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IL BLOG SULL'ORLO DEL MONDO

Scrittura, narrativa di genere, cinema, misteri, ucronia e altre amenità.

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I mondi di Tullio Avoledo
ussaro
mcnab75


Seconda monografia che dedico a un singolo autore. Dopo Danilo Arona tocca a Tullio Avoledo, l'autore friulano a cui più volte ho fatto riferimento qui sul blog, parlando della sua arte come di un'ipotetica “scrittura ideale”, almeno per quel che mi riguarda.
Esattamente come è accaduto per buona parte dei suoi lettori, anch'io ho conosciuto Tullio grazie a L'elenco telefonico di Atlantide, romanzo d'esordio del 2003, pubblicato da Sironi. Raro esempio di libro “di genere” apprezzato anche dalla critica benpensante e snob, L'elenco è un thriller impreziosito da robuste iniezioni di cospirazionismo, fantascienza ucronica e perfino con spruzzate di urban fantasy alla Gaiman. Il colpo di genio di Avoledo è stato quello di riuscire a nascondere il tutto sotto l'apparente trama thrilleristica, filone sdoganato da anni al grande pubblico, per arrivare quindi a lettori di solito non amanti delle derive “fantastiche” dei romanzi di genere.
Ovviamente si tratta di pregiudizi stupidi e retrogradi ma, non potendo sconfiggerli, la strategia di Avoledo si è rivelata la più efficace possibile. Il tutto unito ovviamente a una scrittura fresca, briosa, ironica eppure mai priva di una certa profondità.

Sull'onda del successo de L'elenco esce quasi subito il suo secondo romanzo, Mare di Bering, che è forse quello che meno amo dell'autore friulano, pur presentando uno scenario distopico-ucronico sottile e inquietante, che oggi, otto anni dopo l'uscita del libro, sembra fin troppo attuale e probabile.



Lo stato dell'Unione e Tre sono le cose misteriose sono invece i libri che più apprezzo di Avoledo, anche se mi pare di capire che i suoi fans la pensino in maniera opposta.
Ne Lo stato si torna in un certo qual senso alle atmosfere cospirazioniste del romanzo d'esordio. Ci troviamo in un presente molto simile al nostro, in cui l'Italia e l'Europa sono attraversate dall'affermarsi di partiti localisti e xenofobi, apparentemente più folkloristici che non pericolosi. Eppure qualcosa di inquietante e pericoloso sembra muoversi all'orizzonte, complice involontario il protagonista del libro, il pubblicitario Alberto Mendini.
Personaggi perfetti, ghost track che profumano di fantascienza, fantapolitica, più la solita dose di ironia agrodolce: tutto questo mi fa amare Lo stato dell'Unione anche più di altri libri di Tullio.
Tre sono le cose misteriose è un libro introspettivo in cui i ritmi sono bassi, gli avvenimenti pochi, le suggestioni tante. Siamo nei giorni che precedono un processo internazionale per dei gravi crimini di guerra. Un giovane sostituto procuratore si prepara a far condannare “il Mostro”, ex capo di Stato macchiatosi di genocidio. Come sempre Avoledo traccia un quadro intrigrante senza dettagliarlo più di tanto, lasciando che siano i lettori a unire i puntini (o a tentare di farlo). Tra l'altro, ma questo l'abbiamo scoperto solo dopo qualche anno, Tre sono le cose misteriose apre in un certo qual senso la strada a La ragazza di Vajont, ritenuto uno dei migliori libri scritti da Tullio.



Breve storia di lunghi tradimenti è un altro romanzo insolito per Avoledo. Pubblicato da Einaudi, dà la netta impressione che sia da imputarsi proprio all'editore l'autolimitazione della vena più “fantascientifica” dell'autore friulano. Ci sono i soliti spunti succulenti, ma sono diluiti in una storia più mainstream, più amara e indirizzata a un pubblico non specializzato. Ma lo scrittore è bravo nel compiere un giochetto che ai suoi fans non è sfuggito: riprende dei suoi vecchi personaggi e li remixa in modo sapiente, proprio come se fossero versioni alternative di quelli presentati nei romanzi precedenti.
Meta-narrativa per veri intenditori.
Scopro ora che di questo libro vedremo presto la trasposizione cinematografica, girata da Davide Marengo e con Carolina Crescentini, Maya Sansa e Guido Caprino come protagonisti. E' lecito aspettarsi qualcosa di buono, o verranno cancellate tutte le tracce fanta-qualcosa che fungono da valore aggiunto alle storie di Avoledo? Datevi voi una risposta, perché io non voglio fare previsioni.

