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IL BLOG SULL'ORLO DEL MONDO

Scrittura, narrativa di genere, cinema, misteri, ucronia e altre amenità.

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Prodotti a breve scadenza e la filosofia del gorilla scrittore
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mcnab75



Stamattina mi sono infilato in Feltrinelli, desideroso di comprare una copia del libro di Binaghi recensito l'altro giorno, visto che la prima lettura l'avevo fatta su una copia presa in prestito dalla biblioteca. Parlandone mi è venuta voglia di rileggerlo, avendo appena finito "La regola di Machiavelli", di Allan Folsom (lo recensirò a brevissimo).
Con un po' di stupore mi sono accorto che non c'era più nemmeno una copia del romanzo di Binaghi.
La commessa mi ha detto che potevo ordinarlo, viceversa non ne avrebbero altre copie alla casa editrice, perchè "lo spazio è poco e le novità si accumulano di settimana in settimana".
E dire che si tratta di un romanzo uscito circa 7-8 mesi fa (se non sbaglio)!
Purtroppo, è inutile negarlo, i libri sono diventati prodotti a breve scadenza. Non c'era bisogno della prova di oggi per fare questa osservazione, ma mi ha dato lo spunto per parlarne.
Quanto rimane in libreria un romanzo di "media visibilità"? Non più di qualche mese. 
Alla sua uscita, se ha una buona distribuzione, sarà nell'ambito "scaffale delle novità", per un periodo compreso tra due settimane e un mese (circa), dopodichè verrà archiviato nell'apposita sezione, già meno visibile ma comunque a disposizione dei clienti.
Passati (pochi) altri mesi, il romanzo in questione verrà tolto definitivamente dal negozio, per fare spazio alle novità, che ogni venerdì esigono il loro spazio a discapito dei titoli considerati già "obsoleti".
Pochi romanzi fanno eccezione a questa regola: i best sellers, alcuni tascabili super-economici (hanno avuto una sorta di boom nell'ultimo decennio) e i libri-cult, spesso riproposti in plurime edizioni (parlo di autori come Asimov, Lovecraft, Dick, Tolkien, tanto per citare i "miei" generi).
La cosa curiosa è che, secondo la maggior parte dei sondaggi, gli italiani leggono pochissimo, alcuni anche solo uno-due libri l'anno (l'ho sempre detto che avrei dovuto imparare a giocare a calcio!!!). La domanda quindi viene spontanea: come si giustifica questo "ingorgo" di novità su novità che sgomitano e si scannano per una ventina di centimetri sullo scaffale di una libreria?
Forse l'unico altro prodotto che fa concorrenza al libro, in questo senso, è il CD musicale, che è in una crisi nerissima oramai da tempo.

Comunque, giusto per riallacciarmi al discorso delle novità che meritano spazio anche cannibalizzando quello riservato ad altri libri, non posso fare a meno di segnalarvi questo imperdibile libro di cui ho scoperto l'esistenza giusto oggi (anche perchè è nuovissimo): "Questione di peeling" (ed. Kowalski), di cui vi cito la sinossi:

Il libro è la storia di un gorilla, che ha dovuto lasciare la giungla (quella vera, con tanto di liane e leoni) per trasferirsi a Roma (più pericolosa di qualunque giungla). Ma a tutto ci si abitua, e si finisce a far buon muso a cattivo gioco. Il "Diario di un gorilla metropolitano" ripercorre le avventure e le disavventure quotidiane del protagonista. Eccolo infatti confrontarsi con situazioni che appartengono alla vita di tutti i giorni: stare in fila alla cassa del supermercato ogni sabato, caricare macchina e famigliola e iniziare le vacanze d'agosto, essere trascinati a fare shopping da una fidanzata/amica fashion victim. Pagina dopo pagina, un viaggio divertente e divertito nel mondo e nella filosofia di vita del gorilla.

Ehhhh già... la filosofia del gorilla... e, pensate, il libro ha addirittura la prefazione di Victoria Cabello! Mica cazzi! 
Chissà quale romanzo è stato mandato al macero per far spazio a questo capolavoro... Scommettiamo che farà concorrenza al libro delle barzellette su Totti?



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ho ben presente... è il libro "peloso"... visto che la copertina è irta di pelo. Ad ogni modo, credo che sia il seguito di Bingo Bongo, il film con Celentano. Quello... sempre se non sbaglio, era ambientato a Milano. Questo a Roma.
Bingo Bongo 2... la vendetta.

uh..uh..uhaaa!!!
:(

Glauco

Piccoli segnali che la civiltà e la cultura, così come io la intendo, stanno finendo...

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