora faccio l'eroe, seeee buonasera.
E appunto il finale è in linea. Molto bravo
mandarino.

Mi sembrava un tocco di realismo :)
Io, da buon scrittore, invento eroi e antieroi, ma poi sono un pigrone/fifone ;-)

Ma i tipi col manganello non saranno fan in lutto di steve jobs?
Bene si entra nell'azione, aspetto l'alba con curiosità

Sti quattro qua mi stan già sulle palle! E per il semplice motivo che ODIO le dolcevita!!!! ;-)

In trepidante attesa del seguito, sento che anche questo blog book mi piacerà tanto!

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