Così torniamo a La ragazza di Vajont, romanzo distopico che attraverso una storia malinconica e triste ci racconta molte cose sul mondo in cui viviamo. Come ho già detto, per molti affezionati di Avoledo questo è uno dei suoi romanzi migliori, che appaga sia gli amanti della fantapolitica (siamo dalle parti di Domani all'alba, di Brendan DuBois), sia chi apprezza storie più intimiste e non troppo smaccatamente di genere.

L'ultimo giorno felice è un romanzo “minore”, inserito in una nota collana che tratta problemi d'ecologia, ambiente e d'inchiesta, ma utilizzando la narrativa al posto della saggistica. Si tratta di una storia che denuncia l'avidità e la spregiudicatezza di una certa imprenditoria del Nord-est. Piacevole lettura, che però rimane molto meno rispetto alle altre.

L'anno dei dodici inverni è invece un'ulteriore consacrazione di Avoledo come scrittore fantascientifico e orgoglioso di esserlo. Il romanzo parla di viaggi nel tempo, di utopia, distopia, ma soprattutto d'amore. È la riprova che anche la narrativa di genere può coesistere con tematiche “elevate” e conquistare fasce diversissime di lettori. Un risultato eccezionale, soprattutto per questo nostro piccolo paese pieno di snob.

Mancano al mio elenco Un buon posto per morire, scritto con Davide Boosta Di Leo, che non ho ancora avuto modo di gustare, ma di cui si trovano in giro pareri non troppo entusiastici.
In compenso ho appena finito Le radici del cielo, di cui vi ho accennato qualche giorno fa. Escursione di Avoledo in un mondo creato dal collega russo Dmtry Glukhovsky, si tratta di un romanzo post-apocalittico molto lontano dal consueto stile di Tullio. A ogni modo Le radici del cielo si è rivelata una lettura molto buona, ricca di spunti e d'atmosfere davvero rare per la fantascienza made in Italy. Quando scriverò la recensione ve ne parlerò ampiamente.
- - -

Bibliografia

L'elenco telefonico di Atlantide, Sironi, 2003
Mare di Bering, Sironi, 2003
Lo stato dell'unione, Sironi, 2005
Tre sono le cose misteriose, Einaudi, 2005
Breve storia di lunghi tradimenti, Einaudi, 2007
La ragazza di Vajont, Einaudi, 2008
L'ultimo giorno felice, Edizioni Ambiente, 2008, poi tascabile Einaudi 2011
L'anno dei dodici inverni, Einaudi, 2009
Un buon posto per morire, Einaudi, 2011
Le radici del cielo, Multiplayer.it Edizioni, 2011

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Adesso mi hai incuriosito sul serio.
Sarà il prossimo acquisto quando rimetterò piede in libreria.

Ottimi!
Dubito che Avoledo ti deluderà :)

Ecco che la mia lista di libri da acquistare si allunga xD

Ehhhhh, di Avoledo ne hai da recuperare :)

Ho conosciuto anch'io Avoledo con "L'elenco telefonico" e dopo di allora ho letto tutto quello che mi veniva sotto mano. Tranne "Mare di Boering" (che non sono riuscito neanche a finire) ho apprezzato tutto, compresi i molti racconti sparsi in antologie le più disparate. Avoledo risece veramente a fare un'ottima commistione di generi, senza arrivare a farne un 'minestrone'.

L'unico in Italia capace di scrivere fantascienza senza che gli editori - per fortuna! - se ne accorgano!

Autore che non frequento, ma al quale in futuro darò un'occhiata vista la tua ottima analisi.
L'Elenco mi ha tentato a lungo, ma notoriamente io sono uno che diffida del prodotto nazionale...

Mah, come ho scritto in vecchi post, Tullio è così bravo da avere la caratura dello scrittore internazionale. Altrove (credo) punterebbe ancora più sugli aspetti fantapolitici e ucronici dei suoi libri. Qui deve inserire tali elementi in trame d'impostazione più mainstream (pur non essendo affatto un autore mainstream!). La sua magia è quella di riuscire a bilanciare tutto ciò in modo meraviglioso!

Mi piacciono le segnalazioni di bravi autori italiani.
Diffido tantissimo dei nostri autori ma sono davvero contenta quando ne salta fuori uno di quelli bravi perchè sono sicura che anche in Italia ce ne siano è che sono sepolti vivi...

Grazie per la segnalazione recupererò certamente qualcosa anche perchè presto andrò in libreria anche per i regali di Natale...
(sì io sono di quei noiosi che regalano i libri ;P anche se sta diventando sempre più difficile!)

