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Adozioni a distanza



L'amico e compagno di cella Gianluca Redrum Santini ha appena lanciato un'iniziativa divertente e interessante: Adotta un film.
Nemici giurati dei remake e della necrofilia cinematografica, questo è il vostro momento!
Parte un'operazione nostalgia che non ha la presunzione di cambiare lo stato delle cose, ma che ha il romanticismo di difendere tutti quei titoli che hanno segnato la nostra vita, in un modo o nell'altro.

E a livello pratico? Citando Gianluca: "Il fulcro consisterebbe nel scegliere un film, una saga, anche solo un personaggio, da adottare. Si possono scegliere sia film ancora non rifatti, sia film già remakizzati, rebootati, etc. (...) Ogni volta che qualcuno adotta un film, questo banner verrà personalizzato dal sottoscritto."
Per saperne di più vi invito a leggere il post sopra elencato, in cui ci sono tutti i dettagli del caso.

Il film/personaggio che ho adottato io è Interceptor: la sola idea che possano farne un remake mi causa forti attacchi di gastrite. Ma ovviamente già da un po' ne parlano...

Chiudo il post con una domanda, che poi è un'idea, che poi è un mezzo proposito, se lo riterrete opportuno: e se fra qualche settimana lanciassimo anche Adotta un ebook? L'ideale, per noi tecnominchioni (citazione "colta" da un troll che passava da queste parti...).
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Top 5: I cinque eroi cinematografici che avrei voluto essere




Dopo la Top 5 sui supereroi che mi sarebbe piaciuto essere, ripropongo il giochino (che pare piacere un po' a tutti), stilando la Top 5 dei cinque protagonisti di film di cui mi piacerebbe vestire i panni almeno una volta. Chi non è cresciuto all'ombra di qualche mito del cinema? Io di certo ne ho fatto un'abbuffata, tanto che citarne solo cinque è puro autolesionismo.

La classifica è stilata al solito modo, ossia di puro istinto. So già che al momento stesso in cui l'avrò pubblicata mi verranno in mente almeno altri dieci personaggi che avrei citato al posto dell'uno o dell'altro. Ma il bello del gioco è anche quello di procedere per associazione d'idee. Ovviamente sentitevi liberi di replicare con le vostre Top 5, sia qui che sui vostri blog, o su Facebook. Insomma, dove vi pare.

E allora... giochiamo!

 

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taxi driver

Eli o Max?




Ieri ho rivisto, più che caso che per scelta, The book of Eli, arrivato a noi con l'improbabile titolo Codice Genesi.

Premetto che il film non mi piace granché. Quell'atmosfera da reborn christians che permea tutta la pellicola me lo rende indigesto al di là del bene e del male. Detto ciò, mentre lo riguardavo, nella mia mente è nato un parallelismo spontaneo e per molti versi impietoso tra Eli (Denzel Washington) e l'eroe postapocalittico più famoso di sempre, Max Rockatansky, meglio noto come Mad Max (Mel Gibson).

 

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Dodici idee per uscire di scena alla grande - 3: Fine dell'età del petrolio



Continuiamo a valutare i modi "migliori" per togliere la nostra ingombrante presenza dall'universo quieto e immoto che se la caverà alla grande anche senza di noi :)
A proposito: ok, tutti abbiamo un'idea di come finirà il mondo... ma l'universo? Qualcuno immagina come e se finirà?

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Domani anche tu ti trasferirai fuori città. Sei l'ultimo, non volevi rassegnarti. Ma qui non si può più restare. Niente più cibo, luce, acqua. Sei completamente isolato e puoi muoverti solo a piedi: funziona così, dall'ultimo cartello dei Paesi Estrattori. Greggio e gas naturale sono un lusso che poche nazioni possono ancora permettersi. Non la tua: qui ormai le priorità sono altre. E mentre un litro di benzina si paga con la vita, c'è un bolide nero che corre sulle strade battute ormai solo dai predoni...



