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IL BLOG SULL'ORLO DEL MONDO

Scrittura, narrativa di genere, cinema, misteri, ucronia e altre amenità.

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Borgo Pliss (13): La vita ai tempi del Borgo
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mcnab75


20 settembre – 22 settembre

Nessuno all'hotel ha commentato il mesto ritorno di Massimo. Strada facendo Danilo si è invece fermato nella casa in cui vive, un palazzo in stile neoclassico che dà su una piazza non dissimile a Piazza del Campo, a Siena. Una delle tante bizzarrie del Borgo.
A quanto pare il reporter, pur facendo parte della comunità del Sindaco, è uno spirito libero e indipendente. O forse è soltanto un elemento indigesto.
Comunque sia, si rivedranno presto. Hanno qualcosa da fare insieme.

Il Sindaco ha trovato un impiego a Massimo. Nulla di pesante: al Borgo non ci sono i ritmi di lavoro del mondo esterno. Il che, a voler ben guardare, è una delle differenze assolutamente positive tra il mondo di Pliss e quello esterno. Dapprima voleva assegnarlo a una delle due stalle della comunità: poche ore la mattina per mungere mucche e capre, per raccogliere le uova delle galline e per dar da mangiare agli animali. Massimo è riuscito a farsi impiegare in qualcosa di diverso: piccole manutenzioni nel giardino interno dell'hotel, insieme agli altri tre giardinieri che a turno già se ne occupano.
Le erbacce ricrescono a una velocità impressionante, forse per colpa delle particolari condizioni rigeneratrici del Borgo. Il Sindaco non chiede la pulizia perfetta, bensì che almeno gli sfiatatoi del locale caldaie seminterrato non risultino intasati dalla gramigna.

Si tratta di due o tre ore di lavoro al giorno. Per il resto Massimo è libero di fare ciò che preferisce. Gli ospiti dell'hotel svolgono poi una serie di attività ricreative interessanti, dagli scacchi ai tornei di carte, dalla pittura al golf. Allo scrittore mancano però le cose di cui si occupava nella sua vita di prima: Internet, La Stampa da leggere la mattina presto sull'iPad, osservare la gente nei negozi in cerca di ispirazione per qualche racconto, una Bud ghiacciata quando fa caldo, le cene solitarie al cinese take away all'angolo di via Madama Cristina, a Torino. Tutte cose che sembrano sepolte in un passato lontanissimo.
Un piccolo gruppo a parte costituisce il circolo di lettura. La sua responsabile, una donnina ossuta e aristocratica di mezza età di nome Ilka, lo ha invato a partecipare appena ha scoperto che è uno scrittore. Tra l'altro Ilka fa parte, insieme ad altre quindici persone, della Cerchia Alchemica di Pliss. Si tratta del cenacolo iniziatico che senz'altro conosce meglio la natura del Borgo, pur centellinando le informazioni col resto della comunità. Il Sindaco è il leader della Cerchia.
Tuttavia Massimo ha poca voglia di integrarsi con quella gente. Anche se cerca di non darlo a vedere vuole ancora andarsene. Solo con Nadia fa eccezione. Con lei si apre. La ragazza gli piace. Ha paura di affezionarsi troppo ma non può fare a meno di frequentarla. Forse è il Sindaco ad avergliela appioppata per convincerlo a restare lì senza causare guai, ma probabilmente non lo scoprirà mai.

La comunità ha una sua polizia interna. Dieci persone, nove uomini e una donna, in servizio permanente. Pattugliano le strade del quartiere ma soprattutto fanno la guardia all'hotel, vero fulcro del potere del Sindaco. A comandarli c'è un ex ispettore della Polfer, Alessandro Airaghi, arrivato al Borgo nel '79. Anche se non fa parte dei membri originari della Cerchia di Pliss, il Sindaco sembra fidarsi ciecamente di lui.
C'è poi Maschera Bianca, ma il vigilante è un lupo solitario, che a quanto pare agisce da solo e senza coordinarsi con Airaghi e i suoi. Non si capisce nemmeno dove alloggia, forse nemmeno all'hotel. Meglio così, visto ciò che si propone di fare Massimo.

La Sala Pliss, museo dedicato all'architetto che ha ideato il Borgo, si trova al quinto piano dell'hotel, ala est. Non è custodita, perché il Sindaco ritiene più pratico far sorvegliare l'intero edificio e non un singolo piano. Del resto, a quanto pare, nessun agente di Malebolgia è mai riuscito a penetrare fin lì. Però non è nemmeno permesso l'ingresso agli esterni alla Cerchia Alchemica, proprio come gli ha confidato Danilo nei giorni scorsi.
Massimo ha osservato a lungo il via-vai, individuando l'orario migliore per dare una sbirciata nella camera dei segreti della Cerchia senza essere scoperto. Ora è pronto ad agire.
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Oh, mi piacerebbe vivere in un posto del genere...!

Le camere segrete rivelano sempre belle sorprese, chissà cosa ci troverà Massimo! :) Ovviamente il capitolo gusta assai. ;)

Ciao,
Gianluca

Spero che la risposta alla domanda che poni ti piacerà :-)

Bravo Alex!
Nick

Una una comunità all'apparenza molto equilibrata e tranquilla, una Cerchia Alchemica per pochi adepti e una stanza segreta.
Cosa si può volere di più da un capitolo di "sole" 500 parole?

Bella la cura che stai mettendo nell'ambientazione, piena di dettagli che la rendono sempre più solida.
Odio le storie con delle buone idee che non vengono concretizzate, sembra sempre che lo scrittore abbia paura egli stesso delle sue idee e di dove lo possono portare.
Qui invece tu non ti stai fermando proprio davanti a niente. :)
Aspetto l'apertura della stanza e tutto quello che verrà.
Buona scrittura!

Cily


Piuttosto proporrò una storia brutta, ma di certo la concretizzerò :) Anch'io odio le mezze idee e le cose lasciate in sospeso. In fondo siamo qui per sperimentare, inutile avere paura :)

anche l' appuntamento pomeridiano ha il suo perchè!

Come prendersi un caffè dopo pranzo, no? ;-)

Finalmente riesco a leggere!
Ho immaginato il ritorno di Massimo con le orecchie giù e la coda tra le gambe, e gli altri che graziosamente evitano di fargli AH AH!!!!! puntando il dito.
E' interessante la contrapposizione tra una vita protetta e sostanzialemnte "comoda", che non conosce vecchiaia, malattia e povertà, e la mancanza di libertà.
Ora aspetto di sbirciare nella camera dei segreti.
mandarino.

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