Cily

C'è di buono che i primi libri di Avoledo sono oramai disponibili in economica :-D

Avoledo è un autore bravo e coraggioso. coraggioso perché potrebbe vivacchiare usando il mestiere per sfornare best-seller insipidi, invece rischia ad ogni libro. Non mi pare cosa da poco

Non lo è per niente. Pare che molti dei suoi editori storcano il naso ogni volta che inserisce un elemento fanta-qualcosa in un romanzo. E lui continua a farlo. Per questo lo stimo ancora di più :)

Mi trovo del tutto concorde con la monografia e... sì. Anch'io ho particolarmente apprezzato Lo stato dell'Unione. Devo però procurarmi ancora Il Mare di Bering e gli ultimi pubblicati per dare giudizi complessivi.

Non ho mai letto qualcosa di suo, però prima o poi cercherò di rimediare. :)

Ciao,
Gianluca

PS: Nuovo cambiamento di layout, eheh :)

Sempre minimal, ma un bel blu inverno che spero piaccia :-D

Anch'io l'ho scoperto con "L'elenco telefonico di Atlantide" che avevo trovato interessante. Successivamente avevo letto "Mare di Bering" di cui al momento non mi sembra di ricordare nulla. Avevo trovato discreto "Lo stato dell'unione" che soprattutto in quegli anni sembrava proprio attuale (erano gli anni dell'apice della carriera politica di Jörg Haider, guarda caso proprio a pochi km di casa Avoledo). "Tre sono le cose misteriose" lo trovai terribilmente noioso, non sono mai riuscito a finirlo... poi è avvenuto uno strano fenomeno: mi sono dimenticato praticamente dell'esistenza di questo autore, non ho più comprato i suoi libri, non avevo nemmeno idea che avesse pubblicato altri sei romanzi negli ultimi anni.
Che dire? Magari varrebbe la pena di riscoprirlo, ma mi sembra di capire che forse soltanto "L'anno dei dodici inverni" meriterebbe.
Chissà, prima o poi...

Hot

Mi piace molto Avoledo, soprattutto per il suo stile, così pulito, sciolto, ironico, leggero eppure molto complesso a livello strutturale. Ho giusto finito da poco Lo stato dell'unione, che credo sia il suo romanzo migliore, profondissimo e disperato, meraviglioso.

Quest'estate mi ero avvicinato a Un buon posto per morire, ma l'ho abbandonato dopo poco perché mi sembrava molto squilibrato e con spunti poco accattivanti, cose alla Dan Brown di preti killer che boh. Ma lo riprenderò sicuramente in mano, più avanti.

Le radici del cielo mi incuriosisce tanto, e Natale capita giusto a fagiolo... :)

Simone

Ciao a tutti, anche se leggo questo blog da qualche mese non avevo ancora partecipato a nessuna discussione: c'è voluto Avoledo per stanarmi dalla mia innata timidezza :)
Avoledo è uno dei autori preferiti: tra i suoi libri ho amato particolarmente "L'elenco telefonico", "Lo stato dell'unione" e "Breve storia di lunghi tradimenti". Non ho ancora letto "L'anno dei dodici inverni" nè "Le radici del cielo". Ho letto invece, e devo aggiungere purtroppo, "Un buon posto per morire", che mi ha deluso molto. Niente a che vedere con le atmosfere tipiche di Avoledo, niente senso di malinconia, di minaccia impalpabile, niente appofondimento psicologico dei personaggi: la storia è convulsa, piena di inseguimenti, sparatorie, fughe rocambolesche (ed estremamnete improbabili. Nel calderone c'è di tutto: dichi volanti, basi naziste segrete, alieni, Cabbala, il golem, gli zombi, i vampiri, i complotti del vaticano...mancano solo i Templari (strano, visto che "Minni è la fidanzata di Topolino e i Templari c'entrano sempre!"). Vabbè, mi consolo dicendomi che forse è colpa di Boosta che ha scritto il libro con Avoledo. Speriamo torni a scrivere da solo, lo preferivo prima!

Ciao e ben trovato!
Sono contento che ti sia palesato :) Intervieni ancora, che qui siamo tra amici... la timidezza mettiamola nel ripostiglio insieme e "Un buon posto per morire", che mi invoglia sempre meno alla lettura :-/

Come saprai, Avoledo è la mia più recente "cotta" letteraria.
Ho letto solo tre sue cose, di cui UNA mi è piaciuta moltissimo, UN'ALTRA parecchio, e UN'ALTRA ANCORA abbastanza da avere voglia di leggerne ancora.
Credo, leggendo la tua monografia, che proseguirò con L'anno dei dodici inverni. ;)

... Che a te piacerà molto, ne sono strasicuro :-)

Avoledo

(Anonymous)
Ho letto tre libri di Avoledo, e non ne sono ancora sazio! Mi piace tantissimo! Ho spaziato tra diversi generi (tre sono le cose, l'ultimo giorno felice, un buon posto per morie) e sono stato sempre cinvolto dal romanzo. Bravo!

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