Prima o poi i giacimenti di petrolio si svuoteranno. Quando? È difficile saperlo con certezza, visto che chi fa questi calcoli è anche direttamente coinvolto nell'attività estrattiva e non ha alcun interesse a divulgare questa informazione. C'è stato però qualcuno che, anche senza dati alla mano, ha provato a immaginare la naturale evoluzione (e fine) di ogni risorsa di energia non rinnovabile, come Marion King Hubbert, un geofisico americano. Negli anni Cinquanta King ipotizzò che la produzione di ogni risorsa segue una curva "a campana": il picco di questa curva - detto picco di Hubbert - è il punto di massima produzione, oltre il quale l'attività estrattiva non può che diminuire. Accusato di essere un visionario, con il suo modello Hubbert spiegò le ragioni di molte crisi petrolifere passate e ne predisse di future, tanto che i suoi detrattori dovettero presto ricredersi. Certo, la curva ideale si verifica solo in condizioni di libero mercato, mentre monopoli e cartelli (come l'Opec), guerre e catastrofi naturali possono determinare anche "falsi" picchi. Il punto di non ritorno pare tuttavia essere molto vicino. Lo suggeriscono le previsioni di alcuni studiosi, che l'hanno immaginato per il 2010, e alcuni segnali preoccupanti, come l'instabilità geopolitica e l'aumento vertiginoso del prezzo del petrolio. Niente allarmismi, però. Il picco non è necessariamente la fine del mondo, indica soltanto la necessità di veri cambiamenti, dalla ricerca di nuovi giacimenti all'utilizzo di fonti alternative ai combustibili tradizionali.

Unica certezza

Anche se il prezzo del petrolio scende, quello della benzina resta inchiodato ai massimi storici. È bello avere delle certezze, nella vita.
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Fonte: www.focus.it

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La trilogia di Max



« La mia vita si spegne, e la vista si oscura. Mi restano soltanto dei vaghi ricordi di un caos immane. I sogni infranti delle terre perdute, e l'ossessione di un uomo sempre in lotta; Max, il Guerriero della Strada. Era figlio dei tempi in cui il mondo viveva sotto il dominio dell'oro nero, e i deserti brillavano per le fiamme delle gigantesche torri che estraevano il petrolio. Ora tutto è distrutto, scomparso, come e perché non lo ricorda più nessuno, ma è certo che un immane conflitto annientò due grandi potenze. Senza il petrolio, l'uomo tornò alle sue origini primitive, e tutte le sue macchine favolose andarono in rovina. Tutti i popoli tentarono di raggiungere un accordo, ma nessuno riuscì a fermare la valanga del caos. Nel terrore dei saccheggi e nelle fiamme della violenza, il mondo scoppiò, e tutte le sue città crollarono una dopo l'altra. L'uomo si nutrì di carni umane per sopravvivere. Su tutte le strade vincevano coloro che avevano la forza, e i mezzi, per piombare sulle vittime e depredarle, anche dell'ultimo respiro. Niente aveva più valore di una piccola tanica di benzina; i deboli, scomparivano senza lasciare neanche il segno di una croce su delle misere pietre. Nel ruggito di un motore, quelli come Max, si difendevano dai demoni del passato, e dalle inutili speranze di un futuro svuotati di ogni sentimento umano, condannati a inseguire ogni piccola traccia di vita, nelle terre perdute. E alla luce di quei giorni desolati, Max imparò a dominare il suo destino. »

Interceptor 2 - Il guerriero della strada

Pochi altri film rappresentano un'epoca quanto fa la saga di Max Rokatansky, più noto come "Mad Max", protagonista assoluto di tre film: Interceptor (1979), Interceptor - il guerriero della strada (1981) e Mad Max, oltre la sfera del tuono (1985).

Il primo film ci introduce in un mondo al tramonto. Futuro prossimo, Australia: in una società allo sfacelo, le strade sono in balia delle più spietate bande di criminali che vengono affrontate da pochi, risoluti agenti di un team speciale di polizia motorizzata, la Main Patrol Force. Max è uno dei più abili membri di questo corpo, ma i suoi successi nel perseguitare una delle più potenti bande di psicopatici che furoreggiano sull'asfalto attirerà la tremenda vendetta di altri spietati criminali, che gli stermineranno la famiglia.

Il seguito, "Il guerriero della strada", è ambientato pochi anni dopo rispetto al primo film. La società è oramai collassata, le guerre atomiche hanno sconvolto il mondo, tanto che i superstiti si sono ridotti a vivere in un presente barbarico, neo-medievale. Dopo lo sterminio della sua famiglia Max è diventato un nomade solitario, dedito solo alla sopravvivenza. Durante il suo girovagare s'imbatte in una comunità riorganizzatasi attorno a un impianto petrolifero ancora funzionante, che ha però attirato le attenzioni dei predoni Humungus.
Dopo un primo approccio in cui Max offre i suoi servizi da mercenario ai superstiti assediati dai predoni, disinteressandosi però dei loro sogni di ricostruire una parvenza di società civile, si deciderà ad aiutarli fino in fondo, ingaggiando una leggendaria sfida ad alta velocità coi mezzi motorizzati degli Humungus.

La trilogia si chiude con "Mad Max, oltre la sfera del tuono". Dopo aver lasciato i superstiti della tribù del nord, Max riprende il suo girovagare, arrivando nella corrotta città di Bartertown, dove si trova coinvolto nella lotta di potere tra l'ambiziosa Aunty Entity e Master Blaster, i due signorotti che si spartiscono la più grande risorsa cittadina, la centrale elettrica.
Dopo aver sconfitto il Blaster in un incontro gladiatorio memorabile, Max viene tradito da Aunty, che l'aveva ingaggiato come suo campione, e quindi esiliato nel deserto. Qui viene salvato da una tribù di ragazzi selvaggi, di cui Max diventa il paladino, guidandoli verso la fuga dalle grinfie della pericolosa padrona di Bartertown.

Mentre i primi due capitoli sono durissimi, spietati (il primo in particolare), "Mad Max" assume toni un po' più leggeri ed ottimistici, che ne fanno un film adatto anche al pubblico meno avvezzo agli eroi neri quale è il road warrior delle prime due pellicole.
Ma è proprio questo il Max migliore, l'antieroe dall'animo vendicativo e solitario, moderno cow-boy alla Clint Eastwood, dotato però di un'auto, la spettacolare V8 Interceptor, al posto del solito cavallo.
La trilogia di Max ha generato un vero e proprio filone in auge fino alla fine degli anni '80, il post-atomico motorizzato, detto anche "alla Mad Max". Gli influssi della saga ideata da George Miller sono enormi e questi tre film vantano una marea di tentativi d'imitazione, quasi tutti nettamente inferiori agli originali.

La V8 Interceptor

La V8 Interceptor

E' impossibile parlare di Mad Max senza menzionare la V8 Interceptor, ossia il veicolo speciale usato da Max per vendicarsi. Costruita sulla base di una Ford Falcon XB GT Coupé del '73[1], l'auto entra in scena per circa un quarto d'ora lasciando un segno indelebile nel film e nella storia. La sua turbina che le permetteva di essere veloce come un areoplano sono gli unici elementi di fantascienza vera e propria che si presentano nel film, benché molti veicoli dragster possono in realtà essere anche più potenti. La sua prima apparizione é nel garage della Main Force Patrol, dove lui e Goose si presentano non sapendo quello che li aspetta davvero. Successivamente, la macchina non viene più menzionata o vista fino a quando Max la preleva illegalmente per compiere la vendetta. Alcune sequenza di azione paiono velocizzate per creare l'effetto della velocità, ma in realtà la macchina originale (con ben 300 cavalli di potenza) viaggiava davvero spedita. Nel film era guidata dallo stunt man australiano Grant Page, che riuscì a realizzare scene davvero esaltanti come il testacoda con successiva sgommata e l'inseguimento di Toecutter con la macchina che spunta alle spalle del biker come un rapace intento a catturare la preda. Nell'arco della storia, la V8 (nota anche come Pursuit Special) é stata annoverata come una delle auto più belle mai apparse in un film, e in Australia e altri paesi, fanno a gara per accaparrarsi una vecchia Ford Falcon o anche una Fairmont (stessa auto, con nome diverso) per realizzarne una replica. Addirittura, benché la V8 sia stata realizzata per il film e quindi mai prodotta in serie, risulta essere la macchina australiana più famosa al mondo. (Fonte: Wikipedia)